
di L. Di Vincenzo Tutto Tace:
Intorno a te
il silenzio
uno stato di fatto che permane
un vuoto senza eguali.
...“ed ancora tutto tace”
non c’è luce tutto intorno
solo il niente
nel silenzio.
Mentre ci rubano le giornate di festività soppresse, mentre ci sottraggono diritti contrattuali, mentre si prosegue nelle incursioni legislativa dei CCNL, tutto tace e
Sindacalai di professione restano in silenzio, accondiscendendo le indicazioni di Confindustria e del Governo.
Basta!! E’ insopportabile questo ennesimo furto di diritti contrattuali.
La giornata del 17 marzo si sta rivelando come l’ennesima incursione nei CCNL e nei
diritti individuali del lavoratore.
Sia chiaro:
per la FP CGIL non è in discussione la scelta del 17 marzo come festività,
e questo a differenza dei tanti che ipocritamente hanno appoggiato e supportano
le indicazioni di Confindustria e le scelte del Governo.
Non è accettabile la sistematica incursione legislativa nei contratti collettivi nazionali di
lavoro e non è accettabile che, a convenienza, si prendano a pretesto le considerazioni
contenute nella Relazione Tecnica di accompagnamento del decreto Legge n. 5/2011.
Come metodo: è necessario chiarire una volta per tutte se fa fede la scrittura della
norma o quanto riportato nelle relazioni tecniche di accompagnamento.
È il caso del TFS (art. 12, c. 10, Dl 78/2010) per il quale la relazione tecnica prevedeva
un miglior calcolo e invece di essa, alle nostre richieste, ci è stato risposto che ha solo
valore “illustrativo”. Con questo giochetto sul TFS vengono sottratti mediamente ad ogni
dipendente 300 euro per ogni anno di contribuzione, che nell’intera PA equivalgono, ogni
anno a partire dal 2011, ad almeno 500 milioni di euro.
Che strano: per l’art. 12, c. 10, del Dl 78/2010 la Relazione Tecnica a nulla valeva,
diventa invece “indicazione primaria” per il Dl n.5/2011 a proposito del 17 marzo.
Una Relazione Tecnica, a nostro parere, costruita ad arte, e con qualche imprecisione,
per rendere plausibile un provvedimento, superficiale nella sua scrittura, con l’unico scopo
di mettere insieme gli interessi diversificati nella compagine governativa e gli interessi
della Confindustria a scapito, come sempre, delle lavoratrici e dei lavoratori ed ancor
meglio se si tratta di dipendenti pubblici.
Le premesse della Relazione Tecnica, che ricorda come nel 2011 le festività del 1°
maggio e del 25 dicembre cadono di domenica quindi senza aumento delle giornate di
astensione del lavoro, basterebbero per chiudere la partita; invece no, mentre per il settore
privato si produce in effetti compensativi, per i dipendenti pubblici individua percorsi di
indisponibilità e di riduzione di diritti contrattuali. Oltretutto si parla impropriamente di 4
giorni aggiuntivi di congedo ordinario, quando per legge e per contratto i quattro giorni
sono considerati come “giornate di riposo” con caratteristiche giuridiche diverse dal
congedo ordinario.
A differenza del congedo ordinario per il quale è prevista la fruizione anche in periodi
successivi all’anno di maturazione, per i quattro giorni di riposo la fruizione deve avvenire
obbligatoriamente entro l’anno solare e qualora ciò non avviene si ha diritto a un
compenso di € 4,38 per ogni giornata non fruita nell’anno di riferimento.
Il decreto prevede che non ci debbano essere nuovi o maggiori oneri per la finanza
pubblica,
2
il Governo fa di più: dal decreto ci guadagna!
Sottraendoli dalle tasche dei lavoratori, con l’interpretazione data possono derivare
risparmi per 20 milioni di euro considerando i 3,5 milioni dipendenti e la mancata fruizione
del compenso per una delle quattro giornate!
Saranno questi quota parte dei 24 milioni di euro che il Ministro Brunetta investirà nel
“dividendo di efficienza” con le fasce di merito?
Cosa succederà nel caso, già verificatosi, in cui il dipendente abbia già fruito dei quattro
giorni di riposo?
Nel merito: in data 3 marzo, immediatamente all’emanazione del Decreto, come
FPCGIL abbiamo denunciato il pasticcio; immaginavamo i risultati e che a pagare, in
particolare, sarebbero stati i dipendenti pubblici.
E’ disarmante la soavità di alcuni personaggi che nelle loro dichiarazioni danno per
scontato cose che invece non lo sono e considerano come “frutto di un equivoco” quanto
sta accadendo.
Dichiarare che si tratti di “frutto di un equivoco” presuppone che almeno due soggetti si
siano parlati e non si siano spiegati e compresi bene, significa quindi che c’erano degli
accordi sottobanco?
Chiariamo gli equivoci e adoperiamoci affinché, in sede di conversione, il decreto sia
corretto restituendo ai lavoratori pubblici i diritti contrattuali ed il loro giorno di riposo che
questo Governo con la sua tipica “destrezza” vorrebbe sottrarre.
Eliminiamo le storture nell’applicazione del Dl 5/2011, restituiamo, almeno nella giornata
del 17 marzo, la serenità alle lavoratrici ed ai lavoratori.
Serenità e diritti contrattuali che tuteleremo anche in giudizio e pertanto diffidiamo le
Amministrazioni a compensare la giornata del 17 marzo con una delle quattro giornate
della L. 937/1977.
Abbiamo salutato positivamente l’istituzione della celebrazione per il 150°
anniversario e confermiamo la nostra scelta,
l’unità del Paese è un bene di tutti.
Il 17 marzo deve essere un giorno di festa, da celebrare e festeggiare, che
permetta di parlare di unità e non di divisione.
p. FPCGIL Dipartimento sindacale
Il Coordinatore Nazionale
(V. Di Biasi)
Nessun commento:
Posta un commento