RADIO ARTICOLO1

RADIO ARTICOLO1
WEB RADIO

mercoledì 24 dicembre 2008

Proposta di deliberazione del Consiglio Comunale.

Ai Capigruppo Consiliari
del Comune di Palermo
Agli Organi di Stampa
A tutte le Lavoratrici ed i Lavoratori
del Comune di Palermo

OGGETTO: Proposta di deliberazione del Consiglio Comunale.


Un misto di rabbia, indignazione, stupore, un qualcosa, insomma, di difficilmente esprimibile con una sola parola. E’ questo il sentimento, la “normale reazione”, che ci pervade, con le Lavoratrici ed i Lavoratori del Comune di Palermo, con i precari che attendono di essere stabilizzati, nel leggere sulla stampa le linee guida di una delibera che dovrebbe essere approvata dal Consiglio Comunale il 29 dicembre.
Riteniamo del tutto inusuale che un atto di tale portata venga portato a conoscenza, per quanto riguarda le Organizzazioni Sindacali, non attraverso i canali usuali dei tavoli deputati, ma attraverso la “politica dell’annuncio”. E dire che noi per primi abbiamo più e più volte richiesto, invano, la presenza del Ragioniere Generale al tavolo di una concertazione chiusa, senza nessun accordo con le OO.SS., senza che vi fosse certezza delle risorse disponibili. A dire il vero una certezza l’avevamo espressa e cioè che avrebbero “beneficiato” del piano solo i giornalisti ed i P.R., che, ad oggi, rimane l’unico “tassello” finanziato, con fondi di riserva, dalla Giunta Municipale con delibera n. 257/2008. Ovvio dire che, rimanendo così le cose, valuteremo se esistono le condizioni per proporre un ricorso ex art. 28. Ancora peggio se, con un atto di consiglio, venisse stravolta, senza i passaggi previsti dai CCNL, l’intera programmazione.
Una proposta di delibera, se i termini sono effettivamente quelli letti sulla stampa e attribuiti agli Uffici di Presidenza del Consiglio Comunale e data per scontata, che riteniamo:
- Inaccettabile sul piano logico. Contrapporre l'assunzione, dopo quasi 10 anni , dei 37 vincitori di concorso per Agente di PM e la stabilizzazione degli LSU alla stabilizzazione di altri soggetti che, a norma della vigente finanziaria, ne hanno pieno titolo – insegnanti incaricate scuola materna e asilo nido, ex art. 23 -, e contrapporle alle legittime aspirazioni di carriera dei dipendenti dell’Ente, significa non solo porre in essere un atto che potrebbe avere, per quanto riguarda gli altri precari, con l’approvazione definitiva al Senato del PDL c1441quater, conseguenze irreparabili, ma creare e alimentare uno stato di tensione, che sicuramente non solo non serve a nessuno ma potrebbe andare anche a discapito della funzionalità degli Uffici, fra gli LSU neoassunti e coloro che già sono dipendenti dell’Ente
- Destabilizzante sul piano organizzativo e sui servizi da rendere all’utenza. La dotazione organica approvata dall’Ente tiene conto, complessivamente, dei dipendenti in servizio, dei profili destinati agli LSU da stabilizzare, degli altri precari da stabilizzare anch’essi, dei profili da ricoprire mediante assunzioni esterne, ma anche dei posti destinati alla valorizzazione del personale interno. Questi ultimi posti, per definizione, sono destinati al personale interno proprio perché la specifica professionalità necessaria indispensabile per ricoprire il posto è acquisibile esclusivamente all’interno dell’Ente. Proviamo a tradurre: si tratta di posti destinati a personale, ma non a tutto, che già quelle mansioni svolge da tempo. Qualcuno ha provato a chiedersi che impatto potrebbe avere sui servizi, sulla funzionalità degli Uffici, sull’utenza, sulla Città, se, di colpo e senza possibilità di rimediare avendo anche cassato i posti dalla dotazione organica, ciascun dipendente si limitasse a svolgere esclusivamente i compiti propri del profilo professionale di appartenenza, cioè i compiti per cui – niente di più, niente di meno – viene pagato? Qualcuno ricorda – e potrebbe anche ricordarlo alla Corte dei Conti – che gli LSU non sono una entità astratta che incrementerà le lavoratrici ed i lavoratori del Comune semplicemente perché da anni sono parte integrante della “macchina comunale”? Così come lo sono le “incaricate” e gli ex art. 23 contrattualizzati?
- Invade materie proprie della contrattazione collettiva. L'aumento del FES e la sua utilizzazione, la destinazione dei risparmi dello straordinario, la programmazione triennale ed il piano annuale, sono tutte materie di contrattazione e concertazione con le OO.SS.
- E’ un atto non corretto nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori del Comune di Palermo. Da anni i dipendenti del Comune di Palermo sentono parlare di progressioni di carriera che puntualmente non vengono poi finanziate e portate a termine. Esiste un accordo sottoscritto dall’Amministrazione Comunale e dalle Organizzazioni Sindacali secondo il quale stabilizzazione e progressioni dovevano andare di pari passi. Oggi assistiamo ad una unilaterale sconfessione di quell’accordo: adesso ci è finalmente chiaro il senso dell’ “andate a fare in c…” pronunciato dal Presidente del Consiglio, Alberto Campagna, rivolto alle lavoratrici ed ai lavoratori del Comune di Palermo presenti alla seduta del Consiglio Comunale.
- E’ inspiegabile, ai dipendenti del Comune di Palermo, come possa coniugarsi una tale “rigorosissima” scelta nei loro confronti con la permanenza “ai margini dell’Amministrazione” di consulenti, dirigenti a termine, incarichi tecnici esterni, che pure costano ai cittadini molto di più delle progressioni verticali.
- E’ improponibile pensare, dopo l’approvazione di un simile atto, di continuare a chiedere alle lavoratrici ed ai lavoratori del Comune di Palermo di svolgere mansioni diverse da quelle per le quali sono pagati, di erogare prestazioni di lavoro straordinario senza copertura finanziaria, di effettuare prestazioni festive e/o domenicali senza il relativo compenso, di assumersi responsabilità senza averne gli onori. Ovviamente sarà compito del Consiglio Comunale, o almeno di quella parte che deciderà in tal senso, spiegare ai cittadini cosa ciò comporta sulla erogazione dei servizi.
- In ultimo, ma non da ultimo, troviamo non rispondente ai reali bisogni aver speso € 340.000 per un albero che andrà al macero dopo il 6 gennaio e qualche luminaria, e far svanire, forse per sempre, la possibilità di stabilizzare definitivamente 11 “incaricate” e 37 ex art. 23 oltre a bloccare le progressioni di carriera dei dipendenti comunali.

Giusto analizzare i rilievi della Corte dei Conti e individuare i fattori di spreco della P.A.
Corretto chiedere al Governo nazionale di assumersi l’onere anche oltre il 3° anno, come prevedeva l’originaria norma.
Temiamo, e speriamo di essere smentiti, che con la “scusa” dei rilievi della Corte si rinvii sine die il processo di stabilizzazione degli LSU, si annulli (per sempre? Cancellando i posti vuoti dalla D.O. non ci sarebbe più alcun margine ) la valorizzazione dei dipendenti, tramonti definitivamente la possibilità di stabilizzazione per “incaricate” ed ex art. 23, con gravi ripercussioni sui servizi resi alla Città.

Chiediamo ai gruppi consiliari di tenere conto di quanto esposto e di emendare la delibera nel senso di garantire la stabilità dei conti dell’Ente ma di coniugare tale necessità con la giusta stabilizzazione degli LSU, il diritto alla stabilizzazione degli altri precari dell’Ente e il legittimo diritto alla valorizzazione del personale dell’Ente da tanti, troppi, anni aspetta, invano, di vedere riconosciuta la professionalità acquisita.
Palermo, 22.12.2008

Nessun commento: