
“Le critiche mosse dalle Regioni al Governo e al Ministro Brunetta su applicazione della
riforma della pubblica amministrazione e attuazione del sistema di valutazione e premialità,
sono condivisibili perché evidenziano la contraddittorietà e la strumentalità dei
provvedimenti assunti” con queste parole Daniele Giordano, Segretario Nazionale dell'Fp-
Cgil, commenta la richiesta di chiarimento avanzata ieri dalla Conferenza delle Regioni al
Governo.
“La riforma e le scelte del Governo in merito al lavoro pubblico, che abbiamo contrastato
per il loro intento punitivo e perché prive di strumenti di modernizzazione, hanno prodotto
l'arresto della contrattazione integrativa e nazionale – afferma il responsabile degli enti
locali dell'Fp-Cgil - bloccato i salari. Della decantata meritocrazia non si vede l'ombra, in
assenza dei fondi per finanziarla”.
“Il Ministro – continua Giordano – ha risposto alle critiche eludendo il merito e invitando il
Presidente Errani a sottoscrivere il nuovo modello contrattuale, sancito da un accordo
siglato in una trattativa lampo dalla quale le Regioni e le autonomie locali sono state
escluse”.
“Nella sua furia ideologica il Ministro ha ascoltato solo chi lo assecondava, e oggi ci
consegna una sistema che, a dispetto delle promesse, ha prodotto un impoverimento dei
lavoratori senza migliorare l'efficienza e l'offerta di servizi, un sistema a due velocità privo
di regole certe. In tal senso – aggiunge il Segretario Nazionale dell'Fp-Cgil - auspichiamo
che l'Anci intervenga in questo dibattito e si unisca alle critiche delle Regioni”.
“Con l'accordo del 4 febbraio si è sancito un fallimento, si è impoverita ulteriormente la
contrattazione riducendola a mera ratifica. I Presidenti delle Regioni – conclude Giordano -
hanno ricordato al Governo che la contrattazione è partecipazione e ricerca del consenso,
non certo l'imposizione di scelte contraddittorie e propagandistiche”.
Roma, 11/02/2011
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