
"La discussione sul Federalismo fiscale ed il Piano per il sud che si e' svolta in Conferenza Stato-Regioni ha evidenziato, ancora oggi, la chiara posizione delle Regioni sui temi che abbiamo trattato e continueremo a trattare col Governo nazionale senza abbassare la guardia". Lo dichiara l'assessore all'Economia Gaetano Armao dopo l'odierno incontro romano su federalismo e piano per il sud.
"La Sicilia - continua Armao - ha avuto modo di rappresentare la sua posizione di grande regione del sud e a statuto speciale. Sul federalismo fiscale abbiamo evidenziato l'inadeguatezza delle proposte di mediazione che hanno formulato esponenti del Governo statale laddove, pur accettando la gran parte degli emendamenti proposti, ma non la clausola di salvaguardia delle prerogative statutarie, si mira a comprimere pesantemente l'autonomia speciale. Si tratta di un punto fondamentale, intorno al quale contiamo di raccogliere nuovamente tutte le Regioni a statuto speciale. Su questo tema non possiamo aderire alla proposta governativa che condurrebbe allo smantellamento dell'Autonomia per imporre ai siciliani un federalismo fiscale iniquo che li relegherebbe definitivamente nella categoria dei cittadini di serie B".
"Gli statuti regionali e la stessa legge sul federalismo, e si tratta di posizione confortata dalla giurisprudenza della Corte costituzionale, - incalza l'assessore all'economia - impongono che si proceda per le regioni 'speciali' attraverso le norme di attuazione degli statuti. Invece, il Governo nazionale, sotto la condizionante influenza della Lega, intende portare a casa un risultato a qualsiasi costo per contribuire in danno nostro a porre rimedio alla crisi strisciante ormai innescatasi nell'intero paese".
"Il federalismo fiscale che anche la Sicilia vuole, deve essere frutto del negoziato tra Regioni e Stato. Mentre - denuncia Armao - sembra che il Governo voglia applicare alle Regioni del sud, speciali e non, un federalismo insostenibile". "Domani alle 13 - continua l'esponente del governo Lombardo - presenteremo la piattaforma delle rivendicazioni della Sicilia allo Stato in sede di Commissione paritetica partendo dalle norme finanziarie dello Statuto, per oltre 60 anni, lasciate lettera morta da parte dello Stato".
"Sul Piano per il sud e sulla delibera Cipe del 26 novembre la Sicilia ha evidenziato tutta l'inadeguatezza di scelte che invece di riequilibrare le diseguaglianze che generera' il federalismo fiscale, riducono le risorse disponibili e ne accentrano la gestione. Nel 2011 - spiega Armao - il peso finanziario delle scelte del Governo nazionale graveranno per piu' di un miliardo sui siciliani, tra tagli agli enti locali siciliani, ai fondi FAS (sul nuovo Fas la Sicilia perdera' 409 milioni di euro stornati dal D.L. n. 78/2010 ai quali vanno aggiunti i 357 milioni destinati, dal Governo nazionale con la legge di stabilita' votata martedi' definitivamente dal Parlamento, all'edilizia sanitaria pubblica, che si aggiungono al precedente taglio del 6%) e minori spese imposte alla Sicilia.
"Il Piano e' privo, al di la' di qualche idea progettuale, di concreti contenuti, toglie risorse al sud anziche' aggiungerle, introduce a carico dei fondi per lo sviluppo economico il finanziamento di altre politiche, come l'informatizzazione delle prefetture e la modernizzazione del sistema giustizia nel sud. Settori fino ad oggi finanziati dallo Stato e adesso posti a carico delle risorse finanziarie destinate allo sviluppo del mezzogiorno. Dai dati finora noti e' facile ipotizzare che solamente sulle risorse previste dai Fas 2000-2006 la nostra Regione potra' perdere fino a 4,6 miliardi di euro di cui 711 milioni di euro per risorse liberate, cioe' non piu' disponibili per decisione dello Stato, benche' siano state anticipate dalla Regione, e sulle quali sussisteva una legittima aspettava di rimborso sul bilancio regionale".
"Vi e' poi il paradosso di misure di dubbia conformita' all'ordinamento giuridico anche comunitario - prosegue Armao - le quali piuttosto che accelerare la spesa ne appesantiranno ulteriormente la realizzazione, riguardando procedure ed attivita' in molti casi in corso di esecuzione".
"E che dire poi della perequazione infrastrutturale - ha precisato infine l'assessore - che dovrebbe individuare risorse ed opere per colmare il divario che separa il sud dal nord - affidata ad un decreto interministeriale che non solo non indica precisi progetti di intervento per accorciare il divario nord-sud, ma prevede che ogni intervento sia 'compatibile con i vincoli di bilancio e di finanza pubblica', non assumendo, precisi obblighi finanziari".
"Abbiamo infine precisato - conclude Armao - che lo schema di decreto legislativo che attua l'art. 16 della legge sul federalismo fiscale, ovvero l'articolo che prevede di finanziare le infrastrutture con risorse dei Por e dei Fas centralizzate al Governo nazionale, deve ritenersi non applicabile nei confronti delle Regioni a Statuto Speciale per espressa previsione della stessa legge sul federalismo.
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