RADIO ARTICOLO1

RADIO ARTICOLO1
WEB RADIO

lunedì 9 maggio 2011

Sciopero del 6 Maggio Note di S. Camusso e R. Dettori


Cambiare si può e cambiare si deve, ne sono convinti i tanti lavoratori e lavoratrici che oggi, in occasione dello sciopero generale promosso dalla CGIL, si sono fermati lasciando i propri posti di lavoro vuoti: fabbriche, scuole, uffici e sono scesi in piazza insieme a studenti, pensionati, precari per ribadire che si può uscire da questa crisi difendendo i diritti e imponendo una politica sociale ed economica più giusta. Chiare le rivendicazioni ribadite nelle oltre 100 manifestazioni che la CGIL ha organizzato in tutta Italia: meno fisco e più lavoro. Fisco inteso come strumento di giustizia sociale, Lavoro come via per la crescita.


In piazza non solo il mondo del lavoro. Di fronte ad un Paese che arretra e in cui le disuguaglianze sociali continuano a crescere, l'intera società civile ha raccolto la sfida lanciata dalla CGIL ed è scesa in piazza oggi. Tante, infatti, le battaglie che in questa giornata hanno trovato un momento di rivendicazione collettiva. Più diritti per i lavoratori e misure urgenti contro la crisi, contro il precariato e per il futuro dei giovani, dignità alle donne, difesa dei beni comuni a partire dall'acqua, le rinnovabili, la democrazia e la pace. Tante battaglie che dicono con chiarezza che, pur in piena crisi, c'è vitalità e voglia di cambiare.
La leader della CGIL, Susanna Camusso, al suo primo Sciopero Generale alla guida della Confederazione, ha concluso la manifestazione di Napoli intervenendo dal palco allestito a Piazza Dante. Lavoro e fisco le due le parole chiave di questa giornata di mobilitazione, ha spiegato, ai microfoni della CGILtv, Camusso, aggiungendo che “fisco vuol dire dare risposta ai redditi dei lavoratori e dei pensionati, ma vuol dire anche dare una risposta di giustizia”. Secondo Camusso ora si devono cercare le “risorse dove ci sono, e dove continuano a crescere anche durante la crisi”, riferendosi in particolare alle rendite finanziarie, ai grandi patrimoni e alle transazioni finanziarie. Questa scelta “rappresenterebbe un elemento di giustizia”, e ricollegando la parola fisco alla parola lavoro, Camusso ha aggiunto “il lavoro va difeso”, soprattutto “per chi è in cassa integrazione o in difficoltà”, inoltre ha proseguito “il lavoro va creato, per la tanta disoccupazione che c'è, soprattutto pensando ai giovani e a quale potrà essere il futuro di questo paese”.

In riferimento a cosa possono attendersi i lavoratori e il sindacato da questo Governo, il Segretario Generale della CGIL, ha espresso forte preoccupazione per il timore che “il Governo sia impegnato nell'interferire nella campagna elettorale amministrativa”. Secondo la leader della CGIL lo ha fatto “tagliando le risorse agli enti locali e alle regioni, e lo sta facendo con questa politica degli annunci”, se si guarda ai titoli del decreto per lo sviluppo di ieri, ha proseguito Camusso, “ci sono delle cose interessanti; penso al credito di imposta per la disoccupazione nel mezzogiorno, penso al credito di imposta per la ricerca, penso ai precari della scuola e al piano di stabilizzazione, ma c'è una domanda: come si fa a dire che tutto questo è a costo zero?”.

Nel concludere l'intervista Camusso è tornata sul tema 'giovani e futuro', esprimendo forte solidarietà a tutti quei ragazzi che in questi mesi si sono mobilitati in tutta italia e che oggi sono scesi in piazza con il sindacato. “Hanno ragione - ha dichiarato - quando dicono che 'il loro tempo è adesso', bisogna dare subito delle soluzioni, bisogna continuare la lotta” e gli obiettivi per la sindacalista sono chiari: “si riducano le figure contrattuali, si sancisca che se c'è un lavoro flessibile quel lavoro flessibile deve essere pagato di più. Bisogna modulare gli ammortizzatori sociali affinché la discontinuità di lavoro non corrisponda una discontinuità di vita”. Infine, Camusso si è rivolta a tutti coloro che hanno un contratto di lavoro 'stabile': “la vostra lotta deve sempre guardare a creare una prospettiva di stabilità occupazionale a questi giovani”.

________________________________________________________________________________
Le dichiarazioni ragionieristiche di Faverin lasciano di stucco. Persino il ministro Brunetta ha dovuto dare dati in crescita rispetto agli ultimi scioperi. La Cisl evidentemente non riesce a ritagliarsi una propria identità se non aggredendo le nostre iniziative. Faverin cita solo tre luoghi di lavoro e da dati falsi che non meritano commenti". Con queste parole Rossana Dettori, Segretaria Generale dell'Fp-Cgil, commenta le dichiarazioni del Segretario Generale dell'Fp-Cisl, Giovanni Faverin, in merito allo sciopero generale della Cgil svoltosi oggi.

"Conosciamo i problemi dei lavoratori, come crediamo li conoscano in Cisl - conclude la Segretaria Generale. Noi scioperiamo per ottenere il rinnovo dei contratti, per non veder licenziati i precari e bloccato il turn over, invece di firmare accordi che ratificano questi provvedimenti, come fanno altri, o giocare con il pallottoliere".

Roma, 6 Maggio 2011

Nessun commento: