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venerdì 16 maggio 2014

Cantiere Comunale: anno zero!

da: http://livesicilia.it/2014/05/15/operai-fermi-per-la-burocrazia-ci-sentiamo-ai-domiciliari_488262/ PALERMO - Si alzano di buon mattino, arrivano al lavoro, timbrano il cartellino – nella sede di via Tiro a Segno 62 – e lì trascorrono il resto della giornata, con le braccia conserte, tra due passi in cortile e quattro chiacchiere all'aria aperta. Sono gli operai addetti alle mansioni “pericolose” del Cantiere municipale di Palermo – una novantina - che da quattro mesi non possono alzare un dito per un cavillo burocratico: al cantiere infatti da gennaio, dopo l'esautorazione di Sergio Pollicita, manca un dirigente, qualcuno insomma che disponga gli ordini di servizio e le visite mediche indispensabili per lo svolgimento di determinate mansioni. E così da gennaio fabbri, falegnami, elettricisti, meccanici, idraulici sono tutti disponibili ma non possono effettuare i servizi esterni, devono rimanere dentro gli uffici fino alla fine dell'orario di lavoro, anche solo alzare una sedia potrebbe essere rischioso. Ad essere all'opera, al momento, solo il cosiddetto personale “amministrativo” (autisti, portieri).


“Siamo agli arresti domiciliari – ripete uno degli operai presenti questa mattina in via Tiro a Segno – qui dentro si impazzisce. Guardi, almeno ci concedono l'ora d'aria – ironizza indicando i colleghi presenti fuori, a ridosso della portineria – ci considerano fannulloni, parassiti ma, dal canto mio, le posso dire che fremo per uscire da qui e tornare a svolgere il mio lavoro nell'orario che mi spetta. Con le mani in tasca non ci so stare, perdo la testa”.

“Siamo obbligati a stare dentro queste quattro mura, giorno dopo giorno – aggiunge un'altro – il cantiere è fermo, bloccato da troppo tempo, si tratta di sei-sette mesi, non quattro come è stato detto”.

Per far quadrare i conti e rendere la situazione più chiara bisogna tornare indietro, allo scorso novembre quando – in seguito ai rilievi dei carabinieri dell'Ispettorato al Lavoro al Coime - la mancanza di visite mediche e corsi di formazione aveva già imposto lo stop ai cantieri con il Comune (ovvero i datori di lavoro) costretto a rivolgersi a ditte esterne per regolarizzare il tutto. Sarebbero poco più di una decina i lavoratori in regola in questo momento su un centinaio destinato a queste mansioni considerate a "rischio infortunio".

“Le visite le abbiamo sostenute e passate più o meno tutti a gennaio – spiega uno degli elettricisti – ma nessuno fa nulla da allora, i nostri amministratori, strano ma vero, non riescono a venirne a capo”. Che le visite mediche siano state sostenute tutte o meno, insomma, non fa differenza. Ad essere necessaria l'obbligatoria presenza di un datore di lavoro che revochi l’interdizione adottata all’epoca da Pollicita, risolvendo l'inghippo. E intanto in via Tiro a Segno il personale si "annoia" da mesi in attesa che si dipani questa incredibile matassa burocratico-amministrativa.   Manca il datore di lavoro che provvede alle visite mediche e il Cantiere municipale di via Tiro a segno si ferma. La vicenda, a tratti surreale, accade al comune di Palermo e riguarda una novantina dipendenti che svolgono mansioni "pericolose" che da quattro mesi circa, in pratica, non possono svolgere il proprio lavoro. Si tratta di elettricisti, addetti ai traslochi, carpentieri, idraulici, meccanici, operai per gli interventi nelle scuole che, a causa delle visite mediche o dei corsi di formazione non effettuati, non possono muovere neanche un dito.



Il tutto perché il Cantiere municipale, che comprende 200 lavoratori (di cui circa metà con mansioni "non pericolose" come autisti, portieri e amministrativi), è praticamente da quattro mesi senza un dirigente e soprattutto senza il datore di lavoro. A guidarlo fino a gennaio era Sergio Pollicita ma, dopo la rivoluzione degli uffici e la riassegnazione delle competenze, Pollicita ha lasciato alcuni settori tra cui anche il Cantiere municipale che è rimasto sguarnito. Ad aprile l’ufficio è stato unito nuovamente al Coime, ma il dirigente di quest’ultimo, Francesco Teriaca, non ha mai ricevuto una nomina ufficiale. Una vacatio che però ha avuto conseguenze assai pesanti: la legge individua infatti nel sindaco il datore di lavoro del Comune ma consente a questi di poter delegare la funzione. E così per ogni edificio comunale c’è un dirigente che fa da datore di lavoro e che ha tra i suoi compiti anche quelli di far sottoporre a visita medica e far formare i lavoratori, specie quelli che svolgono mansioni pericolose come, per l’appunto, le manutenzioni.



