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venerdì 11 maggio 2012

Incontro presso la Prefettura di Palermo - documento consegnato al Sig. Prefetto

A S.E. il Prefetto di Palermo Palermo, 11 maggio 2012 Le Segreterie Regionali CGIL FP, CISL FP e UIL FPL esprimono profonda preoccupazione per le sorti dei lavoratori precari impegnati nelle pubbliche amministrazioni siciliane ed in particolare negli EE.LL. dell’isola. Le recenti pronunzie della Corte dei Conti sui processi di stabilizzazione del personale precario nelle pubbliche amministrazioni e le motivazioni addotte nell’impugnativa del Commissario dello Stato ai disegni di legge elaborati dal Governo e dalla classe politica siciliana, aggravano un quadro normativo già fortemente complesso ed allarmano i lavoratori precari che garantiscono servizi fondamentali ai cittadini. In merito, occorre osservare che il precariato in Sicilia ha origine nel lontano 1988 e, dopo 24 anni di proroghe, attraverso un groviglio di legislazioni,il fenomeno è ad oggi ancora irrisolto. Particolare attenzione va rivolta a questo “precariato storico", intendendo con tale accezione quei lavoratori, provenienti dal bacino dei lavoratori socialmente utili, utilizzati nelle pubbliche amministrazioni con contratti di natura temporanea, ma con riferimento a fabbisogni permanenti dell’amministrazione. Se il ricorso, infatti, a contratti di lavoro a tempo determinato corrisponde alla necessità di fare fronte ad esigenze temporanee delle amministrazioni, di fatto si sono utilizzate tipologie di lavoro flessibile per esigenze permanenti legate al fabbisogno ordinario. Situazioni, queste, assimilate a forme di lavoro precario poco compatibili con i principi che sono alla base dell’organizzazione e del funzionamento delle amministrazioni. In questo modo, la classe politica ha creato condizioni di precariato che si protraggono da lungo tempo, generando una categoria di lavoratori che, unitamente a quelli a tempo indeterminato ancora in servizio, in assenza di regolare turn-over, hanno fino ad oggi garantito i servizi fondamentali ed essenziali alle proprie comunità locali. D’altra parte, è ben noto che gli organici senza il personale precario sono all’osso. Si tratta di lavoratori che, oggi ormai qualificati, svolgono con competenza un servizio pubblico e reclamano, giustamente, occupazione e certezze. Gli Enti, forti della presenza del personale precario, da oltre un ventennio, rinunciando a qualsiasi procedura concorsuale, hanno continuato ad utilizzare questi lavoratori, in punti strategici ed anche in posizioni apicali delle amministrazioni stesse, sfruttando i titoli di studio da questi posseduti e la professionalità dagli stessi acquisita. Così facendo, settori strategici quali la polizia municipale, gli asili nido, gli uffici di ragioneria, gli uffici tecnici e i servizi manutentivi, i servizi sociali ed assistenziali dei comuni sono ad oggi coperti da gran parte del personale a tempo determinato che ha già sostituito il personale a tempo indeterminato nel frattempo andato in quiescenza. Sono i più deboli del sistema, i meno tutelati e retribuiti, sottoposti spesso alla richiesta di prestazioni elevate in cambio di un rinnovo contrattuale. Gli errori perpetrati dalla classe politica non possono ricadere sulle spalle dei lavoratori e delle loro famiglie. A distanza di oltre vent’anni, contrariamente a come invece è avvenuto nel resto d’Italia e in altri rami di amministrazioni, questi lavoratori precari rischiano di essere estromessi irrimediabilmente dal mercato del lavoro, anche per causa della loro oramai avanzata età. L’inopportunità espressa ultimamente dalla Corte dei Conti alla stabilizzazione di questo personale, le rigide regole ai vincoli del patto di stabilità nazionale e l’eventuale blocco paventato dal Commissario dello Stato e imposto dalla normativa nazionale alle stesse proroghe, metterebbe in ginocchio i servizi offerti dagli Enti Locali alla cittadinanza. Pur nella consapevolezza dello stato di crisi generale in cui versa il paese, ed ancor di più la Sicilia, non può certo disconoscersi ed essere consapevoli del fatto che occorre riorganizzare la pubblica amministrazione per renderla più efficiente, efficace e trasparente. Ciò deve essere considerato prioritario per fare ripartire l’economia, tagliando spese improduttive e rami secchi che non possono, tuttavia, essere individuati tra i servizi comunali da rendere proficuamente alle comunità. La valorizzazione delle risorse umane nella P.A., coerentemente con i fabbisogni organizzativi accuratamente individuati, se legata ai concetti di efficacia ed efficienza, in un'ottica di razionalizzazione, anche attraverso l’individuazione di eventuali percorsi di qualificazione o riqualificazione, rappresenta un elemento di innovazione organizzativa in grado di generare benefici. Il Governo Regionale, congiuntamente agli Enti Locali, fino ad oggi ha sostenuto economicamente l’utilizzo di questo personale. Purtroppo le difficoltà economiche in cui gli Enti versano, tenendo conto delle proprie disponibilità di bilancio e delle specifiche disposizioni in materia di assunzioni e di tetti di spesa, difficilmente consentirebbero una regolamentazione a totale carico delle strutture locali. Per questo è indispensabile il coinvolgimento del Governo Nazionale sulla specifica vertenza del ventennale precariato in Sicilia, teso a dare una soluzione strategica, tale da impiegare in modo strutturale e stabile il personale precario in servizio negli Enti Locali. FIRMATO FP CGIL CISL FP UIL FPL M. Palazzotto A. Fullone V. Tango Dichiarazioni a verbale dinanzi a S.E. il Prefetto di Enna FP CGIL CISL FP UIL FPL Rivendicano una riorganizzazione della pubblica amministrazione in Sicilia, scevra da sperperi e, attraverso il pieno apporto professionale del personale precario utilizzato, tesa unicamente a garantire ed ampliare i servizi da offrire ai cittadini; Ritengono che gli errori, i ritardi e le omesse applicazioni di precedenti normative, perpetrati negli anni dalla classe politica siciliana, non possono e non debbano ricadere sulle spalle dei lavoratori e delle loro famiglie, che da oltre vent’anni sono impegnati in posizioni di lavoro strategici delle amministrazioni, ed oggi posti a serio rischio. Considerano discriminatoria ed iniqua l’esclusione dai processi di stabilizzazione di questi lavoratori rispetto ai processi analoghi avviati e conclusi positivamente sia in campo nazionale che regionale. Auspicano un percorso, in tempi certi, orientato alla stabilizzazione di questi lavoratori, integrato in un processo di razionalizzazione e valorizzazione generale delle risorse umane all'interno delle amministrazioni pubbliche. Chiedono risposte concrete, non ulteriori proroghe ed illusori tentativi di mitici percorsi di stabilizzazione, operate dal Governo regionale e dalla classe politica siciliana, ma interventi che regolarizzino concretamente la condizione di lavoro di questi precari ultraventennali. Reputano indispensabile una sinergia d’intenti e di risorse da parte del Governo Centrale, del Governo Regionale e delle stesse Amministrazioni Locali al fine di porre realmente fine alla ventennale vertenza del precariato in Sicilia; Non chiedono risorse aggiuntive alla finanza pubblica, nella considerazione che non si tratta di nuove assunzioni, ma una soluzione condivisa con il governo regionale al fine di poter continuare a rendere i servizi essenziali ai cittadini. Non vogliono immaginare uno scenario in cui, da una parte, questi lavoratori vengano estromessi dal posto di lavoro, e dall’altra parte, gli Enti si trovino nella impossibilità di continuare a garantire i servizi ai cittadini. Chiedono a S.E. il Prefetto che si faccia latore del documento allegato al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Ministro del Lavoro, affinché possano rimuovere gli ostacoli e gli impedimenti di legge alle procedure di stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione in Sicilia, anche con disposizioni derogatorie rispetto alle normali procedure di assunzione, tenendo conto della loro specificità giuridica, lavorativa e sociale. FIRMATO FP CGIL CISL FP UIL FPL M. Palazzotto A. Fullone V. Tango

Fornero&Passera

Il ministro Fornero ammette di aver sottovalutato il disagio delle persone. Il ministro Passera si spinge più in là tratteggiando “una situazione a tinte fosche, dove la metà della popolazione sarebbe a forte rischio, con conseguenze per la tenuta della coesione sociale”. “Confesso un certo stupore e persino disagio – scrive la sociologa Chiara Saraceno su La Repubblica –. Se a fare questa valutazione fossero i sindacati o l'opposizione, si direbbe, anzi si è detto fino a ieri, che esagerano. Se poi a fare questa valutazione fosse qualcuno dei partiti che sostengono il governo si direbbe che ne mettono irresponsabilmente in gioco la tenuta in un periodo ancora difficile per la nostra economia e per la nostra credibilità internazionale. Da un ministro, tanto più ‘dello sviluppo’ ci si aspetterebbe che non si limitasse ad una denuncia della gravità della situazione, ma indicasse anche strategie per superarla. E bisogna dire che di queste strategie si è visto ben poco finora”. “Sono ben consapevole che questo governo si è trovato a operare in una situazione difficilissima, di cui non ha responsabilità e che le soluzioni non sono dietro l'angolo. Ma quanto la capacità di riconoscere da subito i pesanti e disuguali costi sopportati dai cittadini ha dato l'impressione di una distanza insieme culturale e sociale tra governo e la maggioranza dei cittadini, questo improvviso rovesciamento di atteggiamento (per altro solo verbale) dopo i risultati elettorali rischia di produrre più sconcerto che consenso, oltre ad aumentare l'ansia”. La conclusione è pesante: “Tra arroganza e populismo più o meno sfiduciato – scrive Saraceno – ci sono alternative più costruttive. Richiedono forse un po' più di umiltà e sobrietà intellettuale e civile”.

