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mercoledì 26 giugno 2013

Ucciso Vigile Urbano


Un vigile urbano è morto dopo un colpo di arma da fuoco partito durante una colluttazione con un ladro che aveva sorpreso nella sua abitazione di via Scillato, a Palermo. Sul posto è intervenuta la polizia. Non è ancora chiaro se lo sparo sia venuto dalla pistola d'ordinanza del vigile, Mirco Vicari, o da un'arma del malfattore, che è riuscito a fuggire. La Procura ha aperto un'inchiesta, affidata al sostituto Sergio Demontis. Secondo una prima ricostruzione, il vigile era rincasato e ha trovato nell'appartamento il ladro, col quale ha ingaggiato una lotta nel tentativo di bloccarlo. Ma è partito un colpo, che ha ucciso Vicari.


L'uomo era al telefono con la sua compagna, che ha seguito in diretta le fasi drammatiche di questo pomeriggio. Vicari ha visto la porta aperto e ha avvertito la donna che stava entrando, impugnando la pistola. La compagna ha udito lo sparo e poi più nulla.

Vicari era separato e aveva due figli di 9 e 11 anni. Svolgeva attività di controllo nei mercatini rionali. "Sono addolorato", dice il comandante della polizia municipale Vincenzo Messina: "Un fatto così grave dimostra che non c'è rispetto per la vita. E' incredibile morire in questo modo".

Sull'episodio è intervenuto anche il sindaco Leoluca Orlando: "Sono rimasto profondamente addolorato dalla notizia dell'uccisione del vigile Vicari. A nome mio, dell'intera giunta e di tutti i dipendenti comunali esprimo la vicinanza e l'affetto nei confronti della famiglia di Mirco".

Le indagini
Gli inquirenti non escludono alcuna pista, anche se la tesi più probabile è quella del furto degenerato in omicidio. Quello che colpisce, sottolineano gli inquirenti, è che nell'abitazione di Vicari, all'apparenza non c'era alcunchè di interessante. Perchè mai dei ladri, si chiedono gli investigatori coordinati dal pm Sergio Demontis e dal procuratore aggiunto Maurizio Scala, si sarebbero dovuti interessare giusto a quell'appartamento modesto ubicato in una zona popolare? La possibilità alternativa potrebbe essere quella dell'agguato, ma allo stato - sottolinea chi indaga - non è supportata da alcun elemento. Una pista che potrebbe essere ricondotta anche all'attività scrupolosa di Vicari nel controllo dei mercati rionali e degli ambulanti: ex Lsu stabilizzato nel 2010, prestava servizio ventuno ore settimanali con uno stipendio di 800 euro al mese.
"Lavorava con molto zelo e non si è mai tirato indietro", ricordano i suoi colleghi. Il furto, con il televisore e la macchina fotografica trovati fuori posto, potrebbe essere, dunque, una messa in scena. Ipotesi al momento flebili.
Così, l'inchiesta prosegue adesso con tutti gli accertamenti tecnici, dal Dna al rilievo delle impronte digitali.

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