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giovedì 17 maggio 2012

Camusso: chi spara ce l'ha con i lavoratori

«Sono tante le ragioni per le quali ci troviamo a Genova», esordisce Susanna Camusso davanti alla platea degli edili Cgil, riuniti nel capoluogo ligure per l'assemblea nazionale dei loro delegati. «Un motivo, però, in questi giorni si fa spazio con prepotenza...». Sarà un caso ma è anche un bene che il sindacato e il Pd, con il suo segretario, si incrocino nella città della Lanterna nei giorni in cui questa è sinonimo di anni bui, o «di piombo», per usare un'espressione comune all'immaginario collettivo. Camusso per gli edili, Bersani per Marco Doria, il candidato sindaco inpole dopo la prima tornata amministrativa. Entrambi i leader ribadiscono, in capo ai loro discorsi, il netto rifiuto della violenza, della logica terroristica. Il segretario dei Democratici lo fa entrando all'Ansaldo, l'azienda nella quale lavora Roberto Adinolfi, il manager ferito con un colpo di pistola a una gamba nove giorni fa. Stringe le mani Bersani, ribadisce l'importanza di salvaguardare Finmeccanica il colosso di cui Ansaldo Energia e Ansaldo Nucleare fanno parte vero obiettivo di chi ha rivendicato l'attentato al dirigente. Il segretario cita Machiavelli: »Il terrorismo è sempre stato un moderno "Principe" che cerca di farsi potenza, che cerca ogni occasione per infilarsi e trovare acquiescenza nell'opinione pubblica». Nulla però deve giustificare la violenza: guai, tensioni, problemi sociali, le parole legate alla crisi che viviamo «non vanno confuse. Il disagio è dappertutto spiega viviamo la più grave crisi dal dopoguerra a oggi, ma nessuna giustificazione può essere data al terrorismo. La storia operaia di Genova è sempre stata in prima linea nel confronto tra democrazia e spinte anti democratiche». Il ricordo corre anche nelle parole di Susanna Camusso ai delegati della Fillea. »Tanti di noi ricordano gli anni piombo». Anche per questo, »la Cgil e tutto il movimento sindacale sarà mobilitato, vigilante e farà tutto ciò che serve per tenere alta guardia e affinché non si ripeta una stagione già vissuta». Poi rivolta al governo, la segretaria di Corso Italia ha chiesto «un investimento in intelligence e prevenzione, perché per qualche anno il fenomeno del terrorismo è stato sottovalutato. Si faccia ciò che si deve senza mai confondere la legittima iniziativa dei lavoratori per cambiare paese con il fatto che qualcuno usi metodi come quelli. Il sindacato ha nelle sue corde la difesa della democrazia. Chi spara, chi mette bombe ce l'ha con la democrazia e la libertà dei lavoratori di ottenere risultati». GIUSEPPE VESPO INVIATO Unità A GENOVA

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