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martedì 24 aprile 2012
Fornero spiega la sua riforma
da www.unità.it
Non voglio convincere né essere convinta». L’esordio è l’epilogo: la visita della ministra Fornero all’Alenia di Caselle, Torino, per spiegare su invito della Fiom-Cgil la riforma del lavoro, non smuove il malumore di chi quella riforma la subisce. Anzi, tra gli operai monta il convincimento che uno sciopero generale, annunciato per altro nei giorni scorsi dalla Cgil, sia necessario, e anche al più presto. Certo, in molti hanno apprezzato «il bagno di realtà» fatto dall’esponente del governo Monti, «venuta a sentire cosa avessero da dire i lavoratori della riforma che porta il suo nome», almeno nell’interpretazione di chi come Giorgio Airaudo, segretario nazionale Fiom, ha organizzato la giornata. Ma in estrema sintesi, il confronto che si è chiuso con «gli applausi di cortesia» assicurati dall’assemblea alla ministra sembra fare più il gioco dei sindacati e della stessa ministra che quello dei lavoratori. Alcuni di questi, per esempio i pochi che ieri mattina erano al presidio della Fim-Cisl e dell’Ugl alla porta sud dell’Alenia Aermacchi, lamentavano insieme alle proprie organizzazioni sindacali la disparità di trattamento riservata loro dall’esponente di governo: «Non può rivolgersi solo ad alcuni». Circostanza che serve alla Fimper attaccare la Fiom, colpevole, secondo il segretario dei metalmeccanici della Cisl di Torino, Claudio Chiarle, «di aver fatto approvare, inmodoinconsapevole, ai lavoratori Alenia, la riforma Fornero». La ministra arriva nella fabbrica a due passi dall’aeroporto torinese puntuale: poco dopo le nove, un migliaio di persone ascolta l’apertura dei lavori affidata al delegato Fiom Claudio Frascolla. Subito dopo tocca alla Fornero salire in cattedra per una lezione che dura venti minuti esatti, così come avevano previsto gli organizzatori. Durante il suo intervento la responsabile del Lavoro è interrotta almeno un paio di volte, prima che qualcuno chiarisca che al termine della spiegazione gli operai potranno prendere la parola per fare qualsiasi domanda. I punti caldi sui quali partono le contestazioni spontanee - «nessun fischio» dice chi c’era - sono l’articolo 18 e gli esodati. Quest’ultimo è un argomento parecchio sentito negli hangar dell’Alenia Aermacchi, perché in tutto il gruppo aerospaziale di «senza stipendio né pensione» se ne contano 747 (stando all’ultimo accordo che mette in cigs 1483 lavoratori). Tanto che un ex operaio, già fuori dalle linee di montaggio da un anno, al cambio turno delle due di pomeriggio si presenta davanti alla porta Sud dello stabilimento in sella al suo piccolo trattore: «Che hanno deciso? Devo tornare a lavorare?». Lui non dovrà rientrarein fabbrica, è uno dei cosiddetti salvaguardati, quelli che hanno firmato un accordo per lasciare l’azienda prima del quattro dicembre 2011, la data indicata dal governo come spartiacque tra chi si salva e chi no. Per i salvaguardati il team di Monti ha previsto le riserve finanziarie necessarie all’accompagnamento alla pensione. Per tutti gli altri? Per i 747 operai per i quali è stato firmato un accordo l’otto novembredell’anno scorso (ratificato però il20dicembre)? «Al momento non c’è una soluzione», spiega all’assemblea dei lavoratori la Fornero, che nei prossimi giorni vedrà i sindacati per discuterne. Più decisa sull’articolo 18, la ministra spiega che la via scelta è la più equilibrata, mentre in generale la riforma «è dura ma è quella giusta», perché il Paese è malato. E pazienza se bisognava dare un’altra «botta» alle pensioni perché «non c’erano alternative ». E poi c’èMichele, l’operaio simbolo di questa giornata, che a 32 anni interviene per dire che «non ho un futuro: Quando l’ho vista piangere in tv dopo l’allungamento dell’età della pensione - dice alla ministra – ho pensato che finalmente c’era qualcuno diverso. Poi mi sono ricreduto ». I due alla fine si congedano con una stretta di mano.Quella che manca, almeno così raccontano, ai lavoratori Agile-ex Eutelia di Torino (e del resto d’Italia). C’erano anche loro - c’era pure qualche bandiera dei Cobas - al presidio organizzato ieri mattina dalla Fim e dall’Ugl alla porta Sud dell’Alenia. Parla Giulio Basile per gli ex Eutelia: «Basta con i personalismi, non ce ne frega niente delle divisioni tra i sindacati, di chi si offende perché non è invitato. Noi siamo rimasti soli,non ci difende più nessuno». Un appello rivolto anche ai partiti di sinistra. Alla fine dell’assemblea tutto, o quasi, resta uguale. La Fornero lascia l’aeroporto di Caselle riconquistando il volto umano delle lacrime sulle pensioni. I sindacati rafforzano i loro punti di vista: la Fiom, che ha invitato la ministra a partecipare ad «una vera assemblea», «ribadisce la necessità dello sciopero generale. La Fim la attacca. Cgil, Cisl e Uil, che non avevano apprezzato l’iniziatiava delle tute blu Cgil, aspettano la convocazione per discutere degli esodati. I confederali si incontreranno oggi in Coinfindustria, ci sarà anche la Fornero, un impegno previsto da tempo. In attesa dell’incontro sugli esodati, Corso Italia pensa allo sciopero, Cisl e Uil al momento sembrano indisponibili alla mobilitazione generale. Fuori (e dentro) i cancelli restano gli operai: Paolo, Flavio, Jimmy, in Alenia da 25, 30 e 33 anni: «Il governo ha preso in mano una situazione disastrosa. Fa quello che gli altri non hanno voluto fare. Ma colpisce sempre e solo i più deboli».
Giuseppe Vespo
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