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Visualizzazione post con etichetta proroga blocco contratti. Mostra tutti i post
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venerdì 5 settembre 2014

Prorogato blocco contratti dipendenti P.A.

Governo sia coerente, mettere al centro tema creazione lavoro
“Non comprendiamo la logica per cui si continua a prorogare il blocco dei contratti. La sensazione è che si seguiti a chiedere ai soliti noti per non toccare altri interessi che invece produrrebbero molte risorse”. Ad affermarlo è il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, oggi in Sardegna, a Buggerru, per ricordare il primo sciopero generale d'Italia del 4 settembre 1904, in merito alla decisione annunciata ieri dal ministro della Funzione pubblica, Marianna Madia, di bloccare ancora il rinnovo dei salari degli statali.

“Bisogna decidere che cosa si vuol fare. Il Presidente del consiglio e il governo hanno fatto la manovra sugli 80 euro che noi abbiamo giudicato positivamente, non solo perché era un segno di riconoscimento al lavoro ma soprattutto perché era il segnale che non si esce dalla crisi abbassando i salari e peggiorando le condizioni dei lavoratori. Ecco perché vorremmo coerenza con questa scelta, chiudendo una stagione lunga sei anni che ha portato all'impoverimento delle retribuzioni e delle pensioni. Bisogna mettere al centro il tema della creazione di lavoro: se non si riparte da questo, dal fare investimenti, non possiamo uscire dalla recessione”, conclude Camusso.

mercoledì 19 giugno 2013

Proroga blocco contratti P.A.= inaccettabile

Il Parlamento si appresta a varare il parere sul decreto previsto dal Governo Berlusconi e varato da quello Monti con il quale si prorogano di un ulteriore anno tutte le misure economiche e normative varate nel 2010, a partire dal blocco della contrattazione e che stanno determinando una pesante perdita del potere di acquisto delle retribuzioni di 3.300.000 dipendenti pubblici oltre che l'impossibilità di gestire i processi di riforma della P.A.


Per il sindacato un ulteriore anno di proroga del blocco della contrattazione “è assolutamente inaccettabile e la manifestazione di sabato prossimo lo dimostrerà” ha dichiarato il Segretario Confederale della CGIL, Nicola Nicolosi, che ha aggiunto: “occorre che il Governo in carica si esprima su questo tema evitando le 'tante voci' che si sono sentite negli ultimi tempi, riaprendo la stagione contrattuale ed in quella sede affrontando le questioni economiche e normative”.

Per Nicolosi “il blocco della contrattazione è tanto più inaccettabile mentre continuano ad essere in vigore norme introdotte per legge che intervengono pesantemente sulla contrattazione mutilandola. Si tratta di misure legislative che vanno rapidamente cassate prima dell'avvio della stagione contrattuale”.


“Chiediamo - ha concluso Nicolosi - un incontro al massimo livello per affrontare queste problematiche che impegnano il Governo nella sua collegialità”.

Blocco Contratti

"Auspichiamo che la Commissione Lavoro della Camera esprima parere negativo in merito al prolungamento del blocco dei contratti e delle retribuzioni nel lavoro pubblico. Sarebbe inaccettabile". Questo il contenuto di una nota congiunta di Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Benedetto Attili - segretari generali di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa - indirizzata all'XI Commissione, che mercoledì 19 giugno esaminerà lo schema di Decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento in materia di proroga del blocco della contrattazione.




"Non è pensabile che lavoratrici e lavoratori già fortemente penalizzati sul piano economico siano chiamati ad ulteriori sacrifici. Vogliamo un contratto vero che rinnovi la parte normativa e sostenga le retribuzioni dei dipendenti pubblici - aggiungono i quattro segretari generali - soprattutto se, in una fase di austerità e di ottusi tagli lineari, è ai lavoratori che si chiedono sforzi per modernizzare le pubbliche amministrazioni e aiutare il Paese nella ripresa".



"Il contratto è un diritto e - concludono Dettori, Faverin, Torluccio e Attili - speriamo che almeno la Commissione Lavoro riesca a farsi carico di ricordarlo al Parlamento e al Governo".



Roma, 18 giugno 2013

venerdì 31 maggio 2013

Min. D'Alia - stop contratto P.A.

