da : http://www.siciliainformazioni.com/sicilia-informazioni/59705/dalia-difende-crocetta-e-assicura-i-precari-non-andranno-a-casa“I precari non andranno a casa. Le proroghe sono ancora possibili. E pure le assunzioni a tempo indeterminato. Ma occorre avviare un percorso di risanamento, senza non si puo’ andare avanti”. Ad affermarlo in un’intervista al Giornale di Sicilia e’ il ministro per la Pubblica amministrazione, Gianpiero D’Alia, alla luce delle polemiche sulla norma varata alla Camera sui 18.500 precari degli Enti locali siciliani. “Stiamo parlando – aggiunge – di un provvedimento molto complesso. Ma abbiamo garantito le proroghe fino al 2016. I precari non andranno a casa il primo gennaio, come invece si temeva. E si devono avviare percorsi di inserimento stabile nelle amministrazioni stando attenti agli equilibri di bilancio e valorizzando lo strumento delle liste regionali da cui attingere per le assunzioni a tempo indeterminato. Con un avvio formale dei percorsi di stabilita’ dei rapporti puo’ scattare la proroga”. “La deroga al patto di stabilita’ – spiega D’Alia – era gia’ stata rimossa dal Senato, che aveva lasciato maggiore flessibilita’ sui vincoli alla spesa del personale. Sulla norma approvata in Senato sono arrivati i rilievi della Ragioneria Generale dello Stato. E’ stato obiettato che gia’ nel 2010 la Sicilia aveva usufruito di queste deroghe ma si era impegnata a rispettare due impegni: il taglio alla spesa pubblica e la ricerca di nuove risorse dovevano viaggiare insieme a una graduale riduzione, in un triennio, del bacino del precariato. Invece i precari sono sempre gli stessi perche’ sono state fatte solo proroghe e la spesa non e’ stata ridotta. Ovviamente non e’ colpa del governo Crocetta che ha ereditato una situazione davvero complicata”.
“Se si avviano, almeno formalmente, i processi di creazione e utilizzo delle liste regionali – aggiunge – si possono fare subito le proroghe. Soprattutto per le basse qualifiche, che in Sicilia sono la maggioranza, il problema non si pone. In ogni caso non si puo’ prescindere da tagli alla spesa pubblica perche’ e’ vero che e’ stato approvato un provvedimento piu’ restrittivo di quello auspicato mae vero anche che le misure di risanamento sono ineludibili”. Alla domanda se ci sono i margini nel bilancio regionale per nuovi tagli che possano legittimare l’avvio delle stabilizzazioni, D’Alia risponde: “Valutera’ il governo regionale. Ne parlero’ con l’assessore all’Economia, Luca Bianchi, e col presidente Crocetta. Io posso garantire la collaborazione del Governo nazionale. Ripeto, a Roma abbiamo evitato che dal primo gennaio si dovesse mandare tutti a casa, il resto dipende dalle scelte che faranno in Sicilia i sindaci e la Regione”. Mentre in merito alla eventualita’ che nell’ultimo passaggio al Senato la norma venga modificata ancora, doce: “Credo di no. Non ci sarebbero poi i tempi per una nuova ratifica della Camera, visto che il decreto Pubblica amministrazione va approvato entro fine mese, pena la sua decadenza. Tuttavia se sara’ necessario si puo’ prevedere di introdurre qualche correttivo nella legge di Stabilita’”.

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