giovedì 10 maggio 2012

Esclusi e promossi a Sala delle Lapidi

da http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/palermo/notizie/politica/2012/10-maggio-2012/amministrative-consiglio-comunale-dimezzatoesclusi-eccellenti-sala-lapidi-cambia-volto-201117703028.shtml Il clamoroso esito delle amministrative palermitane, che hanno travolto i principali partiti, porta con sé una vera ecatombe di “big” al Consiglio comunale. Complice la legge elettorale, che piazza uno sbarramento ad una percentuale piuttosto alta, il 5%, Sala delle Lapidi sarà popolata da alcune new entry, mentre tanti volti noti restano fuori dalla porta. CENTRODESTRA - Il Pdl - il partito che più di tutti ha pagato il giudizio negativo dei palermitani per gli ultimi quattro anni di sindacatura Cammarata -porterà in Consiglio (a meno di impronosticabili, almeno per il momento, apparentamenti tecnici con Fabrizio Ferrandelli) soltanto tre suoi esponenti a causa dello striminzito 8,33% portato a casa: Giulio Tantillo (capogruppo uscente) ha confermato la sua forza elettorale conquistando quasi 2.700 preferenze, bene anche Giuseppe Milazzo. Il terzo esponente azzurro uscirà dal testa a testa (a tre giorni di distanza dal voto il sito del Comune non ha ancora fornito i dati finali) tra Alessandro Anello e Giovanni Melia: fuori dai 50 consiglieri (30 saranno direttamente collegati al sindaco eletto al ballottaggio, al momento l’Idv di Leoluca Orlando fa quindi man bassa) ad esempio Sebastiano Drago, primo degli eletti nel 2007; altri esclusi eccellenti gli ex assessori Raoul Russo e Stefano Santoro (quest’ultimo ha chiaramente puntato il dito contro i coordinatori Scoma e Cannella). GRANDE SUD - Per Grande Sud, altro sponsor (assieme all’Udc) di Massimo Costa, restano fuori un altro ex assessore, Michele Pergolizzi, e Gerlando Inzerillo, consigliere uscente. Nel Cantiere Popolare niente Sala delle Lapidi per Pippo Enea, vicesindaco uscente, e per l’ex capogruppo Doriana Ribaudo: si salvano due ex assessori come Felice Bruscia e Roberto Clemente. Fuori Marianna Caronia, candidato sindaco e capolista della civica Amo Palermo. Altri nomi che hanno fatto la storia (nel bene o nel male) del Consiglio comunale rischiano di rimanere fuori: se nel Pd sono certi di un posto Carlo Di Pisa, Teresa Piccione e Rosario Filoramo, sono al momento fuori nomi eccellenti come quello del vicepresidente del Consiglio, Salvo Alotta, e poi ancora Vincenzo Tanania, Maurizio Pellegrino e Ninni Terminelli (inizialmente candidato alle primarie del partito): la loro presenza dipende da chi verrà eletto sindaco. Un autentico colpo di spugna, Sala delle Lapidi sta per rifarsi completamente il look

Caos elezioni amministrative

da www.siciliainformazioni.it Risolto il mistero della sezione numero 271, l’ultima mancante all’appello per considerare definitivo il dato del primo turno di Amministrative del Comune di Palermo. Si tratta della sezione istituita presso la scuola elementare “Basile”, di largo Corleone, che in queste ore ha alimentato sospetti e attirato l’ironia di osservatori e media. Nessun broglio, nessun mistero, ma soltanto un grande pasticcio causato da un’errata interpretazione delle modalità di voto da parte del presidente di seggio. Un punto a favore del tanto bistrattato software del Comune di Palermo, finito nel mirino in questi giorni (forse ingiustamente) per non essere stato in grado di fornire i dati celermente. Il guaio è nato al momento della trascrizione dei dati dal verbale di voto alla scheda fornita dal Comune a tutti i presidenti di seggio per consentire il caricamento delle preferenze sul cervellone elettronico di Palazzo delle Aquile. “Il nostro computer non ha accettato quei dati perché la scheda non era stata compilata correttamente – spiega Giovanni Mascari, del Centro raccolta dati del Comune -. Abbiamo ricontrollato il verbale e individuato le incongruenze che non ci avevano consentito di caricare i dati on-line, ma tutto questo lavoro ha richiesto inevitabilmente del tempo”. Errori che, secondo quanto raccontano dal Comune, si sarebbero registrati in diverse sezioni, con presidenti di seggio in alcuni casi neofiti o comunque del tutto impreparati all’interpretazione delle nuove norme elettorali introdotte dall’Ars. Errori che si sono sommati al caos creato dalla Regione, che nel pomeriggio di martedì aveva messo in dubbio il sistema di calcolo delle percentuali di sindaci e consiglieri comunali gettando nel panico gli uffici elettorali dei Comuni siciliani, salvo poi operare una netta marcia indietro e convalidare i conteggi dei singoli uffici elettorali. Il fantomatico ‘mistero’ della sezione 271, intanto, sta per essere risolto: “Abbiamo concluso tutti i controlli sul verbale – afferma Mascari – e a breve caricheremo i dati sul sito”.

Rischio tenuta coesione sociale del paese

da www.repubblica.it ROMA - Dopo i mesi della risolutezza e del rigore, il governo tecnico di Mario Monti scopre di "avere un cuore", per riprendere una frase del viceministro dell'Economia, Vittorio Grilli. E, soprattutto, sembra aver preso coscienza delle ricadute delle misure anti-crisi sulle fasce deboli del Paese. Che non sono numeri, ma persone. Tantissime. "Il disagio sociale e diffuso legato alla mancanza di lavoro in Italia è più ampio di quello che le statistiche dicono. E' a rischio la tenuta economica e sociale del Paese" perché il disagio investe "metà della nostra società" afferma il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, parlando all'assemblea di Rete Imprese Italia e chiedendo alla Ue di distinguere spese da investimenti. "Monti - assicura Passera - si farà sentire". Il ministro del Welfare Elsa Fornero ammette: "La riforma delle pensioni è stata molto dura e ha creato dei problemi a molte persone e molte famiglie". "Problemi - Fornero, allo stesso tempo, assicura - dei quali il governo è consapevole". E il ministro della Salute, Renato Balduzzi avverte: "E' un momento di difesa: attenzione alle fasce fragili". Passera: "Ue, investimenti per la crescita". "Tutti sappiamo che da questa situazione possiamo uscirne anche più forti degli altri paesi. Lo spazio per crescere c'è e in parte dipenderà da quello che farà l'Europa, che deve smettere solo di parlare di crescita ma fare investimenti", dichiara il ministro dello Sviluppo Economico, riprendendo le argomentazioni dello stesso presidente del Consiglio, Mario Monti 1. Le accuse di respiro "comunitario" del ministro sono particolarmente dirette. "L'Ue non ha fatto la sua parte adeguatamente negli ultimi tanti mesi - amonisce Passera -. L'Ue non ha saputo garantire se stessa, ma adesso deve dimostrare di saper garantire se stessa e anche i più deboli, deve smettere di parlare di crescita e fare investimenti, distinguendo ciò che è spesa e ciò che è investimento". Passera fa un po' di conti del disagio sociale legato alla mancanza di lavoro: "Se mettiamo insieme disoccupati, inoccupati, sottoccupati e sospesi arriviamo a 5-6- forse 7 milioni di persone. Se moltiplichiamo per i loro familiari arriviamo alla metà della nostra società. Non sono soltanto a rischio i consumi e gli investimenti ma anche tenuta economica e sociale del Paese". Per il ministro, l'Italia può farcela, "e non è ottimismo di maniera". Perché "dalla globalizzazione può arrivare una spinta alla crescita" analizza Passera, elencando i settori in cui il Paese mantiene un vantaggio competitivo: "L'Italia ha dei vantaggi unici nel settore della moda, della casa, dell'autonomazione, della meccanica, della filiera agroalimentare e del turismo. E tutto questo rappresenta una buona parte dell'economia che non può non avere un grande vantaggio". E se a tutto questo si aggiunge "il dinamismo" del sistema delle piccole e medie imprese, "da persone concrete, dobbiamo convincerci che lo spazio per crescere c'è". Fornero: "Pensioni, governo consapevole dei problemi". La riforma delle pensioni "è stata molto discussa, anche nei problemi che ha creato a persone e famiglie. E sono problemi dei quali il Governo è consapevole". Così il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, intervenendo alla 'Giornata nazionale della previdenza'. "E' una riforma - spiega il ministro - dura e molto severa, ma ricordo le circostanze di grave crisi finanziaria in cui è stata approvata. C'era la prospettiva di un vero baratro finanziario le cui conseguenze non dobbiamo dimenticare quando si ricordano i problemi creati dalla riforma". Il ministro Fornero poi sottolinea come "nessuna riforma del sistema previdenziale può funzionare senza un buon andamento dell'economia e una riforma del mercato del lavoro, che deve essere più inclusivo e dinamico di quanto sia mai stato". Balduzzi: "Attenzione alle fasce fragili". "Soprattutto in tempo di crisi i criteri devono essere chiari ed è necessario rivolgere maggiore attenzione ai fragili, che non possono fare da soli. Chi è forte può stringere la cinta, chi è debole, invece, ha bisogno una rete". Anche il ministro della Salute, Renato Balduzzi, in visita questa mattina all'Istituto nazionale migrazioni e povertà (Inmp), esprime dalla sua prospettiva l'attenzione dell'esecutivo per i più esposti agli effetti della crisi, ma anche del rigore e delle riforme. "Per il nostro sistema sanitario nazionale - ha detto il ministro - la cartina di tornasole è proprio l'attenzione ai più deboli. I tempi che viviamo non sono favorevoli per grandi progetti, sono tempi di difesa. Importante è, però, non perdere le caratteristiche che determinano il funzionamento del nostro stesso sistema sanitario". Grilli: "Fondamentali forti, ma fisco pesa. Ridurre settore pubblico". In un quadro così allarmante, chi dal governo fa esercizio di ottimismo è il viceministro dell'Economia, Vittorio Grilli. "L'economia italiana cresce poco, peggio degli altri paesi, da un quindicennio. Dobbiamo vincere questa sfida, ridare all'Italia un motore di crescita sostenibile" dichiara Grilli nel suo intervento all'assemblea di Unindustria. Ma l'Italia, ribadisce il viceministro, può farcela perché "i fondamentali dell'economia italiana sono forti se confrontati ai concorrenti europei". "Il compito del ministero dell'Economia e delle finanze - scandisce Grilli -, non è quello di lanciare il cuore oltre l'ostacolo ma di lasciare i piedi per terra. Questo non vuol dire che un cuore non lo abbiamo anche noi. Le difficoltà che stiamo vivendo sono di tutti, nessuno escluso, e le dobbiamo vivere e vincerle insieme". C'è bisogno, sottolinea Grilli, "di una riduzione del peso fiscale: il peso fiscale alto non può essere un motore per la crescita". Ma questo obiettivo non può essere raggiunto in deroga a un risanamento del bilancio pubblico, per il quale "non devono esserci esitazioni né marce indietro. E' un pre requistio di credibilità per la crescita del nostro Paese. Dobbiamo avere i conti in ordine". La strada per ridurre il debito pubblico, secondo Grilli, passa attraverso un settore pubblico più snello ed efficiente. "Dobbiamo ridurre il settore pubblico - spiega il viceministro -. Abbiamo bisogno di un risultato non solo quantitivo, ma qualitativo, ovvero un settore pubblico più piccolo e più efficiente, consapevoli che si può avere una maggiore efficienza del sistema, dando servizi di maggior qualità. Bisogna evitare di dire che: 'si taglia la spesa e quindi tagliamo i servizi ai cittadini'".

