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venerdì 8 aprile 2011

Brunettiade 4° puntata



Il 5 aprile il Ministro per la pubblica amministrazione ha emanato l'ennesima circolare per ribadire l'immediata applicabilità del dlgs 150, la cosiddetta "riforma Brunetta", contraddicendo lo stesso decreto che rinvia l'applicazione al rinnovo dei successivi contratti. L'emanazione, si precisa, è dovuta alle richieste di molte amministrazioni, dal che si evince in quale caos sia piombata la nostra pubblica amministrazione.

Il dlgs 150 è confuso, autoreferenziale e contraddittorio. Provoca disagio, disaffezione e disorganizzazione anche in quelle realtà che erano riuscite a stabilire equilibri ottimali nell'uso delle risorse e nell'erogazione dei servizi.

A poco o nulla valgono le reiterate circolari del Ministro o gli accordi sottoscritti da alcuni sindacati, come ad esempio quello del 4 febbraio, che oggi si svuota di contenuti dando ragione alla Cgil che non lo ha firmato.

Nel frattempo i giudici continuano con regolarità a sentenziare sulla non applicabilità della riforma fino ai prossimi rinnovi contrattuali.
Ultimo il caso del tribunale di Grosseto che il 30 Marzo ha condannato il Comune di Castiglione della Pescaia per comportamento antisindacale.

La pretesa di gestire un sistema complesso come quello delle pubbliche amministrazioni in modo centralizzato e unilaterale appare come un'imposizione burocratica e centralista che niente ha a che vedere con la modernizzazione e con il merito.

Da parte nostra continuiamo a sostenere l'inattuabilità del decreto. Oggi sono ancor più palesi le distorsioni del dlgs 150, la contraddittorietà di circolari e accordi capestro, l'involuzione del sistema imposta da chi intende sottrarre diritti contrattuali e di rappresentanza alle lavoratrici e ai lavoratori, riportando la pubblica amministrazione ad essere appannaggio della politica.

Roma, 7 Aprile 2011

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