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giovedì 26 aprile 2012

Art.18 la partita non è chiusa!

MILANO - «La partita sull'articolo 18 non è chiusa» ha detto oggi ai giornalisti la leader della Cgil, Susanna Camusso, durante la manifestazione del 25 aprile a Milano. «Pare evidente - ha detto - che ci sia da un lato Confindustria e una parte del Parlamento che stanno insistendo per peggiorarlo. Questo non può assolutamente succedere e abbiamo detto e continuiamo a dire che la mobilitazione continua e che il reintegro deve essere la risposta deterrente che quell'articolo deve contenere». Il reintegro deve rimanere in tutte le forme dell'articolo 18? «Sì certo» ha risposto Susanna Camusso. La partita quindi non è chiusa? «No». «La mobilitazione del sindacato continua». «La mobilitazione della Cgil sull'articolo 18 continua - ha assicurato Camusso - Quanto al disegno di legge abbiamo spiegato tutti i dubbi che abbiamo, che sulla precarietà c'è troppo poco, che ci sono ancora troppe incertezze, sentiamo che ci vuole un intervento sull'articolo 18 e rispondiamo dicendo che la nostra mobilitazione continua». «Esodati, si sono generati mostri». «Quando si fa una riforma sostenendo che non bisogna affrontare nessun problema e senza clausole di salvaguardia, si generano i mostri che sono stati generati - ha detto Camusso - Non credo possibile che gli esodati non abbiano i calcoli anche perché questo richiederebbe, come già detto, le dimissioni del presidente dell'Inps. Quelle degli esodati sono tutte situazioni registrate, su cui l'inps dovrebbe dare una risposta precisa». «Unità con Cisl e Uil? Ci stiamo ragionando». «Sull'unità con Cisl e Uil ci stiamo ragionando - ha detto la leader Cgil - Ci sono cose dove abbiamo posizioni unitarie, penso ad esempio a tutto il tema degli ammortizzatori e della loro universalità. Le nostre categorie degli agricoli sono in sciopero il 27 per ottenere le modifiche sul voucher e sulla cosiddetta mini Aspi. Quindi ci sono molti terreni comuni su cui agire». «Il governo Monti non sta facendo un buon lavoro». «Monti non sta facendo un buon lavoro perché ha annunciato un programma di rigore, equità e crescita e vediamo solo il rigore - Non vediamo equità nei provvedimenti, soprattutto non vediamo crescita e lavoro. Senza lavoro e creazione di lavoro non si esce dalla crisi. E' necessario un piano sul lavoro, incentivare le assunzioni, sbloccare gli investimenti, favorire il fatto che i prestiti che la Bce fa alle banche si traducano in credito per i cittadini e le imprese e non semplicemente nell'acquisto di titoli di stato. Bisogna fare delle cose che mettano in moto l'economia: aumentare la pressione sull'evasione fiscale, serve la tassazione delle rendite di patrimoni per alleggerire la pressione fiscale sul lavoro dipendente. Sul lavoro siamo a un punto che non va bene: il governo ha continuato a fare solo politiche di rigore riferite al debito, e il dato oggettivo è che continua ad aumentare la disoccupazione, continuano a non esserci risposte. La crescita continua ad essere rinviata e siccome sento dire che la risposta al lavoro sarebbero le nuove regole, bisogna sapere che le nuove regole non creano neanche un posto di lavoro di per sé».

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