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mercoledì 11 novembre 2009

Assemblea Rsu Comune di Palermo 10 11 2009


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Resoconto Assemblea Rsu del 10 nov.2009

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Premessa

Che cosa è la RSU
RSU vuol dire Rappresentanza Sindacale Unitaria. E’ un organismo sindacale che esiste in ogni luogo di lavoro pubblico e privato ed è costituito da non meno di tre persone elette da tutti i lavoratori iscritti e non iscritti al sindacato.
La normativa fondamentale di riferimento è l’”Accordo Collettivo Quadro per la costituzione delle Rappresentanza Sindacali Unitarie per il personale dei comparti delle Pubbliche Amministrazioni e per la definizione del relativo Regolamento Elettorale” del 7 agosto 1998.

Come si forma
La RSU si forma con le elezioni. Le procedure sono regolate principalmente dall’Accordo Quadro e prevedono la partecipazione al voto di almeno il 50% +1 degli elettori. In caso contrario la RSU non si costituisce e occorre indire nuove elezioni. È questo il primo passo della sua legittimazione.
I componenti delle RSU sono eletti su liste del sindacato ma possono anche essere non iscritti a quel sindacato, in ogni caso gli eletti rappresentano tutti i lavoratori non il sindacato nella cui lista sono stati eletti.
Quale ruolo svolge
I poteri e le competenze contrattuali nei luoghi di lavoro vengono esercitati dalle RSU e dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria firmatarie del relativo CCNL (contratto collettivo nazionale di lavoro) di comparto.
Chi è eletto nella RSU, tuttavia, non è un funzionario del sindacato, ma una lavoratrice o un lavoratore che svolge un preciso ruolo: rappresenta le esigenze dei lavoratori senza con ciò diventare un sindacalista di professione. La RSU, dunque, tutela i lavoratori collettivamente, controllando l’applicazione del contratto o trasformando in una vertenza un particolare problema. Se è in grado, la RSU può anche farsi carico di una prima tutela, cercando di risolvere il contrasto del lavoratore con il datore di lavoro, per poi passare, eventualmente, la tutela al sindacato e ai legali.
Tra le competenze necessarie per svolgere il ruolo di RSU vi sono, poi, quelle relazionali. La forza della RSU, infatti, non deriva solamente dal potere assegnato dal contratto e dalle leggi ma anche dalla capacità di creare consenso intorno alle sue proposte e azioni e una ampia condivisione degli obiettivi.
La RSU funziona come unico organismo che decide a maggioranza la linea di condotta e se firmare un accordo.

La delegata o il delegato Rsu, sono il primo terminale sindacale che la lavoratrice o il lavoratore incontrano quando hanno un problema, una legittima aspettativa da soddisfare, un diritto da rendere esigibile, una difficoltà che non può essere affrontata da soli.

Sulla Rsu e i delegati, vanno a indirizzarsi una molteplicità di domande e di bisogni, sia di natura collettiva (stipula e gestione del CCDI) che individuali.
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Quanto sopra descritto è la norma, alla Rsu del Comune di Palermo ovviamente avviene l’esatto opposto…
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Resoconto assemblea

Si inizia alle ore 16.30 in seconda convocazione. Il numero per rendere valida la costituzione dell’assemblea è di 23 componenti su 57, ossia i 2\5.

Ci siamo, finalmente dopo 10 sedute andate a vuoto, per mancanza del numero legale, a giorni vi forniremo l’elenco dei componenti Rsu che non hanno mai partecipato, ma che godono di tutele e diritti sindacali – permessi per l’appunto - ( ripeto 23 su 57, la sola Cisl ne ha 22...!) nello specifico: 16 febbraio, 02 marzo, 23 marzo, 30 marzo, 4 maggio, 9 luglio, 6 ottobre, 8 ottobre, 19 ottobre, 30 ottobre (rinviata) 2009, finalmente esiste il numero legale.

In discussione all’odg: comunicazioni del presidente, valutazione e sottoscrizione del CCDI, varie ed eventuali.

Fatto l’appello si passa alla discussione del primo punto dell’odg, che prevede all’art. 3 del regolamento che sulle questioni all’odg. possono essere presentate pregiudiziali e proposte di sospensiva che devono essere discusse e votate, per votazione palese ed a maggioranza dei presenti.
Neanche il tempo di aprire bocca che il capogruppo Cisl, al momento presente, poi sarebbe scappato via per invalidare la riunione, mette a verbale la sua dichiarazione di illegalità della seduta sul punto 2!!

Chiediamo a quale titolo parla dal momento che è distaccato presso lo IACP ( leggasi istituto autonomo case popolari) ergo sarebbe decaduto dall’incarico al pari dell’altro collega in distacco all’ARPA ( leggasi agenzia regionale ambiente)

Caos, seguono vari interventi, tra tanti ve ne sono di davvero illuminanti: “Presidente sono presente per il punto 1, per il secondo sono assente”

Se non è il teatro dell’assurdo, ci siamo, ahimè, molto vicini

Si pone quindi in votazione la mozione contro il documento dell’ Ufficio Sviluppo Organizzativo, con il quale il DG e il Dirigente dello SVO, fanno sapere che: “ in sede locale vale il principio generale del maggior consenso possibile la cui valutazione rientra nella discrezionalità dell’Amministrazione”; “ che non esiste la necessità della sottoscrizione da parte della RSU e non vige neanche il principio che le decisioni negoziali in sede decentrata siano prese a maggioranza, mentre appare legittima la stipulazione che avvenga con ricerca del massimo consenso”

Non ci stiamo 21 su 23, nel frattempo i delegati Ugl, contraddistinti per un intervento a sostegno dell’operato del Presidente, al momento del voto scappano lasciando le sedie vuote. Tentativo di inutile ostruzionismo, il regolamento infatti prevede che la mozione per essere valida deve essere adottata dalla maggioranza dei presenti con un quorum deliberativo di 15 voti.
Siamo 21 favorevoli, fate voi i conti.
Si mette ai voti la proposta di una nota durissima nei confronti dello SVO per come ha condotto l’iter del CCDI, che attualmente senza sottoscrizione della RSu è stato inviato al collegio dei revisori dei conti
Votazione: come sopra
Sale la tensione, gli assenti ma presenti al punto 1 che origliano dalla stanza accanto, urlano e scappano.
Gli altri 23 restano seduti.

Due spettatori occasionali dipendenti non RSU sono basiti. I commenti si sprecano.

Ore 19.10 manca il numero legale, infatti per votare l’autorizzazione alla sottoscrizione del CCDI, il quorum costitutivo e deliberativo deve essere del 50% del plenum+1; in pratica 29 su 57.
Tarallucci e vino si scioglie l’assemblea, ai dipendenti nessuna risposta e l’amara constatazione che certi Rsu sono espressione diretta dell’A.C.
THE END

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