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mercoledì 18 maggio 2011

CES - congresso di Atene


Si è aperto il 16 maggio 2011 ad Atene, con lo slogan 'Mobilitazione per un'Europa Sociale', il 12° Congresso della Confederazione europea dei sindacati (CES). Quattro giornate, che si concluderanno giovedì prossimo, nel corso delle quali si confronteranno oltre mille delegati sindacali, provenienti da 36 paesi diversi, e che porteranno all'elezione del nuovo Segretario Generale della CES, per la prima volta una donna, Bernadette Segol.

Ad aprire i lavori John Monks, Segretario Generale della CES che ha ricordato l'importanza dell'appuntamento per tutto il movimento sindacale europeo, soprattutto in una fase cruciale come questa, caratterizzata da una forte crisi finanziaria e dalle relative politiche di austerità che continuano ad esercitare gravi pressioni su retribuzioni, pensioni e standard di vita. “L'Europa deve cambiare direzione - ha dichiarato Monks - deve fare di più per la crescita, per i giovani, per uno sviluppo ed un'economia sostenibile. Le politiche economiche - ha proseguito - non possono essere solo politiche di austerità”.

Al congresso, presenti le tre sigle sindacali italiane CGIL, CISL, UIL con i rispettivi leader, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Presentato dalle tre Confederazioni un documento unitario dal titolo 'Per un'Europa federale, solidale e coesa', nel quale si sottolinea come le azioni delle Istituzioni europee e, in particolare, del Consiglio, volte a gestire la crisi, stiano “segnando una fase molto bassa del processo di integrazione europea” e come la stessa crisi finanziaria “ha innescato una crisi più generale dell'Europa la cui soluzione sembra molto lontana”. CGIL, CISL e UIL si dicono pertanto “convinti che il modello sociale europeo debba essere difeso e promosso attraverso sistemi più strutturati di welfare, di contrattazione collettiva, di accesso ai servizi di interesse generale, oggi sotto attacco, eliminando la competizione fiscale ed il livellamento verso il basso dei sistemi sociali e delle condizioni di lavoro che producono dumping tra paesi”.

Susanna Camusso, Segretario Generale della CGIL, intervenendo oggi, nel corso della prima giornata di Congresso, ha ribadito come i costi della crisi continuano ad “essere scaricati sui lavoratori" anche dall'Unione europea. Forte apprensione è stata espressa dalla leader della CGIL per il nuovo Patto di stabilità della UE: “la norma - ha dichiarato - in parte cambiata, ma ancora preoccupante, fissa l'incremento dei salari in base alla produttività e non in ragione dell'inflazione, riscaricando sui lavoratori i costi di questa crisi”. Inoltre, il Patto di stabilità, così come è costruito, ha avvertito Camusso, “punta a tagliare sul pubblico e contiene, pertanto, l'idea che la crescita può avvenire solo nel privato. Invece può avvenire anche nel pubblico”. Al contrario, “i tagli orizzontali - ha sottolineato il Segretario Generale della CGIL - non portano alla crescita, ma anzi alla costruzione di un grande debito sui giovani e il loro futuro”. Le politiche degli ultimi anni, compreso il nuovo Patto di stabilità, ha concluso Camusso “hanno allontanato l'idea di un'Europa come punto di riferimento e di crescita” con “un modello che porta alla riproposizione di molti nazionalismi e contraddizioni”, parlando anche di “una crisi di fiducia dei popoli verso l'Europa”.

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