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mercoledì 18 maggio 2016

Comunicato Stampa Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Pa - rinnovo CCNL

"Il contratto è un diritto per tutti i lavoratori. E il rinnovo deve restituire dignità e riconoscimento professionale e retributivo a tutte le lavoratrici e i lavoratori pubblici. Senza eccezioni", è netta la posizione di Rossana Dettori, Giovanni Faverin e Nicola Turco - segretari generali di Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Pa - rispetto alle indiscrezioni di stampa sulla direttiva all'Aran che il ministro della Pa Marianna Madia starebbe preparando. "Siamo i primi a voler sostenere i redditi più bassi anche nel pubblico impiego. Ma questo va fatto attraverso la leva fiscale, abbassando le tasse, aumentando i servizi alla persona, gli aiuti alle famiglie monoreddito. Non riversando misure minime di civiltà sui costi contrattuali". 

"Noi chiediamo contratti innovativi che puntino a garantire diritti ai lavoratori e ai cittadini, sulle competenze e sul miglioramento dei servizi", rimarcano le federazioni di categoria mobilitate massicciamente in questi mesi con un fitto programma di scioperi regionali. "E siamo pronti a proporre al governo un piano vero sulla produttività. Cittadini e imprese chiedono servizi più veloci e avanzati. I lavoratori pubblici vogliono lavorare meglio per contribuire allo sviluppo del paese. La produttività non cresce senza innovazione organizzativa, senza una moderna riorganizzazione dei servizi e dei processi produttivi, formazione, partecipazione dei lavoratori alla definizione degli obiettivi e alla misurazione e investimenti in digitalizzazione".

"Le piazze piene di queste settimane per 'Contratto Subito' stanno lanciando una proposta chiara al governo e alla politica locale. Ma non accettiamo altre provocazioni elettorali. I lavoratori sono dalla parte di chi chiede una nuova macchina organizzativa per il welfare e i servizi pubblici. E il ministro Madia? Pensa a mettere a punto il motore o solo la divisa del pilota?".

martedì 22 dicembre 2015

Contratto nazionale - nota segretari generali di Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl e Uil-Pa



"Il tavolo sui contratti noi siamo pronti ad aprirlo subito, anche a Natale", Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Nicola Turco - segretari generali di Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl e Uil-Pa - rispondono così al ministro Marianna Madia intervenuta questa mattina a Repubblica Tv. "Se il governo pensa davvero che i lavoratori pubblici siano il motore della Pa, perché non ci convoca per rinnovare i contratti? E perché si nasconde ancora dietro scuse imbarazzanti per giustificare i 300 milioni stanziati dalla Stabilità, quando lo stesso esecutivo continua a elargire mance elettorali a destra e a manca al solo fine di puntellare il consenso? Apprezziamo il cambio di atteggiamento del Governo sulla necessità di uscire dalla retorica del dipendente pubblico fannullone, visto che  sino a ieri vi è stata una campagna mediatica per affermarlo".

"Davvero dobbiamo pensare che i servizi al Paese si cambiano con venti nuovi decreti delegati?", attaccano i quattro sindacalisti. "Di norme e provvedimenti ormai abbiamo perso il conto, ma di investimenti veri nelle persone, nel loro sapere e nell'innovazione neanche l'ombra. E oltretutto, anni e anni di riforme che si inseguono senza un progetto non fanno che aumentare il caos: proprio oggi abbiamo scritto al ministro per trovare una soluzione per i precari delle province e per le camere di commercio. E poi ci sono le questioni delle Agenzie delle entrate, quelle dei ministeri, i ritardi disastrosi sull'implementazione delle competenze in sanità, il riordino delle amministrazioni locali". 

"Se vogliamo cambiare il rapporto tra Stato e cittadini, ma soprattutto pensare a far crescere il paese serve un piano straordinario per il lavoro pubblico e i servizi. E si fa con i contratti", proseguono i leader delle quattro sigle. "Bene assumere, come da noi rivendicato, i vincitori di concorso, ma a questi vanno aggiunti almeno 100 mila assunzioni di nuove professioni. La mappatura delle professionalità è ferma a un sito web che non funziona. Nella formazione siamo ancora a mezz'ora media annua per lavoratore. L'innovazione di processo e di prodotto è lasciata a qualche amministratore di buona volontà. E ci sono troppi dirigenti e pochi giovani, troppe risorse sprecate e poche da investire nella valorizzazione dei lavoratori".

"Ecco perché non ci accontentiamo delle dichiarazioni di principio", concludono Dettori, Faverin, Torluccio e Turco. "Il governo faccia una scelta seria rispetto alle risorse: punti sulle persone e sui servizi per lo sviluppo. E ci convochi subito, noi non andiamo in vacanza, come non andranno quei lavoratori pubblici che anche a Natale e Capodanno saranno al loro posto per servire il Paese".

martedì 6 ottobre 2015

P.A: sindacati, stop ritardi su contratti o stagione conflitto

"Abbiamo chiesto da tempo al Governo la stagione dei rinnovi contrattuali nel lavoro pubblico e, per questo i Segretari Generali di CGIL, CISL UIL hanno rinnovato nei giorni scorsi la richiesta per un incontro prima del varo della legge di stabilità. Ad oggi continuano a mancare le risposte.  Il Governo non perda altro tempo per convocarci.

Ribadiamo che per la definizione dei comparti Cgil, Cisl, Uil, sono pronti a discutere e a trovare soluzioni in modo da avviare una piena stagione contrattuale. Piuttosto il Governo si affretti a varare finalmente il necessario Atto di Indirizzo.


Dopo 6 anni di blocco contrattuale e i tagli della spesa che ancora continuano, è necessario un rinnovo contrattuale i cui aumenti retributivi siano in grado di garantire il potere di acquisto delle retribuzioni, mentre dalle dichiarazioni dei Ministri, continuano ad essere oscure le risorse che la Legge di stabilità deve destinare al rinnovo dei contratti collettivi dei settori pubblici.

Cgil, Cisl, Uil ribadiscono che i nuovi contratti debbono perseguire la liberazione e la valorizzazione della contrattazione nazionale e decentrata indispensabile strumento per introdurre quegli elementi di innovazione per una riforma della Pubblica Amministrazione positiva che valorizzi anche il lavoro e la partecipazione degli addetti per realizzare una profonda e necessaria riorganizzazione delle strutture pubbliche.

Più che dichiarazioni che annunciano possibili atti successivi ci aspettiamo dal Ministro l’apertura immediata del confronto. Ulteriori ritardi oltre ad alimentare il malcontento dei lavoratori, provocheranno una stagione di mobilitazione e di conflitto".

giovedì 18 settembre 2014

martedì 9 settembre 2014

Pa, Blocco contratti: sindacato senza proposte? Se Governo vuole collaborazione apra subito trattativa

"La Ministra dovrebbe smetterla con la retorica e con gli espedienti comunicativi, e iniziare a produrre qualche risultato. Dice il falso quando afferma che non abbiamo avanzato proposte. Se ci avesse ascoltati forse non avrebbe commesso i tanti errori grossolani di questi mesi". Così Rossana Dettori, Segretaria Generale della Fp-Cgil, replica alle dichiarazioni della Ministra della Funzione Pubblica Marianna Madia.

"Sbaglia - continua la sindacalista - quando afferma che i sindacati dovrebbero sostenere il Governo in questa fase difficile: devono sostenere semmai gli sforzi del Paese per uscire dalla crisi. E non ci siamo mai sottratti. Abbiamo risposto alle "sue" 44 domande con le "nostre" 45 proposte, distinguendo le iniziative che condividevamo da quelle che non ci piacevano. Invece la Ministra ha continuato a informarci a mezzo stampa, non ha mai risposto alle lettere unitarie di Cgil, Cisl e Uil, né accettato le nostre richieste di incontro, se si esclude un primo giro di colloqui e una sbrigativa convocazione fuori tempo massimo sulla riforma Pa, ma senza un testo su cui confrontarsi. Non ha accettato due distinte richieste unitaria di un confronto pubblico, uno sulla riforma della Pa e uno sugli enti locali, tenutisi rispettivamente l'11 e il 24 giugno. Non ha mai risposto, nemmeno per e-mail, alle proposte che comunque le sono state recapitate e che può ancora consultare al sito www.cgilcisluilfp.it . Ci spieghi come dovremmo sostenerli, con la telepatia?".

"Se la Ministra ci avesse ascoltati, avremmo la staffetta generazionale: avevamo cercato di spiegarle che eliminando il trattenimento in servizio si sarebbero recuperate una manciata di assunzioni, non le 15mila promesse. Se oggi vuole davvero smentire il sentire comune dei lavoratori pubblici, che cioè questo Governo stia continuando a colpire i soliti in assenza di idee nuove, può sempre aprire una trattativa, nel rispetto delle persone che rappresentiamo. Avviamo subito la contrattazione, dimostrando che lo Stato non è un cattivo padrone, che non vuole dare il via alla decontrattualizzazione generalizzata anche nei settori privati. Troveremo insieme le soluzioni possibili. Gli appelli accorati, se non seguiti dai fatti, risultano dei semplici esercizi retorici. In alcuni casi - conclude Dettori - offensivi".

venerdì 30 maggio 2014

P.A. pronti alla sfida sulle risorse per i contratti

 
Comunicato stampa Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil Pa


"Siamo pronti alla sfida sulle risorse per il rinnovo dei contratti. E presenteremo le proposte dei lavoratori per cambiare davvero la pubblica amministrazione, migliorando i servizi e recuperando risparmi per retribuire meglio chi lavora al servizio delle comunità", così Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Benedetto Attili, rispettivamente Segretari Generali di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa, rispondono al ministro Marianna Madia intervenuta oggi a Forum Pa.

