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giovedì 12 gennaio 2012

CCDI 2011 - semu ricchi e nuddu u sapi!



chiu pilu pi tutti
la circolare sotto pubblicata è uno spot per l'ex Sindaco...
" si rappresenta che la misura del predetto incremento della produttivuità, ..., verrà erogata, suddivisa in quota A (80%) e quota b(20%), in funzione delle risultanze della scheda di valutazione del 3° quadrimestre 2011..."



"... il compenso di produttività relativo al 3° quadrimestre 2011 suddiviso tra quota A e quota B, viene determinato nei seguenti importi massimi:
A € 286.00
B1 € 318.00
B3 € 389.00
C € 523.00
D1 € 548.00
D3 € 641.00
POLIZIA MUNICIPALE:
C € 187.00
D € 196.00
PROGETTO BASE
C € 523.00
D € 548.00
PROGETTO 1
C € 899.00
D € 940.00
PROGETTO 2
C € 1166.00
D € 1219.00

Art.18 Marcegaglia insiste: è una anomalia


ROMA - Tutti vogliono l´accordo per la riforma del mercato del lavoro e gli ammortizzatori sociali. Ma l´ostacolo per arrivare ad un´intesa si chiama ancora articolo 18. A ritirarlo fuori ieri è stata la presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia, prima di incontrare il ministro del Lavoro, Elsa Fornero: «Una delle anomalie italiane è il reintegro nel posto di lavoro previsto dall´articolo 18. Il reintegro in altri paesi europei non viene utilizzato». Una frase sufficiente a scatenare di nuovo la polemica a distanza con la Cgil: «La Confindustria vuole far fallire la trattativa?», si è domandato il segretario confederale di Corso d´Italia Fulvio Fammoni. «Non servono le ideologie, bensì l´accordo», è stata la replica della Marcegaglia.
Dunque ancora tensioni a pochi giorni dall´avvio del confronto triangolare, governo, sindacati e imprese. D´altra parte, non solo la questione dell´articolo 18 si ritrova nell´ultima bozza del decreto sulle liberalizzazioni, ma la stessa riunione di ieri del Direttivo della Confindustria è stata dedicata per una parte al "nodo" della flessibilità in uscita. Si fronteggiano due anime a Viale dell´Astronomia: chi, come l´ex presidente Antonio D´Amato e alcune territoriali (Brescia e Torino, per esempio) che vorrebbe gli industriali protagonisti dello scontro; chi, come l´altro past president Luigi Abete, e lo stesso numero uno dell´Assolombarda, Alberto Meomartini, che non considerano quello il vero problema da affrontare. Media la Marcegaglia, con a fianco il suo vicepresidente, Alberto Bombassei, che oggi a Milano, in una riunione a porte chiuse, illustrerà ai direttori di tutte le strutture la linea confindustriale. Ieri, Bombassei, ha cercato di buttare acqua sul fuoco: «Non portiamo al tavolo con la Fornero il tema dell´articolo 18».
L´incontro tra il ministro e i vertici di Confindustria è durato quasi quattro ore. Domani la Fornero vedrà i rappresentati di Rete impresa Italia, l´alleanza tra commercianti, artigiani, poi avvierà il tavolo comune. Il governo punta a un accordo di massima già entro la fine del mese, quando ci sarà la prossima riunione del Consiglio europeo. Tempi troppo stretti, probabilmente, visto che sempre domani è in calendario il primo vertice tra Cgil, Cisl e Uil per definire una posizione comune dopo anni di aspre divisioni. Anche per non incrinare la ritrovata unità d´azione sindacale, il governo dovrà muoversi con molta cautela, tanto più che è riuscito a portare in porto una riforma radicale e strutturale della previdenza senza praticamente proteste (solo quattro ore di sciopero). Ieri la linea del leader Susanna Camusso che punta ad un accordo con il governo è passata con l´86,5 per cento dei consensi del Direttivo della Cgil. Mentre domani il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, potrebbe consegnare al premier, Mario Monti, le proposte del suo partito: contratto di ingresso con protezioni crescenti.
(r. ma.)

Direttivo Cgil - documento finale approvato


La situazione del paese è molto grave, a partire dal dramma occupazione.
La crisi mondiale, all'origine della crisi europea e nazionale, continua a dispiegare i propri effetti e dimostra in particolare in Europa che sono prioritarie scelte per lo sviluppo e il lavoro e che non si può continuare ad inseguire ricette finanziarie e liberiste, la mancanza di questi cambiamenti porterebbe a nuove inevitabili drammatizzazioni.
L'Europa è chiamata a scelte urgenti che abbiano questo segno, i ritardi e le assenze di un governo politico dell'Europa sono parte essenziale della crisi che il nostro paese vive e questa deve essere una priorità del governo italiano che, ripristinata la propria credibilità internazionale, deve muoversi in questo senso.
In Italia i consumi sono fermi, la produzione bloccata e la curva dell'occupazione precipita, alimentando una fase recessiva che crea sfiducia e non fa apparire una prospettiva certa di uscita dalla crisi.
Intervenire per arginare questa situazione era ed è necessario, ma è oggi ancor più evidente che il rigore non può essere a senso unico, che equità e sviluppo continuano a rappresentare la priorità, come abbiamo sostenuto nella mobilitazione e nelle proposte unitarie verso la manovra approvata.
Capitolo che non riteniamo chiuso a partire da necessarie modifiche che devono essere apportate al sistema pensionistico sulla base delle proposte unitarie.
Per questo la CGIL, all'apertura del confronto sul lavoro conferma che il tema non può e non deve essere isolato e che un parallelo confronto e accordo con le forze sociali deve urgentemente svilupparsi anche sugli interventi per lo sviluppo e il mezzogiorno, sui temi del fisco e dei redditi, per un welfare basato su diritti di cittadinanza a partire dalle condizioni dei non autosufficienti e per uno straordinario piano per il lavoro indirizzato ai giovani.Per quanto riguarda i temi del lavoro è corretta l'ipotesi, dopo la fase di preliminari incontri in corso, di un tavolo di confronto unico che abbia l'obiettivo di un accordo con le parti sociali, la cui unica discriminante è rappresentata dal merito dei problemi che saranno affrontati.
L'incontro unitario già fissato fra CGIL-CISL-UIL è una tappa importante di questo percorso.
Un confronto sul lavoro non può prescindere dalla drammatica realtà attuale e da interventi urgenti coerenti con le ipotesi di riforma.
Le responsabilità del governo precedente continuano, assieme alla crisi, a provocare crescenti e gravi problemi alla condizione del lavoro.
Cresce l'area di chi finisce le tutele e di chi ne è totalmente privo.
Cresce drammaticamente la disoccupazione di giovani e donne, gli scoraggiati e il sommerso.
I lavoratori in mobilità e tutti coloro che hanno perso il lavoro devono avere certezze rispetto alle nuove norme previdenziali.
Così come nei settori pubblici per tutelare l'occupazione occorrono regole, relazioni sindacali, strumenti diversi dagli attuali.
Sono solo alcuni dei temi che richiedono risposte immediate per la condizione delle persone e per il futuro del paese e che vanno contestualmente affrontati alla riforma delle regole del lavoro.
La CGIL indica due priorità per il confronto. La prima è una riforma del sistema degli ammortizzatori su due pilastri: la cassa integrazione e l'indennità di disoccupazione entrambe basate su criteri di universalità che non dividano le tutele per i lavoratori.
La seconda è una drastica riduzione della precarietà nel privato e nel pubblico che colpisce soprattutto i giovani, a partire dalla riduzione delle tipologie di impiego precario e dal loro costo maggiore rispetto al lavoro a tempo indeterminato.
Le leggi delega attualmente vigenti, frutto dell'accordo con le parti sociali nel 2007 su ammortizzatori sociali, riordino degli incentivi e servizi all'impiego possono per questo rappresentare punti di riferimento importanti.
Così si può superare la precarietà e la dualità del mercato del lavoro italiano che, come la realtà dimostra, non ha niente a che vedere con una norma di civiltà come l'art. 18 che, lo ribadiamo per la CGIL non è negoziabile e deve essere mantenuto.
In questo quadro una attenzione particolare deve essere posta alla lotta al lavoro nero e irregolare, al caporalato e alla regolarizzazione dei lavoratori immigrati, a partire dall'estensione della durata del permesso di soggiorno, in primo luogo per dare diritti a quei lavoratori e perché così si possono recuperare ingenti risorse per le riforme.
E' necessario altresì che il governo si impegni ad una ripresa reale del confronto con le organizzazioni sindacali nei settori pubblici e della conoscenza, per superare le gravi manomissioni portate avanti dal governo Berlusconi e per la riconquista di un percorso contrattuale nazionale e decentrato.
I tempi di questo confronto devono necessariamente essere legati alla sua positiva conclusione.
Il direttivo della CGIL decide, sulla base di questa impostazione, di aprire una campagna di assemblee per far conoscere le nostre proposte in tutti i luoghi di lavoro e nelle leghe dei pensionati, dando piena disponibilità a percorsi di iniziativa unitaria ovunque realizzabili e ad assemblee aperte territoriali, in particolare rivolte ai giovani ed ai precari.
Il direttivo sarà riconvocato per una valutazione del confronto dopo i primi approfondimenti fra governo e parti sociali.

mercoledì 11 gennaio 2012

Questionario Antimafia - precisazioni del Settore R.U.


