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venerdì 6 luglio 2012

G8 Genova confermate le condanne

da: http://www.repubblica.it/cronaca/2012/07/05/news/diaz_confermate_le_condanne_per_i_vertici_di_polizia-38591229/?ref=HREA-1
ROMA - La Quinta sezione penale della Cassazione ha confermato le condanne d'appello per falso per i vertici della polizia e ha prescritto le lesioni per gli altri agenti coinvolti nei pestaggi alla scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001. La decisione è arrivata dopo nove ore di camera di consiglio.




Dopo 11 anni, la Cassazione mette così la parola fine sull'irruzione alla Diaz. Gli agenti condannati sono coinvolti nel pestaggio e negli arresti illegali dei no-global alla scuola nel 2001. Confermata quindi la condanna a 4 anni per Giovanni Luperi e Francesco Gratteri, quella a 5 anni per Vincenzo Canterini, nonchè le pene, pari a 3 anni e 8 mesi, inflitte a Gilberto Caldarozzi, Filippo Ferri, Fabio Ciccimarra, Nando Dominici, Spartaco Mortola, Carlo Di Sarro, Massimo Mazzoni, Renzo Cerchi, Davide Di Novi e Massimiliano Di Bernardini. Prescritti, invece, i reati di lesioni gravi contestati a nove agenti appartenenti al settimo nucleo speciale della Mobile all'epoca dei fatti.



"La sentenza della Corte di Cassazione di oggi va rispettata come tutte le decisioni della Magistratura. Il ministero dell'Interno ottempererà a quanto disposto dalla Suprema Corte", ha detto il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri.

La Polizia "accoglie la sentenza della magistratura con il massimo dovuto rispetto e ribadisce l'impegno a proseguire nel costante miglioramento del percorso formativo relativo al complesso campo dell'ordine e della sicurezza pubblica", ha detto il capo della Polizia, Prefetto Antonio Manganelli dopo il verdetto.




La conferma della sentenza della Corte d'appello farà scattare l'immediata esecuzione delle pene. Tra prescrizione e indulto le condanne in ogni caso non saranno detentive ma per i funzionari significherebbe l'immediata decadenza da incarichi e la sospensione dal servizio, visto che per ciascuno dei 25 imputati il giudice di secondo grado ha disposto la pena accessoria della interdizione dai pubblici uffici per cinque anni.



Soddisfatto della giustizia, Giuliano Giuliani, padre di Carlo, il giovane morto nel luglio 2001 durante gli scontri al G8: "Una notizia positiva. Succede di rado, ma quando accade bisogna accoglierla con soddisfazione. Vuol dire che in questo Paese c'è ancora un barlume di giustizia. Ora speriamo che ci siano altre pagine di questo genere. Cercheremo in tutti i modi di ottenere verità e giustizia anche sull'assassinio di Carlo". Per la madre di Carlo, Heidi, "la giustizia c'è benchè incompleta". "In verità le responsabilità sono più ampie - ha aggiunto Giuliani - e penso all'assoluzione dell'allora capo della polizia e al mancato processo per la morte di mio figlio".



Ascoltare la sentenza della Cassazione è stata "una grande emozione", ha detto l'ex portavoce del Genoa Social Forum del 2001 Vittorio Agnoletto. "Ha vinto - ha aggiunto - lo stato di diritto contro il tentativo di piegare la legge alle convenienze politiche. Oggi tutte le persone condannate devono andare via immediatamente dalla polizia". "Visto - ha continuato - che sono stati condannati il numero due, il numero tre e il numero quattro della polizia, anche Gianni De Gennaro, che era il numero uno, anche se lui personalmente non è stato condannato, deve dimettersi da sottosegretario ai servizi segreti". E ha aggiunto: "Voglio rivolgere un appello al presidente Napolitano: è il momento di chiedere ufficialmente scusa alle vittime della Diaz e di Bolzaneto e a tutto il popolo italiano".



"Una sentenza importante che finalmente e definitivamente, anche se molto tardi, riconosce che agenti e funzionari dello stato si resero colpevoli di gravi violazioni dei diritti umani di persone che avrebbero dovuto proteggere", commenta Amnesty International. Ma che lascia l'amaro in bocca: arriva tardi, "con pene che non riflettono la gravità dei crimini accertati e che in buona parte non verranno eseguite a causa della prescrizione".



Adesso le vittime del pestaggio, circa 60 persone, hanno la strada aperta per ottenere i risarcimenti dovuti e il ministero dell'Interno aprirà i procedimenti disciplinari a carico dei 25 imputati, anche quelli prescritti.



Il piano del lavoro di Di Vittorio 1949

IL 4 OTTOBRE 1949, AL SECONDO CONGRESSO DELLA CGIL,GIUSEPPE DI VITTORIO LANCIÒ DA GENOVA L’IDEA DI UN «PIANO ECONOMICO E COSTRUTTIVO» DA PROPORRE «al popolo italiano». Idea che fu poi messa a punto nella Conferenza economica tenuta a Roma nel febbraio 1950. Era così nato il Piano del lavoro. Tre le direttrici del Piano: energia, agricoltura, edilizia. E cioè: costruire centrali idroelettriche per avere più energia disponibile, sia per l’apparato produttivo che per le case degli italiani. Realizzare opere di bonifica e di irrigazione, per accrescere l’estensione delle terre coltivabili e coltivate. Costruire case popolari, scuole, ospedali. Insomma, innescare un processo di sviluppo che massimizzasse l’uso delle risorse date, trascinando con sé anche l’industria, creasse occupazione e migliorasse le condizioni di vita dei lavoratori. Una storia vecchia? Certo, molte cose sono cambiate, in Italia e nel mondo, nei sessant’anni che ci separano dalla geniale intuizione di Di Vittorio. Ma il fatto stesso che la Cgil, nel vivo di una prolungata crisi economica di dimensioni globali, abbia elaborato oggi la bozza di un nuovo Piano del lavoro e abbia deciso di avviare su di essa una discussione ampia e aperta, ci dice che quella idea torna ad avere una sua indiscutibile attualità. Ovviamente, tra i problemi che Di Vittorio si proponeva di affrontare allora col suo Piano e quelli che stanno ora di fronte al nostro Paese vi sono grandi differenze. Innanzitutto, la crisi economica fatta di disoccupazione e arretratezza che travagliava allora l’Italia si configurava come un’incapacità, almeno apparente, del Paese a ripartire dopo i gravissimi colpi subiti con la guerra. Oggi, invece, siamo innanzitutto di fronte all’incapacità di ritrovare un ruolo proficuo dentro alla nuova divisione internazionale del lavoro, figlia della globalizzazione. In secondo luogo, nel dopoguerra il soggetto principe della politica economica era lo Stato-Nazione, mentre oggi i nostri problemi possono essere concepiti e affrontati solo in una dimensione europea. Ciò detto, il perdurare stesso della crisi attuale riporta nuova attenzione e nuovo interesse verso una delle proposte di maggior respiro che siano mai state avanzate per dare una direzione razionale alla nostra vita economica. Su questa base, l’associazione Casa Di Vittorio presieduta dalla senatrice Baldina, figlia del grande sindacalista ha organizzato tempo fa all’Università di Foggia un convegno intitolato Storia e attualità del Piano del lavoro. Si può fare a meno di una strategia europea di sviluppo perl’Italia e perilSud?. Dal convegno è nato un libro, ora pubblicato da Donzelli (Crisi, rinascita, ricostruzione, pp. 128, euro 25), che consente di rileggere il Piano nelle sue diverse implicazioni. Passando dagli anni Cinquanta a oggi attraverso quattro livelli. Il primo livello è costituito dal testo delle relazioni, oggi quasi introvabili, tenute allora da Di Vittorio, a Genova e a Roma. Il secondo dalle analisi (di Giuseppe Berta, Piero Craveri e altri) che collocano il Piano nel suo contesto storico. Il terzo da una tavola rotonda coordinata da Fabrizio Barca, con Marco Magnani, Renato Soru e altri in cui il Piano viene riesaminato insieme ai problemi dell’oggi. Il quarto è l’introduzione, già anticipata su queste colonne il 13 giugno, in cui Barca, che nel frattempo è divenuto ministro della Coesione territoriale, rivisita e attualizza l’idea stessa di programmazione. A differenza di Barca, Di Vittorio non era un economista, ma, senza aver probabilmente mai letto una riga di Keynes, aveva intuito che la disoccupazione e la mancanza di investimenti erano in qualche modo due facce della stessa medaglia: un insufficiente impiego delle risorse potenzialmente disponibili. E che quindi (e qui c’è forse un influsso del New Deal rooseveltiano) la spinta dell’intervento pubblico era necessaria per far ripartire la macchina dello sviluppo. D’altra parte, il Piano rispondeva anche alla duplice ossessione politica di Di Vittorio: tenere uniti i lavoratori e tenere unito il Paese. Due obiettivi, a dir poco, ancora attualissimi.