mercoledì 9 maggio 2012

Centro Storico-avviso ricognizione

SETTORE CENTRO STORICO Via Foro Umberto I, 14 tel. 091/7406802- 6803 fax 091/7406888 e-mail: settorecentrostorico@comune.palermo.it settorecentrostorico@cert.comune.palermo.it Palermo, 09/05/2012 Prot. n° 345522/CS Responsabile Unico del procedimento: Arch. *****- tel: 0917406802 e-mail:******* Lavori: “Misura POR 5.02. – Valorizzazione degli assi monumentali del Centro Storico della Città di Palermo – Riqualificazione urbana di Piazza Marina, Piazza Bologni e Piazza della Vittoria” Avvio ricognizione interna per l’affidamento incarichi di Direttore dei Lavori, Direttore Operativo, Assistente di Cantiere e Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione Alla Segreteria Generale All’ Ufficio di Staff al C.C. All’ Ufficio di Gabinetto del Commissario Straordinario All’ Ufficio Piano Strategico All’ Ufficio Controllo di gestione All’ Ufficio Relazioni internazionali e politiche europee All’ Ufficio Sviluppo Organizzativo All’ Ufficio Autonomo per la sicurezza All’ Ufficio Sistemi Informativi e Telecomunicazioni Al Settore Risorse Umane All’ Ufficio Società ed enti controllati All’ Avvocatura comunale Alla Ragioneria Generale Al Settore Tributi Al Settore Risorse Immobiliari Al Settore Cultura Al Settore Servizi alla collettività Al Settore Servizi educativi Al Settore Servizi interventi socio-assistenziali All’ Area Infrastrutture Al Settore Manutenzione All’ Unità di progetto gestione COIME e cantiere comunale Al Settore Urbanistica ed Edilizia Al Settore Verde e Territorio Al Settore Ambiente, Mobilità e Traffico Al Settore Servizi alle imprese e sportello Unico AA.PP. All’ Area P.M. e vigilanza del territorio LL.SS. PREMESSO CHE:  lo scrivente ufficio ha predisposto nell’aprile 2010 il progetto esecutivo di cui all’oggetto, finanziato con fondi POR, avente un importo complessivo di € 11.999.906,18, di cui € 9.395.180,85 per lavori ed € 2.604.725,33 per Somme a disposizione dell’Amministrazione  le lavorazioni di cui si compone l’intervento sono: • Strade e relative opere complementari (categoria OG3 - importo € 6.132.161,63) • Verde e arredo urbano (categoria OS24 – importo € 1.244.141,35) • Impianti di pubblica illuminazione (categoria OG10 - importo € 709.436,47) • Restauro (categoria OS2 – importo € 683.539,41) • Acquedotti, gasdotti, fognature (categoria OG6 – importo € 625.901,99)  facendo seguito ad apposita gara, in data 06.06.2011 è stato stipulato con l’ATI aggiudicatario: Geo-Ambiente S.r.l. (con sede in Viale G. Cesare n. 35/A - BAUCINA (PA)) e Tecno Group S.r.l. (con sede in Largo Villaura n. 27 – PALERMO) il contratto rep. n. 10, registrato a Palermo in data 10.06.2011 al n° 506/1  l’importo complessivo del contratto di appalto è di € 5.017.081,60 oltre I.V.A., con un ribasso offerto in sede di gara del 48,0111%  in data 29.06.2011 si è proceduto alla consegna dei lavori che dovranno essere ultimati entro il 28.12.2013  alla data attuale è in corso la redazione del 1° stato di avanzamento lavori CONSIDERATO che:  con Determinazioni Dirigenziali n. 309 del 30.09.2010, n. 77 del 03.03.2011, parzialmente modificata con Determinazione Dirigenziale n. 265 del 08.08.2011, si è proceduto alla nomina dell’Ufficio di Direzione dei Lavori e dei Coordinatori per la Sicurezza in fase di esecuzione, composti da funzionari dell’Amministrazione Comunale ATTESO che:  con nota prot. 324989/CS del 30.04.2012, a seguito di quanto stabilito con Deliberazione del Commissario Straordinario n. 54 del 19.04.2012 relativamente alla ridefinizione della struttura organizzativa del Comune di Palermo, l’Ufficio di Direzione dei Lavori ed i Coordinatori per la sicurezza in fase di esecuzione hanno rassegnato le dimissioni dagli incarichi conferiti con le sopra citate Determinazioni OCCORRE:  procedere alla nomina dell’Ufficio di Direzione Lavori affidando gli incarichi di Direttore dei Lavori, Direttori Operativi, Ispettori di Cantiere e Coordinatore per la Sicurezza in fase di esecuzione ricorrendo ai dipendenti dell’Amministrazione Comunale Secondo quanto sopra rappresentato ed in conformità alla circolare dell’Ufficio di Gabinetto del Sindaco, prot. n. 10636 del 15.11.2010, con la presente si avvia pertanto la procedura di ricognizione presso tutti gli uffici dell’amministrazione comunale ed a tal fine si invitano le SS.LL. a comunicare, entro 15 giorni dalla data della presente, gli eventuali nominativi dei funzionari disponibili ad espletare gli incarichi in oggetto, in possesso dei titoli e nei ruoli ed in possesso dei sottoelencati requisiti: Per il ruolo di Direttore dei Lavori, Direttore Operativo ed Ispettore di cantiere: • avere già svolto incarichi di collaudatore, progettista, direttore dei lavori, direttore operativo, ispettore di cantiere o RUP per opere di categorie analoghe a quelle del progetto in epigrafe, da dimostrare attraverso la presentazione di specifico curriculum professionale Per il ruolo di Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione: • requisiti professionali di cui all’art. 98 del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i., nonché avere già svolto incarichi di Coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, da dimostrare attraverso la presentazione di specifico curriculum professionale I funzionari dovranno specificare per quale dei suddetti ruoli intendono manifestare la propria disponibilità. Considerata la particolare complessità dell’appalto e la presenza di diverse categorie si procederà alla nomina di un Direttore dei Lavori, di tre Direttori Operativi, di due Ispettori di cantiere e di un Coordinatore per la Sicurezza in fase di Esecuzione. In presenza di segnalazione di più tecnici per ciascun ruolo, la scelta sarà effettuata da apposita commissione che verrà nominata successivamente alla ricezione della documentazione da parte dei tecnici disponibili, composta da funzionari del Settore Centro Storico, che valuterà la qualificazione degli stessi tecnici in base ai lavori indicati nel suddetto curriculum, tenendo conto del tipo di lavori, della loro specificità e complessità. Per l’espletamento di detti incarichi spetta l’incentivo previsto dall’art. 18 della L. n. 109/94 nel testo coordinato con la L.R. n. 7/2002 e ss.mm.ii., (oggi art. 92 del D.Lgs. n. 163/2006), da attribuire ai sensi del vigente dell’attività professionale in favore del personale tecnico dipendente del Comune di Palermo ed in particolare, secondo quanto riportato negli art. 2, 5 e 6 del Regolamento interno sulla misura e distribuzione di tale incentivo, autorizzato con Deliberazione di Giunta Comunale n° 174 del 06.08.2009 e pertanto si hanno le seguenti aliquote dell’incentivo: Incentivo totale: 2% dell’importo dello stato finale dei lavori (al netto degli eventuali stati di avanzamento emessi) (ex. art. 2, comma 1 lettera a); Incentivo per Ufficio di Direzione dei Lavori: il 26% dell’incentivo totale, ex art. 5, comma 1 lettera e); la suddivisione fra i vari componenti dell’Ufficio di Direzione Lavori (Direttore dei Lavori, Direttori Operativi ed Assistenti di cantiere) sarà stabilità successivamente e sarà inserita nella specifica Determinazione Dirigenziale di nomina Incentivo per Coordinatore per la Sicurezza in fase di Esecuzione: il 4% dell’incentivo totale, ex art. 5, comma 1 lettera e) Si rappresenta che trascorso il termine di cui sopra senza che sia pervenuto riscontro, verrà attivata la procedura di cui al comma 2 bis dell’art. 120 del D.Lgs. n. 163/2006. F.TO IL DIRIGENTE COORDINATORE