..." restando salva e impregiudicata la facoltà del dipendente di fornire le informazioni su tali aspetti esclusivamente su base volontaria, escludendo qualsiasi forma di obbligatorietà, nella formulazione delle risposte, su aspetti che si dovessero ritenere non consoni alle esigenze di tutela della sfera privata"

martedì 10 gennaio 2012

Firma la petizione per i sindacalisti Greci arrestati




Il 24 novembre scorso, il Presidente del sindacato greco GENOP/DEI è stato arrestato insieme ad altri sindacalisti, mentre protestavano contro le misure di austerità imposte alla Grecia e in particolare contro una nuova tassa sulla proprietà tramite la bolletta dell'energia elettrica.

Oggi i sindacalisti saranno in tribunale e rischiano una pena fino a cinque anni di detenzione. La CGIL esorta ad inviare un messaggio di solidarietà ai compagni greci, attraverso il sito web www.labourstart.org, a sostegno della campagna del sindacato greco GSEE, che chiede la liberazione dei sindacalisti e la caduta delle loro accuse.

lunedì 9 gennaio 2012

Modello detrazioni imposta 2012


il modello detrazioni d'imposta 2012, dovrà essere utilizzato soltanto per comunicare eventuali variazioni, intervenute rispetto alle detrazioni fruite nell'anno 2011



L'esperto risponde


il Sett. R.U. ha predisposto un link: "l'esperto risponde", con l'intento di dare risposte immediate alle consultazioni dei dipendenti.
Inizio previsto: 20/01/2012 sul sito INTRACOM dell'Amministrazione.
il link è rivolto al personale dipendente.

Di Vittorio - sacrifici in cambio di lavoro


da www.l'unità.it
Alla vigilia degli incontri tra sindacati e governo, assistiamo a una confusa discussione, su forme contrattuali e articolo 18. E invece più che da formule più o meno innovative bisognerebbe partire dalla condizione reale delle persone. Cominciando dai giovani che vorrebbero sapere soprattutto una cosa: spariranno i tanti contratti che li affliggono, potranno contare finalmente su un futuro sereno? E bisognerebbe partire dalla condizione spesso disperata di una grande parte della popolazione, quella che non abita a Cortina. Come gli 854 mila che hanno perso il posto di lavoro nel biennio 2009-2010. E allora bisognerebbe ascoltare le parole di Napolitano sugli ammortizzatori sociali da mettere in campo. Certo Napolitano ha anche posto l'accento su un doveroso atteggiamento responsabile da parte dei sindacati, seguendo tante esperienze del passato.Ha citato così Di Vittorio e il piano del lavoro della Cgil promosso negli anni 50. Aveva detto in quella occasione Di Vittorio: «I lavoratori di fronte ad un'azione diretta a promuovere la rinascita economica e civile dell’Italia, e pur trovandosi nelle condizioni che sappiamo, pur essendo essi i più sacrificati della società, sono giunti oggi nel nostro Paese ad un grado di maturità tale, ad un grado di sensibilità così elevata verso gli interessi generali della società nazionale, che questi lavoratori, pur soffrendo, sono disposti ad accollarsi un sacrificio supplementare per portare un proprio contributo al successo del Piano lanciato dalla Cgil... ». Precisando però che il piano avrebbe richiesto «uno sforzo da parte di tutti i cittadini, proporzionale alle loro possibilità e quindi uno sforzo più elevato da coloro che hanno accumulato maggiori ricchezze... ». C'è anche chi si è chiesto che cosa farebbero oggi Di Vittorio, Lama, Trentin. Ma anche Grandi o Carniti o Benvenuto. C'è da dire che costoro avevano alle spalle un mondo del lavoro forte e compatto. Oggi è frammentato e diviso. E c’è da ricordare che in quelle esperienze (il piano del lavoro, la svolta dell'Eur, l'accordo del 1993) c'era in qualche modo uno scambio tra sacrifici e sviluppo dell'occupazione. Oggi che cosa rimane da scambiare? Accordi, svolte concertazioni forse irripetibili. Il 2012 del sindacato è cominciato proponendo sui mass media l'immagine dei delegati Fiom che lasciavano la sede alla Fiat Mirafiori, portando un pannello con la foto di Trentin in un'assemblea. Era l'immagine di una sconfitta da cui bisognerà poter ripartire, per ricostruire una forza nuova. Per ristabilire in quelle aziende e nel paese quel rapporto di forza, ricco di potenzialità e di idee che ha saputo nel passato farsi rispettare e aiutare la crescita non solo produttiva ma anche civile e sociale del Paese. http://ugolini.blogspot.com
Bruno Ugolini