Fernando Liuzzi FIOM



Camusso: spending review è un attacco ai lavoratori

Il Segretario Generale della CGIL in una intervista su 'la Repubblica' dopo l'incontro con il Governo sulla revisione della spesa pubblica si dichiara delusa per l'informativa "reticente e criptica". "Non ci è stata fornita nemmeno l’entità del decreto. E in più c’è un metodo inaccettabile: si esaurisce tutto in queste informazioni senza alcun confronto sulle conseguenze per i lavoratori. C’è una progressiva riduzione del ruolo delle parti sociali"

«Vedremo quale sarà il decreto che il governo approverà. Ma se saranno confermate le cose che ci hanno detto a Palazzo Chigi sarà inevitabile che si passi dalla mobilitazione allo sciopero». Susanna Camusso, leader della CGIL, ha appena terminato l’incontro con il governo sulla spending review. Aveva chiesto all’esecutivo di non «gettare benzina sul fuoco». Ma non sembra abbia avuto ascolto.




Delusa o arrabbiata?

«Tutte e due non si può? Sono delusa per il fatto che dal governo ci sia stata un’informativa reticente e criptica. Non ci è stata fornita nemmeno l’entità del decreto. E in più c’è un metodo inaccettabile: si esaurisce tutto in queste informazioni senza alcun confronto sulle conseguenze per i lavoratori. C’è una progressiva riduzione del ruolo delle parti sociali ».



Un governo tecnico non ha bisogno di mediare tra gli interessi in campo. Lo ha detto più volte il premier Monti.

«Il risultato è che da mesi inseguiamo i problemi che via via vengono creati dal governo. Alla prova dei fatti questo è un metodo fallimentare. Pensi solo agli esodati. E sono arrabbiata perché noi il 3 maggio scorso abbiamo firmato un accordo con il ministro della Funzione pubblica Patroni Griffi che doveva essere propedeutico all’approvazione di una delega per la riorganizzazione della pubblica amministrazione. Che fine ha fatto quell’accordo? Perché il governo non dà seguito a quegli impegni?».



Lo sa anche lei: c’è una divisione tra Patroni Griffi e la Fornero sull’estensione del nuovo articolo 18 al pubblico impiego.

«L’accordo che abbiamo firmato è molto più ambizioso: non si può ridurre tutto alla volontà di licenziare di qualche ministro».



Il governo ha detto che prima dei tagli agli organici si passerà alla ridefinizione delle cosiddette piante organiche degli uffici pubblici. Non è una garanzia?

«Ma se l’unica cosa che ci hanno detto è che taglieranno del 20% i dirigenti, ma solo quelli a concorso e non quelli a chiamata decisi dalla politica, e del 10 % gli impiegati! Questi non sono altro che tagli lineari, non hanno niente a che vedere con una spesa pubblica più efficiente e di maggiore qualità. Ma si può tagliare allo stesso modo i dipendenti del ministero dell’Economia, i vigili del fuoco, gli infermieri di un ospedale o i poliziotti?».



Avrebbe preferito l’aumento dell’Iva?

«Abbiamo sempre detto no all’aumento dell’Iva perché si traduce in una compressione dei consumi e in una riduzione di fatto del reddito disponibile. E meno consumi vogliono dire meno produzione e dunque aziende che chiudono e lavoratori che perdono il posto».



Avete ingoiato il rospo delle pensioni e ora siete pronti allo scioperare perché viene toccato il pubblico impiego, dove c’è il più alto tasso di sindacalizzazione. Non è una contraddizione?

«Non può dirlo certo alla CGIL. Noi scioperammo in un clima di isolamento anche contro la riforma delle pensioni. Dicemmo che sarebbe scoppiato il caso degli esodati. Scioperammo, da soli, anche contro il blocco della contrattazione decisa da Berlusconi. C’è continuità, non contraddizione nella nostra azione. Abbiamo sempre cercato di contrastare le politiche che scaricano tutti i sacrifici sui lavoratori e che alimentano la spirale recessiva».



Sta dicendo che Monti anziché tirarci fuori dalla crisi ci sta facendo sprofondare in una recessione più profonda?

«La sola logica del rigore porta a questi effetti».



Monti si è battuto per la crescita a Bruxelles.

«Ecco, nelle politiche nazionali non ritrovo la stessa fermezza con cui Monti, grazie soprattutto all’arrivo di Hollande in Francia, ha contrastato le misure di austerity senza crescita. Questa, piuttosto, mi pare una contraddizione».



Ma come si fa a difendere la pubblica amministrazione italiana?

«E chi la difende? Siamo i primi a dire che si deve tagliare».



Dove?

«Tutte le consulenze, per esempio. Valgono 1,5 miliardi. Si possono dichiarare esuberi e poi rivolgersi ai consulenti?».



Altro?

«Abolire le società controllate al 100% dagli enti locali e che non forniscono servizi ai cittadini. Sono solo poltrone in meno per la politica».


mercoledì 4 luglio 2012

Ricognizione professionalità interne - programmaz. incarichi esterni

Ai Settori/ Uffici
Ai Sigg. Dirigenti
e, p.c. All'Uff. di gabinetto del Sindaco
Al Segretario Generale

1 responsabile dell'informazione
1 responsabile ai rapoorti internazionali
1 responsabile alle innovazioni gestionali

...si avvia la ricognizione intrna, invitando le SS.LL. a comunicare all'indirizzo svilupporganizzativo@comune.palermo.it entro e non oltre il 10/07 p.v., gli eventuali nominativi dei dipendenti disponibili ed in possesso delle specifiche competenze professionali...

Ricognizione professionalità interne - rilevatore prezzi al consumo

L’Ufficio Statistica ricerca n. 4 unità di personale di categoria B con qualifica “collaboratore professionale amministrativo” interessate a svolgere l’attività di Rilevatore nell’ambito della rilevazione dei prezzi al consumo.


Per quanto sopra, si chiede alle SS.LL. di diffondere il presente avviso a tutto il personale di categoria B con la predetta qualifica in carico presso ciascun Settore/Servizio/Ufficio.

I dipendenti interessati dovranno inviare, entro il 15/7/2012, una e-mail all’indirizzo statistica@comune.palermo.it, indicando in oggetto “candidatura Rilevatore prezzi al consumo”, e riportante le generalità, la categoria, il profilo professionale, le motivazioni a svolgere l’attività richiesta ed eventualmente un breve curriculum professionale.

Gli aspiranti a ricoprire l’incarico di rilevatore dei prezzi al consumo saranno chiamati a sostenere un breve colloquio con il Dirigente e il Responsabile dell’Ufficio Statistica, volto ad appurare le motivazioni e il possesso dei requisiti necessari per svolgere la funzione di rilevatore dei prezzi al consumo.

Se il numero di candidature dovesse superare il numero di unità richieste, Il Dirigente e il Responsabile dell’Ufficio Statistica, sulla base dell’esame delle motivazioni a ricoprire il ruolo e dei curricula eventualmente inviati, procederanno a individuare fino ad un massimo di sedici nominativi che saranno chiamati a sostenere il colloquio sopra descritto.

Si riporta, di seguito, una breve descrizione dell’attività di rilevazione dei prezzi al consumo.

LA RILEVAZIONE DEI PREZZI AL CONSUMO



Personale rilevatore

La raccolta di dati territoriali presso imprese, istituzioni e persone fisiche e il loro successivo trattamento impone all’Ufficio Statistica un’appropriata organizzazione delle risorse umane dedicate. L’ampiezza del piano di campionamento comunale delle unità di rilevazione, la loro tipologia e distribuzione sul territorio nonché le caratteristiche urbanistiche dello stesso determinano il fabbisogno del personale preposto alle attività di raccolta dei dati d’indagine.

Nell’ambito delle attività d’indagine coordinate dall’Istat, l’Ufficio Statistica è garante del possesso e del mantenimento delle competenze professionali più idonee allo svolgimento delle attività d’indagine da parte del proprio personale nonché della correttezza tecnica e formale del suo operato durante la raccolta dei dati.