martedì 8 maggio 2012

8 corso formazione DPI - richiesta chiarimenti modalità

Allo SVO e, p.c. ai dipendenti del Comune di Palermo LL.SS. Oggetto: partecipazione all’ 8° corso di informazione sull’utilizzo dei DPI- Anno 2012 - corso del 11 maggio 2012 Si chiede di informare gli scriventi RLS, sulla modalità di partecipazione di 59 dipendenti al corso di formazione sull’utilizzo dei DPI, posto che con delibera commissariale n. 38, l’Amministrazione ha proceduto all’accorpamento dei profili di portiere custode e degli operatori dei servizi generali. Appare pleonastico ricordare che, l’attività lavorativa non deve superare le 10 ore e che comunque al termine di esse, per favorire il recupero psico-fisico del lavoratore, si usufruisce di una pausa non inferiore a ulteriori 10 ore continuative. Si chiede di chiarire come, il personale ascritto alla mansione di portiere custode, che effettua turno notturno, possa partecipare a detto corso e - citiamo testualmente: “… fermo restando che,al termine del coso, il dipendente dovrà recarsi nei propri Settori\Uffici di appartenenza per il completamento della giornata lavorativa”, e completare la propria attività lavorativa… Viene da chiedersi, posto che l’Amministrazione è così solerte nel razionalizzare l’utilizzo delle risorse umane, se è altrettanto solerte nella fornitura di camper dotati di cuccette, per permettere ai turnisti notturni di ottemperare all’obbligo del rientro nella propria sede per il completamento della giornata lavorativa che, a conti fatti si espleterebbe, corso incluso, secondo la seguente modalità: inizio turno ore 00.00 circa fine turno ore 06.00 circa inizio corso ore 11.30 fine corso 14,00 Ciò non di meno, si segnala ulteriormente che, ben 13 unità di portieri custodi, rientranti nell’organico del Servizio Scuole dell’infanzia e personale esterno, sarà anch’esso impegnato nel medesimo corso. Sorge spontanea una riflessione, chi o quale figura professionale, in assenza di detto personale, vigilerà e si occuperà della guardiania in loro assenza? Altresì, fra detto personale vi sono soggetti con orario ridotto e se si, completato l’orario di lavoro settimanale giovedì, dovrà sempre rientrare per completare la giornata lavorativa? Siamo certi che a tali quesiti, l’Amministrazione saprà dare pronta risposta e vista la solerzia, si chiede di informare oltre gli RLS, anche l’Organo di Vigilanza sulla tempistica e la modalità oraria. Palermo, 08/05/2012 f.to gli RLS M. Leo, E. Muratore, G. Cosentino, G. Monacò, A. Campo

Festa dell'Autonomia Siciliana - nota del Sett. R.U.

Il 15 maggio è la ricorrenza della promulgazione dello Statuto della regione Siciliana. Tale festività è inserita nel calendario scolastico della Regione. Si prevede l'interruzione delle lezioni, senza sospensione delle attività di lavoro da parte del personale comunale. Distinti saluti. Il dir.sett.R.U. Dr.Antonino Mercurio

Riepilogo voti candidato a Sindaco

da www.comune.palermo.it COMUNE DI PALERMO ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2012PALERMO PALERMO 1° Turno ELEZIONI COMUNALI - RIEPILOGO VOTI AI CANDIDATI SINDACO RISULTATI COMUNE DI PALERMO SEZIONI SCRUTINATE: 594 SU 600 CANDIDATO SINDACO VOTI PERCENTUALI NUTI RICCARDO 10759 4.9% CARONIA MARIA ANNA DETTA MARIANNA 15806 7.2% ORLANDO LEOLUCA 104028 47.36% BASILE GIOACCHINO 235 0.11% MAURO GIUSEPPE 813 0.37% FERRANDELLI FABRIZIO 38143 17.36% COSTA VINCENZO DETTO MASSIMO 27739 12.63% ARICO' ALESSANDRO 19214 8.75% PRIULLA MARCO 357 0.16% DRAGOTTO TOMMASO 1956 0.89% ACCARDO ROSSELLA 626 0.28% Solo lista : 102745 (29.16%) Schede Bianche : 6338 (1.8%) Schede Nulle : 19962 (5.66%) Voti Nulli : 2783 (0.79%) Cont. Non Ass. : 890 (0.25%) -------------------------------------------------------------------------------- DATI UFFICIOSI - Ultimo aggiornamento 8/05/2012-16.07 Le percentuali dei voti ai candidati Sindaco sono calcolate sul totale dei voti validi ai candidati Sindaco -------------------------------------------------------------------------------- da www.repubblica.it PALERMO - Un "pasticcio" nell'interpretazione delle norme regionali sta falsando, in queste ore, i risultati elettorali delle amministrative. Tutte le percentuali attribuite ai candidati sindaci vanno corrette al ribasso: è quello che fa sapere l'assessorato alle Autonomie locali che ha inviato una nota ai Comuni interessati dal voto. In pratica, gli uffici elettorali hanno assegnato le percentuali sulla base del totale dei voti attribuiti ai candidati sindaci. Invece la base di calcolo dovrebbe essere il totale dei voti validi, ovvero quelli presi dai candidati sindaci ma anche da liste e candidati al consiglio, con l'unica eccezione delle schede nulle. E ciò per effetto del combinato di due leggi regionali - la 35 del 1997 e la 6 del 2012 - che lascia in piedi il vecchio sistema di calcolo, costruito quando il voto per il consigliere si estendeva automaticamente al candidato sindaco.

Genova 2012 - atto grave e inaudito

"Un atto dalla gravità inaudita che condanniamo con forza. Ci auguriamo che con celerità la Magistratura faccia luce su questi fatti, individuando e punendo i colpevoli, ma nel frattempo bisogna alzare il livello di guardia nei confronti delle derive violente”. E' quanto si legge in una nota della segreteria nazionale della CGIL sull'attentato che ha colpito oggi il top manager di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, gambizzato stamattina a Genova. La CGIL, prosegue la nota, “vuole esprimere all'amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, la sua sincera vicinanza e solidarietà, augurandosi che possa rimettersi presto dal vile attentato. Per quanto ci riguarda vigileremo, come abbiamo sempre fatto, specie negli anni bui della violenza terroristica, perché nel Paese non riparta una spirale di violenza terroristica, per salvaguardare il valore della democrazia e del lavoro”, conclude la CGIL.

lunedì 7 maggio 2012

Assemblea personale precario dei Comuni della Provincia

Palermo, 04/05/2012 E' convocata l'assemblea del personale precario dei Comuni della Provincia di palermo, per il giorno 11/05/2012 dalle ore 10.00 a fine turno con concetramento e sit-in presso
la Prefettura di Palermo alle ore 11.00

ABC dei diritti: PERMESSI RETRIBUITI E NON RETRIBUITI

Al fine di chiarire le modalità di utlizzo dei permessi retributi e non retributi, previsti dal CCNL, onde evitare che sugli stessi si geneneri una " letteratura interpretativa pro domo-sua" da parte delle segreterie del personale, ne pubblichiamo l'iterpretazione autentica: da www.fpcgil.it PERMESSI RETRIBUITI E NON RETRIBUITII permessi retribuiti nel rapporto di lavoro scaturiscono da due fonti: dalle Leggi e dai Contratti collettivi nazionali di lavoro. Nella prima parte ci occupiamo dei permessi che traggono origine da normative di legge e, quanto tali, esercitabili dalla generalità dei lavoratori sia pubblici che privati. Con l'avvertenza, però, che alcuni di questi possono trovare una regolamentazione di miglior favore nei CCNL, dei daremo sinteticamente conto in una seconda parte. Permessi retribuiti derivanti da norme di Legge Permessi per eventi e cause particolari. I lavoratori hanno diritto ad un permesso retribuito di tre giorni (non sono considerati i festivi e giorni non lavorativi) all'anno in caso di decesso o di documentata grave infermità del coniuge, anche se legalmente separato, o di un parente entro il secondo grado, anche non convivente, o di un soggetto componente la famiglia anagrafica. In caso di decesso occorre alcuni Contratti Nazionali di Lavoro (a cui si rinvia), hanno elevato a cinque i giorni di permesso per decesso e li hanno estesi anche ai parenti affini. I giorni di permesso devono essere utilizzati entro sette giorni dall'insorgenza della grave infermità o dalla necessità di provvedere a conseguenti specifici interventi terapeutici. In alternativa ai tre giorni , nei casi di documentata infermità, i lavoratori possono concordare con il datore di lavoro diverse modalità di espletamento dell'attività lavorativa, anche per periodi superiori ai tre giorni, compresa la riduzione dell'orario di lavoro. Tali permessi sono cumulabili con quelli previsti dalla legge 104/90. Per individuare la grave infermità si fa riferimento al Decreto Ministeriale 278/2000, vedi congedi per gravi motivi famigliari. Norme di riferimento Articolo 4 legge 53/2000D.M Dipartimento della solidarietà sociale 21 luglio 2000 n. 278CCNL Presupposti Decesso o grave infermità documentata .a) del coniuge (anche se separato)b) di un parente entro il secondo grado e affini (anche se non conviventec) del convivente stabile (componente la famiglia anagrafica) Permessi d) 3 giorni all'anno (limite generale)e) 3 giorni per evento (CCNL)f) esclusione giorni festivig) possibilità di concordare diverse modalità del lavoro ed eventuale riduzione d'orario pari a tre giorni Modalità Necessaria una preventiva comunicazione dell'assenzaNecessario utilizzare il permesso entro 7 giorni dall'eventoNecessaria documentazione entro 5 giorni dal rientro in servizio Permessi per gravi motivi personali. Si tratta di un congedo non retribuito e non utile ai fini dell'anzianità di servizio né ai fini previdenziali, della durata massima di due anni - frazionati- che può essere fruito nell'arco della vita lavorativa, ai seguenti soggetti: lavoratori pubblici e privati convivente del lavoratore (la convivenza deve risultare dalla certificazione anagrafica), disabili parenti o affini -entro il terzo grado anche non conviventi dei seguenti soggetti coniuge figli (legittimi, legittimati, naturali, adottivi) e, in loro mancanza, discenti prossimi anche naturali genitori, e, in loro mancanza, discenti prossimi anche naturali o adottanti generi e nuore suocero e suocera fratelli e sorelle germani e unilaterali. Il limite di due anni si calcola secondo il calendario comune, calcolando i giorni festivi e non lavorativi compresi nel periodo di congedo, Le frazioni di congedo inferiori ad un mese si sommano tra di loro. Per gravi motivi si intendono: le necessità familiari derivanti dal decesso di una delle persone di cui alla nota sottostante; le situazioni che comportano un impegno particolare del dipendente o della propria famiglia nella cura e nell'assistenza; le situazioni di grave disagio personale, ad esclusione della malattia, nelle quali incorra il dipendente medesimo; le situazioni, ad esclusione del richiedente, derivanti dalle seguenti patologie: patologie acute e croniche che determinano temporanea o permanente riduzione o perdita dell'autonomia personale, ivi incluse le affezioni croniche di natura congenita, reumatica, neoplasia, infettiva, dismetabolica, post-traumatica, neuromuscolare, psichiatrica, derivante da dipendenze, a carattere evolutivo o soggette a riacutizzazioni periodiche; patologie acute o croniche che richiedono assistenza continuativa o frequenti monitoraggi clinici ematochimici e strumentali; patologie acute o croniche che richiedono la partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario; patologie dell'infanzia e dell'età evolutiva per le quali il programma terapeutico e riabilitativo richiede il coinvolgimento dei genitori del soggetto che esercita la potestà. Il congedo può anche essere richiesto nel caso di decesso del coniuge (anche legalmente separato), di un parente entro il secondo grado (a che se non convivente), o di un soggetto componente la famiglia anagrafica, per il quale non possa richiedere il permesso retribuito per lutto previsto dal contratti di lavoro. I contratti di lavoro possono disciplinare procedimenti per la richiesta di concessione, anche parziale o dilazionata nel tempo, o il diniego del congedo, assicurando, però, il contraddittorio tra il dipendente e il datore di lavoro e il contemperamento delle rispettive esigenze. In assenza di diversa disposizione contrattuale, il datore di lavoro deve entro 10 giorni dalla richiesta del congedo, dare la risposta al richiedete. Nel caso di risposta negativa, di proposta di rinvio ad un periodo successivo e determinato, oppure nel caso di concessione parziale del congedo, il datore di lavoro dovrà fornire all'interessato le motivazioni e le ragioni organizzative che non consentono la sostituzione del dipendente. Su richiesta del dipendente, la domanda di congedo deve essere riesaminata nei successivi 20 giorni. Nel caso di rapporti di lavoro a tempo determinato il datore di lavoro può negare il congedo per incompatibilità con la durata del rapporto di lavoro e il periodo di congedo richiesto, ovvero quando i congedi già concessi hanno superato i tre giorni nel corso del rapporto; può, inoltre, negare il congedo quando il rapporto di lavoro sia instaurato in ragione della sostituzione di altro dipendente in congedo. Il congedo per gravi motivi familiari può essere richiesto per motivi di lutto, ma solo nel caso che non abbia la possibilità di fruire dei permessi retribuiti nello stesso anno ovvero in quanto già fruiti, stabiliti dai contratti di lavoro. Nel caso che il datore di lavoro abbia sostituito il lavoratore in congedo, per il rientro anticipato dal congedo è richiesto un preavviso di sette giorni e il rientro dovrà essere compatibile con l'ampiezza del periodo di congedo in corso di fruizione. Il datore di lavoro può comunque consentire il rientro anticipato anche in presenza di preventiva fissazione della durata minima del congedo o di preavviso di sette giorni. Durante il congedo i lavoratori hanno diritto alla conservazione del posto, non possono svolgere un'altra attività lavorativa, e non hanno diritto né alla retribuzione né alla copertura assicurativa, tuttavia, i periodi di assenza potranno essere utili ai fini della pensione mediante riscatto o con versamenti di contributi volontari. Scheda riassuntiva congedo per gravi motivi personali Presupposto Gravi motivi famigliari come: necessità derivanti da decesso (entro 48 ore il datore di lavoro deve esprimersi), necessità di cura e assistenza, grave disagio personale, patologie acute, croniche o gravi Limite Massimo 2 anni, interi o frazionati (si calcolano i giorni non lavorativi) Trattamento Conservazione del posto di lavoroNessuna retribuzioneNon si può svolgere altro lavoro durante il congedo Adempimenti Domanda scritta ed eventuale documentazione probatoria .Entro 10 giorni il datore di lavoro deve esprimersi (salvo diverso termine contrattuale). In caso di risposta negativa, su richiesta del lavoratore, la domanda va riesaminata nei successivi 20 giorni) Soggetti I gravi motivi devono riguardare:a) la situazione personaleb) la famiglia anagrafica c) il coniuged) i figli (legittimi, naturali e adottivi)e) i genitorif) generi e nuoreg) suoceri e nuoreh) fratelli germani e unilateraliPortatori di handicap, anche non conviventi, parenti o affini sino al secondo grado Congedo matrimoniale. I dipendenti pubblici e privati hanno diritto a quindici giorni consecutivi retribuiti di congedo per matrimonio. Il congedo può essere richiesto anche anticipatamente la data prevista, purché questa sia compresa nel periodo richiesto. La richiesta deve essere presentata almeno sei giorni prima dal suo inizio. Qualora non sia possibile in tutto o in parte il godimento del congedo all'epoca del matrimonio, il periodo di congedo dovrà essere concesso o completato non oltre il termine di 30 giorni successivi al matrimonio. L'interessato deve far pervenire al proprio datore di lavoro il certificato di matrimonio entro 60 giorni dalla data del matrimonio. Extracomunitari. Il congedo matrimoniale spetta ai lavoratori extracomunitari che conseguono matrimonio all'estero, qualora, oltre ad essere lavoratori dipendenti, risultino residenti in Italia da prima del matrimonio e abbiano acquisito anche in Italia lo stato di coniugato. Nel caso in cui il lavoratore sia cittadino di uno Stato che ammette la poligamia, il congedo spetta una sola volta Lavoratori disabili. I lavoratori maggiorenni portatori di handicap hanno diritto a due ore di permesso retribuito giornaliero oppure a tre giorni al mese (18 ore) che può essere fruito anche maniera continuativa. I due tipi di permesso non sono fra loro cumulabili, ma sono alternativi: o si usufruisce dei tre giorni di permesso oppure delle due ore giornaliere. Rispetto all'originaria programmazione, è possibile variare la richiesta del permesso (da orario a giornaliero e viceversa) da un mese all'altro o anche nell'ambito dello stesso mese ne caso in cui dovessero sopraggiungere esigenze impreviste. Lavoratori che assistono familiari con handicap. In assenza di ricovero della persona con handicap grave da assistere, potranno godere dei tre giorni di permesso mensile retribuiti e coperti da contributi. Hanno diritto al permesso, in ordine prioritario, i seguenti soggetti: 1) Il coniuge qualora convivente con la persona diversamente abile 2) i genitori naturali o adottivi e affidatari 3) il parente o l'affine entro il secondo grado (esempio, nonni, nipoti in quanto figli del figlio, fratello). I parenti ed affini di terzo grado (esempio, zii e bisnonni) possono fruire dei permessi lavorativi solo ad una delle seguenti condizioni: a) quando i genitori o il coniuge della persona con handicap siano deceduti o mancanti; b) quando i genitori o il coniuge della persona con handicap abbiano più di 65 anni oppure siano affetti da patologie invalidanti. E' da precisare che per assistenza continuativa ed esclusiva, non si deve intendere necessariamente la cura giornaliera, purché essa sia prestata con i caratteri della sistematicità e dell'adeguatezza rispetto alle esigenze