"Cinque anni di blocco dei contratti, dieci di limitazione del turn-over e cattivo utilizzo della flessibilità sono vere ingiustizie ai danni non solo dei lavoratori, ma anche di cittadini e imprese. Bene che il ministro lo riconosca, ora si tratta di cambiare totalmente approccio: attraverso la riorganizzazione, l'innovazione, la scommessa sulle competenze. E attraverso un coinvolgimento vero dei lavoratori, che vada oltre il sondaggio d'opinione".

Le federazioni del pubblico impiego di Cgil Cisl e Uil, dopo la tornata di assemblee di venerdì scorso e il lancio del sito web unitario www.cgilcisluilfp.it con le risposte ai 44 punti di Renzi, preparano ora una proposta organica di riforma da presentare al Governo: "Lotta all'evasione fiscale e alla corruzione sono priorità che indichiamo da tempo" proseguono i quattro segretari generali. "Ma il salto vero è riorganizzare l'intero sistema dei servizi pubblici, a livello centrale e nei singoli enti. Snellire i livelli, eliminare duplicazioni e sovrapposizioni di funzioni, associare i comuni, centralizzare gli acquisti, tagliare le società partecipate che non producono servizi. E poi digitalizzare i processi, cambiare l'organizzazione del lavoro, sfrondare la burocrazia delle norme. E' qui che vanno cercate le risorse per rinnovare i contratti di lavoro e per un cambio generazionale che porti giovani e nuove competenze nella Pa. Con più velocità e più qualità nei servizi ai cittadini".

"Se il governo intende sfidarci su questo terreno, siamo pronti" concludono Dettori, Faverin, Torluccio e Attili. "Come sono pronti i lavoratori pubblici, che vogliono tornare al centro del cambiamento. A partire dal rinnovo del contratto".



Roma, 27 maggio 2014

venerdì 10 gennaio 2014

Rinnovo Contratto Nazionale - la sfida è aperta

Contratti del pubblico impiego, la sfida è lanciata. Le categorie dei lavoratori pubblici di Cgil Cisl e Uil hanno presentato le linee guida per i rinnovi contrattuali 2014: "Riorganizzazione, retribuzioni, professionalità: punti chiari per superare un blocco contrattuale ingiusto e che dura ormai dal 2009. E sui quali si apre ora la partita con il Governo". E' questa la rotta tracciata dai segretari generali Rossana Dettori (Fp-Cgil), Giovanni Faverin (Cisl-Fp), Giovanni Torluccio (Uil-Fpl) e Benedetto Attili (Uil-Pa) di fronte ai direttivi unitari riuniti a Roma.


"Contratti fermi, eccessi legislativi e blocco del turn-over hanno danneggiato i lavoratori pubblici e impoverito il paese" attaccano i sindacati. "E i conti non tornano: in cinque anni i dipendenti pubblici sono diminuiti del 5,7% e il costo delle retribuzioni è sceso, peraltro in controtendenza rispetto all'Europa. Come mai allora la spesa pubblica continua a crescere? Dove vanno a finire quegli 801 miliardi che ogni anno escono dalle casse dello stato? I lavoratori pubblici sono i primi a voler riorganizzare la Pubblica amministrazione. Per questo vogliamo un nuovo contratto nazionale e nuovi contratti integrativi: per eliminare la spesa improduttiva, fare innovazione nei servizi ai cittadini, investire nelle competenze".

Una rotta che dovrà incrociare l'azione del ministro della Pa Gianpiero D'Alia e del nuovo commissario alla spending review Carlo Cottarelli, ma "nel quadro di relazioni sindacali più avanzate, più trasparenti e più aperte alla partecipazione: il modello va cambiato a partire da ogni singolo ente, permettendo ai lavoratori di decidere su materie strategiche come l'organizzazione del lavoro, la semplificazione, l'integrazione tra amministrazioni, la reinternalizzazione dei servizi, la valutazione, la qualificazione professionale".

Per Cgil Cisl e Uil serve dunque "un contratto nazionale più forte che garantisca diritti omogenei e che spinga i processi di ridisegno istituzionale e amministrativo: innescando un circolo virtuoso tra razionalizzazione di spesa e tutela del potere d'acquisto dei lavoratori. Un CCNL che insieme ad un secondo livello di contrattazione produca risparmi e rilanci le retribuzioni: i salari dei lavoratori pubblici devono crescere, anche detassando il salario accessorio".

"Per una Pa più moderna e più vicina ai bisogni delle persone, la priorità è puntare sul capitale umano", affermano ancora i segretari generali, che sottolineano: "occorre un sistema di carriera più flessibile, una cabina di regia su mobilità e tutela occupazionale nei processi di riordino, formazione permanente, certificazione delle competenze, nuovi profili professionali, percorsi di stabilizzazione del precariato". Temi portanti di una piattaforma sindacale che nel mese di gennaio sarà discussa a livello regionale e territoriale e sulla quale, al termine della fase di consultazione, concludono i sindacati, "sfideremo il governo per una vera stagione di cambiamento per i lavoratori pubblici e per il Paese".