"Risulta del tutto incomprensibile l'apertura al dialogo del Ministro D'Alia, se poi lo stesso Ministro annuncia alla stampa lo stop al contratto". Con queste parole Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Benedetto Attili - segretari generali di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa - rispondono alle dichiarazioni rilasciate dal Ministro della Funzione pubblica Gianpiero D'Alia nel suo intervento al ForumPa.




"Ringraziamo il Ministro per averci informato che la fase delle rivendicazioni è finita. Ma sappia che all'incontro del 4 giugno, annunciato anche questo a mezzo stampa come il blocco dei contratti del pubblico impiego, pretenderemo impegni concreti in direzione opposta".



"Siamo perfettamente coscienti della difficile fase economica - aggiungono i quattro sindacalisti - ma non possiamo accettare che questa congiuntura sia pagata ulteriormente da lavoratori che hanno già subito una perdita di reddito pesantissima. Il Ministro D'Alia non può pretendere un atteggiamento collaborativo senza dimostrare rispetto nei confronti dei lavoratori pubblici e delle organizzazioni sindacali che li rappresentano".



"Sul tema del riordino istituzionale, come sul precariato e sul rinnovo del contratto, siamo disponibili a un confronto senza pregiudizi. Ma a patto che dal Governo - concludono i segretari generali - ci sia la stessa disponibilità".

mercoledì 15 maggio 2013

Blocco contratti P.A.

Dopo allarmi e smentite pare proprio che anche nel 2014 i lavoratori pubblici vedranno bloccata la loro contrattazione, a cominciare dagli aumenti salariali. È infatti ai nastri di partenza l'iter nelle commissioni di Camera e Senato dell'esame di un decreto del presidente della Repubblica che proroga il blocco della contrattazione e degli automatismi degli stipendi per i pubblici dipendenti anche nel 2014. Il provvedimento era stato esaminato in via preliminare dal consiglio dei ministri di fine marzo: un problema lasciato dunque aperto dal vecchio governo e che ora si riapre incontrando la netta opposizione dei sindacati. Se non altro perché - come ha fatto sapere la Cgil un paio di giorni fa - ai lavoratori del pubblico impiego il blocco della contrattazione è già costato 3 mila euro dal 2010 al 2012, e altri 600 euro verranno persi quest'anno. «Ribadiamo il nostro no a qualsiasi ipotesi di nuovo blocco dei contratti pubblici» hanno ribadito ieri i segretari della funzione pubblica di Cgil Cisl e Uil. I quali lamentano il procedere in «sordina» del provvedimento. La prima richiesta al governo è quella di un incontro: «Ci convochi subito - dicononon vorremmo essere indotti a pensare che si stia tentando di far passare il cammino del decreto nelle commissioni competenti sotto silenzio. Sarebbe una grave sottovalutazione dello stato di difficoltà economica in cui versano i lavoratori delle amministrazioni pubbliche ». Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Benedetto Attili (rispettivamente Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa) sollecitano il governo Letta a prendere posizioni in merito al prolungamento del blocco della contrattazione e dell'indennità di vacanza contrattuale per il lavoro pubblico. «Il governo faccia chiarezza e dialoghi con le organizzazioni sindacali senza alimentare il clima di incertezza. Servono risposte sui tanti temi lasciati aperti dal precedente esecutivo - continua la nota - dal precariato alla contrattazione e di secondo livello». Un invito al dialogo anche per evitare che nel lavoro pubblico si rafforzi la convinzione «di essere il capro espiatorio sacrificato in nome di un'austerità i cui benefici tardano a giungere, mentre i costi sono già da tempo divenuti intollerabili».


PRESIDIO A MONTECITORIO Il blocco delle retribuzioni dei lavoratori pubblici se confermato anche per il 2014 potrebbe tradursi in 35 euro in meno in busta paga per un totale di altri 500 euro che aggiunti agli anni precedenti porterebbe a un totale di 4100 euro. La vertenza si somma a quelle già a aperte nel settore pubblico. Una che rischia di esplodere nei prossimi mesi è la scadenza dei contratti per circa 114mila persone. In ballo, oltre alla perdita del lavoro per gli interessati, ci sono servizi pubblici essenziali che i precari da anni tengono in piedi. Per denunciarlo domani a Roma si riuniranno gli stati maggiori di Fp (funzione pubblica) e Flc (scuola e università) con il segretario Cgil Susanna Camusso, mentre nel pomeriggio l'iniziativa si sposta in piazza Montecitorio dove si terrà un presidio