del portatore di handicap. L'assistenza va intesa nel senso che il dipendente richiedente i permessi deve essere l'unico lavoratore che presta l'assistenza al soggetto disabile, vale a dire che non vi sono altri lavoratori prestanti assistenza che fruiscono di questi permessi per quel soggetto. Sede di lavoro. Il lavoratore che assiste un familiare con handicap grave ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferito senza il suo consenso. Il primo è un interesse legittimo (peraltro molto aleatorio), ma il secondo è un vero e proprio diritto soggettivo. Il domicilio della persona disabile da assistere, e non è quella dello stesso lavoratore. Congedo straordinario. La legge prevede la fruizione di un congedo straordinario retribuito della durata massima di due anni nell'arco della vita lavorativa. Il congedo può essere anche concesso in modo frazionato, non ad ore, e in caso di pluralità di figli handicappati spetta per ognuno di essi. Tra un periodo e l'altro del congedo frazionato è necessario riprendere l'attività lavorativa. Non è più necessario il requisito di cinque anni dal riconoscimento della situazione di gravità. Chi ne ha diritto. I Coniugi I genitori, anche adottivi o affidatari, della persona con handicap grave I lavoratori conviventi con il fratello o sorella con handicap grave a condizione che entrambi i genitori siano "scomparsi". Fratelli e sorelle conviventi con soggetto con handicap in situazione di gravità, nell'ipotesi in cui i genitori siano impossibilitati a provvedere all'assistenza del figlio handicappato perché totalmente inabili. I diretti interessati, cioè i fratelli o le sorelle di persone con handicap grave conviventi, possono quindi richiedere il congedo retribuito di due anni anche se i genitori sono ancora in vita. Figli: che assistono i genitori conviventi in assenza di altri soggetti idonei a prendersi cura della persona in situazione di disabilità grave. La retribuzione e la tredicesima. I congedi debbano essere retribuiti con un'indennità corrispondente all'ultima retribuzione percepita cioè quella percepita nell'ultimo mese di lavoro che precede il congedo (comprensiva del rateo per tredicesima mensilità, altre mensilità aggiuntive, gratifiche, indennità, premi ecc.) e sono coperti da contribuzione figurativa ai fini pensionistici. Incompatibilità e altre condizioni. La normativa vigente prevede esplicitamente che durante il periodo di congedo entrambi i genitori non possano usufruire dei benefici di cui all'art. 33 della Legge 104/92, cioè dei permessi lavorativi di tre giorni mensili. In sostanza se uno dei due genitori sta fruendo del congedo retribuito di due anni, l'altro non può richiedere la fruizione dei permessi mensili di tre giorni. La continuità e l'esclusività. Vi sono due casi in cui per l'accesso ai congedi retribuiti vengono richiesti i requisiti di continuità ed esclsivita dell'assistenza. Il primo caso è quello in cui il figlio sia maggiorenne e non convivente con i genitori. Il secondo caso è quello in cui i congedi vengano richiesti dai fratelli o sorelle conviventi con il disabile, dopo la scomparsa dei genitori o nel caso in cui questi ultimi siano inabili totali. In entrambi i casi, il lavoratore deve dimostrare di assicurare l'assistenza in via esclusiva e continuativa. La convivenza. Il requisito della convivenza è richiesto nel caso il congedo retribuito sia richiesto dai fratelli, dalle sorelle o dai figli della persona con handicap grave. I lavoratori che non siano in grado di dimostrare - con il certificato di residenza - di abitare presso lo stesso numero civico del familiare da assistere non possono accedere al congedo. Prolungamento del congedo parentale fino al terzo anno di età. I genitori di bambini portatori di handicap hanno diritto, alternativamente, a prolungare il fino al terzo anno di età del bambino il congedo parentale. La condizione è per esercitare il diritto è che il bambino non sia ricoverato a tempo pieno. Durante il prolungamento del congedo compete il 30% della retribuzioni. In alternativa al prolungamento del congedo parentale, i lavoratori genitori di un minore portare di handicap posso fruire di due ore di permesso giornaliero retribuito, se l'orario di lavoro è pari o superiore alle sei ore, di un'ora se l'orario di lavoro è inferiore alle sei ore. I permessi in parola possono essere concessi anche nel caso che il bambino sia ricoverato a tempo pieno quando il ricovero è dovuto ad un intervento chirurgico o per la riabilitazione. Entrambi i permessi spettano anche nell'ipotesi che l'altro genitore non ne abbia diritto perché non lavoratore dipendente, nonché ai genitori e familiari che assistono con continuità ed in via esclusiva un parente o affine fino al terzo grado portatore di handicap, ancorché convivente. I permessi possono essere cumulati con il congedo parentale ordinario e con il congedo per malattia del figlio. Non è invece consentita la fruizione da parte dello stesso genitore, nella stessa giornata, dell'astensione facoltativa e dei permessi previsti dalla legge 104/1990,mentre è possibile godere, contemporaneamente, da parte di un genitore dell'astensione facoltativa e da parte dell'altro dei permessi. Genitori adottivi e affidatari. I permessi e i congedi descritti sono concessi anche ai genitori adottivi ed affidatari. Il congedo straordinario non può essere concesso oltre la scadenza del periodo dell'affidamento, che può essere pari o inferiore ai due anni. Assegnazione temporanea dei lavoratori dipendenti alle amministrazioni pubbliche. Il genitore con figli minori fino a tre anni di età dipendente di amministrazioni pubbliche può essere assegnato, a richiesta, anche in modo frazionato e per un periodo complessivamente non superiore a tre anni, ad una sede di servizio ubicata nella stessa provincia o regione nella quale l'altro genitore esercita la propria attività lavorativa, subordinatamente alla sussistenza di un posto vacante e disponibile di corrispondente posizione retributiva e previo assenso delle amministrazioni di provenienza e destinazione. L'eventuale dissenso deve essere motivato. L'assenso o il dissenso devono essere comunicati all'interessato entro trenta giorni dalla domanda. Permessi per mutilati ed invalidi civili. I lavoratori mutilati e invalidi civili ai quali sia stata riconosciuta una riduzione superiore al 50%, possono usufruire ogni anno di un congedo straordinario non superiore a 30 giorni per le cure connesse alla loro infermità Il permesso spetta anche ai lavoratori affetti da patologie tumorali che facciano richiesta e a condizione che sussista una connessione delle cure con l'infermità invalidante riconosciuta. Donatori di sangue e di midollo osseo. Tutti i lavoratori hanno diritto di astenersi dal lavoro per l'intera giornata che effettuano la donazione di sangue. Il periodo di riposo dura 24 ore, che decorrono dal momento in cui lavoratore si è assentato dal lavoro. I lavoratori che donano il midollo osseo hanno diritto a permessi retribuiti per l'espletamento degli atti preliminari alla donazione e a percepire la retribuzione per la donazione stessa per i giorni successivi di convalescenza. Lavoratrici gestanti. Le lavoratrici gestanti hanno diritto a permessi retribuiti per l'effettuazione di esami prenatali, accertamenti clinici o visite mediche specialistiche, nel caso in cui questi debbano essere eseguiti durante l'orario di lavoro. Permessi elettorali. In termini generali la legge riconosce ai lavoratori che adempiono a funzioni elettorali il diritto di assentarsi dal lavoro, con diritto alla retribuzione. Le consultazioni elettorali interessate sono: elezioni politiche elezioni europee elezioni amministrativa referendum nazionali e regionali Gli incarichi che devono essere ricoperti sono quelli di presidente di seggio, scrutatore, segretario, rappresentanti di lista o di gruppo, rappresentanti di partiti o di gruppi di promotori di referendum. Le consultazioni, tranne quelle europee, si svolgono dalle ore 8 della domenica fino alle ore 15 del lunedì. Quelle europee si svolgono solo nella giornata di domenica. Retribuzione. Spetta il pagamento di specifiche quote retributive in aggiunta alla normale retribuzione, oppure riposi compensativi per i giorni festivi non lavorativi compresi nel periodo di elezioni. Si possono prospettare due ipotesi: Giorni lavorativi passati al seggio: diritto alla normale retribuzione come se il lavoratore avesse lavorato (compresi i compensi legati alla prestazione, ad esempio, l'indennità di turno Giorni festivi o non lavorativi passati al seggio (di norma il sabato e la domenica): a) Diritto ad una retribuzione specifica, in aggiunta a quella normale, pari alla retribuzione mensile diviso 26 o altro divisore previsto dai CCNL b) Opzione per giornate di riposo compensativo Permessi per esami. Tutti i lavoratori hanno diritto ad un giorno di permesso retribuito per la giornata in cui sostengono esami. Permessi per vaccinazione antitetanica. I lavoratori che sono obbligati a sottoporsi a vaccinazione antitetanica durante l'orario di lavoro, hanno diritto ad assentarsi per le ore successive. Permessi per i rappresentanti alla sicurezza ( RLS) (vedi voce specifica) Soccorso alpino. I volontari del C.A.I. hanno diritto all'astensione retribuita dal lavoro nei giorni in cui svolgono operazioni di soccorso ovvero esercitazioni. Permessi per volontariato. I permessi lavoro per volontariato sono permessi retribuiti riconosciuti ai lavoratori appartenenti alle associazioni di volontariato di protezione civile, iscritte agli albi regionali e agli elenchi nazionali dell'agenzia di protezione civile. I lavoratori hanno diritto a usufruire di permessi retribuiti dal lavoro in caso di: Calamità naturali. In caso di svolgimento di attività di soccorso o di assistenza il lavoratore può usufruire dei permessi retribuiti per un periodo non superiore a 30 giorni continuativi in occasione di calamità naturali per un massimo di 90 giorni l'anno. Emergenza nazionale. In caso di situazioni di emergenza nazionale il limite dei permessi retribuiti viene aumentato a 60 giorni non continuativi entro un massimo di 180 giorni l'anno. Simulazione e formazione. Per le attività di simulazione di emergenza o di formazione sono riconosciuti al lavoratore dei periodi di assenza dal lavoro non superiori a dieci giorni continuativi entro un limite massimo di 30 giorni l'anno. Le assenze dal lavoro sono retribuite dal datore di lavoro che può fare richiesta di rimborso alle autorità della protezione civile entro due anni dal termine dell'attività che ha giustificato l'assenza del lavoratore. La richiesta di rimborso non comprende gli oneri previdenziali e assistenziali. Lavoratori pubblici Oltre che ai suddetti permessi i dipendenti pubblici hanno diritto a permessi retribuiti, senza riduzione delle ferie, per: Partecipazione a concorsi o esami. 8 giorni per la (solo per le giornate delle prove) e per il solo Comparto Sanità, anche per l'aggiornamento professionale facoltativo).Tali permessi possono essere cumulati con le 150 ore di diritto allo studio (vedi), salvo espressa diversa disposizione contrattuale. Lutto. 