
Ventimila persone hanno preso parte oggi a Palermo alla manifestazione organizzata in occasione dello sciopero generale indetto dalla Cgil per protestare contro i tagli previsti nella prossima manovra finanziaria. Un serpentone da piazza Croci attraverso via Libertà è giunto in piazza Verdi dove si sono tenuti i comizi finali. Protagonista Maurizio Landini: "Ancora una volta i moniti della comunità europea - ha spiegato il segretario nazionale della Fiom - indicano che abbiamo un governo allo sbando e non credibile. Con lo sciopero si chiede un cambiamento e serietà di fondo nel rispetto del Paese". Uno sciopero di otto ore che ha creato disagi soprattutto ai trasporti, all'aeroporto Falcone Borsellino sono stati cancellati 16 voli in arrivo e in partenza.
FOTO La manifestazione a Palermo
Le cifre. Ventimila a Palermo, 10 mila a Catania, 4 mila a Messina, 2.500 a Trapani, migliaia nelle altre città: sono questi i numeri delle manifestazioni Cgil in Sicilia, secondo le stime degli organizzatori. Nei cortei anche amministratori locali; a Trapani, ad esempio, ha preso la parola dal palco della manifestazione il segretario regionale dell'Anci. La Cgil ha fornito, inoltre, alcuni dati sulla partecipazione allo sciopero che ha visto l'adesione di lavoratori di altre sigle sindacali.
Così, ad esempio, alla St Microelectronics di Catania dove l'intera Rsu, dunque anche Fim, Uilm e Ugl, ha aderito formalmente alla protesta con un documento. Analogamente alle Acciaierie di Sicilia. Ecco alcuni numeri dal campione scelto dal sindacato: allo stabilimento Fincantieri di Palermo hanno scioperato 430 lavoratori sul totale di 525, pari all'82%, 213 gli iscritti alla Cgil. Alla Stm di Catania le adesioni sono state dell'80% pari a 3.200 scioperanti. E ancora: 100% di adesione alla Vini Corvo e alla Coalma di Palermo (industria alimentare), 53% alla Santoro Marmi di Trapani, 42% al comune di Randazzo (Catania), 100% alla laterizi Fauci di Sciacca, 40% alle acciaierie di Messina e 70% nell'indotto della raffineria, 100% all'Esa di Palermo, 20% alla provincia regionale di Palermo, 100% all'archivio di Stato di Agrigento, 76% alla Sicilmarmi di Trapani, 10% nel cantiere del raddoppio ferroviario dei Cefalù, 30% negli uffici palermitani del Tar Sicilia, 10% al Comune di Palermo, 8% all'ospedale Villa Sofia del capoluogo, 34% alle imposte dirette di Catania, 30% al Comune di Enna, 67% all'Atigroup di Bagheria. A Siracusa ha scioperato il 100% dei lavoratori edili dell'area industriale.
Polemiche. Non sono mancate le polemiche per l'assenza di Cisl e Uil. La risposta a chi - all'interno della Cigl - sosteneva che in piazza fossero scesi anche iscritti ad altri sindacati non si è fatta attendere: "Neanche gli iscritti alla Cgil, oggi in Sicilia - si legge su un comunicato firmato Cisl Sicilia - erano in piazza per lo sciopero proclamato in solitudine dal sindacato guidato da Susanna Camusso".
Ma "le sigle sindacali assenti - ha ammonito Landini dal palco - devono interrogarsi sul loro ruolo in difesa dei diritti dei lavoratori. Ormai la Cgil, insieme alla Fiom, è rimasto l'unico baluardo in difesa della democrazia".
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