
Nuovo incontro all'ARAN, tra l'Agenzia e i sindacati per la definizione dei nuovi comparti di contrattazione del settore pubblico e sulle elezioni delle RSU. Ieri, 10 novembre, si è tenuto il settimo confronto, in soli due mesi e mezzo. Un confronto che la CGIL ha definito “insostenibile” e che “non sembra trovare una conclusione”.
La CGIL continua a ribadire l'importanza del diritto al voto per la difesa della democrazia tra i tre milioni di lavoratori pubblici che aspettano il rinnovo delle proprie rappresentanze. Come già ricordato dal Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, in occasione della conferenza stampa che si è tenuta lunedì scorso, proprio su questo tema “chiediamo che questo appuntamento elettorale venga rispettato” poiché è una “scadenza fondamentale per difendere la contrattazione e il diritto di rappresentanza nei luoghi di lavoro”.
La Confederazione accusa il Governo, il Ministro della pubblica amministrazione e l'ARAN di “allungare i tempi di fronte alla scadenza vincolante del 30 novembre per le elezioni RSU” rigettando la tesi di Brunetta, che vorrebbe scaricare sulle Organizzazioni Sindacali la responsabilità del mancato accordo. La CGIL, ha annunciato il Segretario Confederale, Nicola Nicolosi, presente ieri all'incontro, “agirà sia sul piano sindacale, sia su quello legale affinchè sia garantito il diritto di voto per le elezioni RSU delle lavoratrici e dei lavoratori”. “A questo punto - ha dichiarato Nicolosi - riteniamo sia necessario ed inevitabile separare l'accordo sui comparti dalle elezioni e avviare immediatamente un tavolo specifico sulle RSU”. L'ARAN, ha riferito il dirigente sindacale, prendendo atto degli interventi, ha espresso disponibilità ad aprire rapidamente il tavolo sulle RSU per verificare l'agenda dei problemi e delle richieste.
E' impegno della CGIL e delle categorie interessate, FP e FLC, “spingere perchè su quel tavolo si realizzino le condizioni per la fissazione della data delle elezioni in tempi ravvicinati, contemporaneamente - ha concluso Nicolosi - è necessario inserire il tema del rinnovo, come esercizio di un diritto di democrazia e del diritto alla rappresentanza”, temi che saranno al centro della manifestazione del 27 novembre.
La CGIL continua a ribadire l'importanza del diritto al voto per la difesa della democrazia tra i tre milioni di lavoratori pubblici che aspettano il rinnovo delle proprie rappresentanze. Come già ricordato dal Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, in occasione della conferenza stampa che si è tenuta lunedì scorso, proprio su questo tema “chiediamo che questo appuntamento elettorale venga rispettato” poiché è una “scadenza fondamentale per difendere la contrattazione e il diritto di rappresentanza nei luoghi di lavoro”.
La Confederazione accusa il Governo, il Ministro della pubblica amministrazione e l'ARAN di “allungare i tempi di fronte alla scadenza vincolante del 30 novembre per le elezioni RSU” rigettando la tesi di Brunetta, che vorrebbe scaricare sulle Organizzazioni Sindacali la responsabilità del mancato accordo. La CGIL, ha annunciato il Segretario Confederale, Nicola Nicolosi, presente ieri all'incontro, “agirà sia sul piano sindacale, sia su quello legale affinchè sia garantito il diritto di voto per le elezioni RSU delle lavoratrici e dei lavoratori”. “A questo punto - ha dichiarato Nicolosi - riteniamo sia necessario ed inevitabile separare l'accordo sui comparti dalle elezioni e avviare immediatamente un tavolo specifico sulle RSU”. L'ARAN, ha riferito il dirigente sindacale, prendendo atto degli interventi, ha espresso disponibilità ad aprire rapidamente il tavolo sulle RSU per verificare l'agenda dei problemi e delle richieste.
E' impegno della CGIL e delle categorie interessate, FP e FLC, “spingere perchè su quel tavolo si realizzino le condizioni per la fissazione della data delle elezioni in tempi ravvicinati, contemporaneamente - ha concluso Nicolosi - è necessario inserire il tema del rinnovo, come esercizio di un diritto di democrazia e del diritto alla rappresentanza”, temi che saranno al centro della manifestazione del 27 novembre.
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