3 giorni ( per ciascun evento) in caso di lutto di parenti di 1° grado ( coniuge, figli, genitori); di 2° grado (fratelli, sorelle, nonni diretti), affini (suoceri, generi e nuore) e conviventi stabili. La legge 53/2000 prevede che i tre giorni di permesso possano essere utilizzati entro sette giorni dal decesso e in tali giorni non sono considerati i quelli festivi e quelli non lavorativi. Tali permessi non frazionabili e comprendono anche i giorni festivi e non lavorativi ricadenti all'interno degli stessi. Il permesso può essere fruito in occasione dell'evento e, quindi, con una decorrenza che può anche essere spostata di qualche giorno rispetto all'evento stesso. Pertanto, se il dipendente subisce un lutto di venerdì potrà anche chiedere che il permesso decorra dal lunedì successivo. Se però egli chiede di fruire del permesso con decorrenza dal venerdì, nei tre giorni dovranno inevitabilmente essere conteggiati anche il sabato e la domenica, visto che la norma prevede che i tre giorni sono consecutivi. Per il decesso del convivente, la stabile convivenza deve essere accertata sulla base della certificazione anagrafica presentata dal dipendente. Poiché tale ipotesi è limitata al decesso del convivente, si deve senza dubbio escludere che possa essere concesso il permesso per lutto nell'ipotesi di decesso del padre del convivente della dipendente. La fruizione dei permessi per lutto deve considerarsi aggiuntiva rispetto all'eventuale permesso di tre giorni l'anno, di cui all'art. 4 della legge 53/2000. Documentati motivi personali o familiari. 3 giorni per particolari e, compresa la nascita dei figli ( salvo diverse modalità stabilite in sede di contrattazione decentrata), fruibili anche ad ore se previsto dalla contrattazione decentrata, anche se su tale possibilità si registra una posizione contraria, e non condivisibile dell'ARAN. Testimonianza giudiziale. Nel caso che il dipendente chieda di assentarsi dal servizio per rendere una testimonianza giudiziale ed essa non è svolta nell'interesse dell'amministrazione l'assenza sarà imputata a ferie, permesso a recupero o permesso per particolari motivi personali. Assunzioni in corso d'anno. I lavoratori che vengono assunti nel corso dell'anno hanno diritto alla fruizione dei permessi retribuiti senza alcun riproporzionamento della durata dei singoli permessi. Permessi brevi. A domanda del dipendente, possono essere concessi brevi permessi per un massimo di 36 ore annue, che dovranno essere recuperate entro il mese successivo da quello della fruizione ovvero con proporzionale riduzione della retribuzione. Personale a tempo determinato. Il personale assunto a tempo determinato può fruire, oltre che dai permessi previsti dalla legge, ad un massimo di 15 giorni di permessi non retribuiti. Permessi per motivi di studio. I CCNL, a cui si fa rinvio, prevedono la fruizione di 150 ore di permesso retribuito per la formazione. Si tratta di norma di fonte contrattuale che varia tra i vari CCNL. Permessi per l'esercizio di voto in località diversa dalla sede di servizio. I dipendenti pubblici che debbono recarsi in località diversa da quella dove prestano servizio, possono fruire dei tre giorni di permesso retribuito per cause particolari previsti dai CCNL, essendo abolito l'istituto del congedo straordinario. In ogni caso le giornate di assenza dal lavoro sono: un giorno per le distanze da 350 a 700 chilometri; due giorni per le distanze oltre 700 chilometri e per gli spostamenti dalle isole, esclusa la Sicilia, in altre località del territorio nazionale, compresa la Sicilia, e viceversa Tale facoltà è consentita al personale assunto a tempo determinato e al personale a tempo pieno a condizione che quest'ultimo dimostri di aver ottemperato al trasferimento della residenza nella località sede di servizio entro il termine di 20 giorni dalla data in cui è avvenuto il trasferimento Lavoratori privati Oltre che ai permessi previsti dalle leggi i dipendenti privati hanno diritto a permessi retribuiti: Sanità privata per sostenere esami attinenti alla carriera e al perfezionamento professionale, limitatamente al periodo necessario per sostenere le prove stesse in caso di decesso del coniuge, o convivente risultante dallo stato di famiglia, dei genitori, dei figli e dei fratelli spetta al lavoratore un permesso limitatamente a cinque giorni per i periodi contumaciali previsti per le malattie infettive, secondo la normativa vigente Sanità privata: permessi non retribuiti: Purché siano garantite le esigenze di servizio, previa verifica con le Rappresentanze sindacali, i lavoratori potranno richiedere di essere posti in permesso senza assegni, con diritto al mantenimento del posto di lavoro, al fine di partecipare ai corsi di qualificazione, aggiornamento e specializzazione professionale attinenti al servizio. Ove la struttura sanitaria, per sua necessità, invii il proprio personale a corsi come sopra previsti i permessi saranno retribuiti. Dovranno peraltro essere presentati i risultati degli esami e le dichiarazioni attestanti la frequenza ai corsi; in caso di comprovata e documentata esigenza di prolungata assistenza per malattia di familiari (figli, coniuge, convivente risultante dallo stato di famiglia, genitori) il dipendente può fruire di permesso, di norma non inferiore a quindici giorni e non superiore a sei mesi. AGIDAE 38 ore nel corso dell'anno per particolari esigenze personali, ed a domanda, brevi permessi di durata non superiore alla metà dell'orario giornaliero per un massimo di 5 giorni retribuiti se si verificano comprovati e seri motivi familiari quali ad esempio: lutti, nascite, matrimoni, infortuni e ricoveri in ospedale che riguardano il coniuge od un parente della lavoratrice o del lavoratore entro il secondo grado. Le giornate sono usufruibili in unica soluzione solo in casi molto gravi; AIAS 5 giorni nell'arco dell'anno per gravi e documentate ragioni 36 ore nel corso dell'anno ecomunque dopo aver utilizzato i permessi retribuiti 5 giorni in caso di decesso della moglie, del marito, della convivente o del convivente risultante dallo stato di famiglia, della figlia, del figlio, della sorella, del fratello dei genitori, dei suoceri ANASTE tre giorni in caso di morte di coniuge o convivente risultante da atto di famiglia, genitori, figlia, figlio, sorella, fratello, nonna, nonno, suoceri a richiesta la lavoratrice o il lavoratore potrà ottenere in qualunque periodo dell'anno, compatibilmente con le esigenze di servizio, permessi di breve durata recuperabili, in accordo con l'Istituto, con altrettante ore di lavoro AVIS 36 ore per particolari esigenze personali, ed a domanda 5 giorni nell'arco dell'anno per gravi e documentate ragioni 5 giorni in caso di decesso della moglie, del marito, della convivente o del convivente risultante dallo stato di famiglia, della figlia, del figlio, della sorella, del fratello, dei genitori, dei suoceri COOPERATIVE SOCIALI 38 ore nel corso dell'anno per particolari esigenze personali, ed a domanda 2 giorni in caso di decesso della moglie, del marito, della convivente o del convivente risultante dallo stato di famiglia, della figlia, del figlio, della sorella, del fratello, dei genitori, dei suoceri; La legge UNEBA 3 giorni in caso di morte di: coniuge, genitori, figlia/o, sorella, fratello, nonna, nonno e suoceri a richiesta la lavoratrice ed il lavoratore potranno ottenere in qualunque periodo dell'anno, compatibilmente con le esigenze di servizio, permessi di breve durata recuperabili, in accordo con l'Istituto, con altrettante ore di lavoro VALDESI 3 giorni per lutti in coincidenza con le esequie per coniuge o convivente risultante da certificazione anagrafica, genitori, figlia/o, sorella, fratello, nonna, nonno e suoceri 38 ore annue a domanda IGIENE AMBIENTALE Il lavoratore che ne faccia domanda, l'Azienda può accordare, per giustificati motivi, permessi o brevi congedi, con facoltà di corrispondere o meno la retribuzione. Tali permessi o brevi congedi non saranno computati in conto dell'annuale periodo di ferie, salvo richiesta scritta del lavoratore. Se detto permesso venga richiesto a causa di grave lutto familiare riguardante sia parenti che affini (decesso di genitore, coniuge, figlio, fratello o altro familiare fino al 2° grado purché convivente con il lavoratore) e sempreché il lutto familiare non intervenga in periodo di ferie o di malattia del lavoratore, l'Azienda è tenuta a retribuire, per 3 giorni lavorativi, il periodo di permesso concesso. Per i parenti e affini non conviventi, fino al 2° grado, il periodo di permesso concesso è pari a 1 giorno lavorativo. Al lavoratore in prova, con contratto a tempo indeterminato, detto permesso sarà considerato retribuito per i primi 7 giorni e non retribuito per i successivi 8 giorni; durante il permesso, il periodo di prova e il rapporto di lavoro rimangono sospesi a tutti gli effetti. Il lavoratore assunto con contratto di formazione è equiparato, per il congedo matrimoniale, al lavoratore effettivo. Il lavoratore assunto con contratto a termine è equiparato. I CCNL dei comparti pubblici e di quelli privati regolamentano una serie di permessi non retribuiti; altri permessi sono previsti da normative di legge, tra i quali: Maternità. Il diritto a tali permessi è stato ora esteso fino ad 8 anni di età del bambino; nel periodo da zero a 3 anni non è previsto alcuna limitazione al numero di giorni di permesso di cui è possibile usufruire, mentre dai 3 anni agli 8 il limite massimo è di 5 giorni lavorativi l'anno pe rciascun genitore. Congedi non retribuiti per eventi particolari. I dipendenti pubblici o privati potranno chiedere un congedo, frazionato o continuativo, per un massimo di due anni nell'intera vita lavorativa del richiedente, a seguito di situazioni di grave disagio personale del lavoratore, o di gravi situazioni riferite alla famiglia anagrafica, ai soggetti di cui all'articolo 433 del Codice civile anche se non conviventi, nonché ai portatori di handicap, parenti o affini entro il terzo grado, anche se non conviventi. Rientrano fra i gravi motivi le necessità familiari conseguenti al decesso di una delle presone elencate, l'impegno del richiedente nella cura e nell'assistenza delle suddette persone per patologie croniche o acute, per programmi di riabilitazione e cura, anche di natura neurologica, psichiatrica o relative a dipendenze. Il limite dei due anni è computato secondo il calendario e include i giorni festivi e quelli non lavorativi compresi nel periodo. In caso di utilizzo frazionato si considera raggiunto il mese quando la sommatoria dei periodi corrisponde a trenta giorni. Salvo sia stabilita una durata minima del congedo, il lavoratore potrà chiedere di rientrare anticipatamente al lavoro, dando un periodo minimo di preavviso di sette giorni nel caso sia stato assunto un lavoratore in sua sostituzione. Al termine del rapporto di lavoro, il datore di lavoro è tenuto a certificare i periodi usufruiti, di cui dovrà tener conto il datore di lavoro successivo. Va sottolineata, inoltre, la natura sensibile dei dati contenuti nelle documentazioni che supportano la richiesta del lavoratore: devono essere dunque adottate le prescritte misure dei dati personali trattati. Congedi formativi. I lavoratori con 5 anni di servizio presso la stessa azienda o amministrazione possono chiedere un congedo per le formazione, in base alle legge 53/2000, di durata massima di 11 mesi nell'arco dell'intera vita lavorativa utilizzabile in via continuativa o frazionata. torna all'indice. Chiudi la versione stampabile della pagina e ritorna al sito