E’ compito della Commissione comunale di controllo vigilare sull’adeguatezza dell’assetto del personale dedicato alle attività d’indagine e intervenire presso le Autorità comunali nel caso in cui si manifesti una situazione di criticità.

Ruolo del rilevatore

Nel processo di produzione dell’informazione statistica sui prezzi al consumo, la figura professionale del rilevatore riveste un ruolo chiave poiché preposta ad una delle attività d’indagine più delicata quale quella della rilevazione diretta dei dati.

Il rilevatore, secondo i calendari prestabiliti, visita personalmente gli esercizi commerciali ed effettua la rilevazione dei dati d’indagine con questionario cartaceo o con computer portatile mediante software sviluppato dall’Istat.

L’attività si svolge in servizio esterno, ed è prevista la fornitura di una tessera di abbonamento AMAT per ciascun rilevatore, al fine di agevolare gli spostamenti sul territorio.

Il rilevatore deve pertanto possedere un ventaglio ampio di competenze: sia statistiche con riferimento in particolare alla conoscenza nel merito e nel metodo dell’indagine sui prezzi al consumo, sia informatiche per l’effettuazione della rilevazione dei dati con computer portatile, nonché merceologiche e di comunicazione.

A partire dal 2008 l’Istat ha avviato una serie di attività volte ad introdurre importanti miglioramenti nell’attività di rilevazione territoriale. Tra queste, l’acquisizione di computer portatili e la successiva distribuzione a tutti gli uffici comunali di statistica coinvolti nell’indagine al fine di conseguire la completa informatizzazione delle operazioni di raccolta dei dati.

Contestualmente, a sostegno della migliore gestione del cambiamento, l’Istat organizza interventi formativi sulla metodologia di indagine e sulle innovazioni in corso di attuazione, rivolti al personale degli uffici comunali di statistica per l’acquisizione e il potenziamento delle competenze idonee ad uno svolgimento efficace dell’attività di raccolta dei dati nel nuovo contesto organizzativo.

Calendario della rilevazione

L’indagine sui prezzi al consumo ha periodicità mensile: dal giorno 1 al giorno 21 di ogni mese i rilevatori effettuano la raccolta dei prezzi dei prodotti del paniere a rilevazione territoriale. La peculiarità e la diversa variabilità temporale del prezzo di alcuni beni e servizi hanno determinato, nell’ambito dell’intervallo mensile 1-21, una diversa frequenza di rilevazione. In particolare la forte variabilità temporale del prezzo dei prodotti ortofrutticoli e ittici o dei carburanti, impongono una frequenza più alta di rilevazione rispetto a quella di altre tipologie di prodotto.

Le periodicità di rilevazione si differenziano dunque nel modo seguente:

 bimensile con cadenza prefissata nel primo e decimo giorno lavorativo del mese per i prodotti ortofrutticoli freschi, ittici freschi e per i combustibili da autotrazione e da riscaldamento.

 mensile per tutti gli altri prodotti.

La tecnica di rilevazione

La rilevazione dei prezzi al consumo dei prodotti del paniere avviene attraverso la selezione delle cosiddette referenze in ogni unità di rilevazione.

La selezione delle referenze avviene contestualmente alla definizione o alla revisione annuale del piano di campionamento delle unità di rilevazione.

In tale occasione, il rilevatore, per tutti i prodotti e in tutte le unità di rilevazione che gli sono state assegnate, è preposto a:

1. identificare, mediante intervista diretta al gestore del punto vendita, quali siano le referenze corrispondenti alla descrizione fornita dall’Istat più richieste dai consumatori in termini di valore delle vendite;

2. registrare su PC tablet mediante il software di acquisizione dati le caratteristiche della referenza campionata cioè la marca, la varietà, la quantità ed altre informazioni utili a cui far riferimento per le rilevazioni successive.

Così identificate le referenze divengono le unità campione sulle quali effettuare la rilevazione del prezzo al consumo cioè del prezzo effettivo di vendita.

Il campione delle referenze rimarrà costante per il monitoraggio temporale del prezzo; pertanto, nelle rilevazioni successive, il personale rilevatore, dovrà sempre far riferimento alle stesse unità attenendosi attentamente alle caratteristiche identificative della referenza selezionata (marca, varietà, confezione, grammatura, ecc.) così come definite in occasione della prima rilevazione e al momento della registrazione del prezzo, dovrà inoltre valutare la coerenza fra il dato della rilevazione corrente e quello della rilevazione precedente.

Spending Review - nota unitaria

Spending review, Cgil Cisl Uil: “Con il taglio degli organici servizi a rischio. Pronti a mobilitarci”


Nonostante le dichiarazioni preventive del Presidente Monti, quella che il Governo ha illustrato oggi è una vera e propria manovra economica. Una manovra, l’ennesima in due anni che, sia nel metodo che nel merito, non si discosta affatto dalle impostazioni di quelle precedenti.

Le uniche cifre certe dichiarate oggi dal Governo sono quelle relative al taglio lineare delle dotazioni organiche di dirigenti e personale (20% e 10%); poco su una credibile lotta agli sprechi, sulle auto blu e su quella enorme quantità di spesa pubblica aggredibile immediatamente, come quella rappresentata dalle migliaia di società pubbliche.

L’esempio lampante è dato dai preannunciati interventi sulle consulenze: un obiettivo, quello del Governo, non solo fumoso ed indeterminato, ma anche minimale negli effetti concreti.

Oggi, ciò che è emerso chiaramente è solo il rischio concreto di abbassare, attraverso la messa in mobilità e l’eventuale licenziamento di lavoratrici e lavoratori pubblici, precari e a tempo indeterminato, i livelli di welfare, di protezione sociale e dei servizi ai cittadini: ulteriori problemi per le persone, sempre meno garantite nei loro diritti di cittadinanza, ulteriore disoccupazione e mobilità.

Il Governo, con la conferma di un metodo che pensavamo ormai tramontato, quello della semplice comunicazione dei provvedimenti e non della concertazione, viene meno agli impegni presi e non rispetta l’intesa sul lavoro pubblico sottoscritta un mese fa con le parti sociali.

Così facendo, il decreto legge che il Governo ha dichiarato di voler varare a breve avrà come unica conseguenza l’accentuarsi delle ragioni di dissenso su scelte che intendiamo contrastare con forza, ritenendole inaccettabili.

Serve un confronto vero per una riorganizzazione della Pa che coinvolga i lavoratori pubblici. In assenza di questo decideremo le mobilitazioni più opportune.

Rossana Dettori Giovanni Faverin Giovanni Torluccio Benedetto Attili

(Fp Cgil) (Cisl Fp) (Uil Fpl) (Uil Pa)

Mimmo Pantaleo Francesco Scrima Massimo Di Menna

(Flc Cgil) (Cisl Scuola) (Uil Scuola)











Roma 3 Luglio 2012

04/07/2012 in 15.000 al corteo dei precari delle P.A. siciliane

COMUNICATO STAMPA

SICILIA. PRECARI PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI. 15 MILA IN CORTEO A PALERMO QUESTA MATTINA PER CHIEDERE LA STABILIZZAZIONE. ANNUNCIATE NUOVE INIZIATIVE DI PROTESTA NEI COMUNI DELL'ISOLA E A ROMA

PALERMO, 4 LUGLIO 2012. Quindici mila lavoratori precari delle Pubbliche Amministrazioni in Sicilia hanno manifestato questa mattina a Palermo, aderendo allo sciopero generale indetto da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl. I lavoratori hanno chiesto al governo nazionale la proroga dei contratti in scadenza a dicembre e il via alle procedure di stabilizzazione. “Questi lavoratori – dice Michele Palazzotto, segretario generale di Fp Cgil Sicilia –sono fondamentali per garantire il funzionamento dei servizi pubblici e la funzionalità delle amministrazioni. Per questo chiediamo che vengano attivate disposizione derogatorie rispetto alle normali procedure di assunzione”.

Partito da Piazza Politeama, il corteo ha raggiunto Palazzo d’Orleans. I sindacati non hanno incontrato nessun rappresentante del governo regionale. “Con questa scelta – dice Palazzotto - abbiamo voluto evitare nuove speculazioni sulla pelle dei lavoratori, dopo le promesse di stabilizzazione non mantenute, e visto il clima di pre campagna elettorale”.

La mobilitazione proseguirà adesso nei comuni dell’isola e a livello nazionale, con iniziative di protesta e sit in a Roma. La vertenza interessa 22 mila lavoratori

Ricogniz. professionalità interne responsabile amm.vo del Canile Municipale


Da: Sergio Maneri
A: Dirigenti
Cc: Gabinetto Sindaco; Igiene e Sanità


Oggetto: Ricognizione di professionalità interne all'Amministrazione Comunale.

Considerato che questo Settore ritiene necessario procedere al conferimento dell’incarico di Responsabile Amministrativo del Canile Municipale, ubicato in Via Tiro a Segno n. 5, stante la richiesta di trasferimento dell’attuale incaricato, si chiede alle SS.LL. di voler portare a conoscenza il presente avviso a tutto il personale di categoria C e D in atto assegnato ai rispettivi uffici.


Si evidenzia che per tale incarico verrà corrisposta l’indennità di responsabilità di cui all’art. 17 comma 2, lett. f) C.C.N.L. 01/04/1999 – art. 36 lett. 1) C.C.N.L. 22/01/04 e il corrispettivo mensile per l’espletamento delle prestazioni relative al regime di reperibilità nonché quello per prestazioni di lavoro straordinario rese in tale regime.
A tal fine si invitano le SS.LL. a comunicare, anche via e-mail le istanze degli interessati al Servizio Igiene e Sanità, sito in Via Libertà n. 88, entro giorno 9/7/2012, con l’indicazione del recapito telefonico presso il quale gli stessi potranno essere contattati.
Nel caso di pluralità di istanze, i Dirigenti del Settore si riservano, anche mediante colloquio, di individuare la unità cui conferire l’incarico predetto.
Rappresentando l’urgenza, si ringrazia per la collaborazione e si confida in un sollecito e tempestivo riscontro.
Distinti Saluti.
Il Dirigente Coordinatore
Dott. Sergio Maneri

martedì 3 luglio 2012

tagli P.A. prime indiscrezioni dai siti web repubblica.it e corriere.it


da: http://www.repubblica.it/politica/2012/07/03/news/spending_review_contenuti-38462783/?ref=HREA-1
ROMA - Palazzo Chigi precisa che il decreto è in scrittura e che ogni anticipazione è priva di fondamento, ma dai contenuti che filtrano dalla bozza sulla spending review, appare chiaro che il lavoro del supercommissario Enrico Bondi si è concentrato molto sulla pubblica amministrazione. Il provvedimento del governo si presenta, infatti, denso di interventi decisi sulla macchina burocratica dello Stato, per porre fine agli sprechi e renderla efficiente. Misure e tagli profondi, che si presentano però molto difficili da digerire per il pubblico impiego. E i sindacati si dichiarano pronti alla mobilitazione. Tra le altre misure, dimezzata la spesa in auto blu, ridotta quella della Presidenza del Consiglio, limate le risorse alle Regioni e riduzione delle Province. Ma non mancano, come anticipato nei giorni scorsi, pesanti tagli anche alla Sanità, all'Università, agli istituti di ricerca. Inoltre, con il decreto di attuazione della delega sulla revisione della geografia giudiziaria, un sostanzioso taglio è in arrivo con la revisione delle circoscrizioni giudiziarie, che porterebbe alla chiusura di oltre 280 uffici giudiziari 1, tra tribunali, procure, e sezioni distaccate.
- Blocco degli stipendi. Per due anni, dal 1 gennaio 2013 al 31 dicembre 2014, lo stipendio dei dipendenti delle società pubbliche non potrà superare quello del 2011.
- Sospesi i concorsi. Sono sospesi i concorsi per l'accesso alla prima fascia dirigenziale, "non oltre il 31 dicembre 2015".
- P.A., ridotte le assunzioni. Le spese del personale della P.A. vengono ridotte in questo modo: le "facoltà assunzionali" sono ridotte al 20% per tutte le amministrazioni nel triennio 2012-2014, del 50% nel 2015 e del 100% a decorrere dal 2016.
- Riduzione dei permessi sindacali. A partire da gennaio del 2013, i permessi sindacali saranno ridotti del 10%. "I contingenti dei distacchi sindacali e dei permessi sindacali retribuiti ... sono ulteriormente ridotti del 10%. La riduzione è effettuata a decorrere dal 1 gennaio 2013".
- Ferie obbligatorie a Ferragosto, Natale e Capodanno. Gli uffici pubblici resteranno chiusi nella settimana di Ferragosto e in quella tra Natale e Capodanno e gli statali saranno messi in ferie.
- Vietato monetizzare su ferie non godute. Il dl sulla spending review prevede l'impossibilità per gli statali di monetizzare ferie, riposi e permessi non goduti. La disposizione si applica anche in caso di cessazione del rapporto di lavoro per mobilità, dimissioni e pensionamento. La violazione di queste disposizioni fa scattare automaticamente un'azione disciplinare ed amministrativa per il dirigente responsabile, oltre al recupero delle somme indebitamente erogate.
- Riduzione della pianta organica. Estensione a tutte le amministrazioni pubbliche della riduzione delle piante organiche attraverso un 'taglio' del personale del 10% per i dipendenti e del 20% per i dirigenti. Taglio che sarà preceduto da una mappatura delle piante organiche delle amministrazioni. Solo al termine di questa verifica saranno quantificati gli esuberi effettivi di personale. Per la gestione di queste eccedenze gli strumenti in campo prevedono sicuramente il ricorso alla mobilità obbligatoria di due anni all'80% dello stipendio, come stabilito dalla legge Brunetta. E, tra le ipotesi formulate dal governo, anche l'eventualità di derogare dalla riforma Fornero sulle pensioni mandando in pensionamento anticipato obbligatorio i dipendenti e i dirigenti del pubblico impiego che abbiano realizzato i requisiti previsti dalle vecchie regole, entro il 31 dicembre 2013.
- Buoni pasto non oltre 7 euro. I buoni pasto degli statali non potranno superare i 7 euro a partire dal 1 ottobre prossimo.
- Riduzione delle Province. Al via la riduzione e la razionalizzazione delle province. All'articolo 1 della bozza del dl spending review si legge infatti che entro 20 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto "il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'Interno, di concerto con il ministro dell'Economia e delle finanze e della pubblica amministrazione, delibera un'ipotesi di riordino delle Province". La redistribuzione degli obiettivi del patto di stabilità interno tra gli enti territoriali interessati "è operata a invarianza del contributo complessivo".
- Meno risorse alle Regioni. Le risorse dovute dallo Stato alle Regioni a statuto ordinario sono ridotte di 700 milioni per il 2012 e di 1.000 milioni a decorrere dal 2013.
- Uso gratuito beni pubblici. Uso gratuito allo Stato di beni di proprietà degli enti territoriali e viceversa.
- Blocco delle tariffe. Blocco delle tariffe fino al 31 dicembre 2013. La misura scatta dalla data di entrata in vigore del decreto, nel quale si legge che "è sospesa l'efficacia delle norme statali che obbligano o autorizzano organi dello Stato o autorità ad emanare atti aventi ad oggetto l'adeguamento di diritti, contributi o tariffe a carico di persone fisiche o persone giuridiche in relazione al tasso di inflazione ovvero ad altri meccanismi automatici".
- Blocco adeguamento canoni/Istat. Al via il blocco degli adeguamenti Istat relativi ai canoni dovuti dalle Amministrazioni per l'utilizzo di immobili in locazione passiva. Il locatore ha facoltà di recedere dal contratto "dandone comunicazione entro il 31 dicembre 2012 con lettera raccomandata. Il recesso ha effetto decorsi sei mesi dal ricevimento della comunicazione, salvo termine più breve concordato con l'Amministrazione locataria".
- Riduzione compensi Caf. Nel dl sulla spending review anche la riduzione dei compensi pagati ai Caf. Nella bozza si legge che il compenso scende a 13 euro per ciascuna dichiarazione elaborata e trasmessa e a 24 euro per l'elaborazione e la trasmissione delel dichiarazioni in forma congiunta. Il decreto riduce anche del 10% i trasferimenti a favore dei patronati.
- Dimezzata spesa auto blu. Nel 2013 la spesa per le auto blu non dovrà superare il 50% di quanto speso nel 2011. "A decorrere dall'anno 2013, le amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, incluse le autorità indipendenti, non possono effettuare spese di ammontare superiore al 50 per cento della spesa sostenuta nell'anno 2011 per l'acquisto, la manutenzione, il noleggio e l'esercizio di autovetture, nonché per l'acquisto di buoni taxi; il predetto limite può essere derogato, per il solo anno 2013, esclusivamente per effetto di contratti pluriennali già in essere".
- Taglio spese Presidenza del Consiglio. Riduzione delle spese di funzionamento della Presidenza del consiglio dei Ministri per un totale di 15 milioni di euro al 2013. "La Presidenza del Consiglio dei Ministri procede ad operare interventi di riduzione delle spese di funzionamento sul proprio bilancio autonomo - si legge nel testo - tali da comportare un risparmio complessivo di 5 milioni di euro per l'anno 2012 e 10 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013".
- Iva, aumento congelato nel 2012. "Sospensione per l'anno 2012 dell'incremento dell'Iva e riduzione dell'incremento dell'Iva a decorrere dall'anno 2013". Nella bozza si valuta anche l'eliminazione dell'ulteriore incremento di 0,5 punti dal 2014.
- Esodati. Vengono salvati ulteriori 55.000 lavoratori esodati rispetto ai 65 mila già interessati. Lo stabilisce il dl sulla spending review di cui l'Agi è in possesso.
- Sanità: -30mila posti letto in ospedale. Circa 30mila posti letto in meno negli ospedali pubblici italiani, con un rapporto di 3,7 posti letto per mille abitanti contro gli attuali 4,2. Il testo prescrive che "le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottano, entro il 30 novembre 2012, provvedimenti di riduzione dello standard dei posti letto ospedalieri accreditati ed effettivamente a carico del servizio sanitario regionale, ad un livello non superiore a 3,7 posti letto per mille abitanti, comprensivi di 0,7 posti letto per mille abitanti per la riabilitazione e la lungodegenza post-acuzie, adeguando coerentemente le dotazioni organiche dei presidi ospedalieri pubblici". In sostanza, i posti letto passeranno da 252mila a 222mila. Conseguentemente a tale riduzione, anche attraverso una verifica, sotto il profilo assistenziale e gestionale, della funzionalità dei piccoli ospedali pubblici "è promosso l'ulteriore passaggio dal ricovero ordinario al ricovero diurno e dal ricovero diurno all'assistenza in regime ambulatoriale, favorendo l'assistenza residenziale e domiciliare".
- Tre miliardi in meno al Fondo sanitario nazionale. Il fondo sanitario nazionale viene tagliato di tre miliardi in due anni: un miliardo per il 2012 e due per il 2013. "Le predette riduzioni - si legge nel testo - sono ripartite fra le Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano secondo criteri e modalità proposti in sede di autocoordinamento dalle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano medesime, da recepire" entro "il 30 settembre 2012, con riferimento all'anno 2012 ed entro il 30 novembre 2012 con riferimento agli anni 2013 e seguenti".
- Sanità: -5% nell'acquisto di beni e servizi. Taglio del 5% per l'acquisto di beni e servizi da parte della sanità pubblica.
- Scure sulle farmacie. "A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto - si legge - l'ulteriore sconto dovuto dalla farmacie convenzionate (...) è rideterminato al valore del 3,65 per cento. Limitatamente al periodo decorrente dalla data di entrata in vigore del presente decreto fino al 31 dicembre 2012, l'importo che le aziende farmaceutiche devono corrispondere alle Regioni (...) è rideterminato al valore del 6,5 per cento. Per l'anno 2012 l'onere a carico del Servizio sanitario nazionale per l'assistenza farmaceutica territoriale (...) è rideterminato nella misura del 13,1 per cento". Dal 2013, questo stesso tetto è ulteriormente abbassato all'11,5% "al netto degli importi corrisposti dal cittadino per l'acquisto di farmaci ad un prezzo diverso dal prezzo massimo di rimborso stabilito dall'AIFA".
- A decorrere dall'anno 2013, "gli eventuali importi derivanti dalla procedura di ripiano sono assegnati alle Regioni, per il 25%, in proporzione allo sforamento del tetto registrato nelle singole Regioni e, per il residuo 75%, in base alla quota di accesso delle singole Regioni al riparto della quota indistinta delle disponibilità finanziarie per il Servizio sanitario nazionale".
- Infine, "a decorrere dall'anno 2013 il tetto della spesa farmaceutica ospedaliera di cui all'articolo 5, comma 5, del decreto-legge 1o ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, è rideterminato nella misura del 3,2 per cento e si applicano le disposizioni dei commi da 5 a 10".
- Fondi Università -200 milioni. Dal 2013 il fondo per il finanziamento ordinario delle università sarà ridotto di 200 milioni. In particolare, si legge nel documento, al fine di "ottimizzare l'allocazione delle risorse" e "migliorare la qualità" delle attività formative dei dirigenti e dei funzionari pubblici garantendone l'eccellenza e l'interdisciplinarietà" sono individuate "idonee forme di coordinamento tra le scuole pubbliche di formazione, gli istituti di formazione e le altre strutture competenti ed è riformato il sistema di reclutamento e formazione dei dirigenti e dei funzionari pubblici anche mediante adeguati meccanismi di collegamento tra la formazione propedeutica all'ammissione ai concorsi e quella permanente".
- Fondi alle scuole non statali. Per le scuole non statali arrivano fondi per 200 milioni.
- Missioni di pace: -8,9 milioni. Il fondo per le missioni di pace è ridotto di 8,9 milioni già per quest'anno.
- Radio e Tv locali, contributi ridotti. Contributi a favore di radio e tv locali ridotti di 30 milioni a decorrere dal 2013.
- Polizia: servizi operativi per agenti under 32. I dipendenti delle forze di polizia di età inferiore a 32 anni, salvo casi eccezionali, devono essere utilizzati a servizi operativi. Nell'ambito della riduzione delle spese per il personale (articolo 14), "le strutture interessate dalla limitazione delle assunzioni previste dal comma 1 adottano le opportune misure per destinare a servizi effettivamente operativi un numero di unità di personale non inferiore a quello corrispondente alle minori assunzioni da esso derivanti".
- Liquidatori, incarico non oltre i 5 anni. I commissari liquidatori di enti pubblici potranno avere un incarico non superiore ai 3 anni, che potrà essere prorogato una sola volta per un periodo massimo di 2 anni, quindi per complessivi 5 anni.
- Riorganizzati Cnr, Infn e Ingv, cancellati altri istituti. Riorganizzati il Cnr, l'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) e l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). Sono soppressi dall'entrata in vigore del decreto sulla spending review l'Istituto nazionale di ricerca metrologica, la Stazione zoologica Anton Dohrn, l'Istituto italiano di studi germanici e l'Istituto nazionale di alta matematica sono soppressi e i relativi organi statutari decadono. Sopresso anche l'Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale,l'Istituto nazionale di astrofisica e il Museo storico della fisica e centro di studi e ricerche "Enrico Fermi".
- Dimezzato fondo vittime uranio impoverito. Dimezzato il fondo per le vittime dell'uranio impoverito. "La dotazione del fondo (...) destinata alle provvidenze alle vittime dell'uranio impoverito - si legge nel testo - è ridotta dell'importo di 10 milioni di euro per l'anno 2012". In origine il fondo era superiore ai 21 milioni di euro, di cui 9 già erogati, su oltre 600 domande di risarcimento da parte dei familiari di militari e civili impegnati nelle missioni italiane ammalati o morti per gli effetti letali dell'uranio impoverito.
- "Strade sicure", 72,8 mln nel 2013. Per l'operazione "strade sicure" il dl sulla spending review autorizza la spesa di 72,8 milioni nel 2013.
- Autotrasporto: 200 mln nel 2013. Per il settore dell'autotrasporto, la bozza del dl sulla spending review destina 200 milioni per il 2013.
- Fondo Letta. Il fondo Letta, istituito con la finanziaria del 2010, subisce una riduzione di 39 milioni nel 2012 ma verrà incrementato di 700 milioni nel 2013.

http://www.corriere.it/economia/12_luglio_04/scure-pubblico-impiego-tagli_9f66fa40-c598-11e1-9f5e-4e0a5c042ce0.shtml
La Spending review permetterà di risparmiare una decina di miliardi l'anno, servirà anche a finanziare le spese «esigenziali», dalle missioni di pace al 5 per mille, ma non ad evitare tutto il previsto aumento dell'Iva. Invece di 2 punti e mezzo, due da ottobre e un altro mezzo punto dal gennaio 2014, l'imposta sul valore aggiunto crescerà di un solo punto, dal 21 al 22% per l'aliquota standard e dal 10 all'11% per quella ridotta, a partire da gennaio e di un ulteriore mezzo punto dal 2014.
LA BOZZA - Del decreto circola per ora una bozza, 19 articoli suddivisi in cinque titoli, anche se Palazzo Chigi precisa che il testo è ancora in corso di stesura e di revisione dopo gli incontri di ieri con parti sociali ed enti locali. In ogni caso il decreto non conterrà solo tagli alla spesa pubblica. Oltre al rifinanziamento delle spese ancora scoperte, ci sarà anche l'attesa riduzione dell'aggio sulla riscossione dovuto a Equitalia. Un punto dal 2013, dal 9 all'8%, ma la riduzione potrebbe essere anche superiore: fino a quattro punti percentuali se i risultati della riscossione saranno superiori al previsto.
SANITÀ - Dalla riduzione della spesa sanitaria è atteso un contributo di un miliardo di euro già da quest'anno e di due miliardi a partire dal 2013, con un'equivalente riduzione del Fondo Sanitario Nazionale. Il piano di risparmi nella Sanità è drastico: vengono rideterminati i tetti della spesa farmaceutica territoriale e ospedaliera, rinegoziati al ribasso i contratti di appalto, riviste le convenzioni con le strutture private accreditate, ridotti i fondi per l'acquisto dei dispositivi medici, aumentato il contributo delle farmacie all'equilibrio del sistema e delle aziende farmaceutiche all'eventuale sforamento dei tetti di spesa. Per questi ultimi mesi del 2012 le farmacie dovranno concedere al servizio sanitario un extrasconto sui farmaci del 6,5%, che a regime dall'anno prossimo sarà pari al 3,65%. Il tetto alla spesa farmaceutica ospedaliera, che fa registrare sistematicamente uno sforamento, viene alzato dal 2,4% al 3,2%, e parallelamente viene ridotto il tetto alla spesa territoriale (i farmaci a carico del Ssn forniti dalle farmacie) dal 13,3 all'11,5% del totale della spesa sanitaria. Nello stesso tempo viene aumentato, e di parecchio, il contributo delle aziende farmaceutiche agli eventuali sfondamenti della spesa. Le imprese, infatti, dovranno farsi carico del 50% delle somme che eccedono il tetto fissato dal governo, mentre il restante 50% sarà a carico delle Regioni, ma solo di quelle che, nel complesso, non sono riuscite a rispettare il tetto.
La manovra sulla sanità non si ferma, tuttavia, alla farmaceutica. Intanto le Asl, che potranno rinegoziare i contratti con prezzi eccedenti il 20% rispetto al valore di riferimento, saranno obbligate ad ottenere le forniture attraverso la Consip, la centrale pubblica per gli acquisti centralizzati. Il decreto legge prevederebbe, poi, la riduzione del 5%, rispetto al 2011, delle spese per gli appalti di beni e servizi "non sanitari", mentre gli esborsi delle Regioni per le prestazioni sanitarie svolte dai privati accreditati in regime di convenzione dovranno essere tagliati dell'1% nel 2012 e del 2% a partire dal 2013 rispetto ai valori del 2011.
Il tavolo tra governo e parti sociali sulla revisione di spesa (Scudieri)
ENTI LOCALI - Come temuto da governatori, sindaci e presidenti di provincia, la spending review si abbatte anche sui trasferimenti dallo Stato centrale verso le amministrazioni locali. Alle Regioni a statuto ordinario viene chiesto un contributo di 700 milioni di euro nel 2012 e di 1 miliardo a partire dal 2013. Quelle a statuto speciale e le due province autonome di Trento e Bolzano dovranno contribuire con 500 milioni quest'anno e con un miliardo a partire dal 2013. Ai Comuni viene imposto un taglio delle risorse di 500 milioni quest'anno, e addirittura 2 miliardi dall'anno prossimo, mentre le Province (al di là del piano di accorpamento) dovranno risparmiare 500 milioni nel 2012 e 1 miliardo dal 2013.
Anche per gli enti locali scatterà poi il limite alle assunzioni: il turn-over sarà possibile nei limiti del 20% da quest'anno al 2014, del 50% nel 2015 e solo dal 2016 sarà possibile assumere tanti nuovi dipendenti quanti ne vanno in pensione. Con una clausola: nelle Regioni dove il rapporto tra spesa per il personale e spesa corrente supera del 20% la media nazionale, la possibilità di turn-over è ulteriormente ridotta del 50%.
Per i comuni sotto i 5 mila abitanti (3 mila nelle Comunità montane) scatta poi l'obbligo rafforzato di mettere insieme le funzioni fondamentali con altri piccoli comuni. Entro la fine del 2013 dovranno essere gestite dalle Unioni dei comuni almeno tre delle funzioni fondamentali e tutte a partire dal 2015. Se i piccoli comuni non dovessero poi trovare degli accordi tra di loro, saranno le Regioni a provvedere d'imperio con una decisione da prendere entro la fine del 2013.
ACQUISTI - La prima parte del decreto sulla spending review è quella messa a punto dal commissario Enrico Bondi che riguarda gli acquisti di beni e servizi da parte della amministrazioni pubbliche, «60 miliardi di euro - ha detto ieri Bondi alle parti sociali - sui quali si può risparmiare tra il 20 ed il 60%» con regole molto più incisive. A cominciare da quella che prevede la nullità dei contratti di fornitura siglati fuori dalle convenzioni Consip, la centrale d'acquisto dello Stato, e che non rispettano i prezzi di riferimento da questa stabiliti. Un'altra regola impone a tutte le amministrazioni pubbliche l'acquisizione obbligatoria attraverso le gare Consip dei contratti di fornitura di luce, gas, carburanti, combustibili per riscaldamento, telefonia fissa e mobile, con relativa nullità degli acquisti effettuati in violazione della norma. La Pubblica amministrazione, inoltre, avrà il diritto di recesso dai contratti stipulati quando i parametri delle successive convenzioni Consip «siano migliorativi rispetto a quelli del contratto stipulato e l'appaltatore non acconsenta ad una modifica delle condizioni economiche». Per risparmiare sugli acquisti viene poi abrogata la norma del 2006 che impone la pubblicazione degli avvisi e dei bandi di gara sui giornali quotidiani.
MINISTERI - Nella spending review non poteva mancare un capitolo dedicato alla spesa dei ministeri. Anche se l'accordo nel governo sul quanto e a chi tagliare ancora non è stato raggiunto. Nella bozza di testo del decreto la misura non è quantificata, ma il taglio ci sarà senza dubbio. Nel frattempo, vengono estese a tutti gli enti pubblici alcune regole già valide per l'amministrazione centrale. A cominciare dal taglio del 50% della spesa per la carta, con precisi obiettivi riguardo la dematerializzazione degli atti, la riduzione dei costi della telefonia fissa e mobile, la razionalizzazione del patrimonio immobiliare. L'Inps, inoltre, dovrà procedere alla rinegoziazione, in termini quantitativi e qualitativi, delle convenzioni stipulate con i Caf. Razionalizzazione in vista anche per le varie Scuole della Pubblica amministrazione, che saranno accorpate, mentre scatta una nuova sforbiciata sulle auto blu, che saranno ridotte di un ulteriore 50%.
Il premier al Senato (Eidon/Antimiani)
PUBBLICO IMPIEGO - Non c'è solo la conferma del taglio della pianta organica del 20% per i dirigenti e del 10% per tutti gli altri dipendenti. Nessuno è in grado di fare stime precise ma considerando che il settore conta 3,5 milioni di lavoratori, l'impatto potrebbe variare tra le 100 mila e le 300 mila persone. L'obiettivo che sarà raggiunto con la messa in mobilità obbligatoria per due anni o, per i più anziani, con un meccanismo di accompagnamento alla pensione.
E che sarà affiancato da un blocco del turn over che dovrà rispettare tre scadenze: le «facoltà assunzionali» per i posti che si libereranno saranno del 20% per il periodo 2012-2015, del 50% nel 2015 e torneranno al 100% a partire dal 2016. Per gli statali le novità sono davvero tante. A partire dal primo ottobre di quest'anno il valore dei buoni pasto, anche per i dirigenti, non potrà superare i sette euro. Gli uffici pubblici resteranno chiusi nella settimana di ferragosto e in quella tra Natale e Capodanno quando i lavoratori saranno messi obbligatoriamente in ferie. Diventerà impossibile «monetizzare», cioè vendere, i giorni di vacanza, i riposi e i permessi non goduti. Il divieto scatterà anche in caso di dimissioni o pensionamento. Si procederà alla «tendenziale eliminazione» degli incarichi di studio e ricerca affidati ai dirigenti mentre sono vietate le consulenze affidate a chi è andato in pensione I contatti per il servizio di pagamento degli stipendi saranno rinegoziati con un abbattimento di «almeno il 15%».
ENTI SOPPRESSI - Sono soppressi l'Istituto nazionale di ricerca metrologica, la Stazione zoologica Anton Dohrn, l'Istituto italiano di studi germanici e l'Istituto nazionale di alta matematica. Cancellati anche l'Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale, l'Istituto nazionale di astrofisica e il Museo storico della fisica e il Centro di studi e ricerche Enrico Fermi. I loro organi decadono, le loro funzioni sono redistribuite tra Cnr, Istituto nazionale di fisica nucleare e Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.
PATRIMONIO PUBBLICO - Bloccati gli adeguamenti Istat per gli affitti pagati dalle pubbliche amministrazioni. I contratti in scadenza dal primo gennaio potranno essere rinnovati solo con un taglio del 15%. Fissati gli standard per le dimensioni degli uffici: tra i 12 e i 20 metri quadri a testa per quelli di nuova costruzione tra i 20 e i 25 per quelli vecchi.
MILITARI - Si taglierà l'organico delle forze armate «in misura non inferiore al 10%». I dipendenti delle forze di polizia con meno di 32 anni dovranno essere utilizzati per servizi operativi. Più che dimezzato, da 21 a 9 milioni, il fondo per le vittime dell'uranio impoverito. Tagliati di 100 milioni le spese per la forniture militari mentre per le pluriennali è necessario il concerto del ministero dell'Economia.
PROVINCE - Entro venti giorni il Consiglio dei Ministri delibera un'ipotesi di riordino delle province», che nel frattempo non potranno procedere ad assunzioni a tempo indeterminato. Saranno cancellate di sicuro quelle delle 10 città metropolitane. Tagliati 200 milioni dal fondo di finanziamento ordinario delle università mente la stessa somma è in arrivo per le scuole non statali. I commissari liquidatori di enti pubblici potranno avere un incarico complessivo non superiore ai 5 anni.

Riassetto macchina comunale


http://palermo.repubblica.it/cronaca/2012/07/02/news/al_comune_12_dirigenti_in_meno_risparmio_da_un_milione_di_euro-38388415/
Una riduzione di 12 unità delle posizioni dirigenziali, che passano da 103 a 91 con un risparmio per le casse del Comune di quasi un milione di euro e un drastico calo delle attribuzioni ad interim dei dirigenti.


La rivoluzione Orlando investe anche la struttura organizzativa del Comune con un complessivo spoil sistem, che è stato presentato oggi dal sindaco Leoluca Orlando, nel corso di una conferenza stampa convocata a Palazzo delle Aquile, sede del Comune.



La ridefinizione della macchina comunale, deliberata dalla Giunta venerdì scorso, "sarà funzionale all'attuazione del programma - ha assicurato il primo cittadino -, essendo l'organizzazione interna lo strumento operativo e gestionale delle strategie d'azione".



La prima mossa studiata dal sindaco e dalla sua squadra riguarda la ridefinizione in 15 aree corrispondenti alle deleghe assessoriali e alle competenze che Orlando ha tenuto per sè.



Accanto ad ogni assessore ci sarà un capo area, in modo da avere un vertice politico ed uno amministrativo.



Un passo deciso per avere una "più incisiva e diretta sinergia tra indirizzi politici e gestione - spiega il primo cittadino -. I benefici saranno una maggiore celerità, efficienza ed efficacia nella pianificazione dei programmi e nella loro attuazione".



Al sindaco faranno riferimento l'area degli affari generali, igiene e sanità, l'avvocatura comunale e la Polizia municipale. Rafforzata anche nella complessiva riorganizzazione l'area della direzione generale, che avrà compiti di sviluppo e pianificazione strategica. Per far fronte poi all'esiguo numero di dirigenti tecnici in organico, solo 4, e all'impossibilità di procedere in tempi brevi all'assunzione di personale, la Giunta Orlando ha deciso di percorre due strade.



Da un lato l'accorpamento di funzioni tecniche nell'ambito delle due aree gestione del territorio e pianificazione del territorio, dall'altro la valorizzazione delle posizioni organizzative alle quali affidare i compiti gestionali ed istruttori. "Da un'analisi dei progetti dell'Asse 6 del Por - ha detto Orlando - abbiamo scoperto che non c'è un numero adeguato di progetti esecutivi e cantierabili. Quell'asse ha una dotazione finanziaria per la Sicilia di 750-800 milioni di euro, di cui 250-300 milioni potrebbero andare a Palermo, se ci fossero i progetti pronti".



Un'altra novità che riguarda il nuovo assetto della macchina comunale è la presenza in ciascuna area tecnica di un dirigente tecnico e di uno amministrativo. Infine è stato già dato mandato di procedere ad una razionalizzazione delle unità di base di tutte le aree in moda da rendere diretto il rapporto tra cittadini 'clientì e i servizi di front office.



"Siamo stanchi di un'Amministrazione che è organizzata solo in funzione dell'esistenza e che vive un eterno presente - ha detto Orlando -. Noi abbiamo costruito la macchina comunale in funzione degli obiettivi che vogliamo raggiungere. Per questo motivo abbiamo drasticamente ridotto le funzioni dirigenziali ed abbiamo assegnato ad ogni assessore un capo area di riferimento. Facciamo appello a tutti i dipendenti comunali - ha concluso il sindaco -, con i quali organizzerò un incontro dopo il festino, per spiegare loro qual è il senso complessivo della riorganizzazione della macchina comunale".

A margine della conferenza stampa, Orlando ha detto: "Mi dimetterò dalla carica di parlamentare il 9 luglio, quando completo il mio percorso di elezione a sindaco giurando davanti al Consiglio comunale, che per ragioni non dipendenti dalla mia volontà si insedierà lunedì prossimo. Dopo avere giurato -ha proseguito - firmo la lettera di dimissioni da deputato che invierò al presidente della Camera Gianfranco Fini. Voglio fare il sindaco e solo il sindaco. Palermo è il mio partito".

spending review - sempre e solo tagli per la P.A. - film già visto...


http://www.repubblica.it/politica/2012/07/02/news/riunione_spending_review-38374010/?ref=HREA-1
ROMA - Lunga riunione oggi a Palazzo Chigi sul tema della spending review. L'incontro, a cui ha partecipato anche il premier Mario Monti, ha affrontato l'entità dei tagli valutando l'opzione tra un decreto pesante da 7-8 miliardi (ma la cifra potrebbe arrivare a 10) e un provvedimento più leggero, da 5 miliardi, rinviando il resto del pacchetto all'autunno. Quest'ultima sembra essere l'ipotesi più probabile al momento.




Le misure: la giustizia. Intanto, dalla bozza messa a punto dai tecnici del ministero della Giustizia per il decreto di attuazione della delega sulla revisione della geografia giudiziaria, emergerebbe la volontà dell'esecutivo di procedere a un sostanzioso taglio nel sistema. Si tratta dell'effetto della revisione delle circoscrizioni giudiziarie, che porterebbe alla chiusura di oltre 280 uffici giudiziari, tra tribunali, procure, e sezioni distaccate. In particolare, cancellazioni o accorpamenti che riguarderebbero tutte le 220 sezioni distaccate e tra i 32 (ipotesi più probabile) e i 36 tribunali e altrettanti uffici requirenti. Ma su questi numeri ancora non c'è intesa tra governo e maggioranza.



Il progetto fa seguito al taglio dei 674 uffici dei giudici di pace, già deciso a gennaio dal Consiglio dei ministri. Oggi il Guardasigilli Paola Severino ne ha discusso in un incontro con i responsabili Giustizia dei partiti della maggioranza e sembrava che il provvedimento dovesse finire già nel pomeriggio all'esame del Consiglio dei ministri, ma un accordo non si è raggiunto e alla fine si è deciso per uno slittamento alla riunione in cui il governo si occuperà della spending review. Il timore è che i tagli non superino l'esame del Parlamento.



Le misure: la sanità. Dopo giorni di incontri, colloqui e trattative, il governo avrebbe trovato la quadra anche sull'ingente contributo che la sanità pubblica dovrà dare alla spending review. Un risparmio, secondo quanto si apprende, che alla fine dovrebbe aggirarsi attorno agli 8,5 miliardi di euro in tre anni: un miliardo quest'anno, circa 3 miliardi nel 2013 e oltre quattro miliardi nel 2014. Il ministro della Salute Renato Balduzzi, sempre a quanto si apprende, presenterà già nell'incontro interministeriale di stasera un cospicuo dossier sui punti su cui intervenire per raggiungere l'obiettivo, evitando tagli lineari.



Il piano prevederebbe la chiusura di alcuni enti, la riduzione del tetto della spesa farmaceutica e della spesa per beni e servizi, meno sprechi nel consumo di farmaci con la possibilità per le farmacie ospedaliere di preparare dosi "personalizzate" per i pazienti. Risparmi insospettabili anche dai farmaci a cui scade il brevetto (250 milioni di euro l'anno), e persino dall'utilizzo "off label", ossia fuori dalla prescrizione prevista in Italia, dei farmaci innovativi: è di oggi lo studio uscito sulla Voce.info, secondo cui utilizzando uno specifico farmaco biologico (bevacizumab), autorizzato in Italia per il tumore al colon, contro la maculopatia porterebbe a 200 milioni di euro l'anno di risparmio rispetto alla terapia standard. La partita sanità potrebbe essere chiusa stasera, per presentare un documento organico alle parti sociali nell'incontro di domani.



Le misure: gli statali. Sul fronte degli statali, confermato un piano di esuberi per almeno diecimila unità, con un accompagnamento verso la pensione in deroga alla riforma Fornero. Deroga che però, come contropartita, potrebbe comportare il blocco del Tfr fino al compimento dell'età pensionabile, così da compensare i costi dell'anticipo della pensione. Inoltre, sugli statali si parla di un taglio ai buoni pasto (forse a 5 euro al giorno, forse a 7 euro). Esclusa invece la possibilità di un taglio della tredicesima.



Il decreto è atteso dopo gli incontri con parti sociali ed enti locali, rinviati a domani. Riunioni che potrebbero influire sulle scelte del governo, vista la forte preoccupazione dei sindacati per le nuove pesanti misure 1, in particolare quelle sugli statali.
Le reazioni. I dipendenti del pubblico impiego, avverte la segretaria della Cgil Susanna Camusso in un'intervista al Mattino, "hanno già compiuto sacrifici con il blocco per tre anni dei contratti" e "con strette ulteriori la crisi si avviterà su se stessa". "Cosa diversa - precisa Camusso - è incidere su un miliardo e mezzo di consulenze e società costituite dalle amministrazioni spesso per garantire solo posti di potere ad alcuni".
La Cgil mette in guardia in particolare dalla possibilità di tagli al settore della sanità in quanto, ricorda, "i tagli lineari già adottati ammonteranno nel prossimo triennio a 17 miliardi, con quasi tre miliardi di nuovi ticket".
"Se si fanno tagli con criterio va bene e noi lo sosterremo - spiega il segretario della Cisl Raffaele Bonanni - Altrimenti, se si faranno tagli tanto per farli, si faranno solo più guai. A quel punto, faremo iniziative in tutta Italia e in tutte le città. Vedremo cosa faranno e poi ci regoleremo di conseguenza. Faremo quello che serve, se occorrerà uno sciopero generale lo faremo ma ci sono mille modi per protestare. Al governo chiederemo un piano chiaro frutto di una ristrutturazione pensata e discussa con parti sociali e Parlamento, non vogliamo una cosa che rischia di essere come quella degli esodati - conclude Bonanni - Quello che è stato fatto con gli esodati rappresenta ciò che non deve essere fatto".
Mette dei paletti ben precisi anche Luigi Angeletti. Se fossero confermate le indiscrezioni sulle misure sul pubblico impiego, dice il segretario della Uil intervenendo al Giornale Radio Rai, i sindacati "reagiranno". "Non possiamo accettare - sottolinea Angeletti - una soluzione sulla parola d'ordine per cui bisogna ridurre la spesa pubblica, che sicuramente è una parola d'ordine popolare e per certi versi condivisibile, in cui gli unici a pagare sarebbero i più deboli, mentre la quantità di denaro che viene sprecata o viene spesa in maniera non efficiente nella pubblica amministrazione è enorme e non dipende di certo dagli impiegati: la pubblica amministrazione non è mica una cooperativa".
Il leader della Uil, come Bonanni, non esclude quindi la possibilità di forme di lotta dura per far valere le ragioni del sindacato. "Temo che il proseguimento di questa politica economica del governo - dice - ci costringerà a fare uno sciopero che a quel punto sarà uno sciopero politico, non solo per protestare ma per dire in maniera netta 'basta', ovvero che bisogna cambiare la politica economica di questo governo".
Discutere della pubblica amminbistrazione e non toccare la "risposta sociale". Così il segretario Pd Pier Luigi Bersani commentando la Spending review. "Bisogna andarci a fondo, bisogna vedere. Credo che nessuno auspichi l'aumento dell'Iva a cui ci ha inchiodato il duo Berlusconi-Tremonti". Bersani ha poi assicurato: "da noi non viene mai demagogia, siamo un partito di governo. Si deve arrivare a un obiettivo: c'è modo e modo, discutiamo. Non credo che una spending review o i tagli siano solo una cosa da funzionari del Tesoro".

Al termine della riunione di oggi il ministro della Cooperazione Andrea Riccardi non ha voluto precisare se il provvedimento sarà varato dal Consiglio dei ministri in programma venerdì prossimo. Il governo, si è limitato a dire Riccardi, si aspetta molto dall'incontro con le parti sociali di domani sulla spending review "perché la linea seguita è giusta e corretta e spero sia sempre più condivisa. Spiegare, ascoltare è il grande segreto".

lunedì 2 luglio 2012

Polizza tutela legale per dipendenti pubblici e colpa grave per medici e ostetriche

Protocollo n.422/U-FP 2012

Roma 20 Giugno 2012

Alle Segreterie Regionali Fp Cgil

Alle Segreterie Territoriali Fp Cgil
Oggetto: Polizza tutela legale per dipendenti pubblici e colpa grave per medici e ostetriche.
Care compagne e cari compagni,
è attiva da oggi la convenzione per la polizza di tutela legale per tutti gli iscritti alla Funzione Pubblica dipendenti di amministrazioni pubbliche.
E' inoltre attiva la convenzione per la polizza civile per la responsabilità professionale per colpa grave riguardante i medici, i veterinari e le ostetriche (figure professionali non coperte dalla polizza Unipol).
La sottoscrizione delle polizze, effettuate tramite Professione Broker, può essere fatta da parte dei nostri iscritti solo on line attraverso i link pubblicati sul nostro sito nella area convenzioni:
Polizza tutela legale
http://www.colpagravecgil.com/HomepageTutela.aspx
Polizza responsabilità professionale per colpa grave per medici e veterinari
http://www.colpagravecgil.com/HomepageMedici.aspx
Polizza responsabilità professionale per colpa grave per ostetriche
http://www.colpagravecgil.com/HomepageOstetrici.aspx
Nelle prossime settimane si potranno concordare incontri con rappresentanti di Professione Broker

(riferimento Marco Anfosso cell 3473706826 email marco.anfosso@gruppoape.com) al fine di poter illustre a livello regionale e nei luoghi di lavoro più numerosi le diverse polizze.
Per chiarimenti è già attivo il SERVIZIO ASSISTENZA E CONSULENZA ASSICURATIVA - Tel.348 - 6463960 - Fax 06-45220201 - consulenzacolpagrave.fpcgil@professionebroker.com



Fraterni saluti
Il Segretario Nazionale Fp Cgil
Organizzazione e Amministrazione
Alfredo Garzi

Restituzione somme personale COIME - nota di G.Cammuca


Mi permetto di chiarire che il personale COIME non è seguito dalla Funzione Pubblica ma dalla FILLEA e pertanto ogni e qualsiasi iniziativa va richiesta, ed attivata, da quella categoria.


So di dare una cattiva notizia, ma nello specifico trattasi di corretta informazione. Con riferimento alla "ripetizione delle somme erroneamente erogate", tecnicamente si chiama così, il limite della prescrizione quinquennale vale per il cittadino nei confronti della pubblica amministrazione, mentre, se è la pubblica amministrazione a chiedere di restituire somme ai dipendenti, la prescrizione è decennale.

Trattandosi di somme corrisposte "erroneamente", l'Amministrazione non può pretendere la restituzione in unica soluzione ma, previa richiesta del dipendente, può concordare le modalità di recupero in maniera tale da non incidere sul bilancio familiare.

Ovviamente non può chiedere interessi e rivalutazione.

Giovanni Cammuca

4/7/2012 sciopero precari P.A. siciliane

SCIOPERO GENERALE


DEI LAVORATORI PRECARI

DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI SICILIANE

PALERMO, MERCOLEDI’ 4 LUGLIO 2012

ORE 10,00 CONCENTRAMENTO A PIAZZA POLITEAMA

E CORTEO FINO A PALAZZO D’ORLEANS