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mercoledì 28 settembre 2011

La CGIL che Vogliamo: No all'accordo del 28 giugno


L'Area programmatica La CGIL che Vogliamo esprime un giudizio negativo sull'accordo interconfederale tra Confindustria CGIL CISL UIL del 28 giugno 2011 per le seguenti ragioni:
-Tutto l'impianto di validazione degli accordi nazionali e aziendali è fondato sulla sottoscrizione della coalizione sindacale che abbia la maggioranza del 50% più uno, senza prevedere la generalizzazione del voto ai lavoratori. La CGIL che vogliamo considera molto grave che per la prima volta un testo sottoscritto dalla CGIL non preveda in alcun modo l'espressione della volontà dei lavoratori. In più si afferma la coesistenza di rappresentanze sindacali elette da tutti i lavoratori(RSU) e rappresentanze sindacali designate dalle organizzazioni(RSA), di fatto abbandonando l'obiettivo della generalizzazione delle RSU, come previsto nella legge del P.I e nell'accordo interconfederale del 23 luglio 1993.Tali scelte di fatto escludono l' agibilità dell'organizzazione dissenziente,avallano la pratica degli accordi separati,rischiano di determinare una balcanizzazione delle relazioni sindacali,condizionano la stessa libertà di iscrizione al sindacato. Peraltro, l'allegato accordo endosindacale non solo non è risolutivo delle questioni aperte sulla democrazia e partecipazione dei lavoratori ma non ha nessuna validità davanti alle controparti.
-La fase transitoria,quella nella quale le contrattazioni aziendali possono derogare dalle norme del contratto nazionale, prefigura nei fatti la modifica del contratto nazionale come fonte del diritto su materie fondamentali quali la prestazione lavorativa, gli orari, l'inquadramento.Si evidenzia che questo accordo conferma e rafforza quanto contenuto nell'accordo separato del 2009.
-Si prevedono inoltre tregue sindacali vincolanti e dunque sanzionabili anche nel caso di accordi separati. Un'organizzazione non firmataria di accordo non può chiedere il voto dei lavoratori e non può nemmeno chiamarli allo sciopero, pena sanzioni.
Ribadiamo il giudizio negativo sull'accordo del 28 giugno e giudichiamo grave la decisione di svolgere la consultazione degli iscritti e delle iscritte interessati/e dopo la firma dell'accordo , prefigurando in questo modo una sorta di referendum abrogativo al posto di un voto vincolante. voglia scioperare?Paradossalmente, le uniche organizzazioni in grado di proclamare lo sciopero senza rischiare sanzioni sono le non firmatarie di questo accordo.
La CGIL che Vogliamo poiché l'accordo, come sembra e contravvenendo a se stesso, non sarà sottoposto a referendum, chiede che la CGIL rivendichi comunque la consultazione di tutti i lavoratori interessati e in ogni caso sottoponga l'accordo, come previsto dallo Statuto, ai lavoratori e alle lavoratrici interessate iscritti/e, in una consultazione nella quale siano esplicite le differenti posizioni.
Gianni Rinaldini

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