domenica 6 maggio 2012

Urne riaperte in Sicilia: c’è tempo fino alle 15

da www.siciliainformazione.it Urne riaperte dalle 7 di questa mattina anche in Sicilia dove si votera’ fino alle 15 per le Elezioni amministrative in 147 Comuni. Alle 22 di ieri aveva votato nell’isola il 50,52% degli elettori aventi diritto, pari a 945.530 siciliani. Alle precedenti elezioni il dato era stato del 55,88%. Tre i capoluoghi di provincia coinvolti: a Palermo ha votato il 46,81% (53,68% nel 2007), a Trapani il 47,31% (54,95%) e ad Agrigento il 54,70% (58,40%). Le urne si chiuderanno alle 15.

Ipotesi di accordo sul lavoro pubblico

L'ipotesi di accordo con la quale si è concluso l'incontro di ieri con il Ministro della Funzione Pubblica Patroni Griffi, con le Regioni e con gli Enti locali si inserisce in una delle fasi più delicate del Paese. Le sbagliate politiche recessive e il progressivo peso della pressione fiscale da un lato e la riproposizione di azioni di contenimento e riduzione della spesa per i servizi pubblici dall'altro possono render oltre modo problematico il suo cammino, soprattutto parlamentare. Dobbiamo, quindi, nel giudicare l'ipotesi di intesa, contestualizzarla in questo quadro di evidente problematicità. I giudizi dai toni esageratamente trionfalistici ai quali stiamo assistendo in queste ore, i volantini da "sol dell'avvenire" che cominciano a circolare nei posti di lavoro rischiano di essere totalmente incompresi dalle lavoratrici e dai lavoratori pubblici, a maggior ragione se sono rivestiti, così come purtroppo sta accadendo, da una spessa patina di ipocrisia e da una totale perdita di memoria su quelle che sono state le responsabilità di ognuno sulle scelte normative e contrattuali del recente passato, a partire da quelle a firma "Brunetta". Detto ciò, però, non possiamo non sottolineare come quell'ipotesi rappresenti quella linea di discontinuità con le pratiche passate che avevamo auspicato alla vigilia dell'incontro, innanzitutto per il metodo che il Ministro ha inteso assumere nel corso della trattativa: partecipazione, rispetto dei ruoli e delle reciproche prerogative, condivisione e coinvolgimento del sistema delle autonomie, ricerca di una sintesi unitaria, capacità di ascolto, sono apparse metodologie "innovative". E poi il merito. In attesa di una valutazione più compiuta ed analitica e del giudizio politico che offriremo nella discussione al comitato direttivo dell' 8 maggio, possiamo già attestare che i punti attorno ai quali avevamo posizionato la nostra partecipazione alla trattativa, trovano, nel testo, un primo punto di soddisfazione: il ritorno al contratto nazionale di lavoro quale strumento regolatore del rapporto di lavoro e autorità salariale, la sua primazia sulla legge, il ruolo della contrattazione; un nuovo modello di relazioni sindacali che rimette al centro la rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori, riaffidandole le potestà contrattuali precedentemente sottratte dalle leggi Brunetta; la ripresa di un percorso di superamento del precariato nei servizi pubblici nuove norme sulla mobilità; il superamento del rigido sistema 25/50/25 e la prevalenza della performance organizzativa su quella individuale. Tutto ciò accompagnato dall'apertura di una fase transitoria che, in maniera condivisa e partecipata, si incaricherà di accompagnare verso nuove norme temi, problematiche e discipline per le quali l'ipotesi sancisce l'abbandono delle controriforme recenti. Una ipotesi, quindi, che pur nelle difficoltà del contesto entro il quale si realizza, può rappresentare il primo passo di un percorso nuovo per il lavoro pubblico. 4 maggio 2012