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mercoledì 15 maggio 2013

Blocco contratti P.A.

Dopo allarmi e smentite pare proprio che anche nel 2014 i lavoratori pubblici vedranno bloccata la loro contrattazione, a cominciare dagli aumenti salariali. È infatti ai nastri di partenza l'iter nelle commissioni di Camera e Senato dell'esame di un decreto del presidente della Repubblica che proroga il blocco della contrattazione e degli automatismi degli stipendi per i pubblici dipendenti anche nel 2014. Il provvedimento era stato esaminato in via preliminare dal consiglio dei ministri di fine marzo: un problema lasciato dunque aperto dal vecchio governo e che ora si riapre incontrando la netta opposizione dei sindacati. Se non altro perché - come ha fatto sapere la Cgil un paio di giorni fa - ai lavoratori del pubblico impiego il blocco della contrattazione è già costato 3 mila euro dal 2010 al 2012, e altri 600 euro verranno persi quest'anno. «Ribadiamo il nostro no a qualsiasi ipotesi di nuovo blocco dei contratti pubblici» hanno ribadito ieri i segretari della funzione pubblica di Cgil Cisl e Uil. I quali lamentano il procedere in «sordina» del provvedimento. La prima richiesta al governo è quella di un incontro: «Ci convochi subito - dicononon vorremmo essere indotti a pensare che si stia tentando di far passare il cammino del decreto nelle commissioni competenti sotto silenzio. Sarebbe una grave sottovalutazione dello stato di difficoltà economica in cui versano i lavoratori delle amministrazioni pubbliche ». Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Benedetto Attili (rispettivamente Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa) sollecitano il governo Letta a prendere posizioni in merito al prolungamento del blocco della contrattazione e dell'indennità di vacanza contrattuale per il lavoro pubblico. «Il governo faccia chiarezza e dialoghi con le organizzazioni sindacali senza alimentare il clima di incertezza. Servono risposte sui tanti temi lasciati aperti dal precedente esecutivo - continua la nota - dal precariato alla contrattazione e di secondo livello». Un invito al dialogo anche per evitare che nel lavoro pubblico si rafforzi la convinzione «di essere il capro espiatorio sacrificato in nome di un'austerità i cui benefici tardano a giungere, mentre i costi sono già da tempo divenuti intollerabili».


PRESIDIO A MONTECITORIO Il blocco delle retribuzioni dei lavoratori pubblici se confermato anche per il 2014 potrebbe tradursi in 35 euro in meno in busta paga per un totale di altri 500 euro che aggiunti agli anni precedenti porterebbe a un totale di 4100 euro. La vertenza si somma a quelle già a aperte nel settore pubblico. Una che rischia di esplodere nei prossimi mesi è la scadenza dei contratti per circa 114mila persone. In ballo, oltre alla perdita del lavoro per gli interessati, ci sono servizi pubblici essenziali che i precari da anni tengono in piedi. Per denunciarlo domani a Roma si riuniranno gli stati maggiori di Fp (funzione pubblica) e Flc (scuola e università) con il segretario Cgil Susanna Camusso, mentre nel pomeriggio l'iniziativa si sposta in piazza Montecitorio dove si terrà un presidio



Valerio Raspelli

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