Gli Italiani applicano il «modello delle tre R»: rinuncia-rinvia-risparmia.
Le segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil hanno convocato per martedì 30 aprile una riunione unitaria degli organismi direttivi. Al centro dell'incontro - si legge in una nota congiunta - il programma di mobilitazione unitario, il confronto con le imprese, le proposte del sindacato sul tema della rappresentanza. La riunione che si terrà a Roma potrebbe quindi preludere ad azioni di «mobilitazione» congiunte: nei giorni scorsi, in occasione dell'incontro con gli industriali a Torino, si era anche parlato dell'ipotesi di uno sciopero comune, da effettuare addirittura - aveva ipotizzato la Uil - in concomitanza con una «serrata» di protesta delle aziende. È emersa infine una bozza di testo sulla rappresentanza, da verificare in questi giorni con Confindustria.
Ma arrivano anche nuovi pesanti dati dal fronte crisi: secondo l'Outlook Italia 2013, indagine di Confcommercio e Censis diffusa ieri, oltre 11 milioni di famiglie temono di non riuscire a mantenere l'attuale tenore di vita, mentre per 14 milioni e mezzo risparmiare è divenuto più difficle, tanto da mettere in dubbio la possibilità di migliorare in futuro. E non basta, perché già oggi 4,2 milioni di famiglie (il 17% del totale) non riescono a coprire tutte le spese mensili.
Numeri che sondano le paure profonde degli italiani. Più di 13 milioni di famiglie, segnala ancora la ricerca, avrebbero qualche difficoltà economica ad affrontare in questo momento spese improvvise piuttosto consistenti come spese mediche, riparazioni auto e via dicendo. E il 28% dei nuclei mostra difficoltà a rispettare scadenze di pagamento, incluse tasse e tributi.
Sul fronte delle imprese, l'allarme è rilanciato dal presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, che commenta: «Nel 2013, se si va avanti così, chiuderanno 250 mila imprese del terziario e dell'artigianato». D'altra parte, nei primi 3 mesi del 2013 in Italia hanno portato i libri in Tribunale 3.637 imprese, il dato in assoluto peggiore relativamente al I trimestre dell'anno a partire dal 2009, con un aumento del 65% in 4 anni e del 13% rispetto al primo trimestre 2011. Questa escalation ha portato la media a oltre 40 istanze al giorno (considerando anche i sabati e le domeniche), secondo il report «L'Analisi dei fallimenti in Italia» di Cribis D&B.
Confcommercio e Censis spiegano che i consumi sono ai minimi degli anni Novanta. I sentimenti che provano le famiglie guardando al futuro sono l'incertezza, il pessimismo e la paura, per colpa, in massima parte, del mercato del lavoro che è sostanzialmente fermo. Non a caso, il 25% degli occupati teme di perdere il posto nei prossimi sei/sette mesi e un altro 27% teme una riduzione dello stipendio per il prolungarsi della recessione.
E se 4,2 milioni di famiglie non riescono a coprire tutte le spese con il proprio reddito (il 17%), quelle che «vanno in pari» sono invece il 71%, mentre solo il 12% riesce a risparmiare qualcosa. Gli italiani affrontano la crisi mettendo in atto quello che Censis e Confcommercio definiscono il «modello delle tre R»: rinuncia-rinvia-risparmia.

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