Valerio Raspelli

venerdì 26 aprile 2013

Blocco contratti - stipendi P.A. a -9

da: http://www.cgil.it/rassegnastampa/articolo.aspx?ID=10344
Con il blocco dei contratti stipendi pubblici a -9%
di Bianca Di Giovanni

Tra le tante grane che il prossimo governo dovrà affrontare (oltre alla lunga serie di questioni su disoccupazione e fisco) ci sono quelle dei contratti pubblici e dei precari della Pubblica amministrazione. Sul primo punto l'esecutivo uscente ha già segnato una traccia molto pesante per il 3 milioni e mezzo di dipendenti: il blocco degli aumenti e dell'indennità di vacanza contrattuale anche nel 2014. Il regolamento relativo a questa decisione è stato varato da uno degli ultimi consigli dei ministri, non senza qualche malumore da parte di alcuni ministri. Primo tra tutti Francesco Profumo, titolare all'Istruzione. Oggi quel testo è all'esame del consiglio di Stato, che ha già inviato qualche «osservazione» al governo uscente. Nulla di fatto, invece, per i circa 240mila precari che vedranno scadere i loro contratti a luglio. Una proroga costerebbe circa 50 milioni, dovranno pensarci i prossimi ministri. Palazzo Spada ha fatto sapere a palazzo Chigi che, pur confermando il blocco degli aumenti, si deve esplicitamente assicurare che non ci sarà il taglio del 5% sugli stipendi che superano i 90mila euro annui e del 10% su quelli di oltre 150mila. Insomma, il contributo di solidarietà istituito da Giulio Tremonti, va cancellato «apertis verbis» per via della bocciatura della Corte costituzionale. La Consulta aveva contestato la misura perché riguardava solo i dirigenti pubblici e non anche quelli privati, e perché incideva sui diritti acquisiti.

I CONTI DELL'ECONOMIA Se gli stipendi d'oro sono salvi, non lo sono quelli dei «semplici» dipendenti, che non vedranno aumenti anche per l'anno prossimo, mentre per il triennio successivo potranno vedersi riconoscere solo la vacanza contrattuale. La decisione di prolungare il blocco all'anno prossimo è stata presa «di concerto» tra Funzione pubblica e Economia. Ma a quanto pare il ruolo di Vittorio Grilli sarebbe stato predominante. Il ministro del Tesoro avrebbe argomentato la decisione indicando un risparmio di 1,4 miliardi nei tendenziali dell'anno prossimo: ecco perché le risorse non sono state neanche allocate. Negli anni successivi si aggiungerebbero altri 659 milioni sul 2015 e 726 milioni per il 2016. Sempre che il prossimo governo confermi la decisione. Il provvedimento, infatti, ci metterà una cinquantina di giorni prima di diventare operativo. I ministri in arrivo potrebbero anche decidere altrimenti. Per ora tuttavia la scure è stata calata sugli stipendi di 3,3 milioni di lavoratori del settore pubblico. Particolarmente gravi sono gli effetti della decisione sugli insegnanti. La riforma Gelmini, infatti, collegava gli aumenti al raggiungimento di un dato livello di risparmi. Ebbene, quel livello è stato raggiunto: se non fosse stato tutto congelato si sarebbero dovuti stanziare 300 milioni. Su questo si è impuntata l'Economia. Per questa ragione Profumo aveva espresso perplessità durante il consiglio che ha definitivamente deciso il blocco, ma non è riuscito a convincere il collega Grilli. Così i livelli di reddito dei lavoratori pubblici resteranno fermi al 2009, visto che il congelamento è partito nel 2010. Secondo valutazioni del Sole24ore nei cinque anni gli statali e i loro colleghi delle Pubbliche amministrazioni territoriali rinunceranno, in termini di mancati aumenti, a circa il 9,2% dello stipendio. Un sacrificio permanente, perché le norme escludono espressamente ogni possibilità di recupero di quanto perso alla ripresa dei rinnovi. Senza contare gli effetti sulle pensioni di coloro che lasceranno il lavoro nei prossimi anni. Effetti ancora più devastanti dal punto di vista del reddito si prevedono per i precari, che scadranno a fine luglio. Anche questa dovrebbe essere una priorità per il governo in gestazione, eppure il dibattito politico ignora la questione. Si tratta di 80mila contratti a tempo determinato e 40mila cococo, mentre il resto è composto da Lsu (20mila) e partite Iva, che includono prestazioni diversissime: dai consulenti, ai giovani atipici. Bianca Di Giovanni





mercoledì 13 marzo 2013

Proroga blocco contratti - nota Cgil e Uil


"Troviamo incomprensibile questo tergiversare del Ministro Patroni Griffi e del Sottosegretario Catricalà sulla ventilata ipotesi di prolungamento del blocco della contrattazione per i lavoratori della Pubblica Amministrazione. Il Governo uscente non può assumersi tali responsabilità su un tema così delicato, le cui sorti sono evidentemente legate alle scelte del nuovo Parlamento e del prossimo esecutivo. Certe dichiarazioni rischiano di apparire paradossali, proprio oggi che il Nucleo Speciale Pa della Guardia di Finanza ha divulgato i risultati degli accertamenti del 2012 dai quali si evince un abuso di incarichi e consulenze, una zona grigia di spesa spesso clientelare di oltre 1,5 miliardi di euro che, fatte le poche dovute differenze per il personale che offre servizi, potrebbe essere ridotta con la valorizzazione delle competenze interne", questo il contenuto in una nota congiunta di Rossana Dettori, Segretaria Generale Fp-Cgil, Giovanni Torluccio, Segretario Generale Uil-Fpl e Benedetto Attili, Segretario Generale Uil-Pa, in merito alle notizie circolate in queste settimane sulla possibile approvazione da parte del Consiglio dei Ministri di un decreto che prolungherebbe il blocco della contrattazione, delle retribuzioni e della indennità di vacanza contrattuale per il lavoro pubblico.




"I temi, a nostro avviso centralissimi, della riforma della pa, del suo efficientamento, della lotta alle clientele e della valorizzazione del personale, non possono continuare a essere trattati con frettolosi provvedimenti punitivi. Va affrontato un percorso condiviso che responsabilizzi e coinvolga i lavoratori, un percorso equo che metta al centro la loro capacità di innovare - conclude la nota congiunta - senza dimenticare di affrontare il cuore del problema, le responsabilità di una politica troppo ingombrante e di una dirigenza non sempre all'altezza della situazione

venerdì 1 marzo 2013

Proroga Blocco contratti - Governo smentisca

"Sarebbe davvero inopportuno un decreto approvato dal Governo Monti a urne chiuse, una forzatura ai danni dei lavoratori delle pubbliche amministrazioni. Non credo che l'esecutivo uscente possa permettersi di prendere scelte politiche così importanti proprio in questi giorni. Il Ministro della Funzione Pubblica Patroni Griffi dovrebbe smentire le voci che lo annunciano come imminente", con queste parole la Segretaria Generale dell'Fp-Cgil Rossana Dettori commenta le notizie in merito alla paventata approvazione di un decreto che confermerebbe il blocco della contrattazione, delle retribuzioni e dell'indennità di vacanza contrattuale attualmente in vigore per il pubblico impiego, anche per il 2013 e il 2014.

"Credo che fin quando il quadro politico non sarà più chiaro - continua Dettori - in una fase di instabilità come quella attuale il Governo non possa procedere, soprattutto in assenza di un confronto con i lavoratori e con un tavolo ancora aperto all'Aran".
"Dal precariato, con la minaccia di licenziamenti solo in parte posticipata a luglio, agli enti locali, con casi sempre più frequenti di perdita di salario e in una situazione quasi schizzofrenica per il sistema contrattuale di secondo livello, fino alle cosiddette eccedenze nelle funzioni centrali e nel resto del lavoro pubblico, le questioni sono tali e così importanti da richiedere un confronto a tutto campo. Un confronto che parta dalla necessità imminente di riformare e innovare la pubblica amministrazione senza cercare capri espiatori, come sembrano fare anche in questi giorni alcune forze politiche - conclude la Segretaria Generale - senza continuare ad attaccare e punire i lavoratori a cui si chiede di partecipare a questa sfida".
Roma, 28 febbraio 2013