RADIO ARTICOLO1

RADIO ARTICOLO1
WEB RADIO

venerdì 3 luglio 2015

Laurea e diritto allo sciopero - rassegna stampa


Roma, 3 luglio 2015

"Un governo e una ministra che si riempiono la bocca di riforme fatte per i cittadini quando, sottobanco, introducono divisioni e disparità inaccettabili. Stilano classifiche senza alcuna logica, alla ricerca di un 'merito' che non sarà altro che l'introduzione di una ennesima diseguaglianza, relegando, in questo caso sì, i cittadini, gli studenti, in classi di serie A e serie B". Ad affermarlo è la segretaria generale della Fp Cgil, Rossana Dettori, in merito all'emendamento alla delega sulla Pa approvato in commissione Affari costituzionali che prevede come nei concorsi pubblici a fare la differenza non sarà più solo il voto di laurea ma anche il 'peso' dell'università.

Per la numero uno della Fp Cgil si tratta di "un fatto di una gravità inaudita, che non solo introduce surrettiziamente una divisione dei titoli di laurea tra le diverse università pubbliche ma che, per diretta conseguenza, opererà una divisione 'in classe' degli atenei e, quindi, degli studenti. In un paese attraversato da forti divisioni e disparità, e dalla negazione continua del diritto allo studio, una norma del genere si abbatterà soprattutto su quegli studenti che non sono nella libera condizione di scegliere dove e come studiare. Continua così - prosegue - questa pratica di governo, soprattutto nel processo di (non) riforma della Pa, che impone dall'alto e produce nuove divisioni che contrasteremo: l'emendamento va stralciato, la riforma Pa va bloccata e riscritta con chi la Pa la vive e la fa vivere tutti i giorni, a partire dal riconoscimento del diritto al contratto", conclude Dettori


******************
“Il diritto di sciopero è un diritto costituzionale e come tale deve essere garantito”. Così il segretario confederale della Cgil Fabrizio Solari commenta la relazione di ieri del Presidente della commissione di Garanzia sugli scioperi, Roberto Alesse, sottolineando che “la legge 146/90 ha il compito di garantire due diritti costituzionali: quello di sciopero dei lavoratori e quello dei cittadini ai servizi essenziali. Una legge valida, come evidenziato dalla stessa relazione, che dovrebbe essere applicata in maniera più efficace con accordi di settore tra le parti”.

“I numeri dimostrano – spiega Solari - che le organizzazioni sindacali sono riuscite a trovare preventivamente soluzioni alle vertenze, oppure si sono adeguate alle indicazioni della Commissione. Infatti, delle 2084 azioni di sciopero indette, solo 1233 sono state effettuate”. “Inoltre – continua – è bene precisare che si tratta, nella stragrande maggioranza dei casi, di scioperi microsettoriali e territorialmente circoscritti, e quindi senza incidenza sulla generalità dei cittadini e sulla medesima utenza”.

Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, “messo nel mirino dalla relazione”, il dirigente sindacale della Cgil ricorda che “il  settore è in stato di agitazione in quanto il contratto nazionale è scaduto nel 2007 e non viene rinnovato per responsabilità delle aziende e dei tagli finanziari effettuati dai vari governi”. “Una politica - sostiene Solari - che sta spingendo questo vitale settore vicino al collasso”.

La Cgil considera “ingiustificata” la richiesta del Presidente Alesse al legislatore di disporre interventi normativi che diano più poteri 'ispettivi e penetranti' alla Commissione, e che prevedano sanzioni molto pesanti verso i lavoratori. “Un diritto di rango costituzionale – precisa Solari - non può certo sottostare alle valutazioni autonome della Commissione prevista dalla legge”.

Viene poi giudicata “sbagliata e fuorviante” la proposta di un referendum preventivo per la proclamazione dello sciopero: “ricordiamo che – spiega Solari – nelle realtà in cui si utilizza questo strumento in modo facoltativo e solo per gli iscritti, non sono previste soglie, durata e fasce di garanzia per gli utenti. Tutti elementi giustamente previsti dalla legge 146/90”.

“Il sindacato confederale, come dimostrato nella sua storia, è da sempre su posizioni di responsabilità e convivenza civili, perché - conclude il dirigente sindacale - è l'unica strada per garantire il diritto e la democrazia nel nostro Paese”.

Nessun commento: