Rappresentanza Sindacale Unitaria
Delegazione trattante area comparto 07/11/2013
La costituzione provvisoria del fondo risorse decentrate per l’anno 2013, presentata dal’A.C. ha luci e qualche ombra.
Va dato il merito al tavolo della delegazione trattante di non voler “perdere” le economie fin qui prodotte e trasferirle, ove non si trovasse con le controparti un accordo ( si rammenta che, nel caso di accordo economico, vige l’obbligo della sottoscrizione, anche di una sola sigla sindacale), nel bilancio dell’Ente.
Le luci, è innegabile, riguardano il recupero di € 3.881223,83 disponibili per il finanziamento degli istituti variabili, derivanti dai risparmi generati negli anni 10, 11 e 12 che, verrebbero “spalmati” nella produttività con le seguente modalità: e 2.709311,95 per l’area comparto, € 6.68839,59 per l’area vigilanza, € 3.03072,29 per le indennità di rischio e € 200000 tondi tondi per “sanare” l’indennità di rischio dell’anno 2012 (sanatoria dovuto al fatto che, l’attuale importo non è bastevole per pagare tutti i lavoratori cui è corrisposta l’indennità).
Pertanto rispetto l’attuale fondo pari a e 20097710,59, vanno\verranno\saranno\ sottratti € 448877,19 derivanti dalle stime del personale in quiescenza e che vanno detratti dal fondo. N.B.: tali somme sono attualmente accantonate, pertanto l’importo è da rivedere.
Le ombre sono tre, due di natura squisitamente tecnica e l’altra di natura sindacale. Nell’ordine: l’accantonamento di €1.035254,63 provenienti dall’incentivo ex regionale L.R.41\96, da destinare al fondo della performance organizzativa ( per intenderci, il braccio mancante del sistema di valutazione inventato da Renatino Brunetta e che, per quanto pessima e deleteria è legge dello Stato e va applicata [la polpetta avvelenata per generare all’infinito economie]), proprio perché in fase sperimentale, riteniamo debba essere finanziata con una quota simbolica, permettendo di recuperare ulteriori somme da destinare alla produttività.
A scanso di equivoci, il surplus di economie di cui si discute, interesserà una tantum soltanto il 2013, per l’anno e gli anni a venire si vuole introdurre una norma al ccdi che permette di recuperare le economie a consuntivo, dopo liquidazioni e destinarle sempre alla produttività.
La seconda ombra tecnica riguarda la discrepanza tra i dati del bilancio sociale e gli importi della costituzione provvisoria, pari a € 521.000, fatta notare al tavolo e alla quale prontamente ha dato rilievo il Pres.te della delegazione che, fornirà a breve esaurienti risposte.
La proposta di natura sindacale targata Cisl, presentata al tavolo ci rende alquanto perplessi poiché prevede di ristorare le P.O.\A.P. della revoca dell’incarico, con una maggiorazione del quantum previsto pari al 20%, rispetto l’attuale 10%.
Il criterio di ripartizione proposta dall’A.C. segue un preciso calcolo ragioneristico: considerata la ctg A composta da personale a full time per un n° complessivo di 132 unità e che percepisce una produttività di € 552, 00, se moltiplico tale importo per il n° di dipendenti il calcolo prodotto salirebbe a € 72.864. Applicando tale base di calcolo per il totale dei dipendenti dell’A.C. l’importo del fondo salirebbe a €5milioni183mila.
Dividendo il totale ottenuto (€5milioni183mila) per l’importo degli istituti variabili, (al netto dei €200.000 sanatoria rischio 2012) pari a €3681223,83 otterremmo il coefficiente di riporto 65% che, moltiplicherò per il numero delle ore.
€552,00*65%= €359.77 ai quali va applicata la media delle valutazioni.
Tale calcolo va applicato alle restanti ctg e i relativi importi di produttività annualmente percepiti
La seduta dopo il rituale giro di dichiarazioni dei Segretari Aziendali presenti, a cui si e aggiunta anche quella Rsu CGILFP che alleghiamo, si è aggiornata per il prossimo giovedì 14 c.m.
Al Presidente del tavolo di
Delegazione Trattante
Al Dirigente dello SVO
LL.SS.
Sono trascorsi ben nove mesi dall’ultimo incontro, in questa sala, con i massimi vertici dell’Amministrazione Comunale e, ci si ritrova ormai alla fine dell’anno per “disquisire” sull’utilizzo delle somme non utilizzate negli esercizi precedenti (meglio note come economie) presenti nel fondo efficienza servizi – accordo economico anno 2013 area comparto, nonostante i medesimi vertici dell’A.C. e in prima persona il Sindaco- n.q. Ass. al Personale, avessero garantito incontri con cadenza mensile per addivenire alla concretizzazione del CCDI.
Ebbene, nonostante i buoni propositi, non è stato rispettato nessun impegno, da parte dei vertici dell’A.C., riducendo la discussione agli ultimi 37 giorni dell’anno, rischiando, ove non si configurasse un accordo tra le parti, di destinare gli importi delle economie direttamente nel bilancio dell’Ente.
Va da se che, le modalità di una discussione con termini tassativi entro cui decidere e, conseguente rischio di perdere somme dei lavoratori non ci piace, non sta nelle regole del rispetto delle reciproche prerogative, sia per la parte datoriale che ha utilizzato un anno intero per proporre una soluzione, né per la parte sindacale che, risulta spogliata della sua naturale funzione di garanzia delle tutele e diritti dei lavoratori con particolare riguardo agli aspetti salariali e professionali.
Altresì non va sottaciuto che, nel frattempo la normativa nazionale in tema di limitazione a proroghe dei contratti e all’uso del lavoro flessibile nel pubblico impiego, è radicalmente variata e ciò comporterà, non poche difficoltà sotto l’aspetto organizzativo e gestionale, posto che, dover\poter intervenire oggi, per creare condizioni di stabilità lavorativa per i lavoratori occupati con contratti a termine – meglio noti come precari, appare davvero arduo.
Con termini di tempo così ristretti, per le motivazioni sopra accennate e per senso di responsabilità ci sentiamo in dovere, ob torto collo, a raggiungere un accordo che avrebbe invece necessitato, lo ribadiamo, di maggior tempo a disposizione.
In ultimo, la discussione del CCDI dovrebbe avere, come primo scopo, la programmazione dei servizi da rendere ai cittadini e la Delegazione trattante dovrebbe fungere da “Consiglio di Amministrazione”. Una Delegazione trattante che opera a “consuntivo” denuncia il proprio fallimento e la propria incapacità a dare risposte certe ed autorevoli alle necessità dei cittadini.
Un siffatto CDA sarebbe messo alla porta in qualsiasi Azienda seria!
La sottoscrizione dell’accordo è pertanto mero atto di responsabilità da parte del Gruppo RSU CGILFP che, non condivide assolutamente la gestione dell’apparato amministrativo sotto il pieno controllo della politica.
Si chiede di inserire la presente nota nel predisponendo verbale di seduta e chiusura dell’accordo decentrato anno 2013.
F.to Il Gruppo RSU GCILFP

Nessun commento:
Posta un commento