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giovedì 31 maggio 2012
Roma: Lavoro: sindacati, manifestazione del 2 giugno rimandata al 16
Dopo il terremoto di domenica scorsa e quello di ieri (29 maggio), che ha devastato l'Emilia e in particolare la zona del modenese, CGIL, CISL e UIL annunciano che la manifestazione proclamata inizialmente per il due giugno sui temi del lavoro, del fisco, della crescita e del welfare sarà rinviata a sabato 16 giugno con le stesse modalità organizzative. Ad annunciarlo i Segretari Generali di CGIL, CISL e UIL, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti nel corso della conferenza stampa che si è svolta quest'oggi presso la sede della CISL in via Po a Roma.
Inoltre, fanno sapere i sindacati, che nella giornata del due giugno i leader delle tre Confederazione si recheranno nei territori colpiti dal sisma e si devolverà un'ora di lavoro in segno di vicinanza alle popolazioni terremotate. "Mai un terremoto è stato così caratterizzato dal mondo del lavoro, con il crollo di capannoni e lo stop delle attività produttive", ha affermato il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso nel corso della conferenza stampa. "E' importante - ha aggiunto - la messa in sicurezza del territorio, delle case, dei luoghi di lavoro, delle scuole, è necessario un intervento straordinario per far ripartire le attività produttive".
La CGIL, insieme a CISL e UIL, ha proseguito Camusso, ha valutato "utile e necessario" rimandare la manifestazione in programma per il due giugno e di recarsi nelle zone coinvolte dalle scosse sismiche: "saremo nelle province colpite e incontreremo la popolazione, i lavoratori, le istituzioni, per dimostrare la nostra solidarietà e per ragionare con loro su quanto si deve fare".
Ai primi provvedimenti, varati dal Governo, secondo Camusso "si deve dare rapida continuità". "Non condividiamo l'aumento dell'accise sulla benzina, continuare ad intervenire sulle accise - ha spiegato Camusso - avrà solo effetti depressivi. Le risorse necessarie per la ricostruzione le si cerchino da altre fonti" così da produrre "qualche elemento di equità".
Roma 30 maggio 2012
mercoledì 30 maggio 2012
I soldi della parata del 2 giugno ai terremotati: scriviamo al Presidente della Repubblica
#sipuòfare: nel 1976 la parata fu sospesa in occasione del terremoto del Friuli
INVIAMO UNA MAIL A:
presidenza.repubblica@quirinale.it
https://servizi.quirinale.it/webmail/
(clicca sul link a desta della home page del blog)
Egregio Presidente Giorgio Napolitano
Lei ha chiesto ai giovani di aprire porte e finestre, anche qualora le trovassero chiuse.
Le chiediamo con tutto il rispetto di dare l’esempio: apra porte e finestre alla solidarietà; trasformi il 2 giugno da festa della Repubblica militare a festa della Repubblica solidale.
Annulli la parata, che l’anno scorso era costata 4,4 milioni di euro e che secondo il ministero della Difesa quest’anno costerà quasi 3 milioni di euro.
Quei denari siano investiti in opere di solidarietà con la popolazione stremata dal terremoto e quei contingenti chiamati a sfilare vengano utilizzati nelle zone bisognose di aiuti.
Grazie con tutto il cuore,
2 giugno 2012
Per una riforma strutturale del fisco, per favorire l'occupazione e lo sviluppo e affinchè il welfare non sia considerato un costo, ma una risorsa, CGIL, CISL e UIL scenderanno in piazza a Roma il 2 giugno. Il corteo partirà alle ore 14.30 in Piazza Giuseppe Mazzini e dopo avere percorso via G. Ferrari, via Lepanto, via Marcantonio Colonna, piazza Cola di Rienzo, via Cola di Rienzo, piazza della Libertà, ponte Regina Margherita e via Ferdinando di Savoia, giungerà a piazza del Popolo dove, a partire dalle ore 16, avranno inizio gli interventi dei leader di CGIL, CISL e UIL, Camusso, Bonanni e Angeletti.
Una manifestazione nazionale per il 'lavoro', dal forte valore simbolico perché proclamata in concomitanza con la Festa della Repubblica e della Costituzione Italiana, proprio quel 'lavoro' di cui parla l'art.1 della Carta Costituzionale: “l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.
I sindacati unitariamente rivendicano meno tasse per lavoratori e pensionati, più risorse per l'occupazione e una svolta epocale nella lotta all'evasione fiscale e, come si legge nel documento unitario, denunciano l'assenza di politiche per la crescita. In Italia la grave crisi economica e l'emergenza finanziaria sono state affrontate esclusivamente, affermano CGIL, CISL e UIL “attraverso drastiche, quanto ingiuste, misure sul sistema pensionistico, volte solo per fare cassa, e attraverso l'ulteriore aumento dell'imposizione fiscale, soprattutto sui redditi fissi”, utilizzando strumenti come: l'IMU sulla casa di abitazione, le addizionali IRPEF regionali e comunali, gli aumenti IVA e dell'accise sulla benzina, il blocco della rivalutazione delle pensioni sopra tre volte il minimo. Si colpiscono così, ancora una volta, avvertono i sindacati, lavoratori dipendenti e pensionati.
A queste rivendicazioni CGIL, CISL e UIL affiancano soluzioni, individuando specifiche risorse: l'utilizzo di una quota significativa di quanto recuperato nel 2012 dalla lotta all'evasione fiscale; l'istituzione di una tassa patrimoniale sulle grandi ricchezze; accelerare un accordo con la Svizzera per la tassazione dei capitali esportati. Inoltre, per i sindacati le risorse devono essere reperite, razionalizzando i costi di gestione della Pubblica Amministrazione e rendendo più efficiente e meno costoso il 'sistema politico', riformando il sistema e le regole degli appalti della Pubblica Amministrazione per eliminare clientele, sprechi ed inefficienze, stimate dalla Corte dei Conti in oltre 60 miliardi.
'Cambiare il Fisco per il Lavoro, la Crescita, il Welfare' con questo slogan CGIL, CISL e UIL si preparano alla grande manifestazione di sabato prossimo e invitano tutti e tutte a scendere in piazza.
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