Come detto, al Cantiere quasi metà degli addetti svolge mansioni ordinarie e un’altra metà invece quelle che comportano rischi (come nel caso di idraulici, elettricisti o meccanici): ed è proprio per questi ultimi che si pone il problema. Se manca il dirigente che è anche il datore di lavoro, infatti, non si possono fare le visite mediche o i corsi di formazione, né stilare i piani operativi di sicurezza. E da quattro mesi, quindi, è tutto fermo perché questi lavoratori non possono spostare neanche uno spillo.



Una situazione di cui si è accorto anche il gruppo di Forza Italia a Palazzo delle Aquile che da mesi ha chiesto di sostituire il cilindro di una porta e di far spostare due scrivanie da una stanza all’altra. Lavoretti di poco conto che però, trattandosi di edifici pubblici, devono svolgere gli addetti del cantiere municipale. Ma dopo mesi di silenzio, ecco arrivare la risposta: gli interventi non si possono eseguire perché il Cantiere è fermo. E se il cilindro di una serratura può sembrare poca cosa, diverso è il discorso per le manutenzioni delle scuole e degli edifici comunali.



“E’ uno spaccato che effettivamente non si era mai verificato al comune di Palermo - dice il capogruppo dei forzisti Giulio Tantillo - dobbiamo approfondire i motivi che hanno portato decine di lavoratori a essere costretti a non lavorare perché qualcuno non ha indicato il datore di lavoro. Approfondiremo la questione, ma la vicenda va risolta: il sindaco prenda posizione immediatamente e permetta ai lavoratori di tornare a svolgere quei servizi che risultano fermi da mesi”.



"La giunta ha determinato l'affiancamento del Cantiere al Coime, ma non sono stati perfezionati i passaggi - dice Teriaca - da quando è andato via Pollicita non è stata svolta un'attività per far riprendere il lavoro". Teriaca, in parole povere, dovrebbe essere il dirigente incaricato del Cantiere ma la determinazione sindacale non è mai stata firmata così come il contratto. Secondo alcune voci, tutto si sarebbe arenato per un conflitto interno all’amministrazione legato proprio a cifre e competenze. Teriaca ha nel frattempo scritto a mezzo Comune per segnalare la vicenda e ha persino preparato le risposte ad alcune interrogazioni, ma come “dirigente da nominare”. Il problema è che, mentre a Palazzo delle Aquile si tenta di venire a capo della questione, scuole ed edifici comunali devono aspettare per gli interventi e decine di lavoratori stanno praticamente fermi in attesa che qualcuno li autorizzi a riprendere le attività. “Il Cantiere municipale viene pagato dallo Stato - dice il consigliere Mimmo Russo - e quindi al danno si unisce la beffa: è già scandaloso che questi dipendenti non lavorino, ma se non fatturiamo i lavori questi restano a carico del Comune. Questa amministrazione ha cambiato qualche componente dell’orchestra, ma la musica è sempre la stessa. Auspichiamo, da palermitani, che si possa cominciare a sentire qualche suono nuovo”.



Ma la questione potrebbe essere anche più complessa. La mancanza di visite mediche e corsi di formazione, come detto, aveva già imposto lo stop ai cantieri comunali alla fine dello scorso anno, con Teriaca addirittura multato dai carabinieri. Una situazione che aveva spinto il Comune (ovvero i datori di lavoro) a rivolgersi a ditte esterne, con un esborso economico non indifferente, ma sono diversi gli uffici in ritardo con gli adempimenti.



Tornando al Cantiere municipale, sarebbero appena 15 i lavoratori in regola. Gli altri avrebbero anche in parte sostenuto le visite, ma serve sempre il datore di lavoro per revocare l’interdizione adottata all’epoca da Pollicita. Insomma, un guazzabuglio burocratico-amministrativo da cui adesso la nuova giunta Orlando proverà a uscire in qualche modo anche per evitare un possibile danno erariale. “Una parte è idonea a fare i lavori - dice Nicola Di Bartolomeo, capoarea alla Gestione del territorio - daremo disposizioni di fare immediatamente i lavori a Palazzo delle Aquile e capiremo quanti sono ad aver completato le visite”.



LE REAZIONI



"La vicenda oltre che incredibile denota aspetti da attenzionare alla Corte dei Conti - dice Filippo Occhipinti di Idv - uno spreco di risorse pubbliche che non può essere giustificato da alcunché. Tutti a fare sacrifici, tassati e alla ricerca di un lavoro, e il Comune si permette di lasciare inoperosi tutti questi lavoratori. I dirigenti e tutti i responsabili andrebbero licenziati in tronco. Non si possono più giustificare inerzie ed indolenze. Se la Amministrazione non riesce a fare una elementare azione quella di fare lavorare gli impiegati, allora di dimetta in blocco, dal Sindaco al migliore degli Assessori".

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