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venerdì 2 dicembre 2011

Avvisi di mobilità del Comune di Ancona



COMUNE DI ANCONA

AVVISO N° 103/2011

MOBILITA’ ESTERNA PER LA COPERTURA DI N. 1 POSTO DI FUNZIONARIO TECNICO ESPERTO IN PIANI E PROGETTI DI EDILIZIA PUBBLICA, FULL TIME - CAT. D/3 - PRESSO L’AREA LL.PP., SETTORE EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA – ALLOGGI - MEDIANTE SELEZIONE PER TITOLI E COLLOQUIO

AVVISO N° 104/2011

MOBILITA’ ESTERNA PER LA COPERTURA DI N. 1 POSTO DI ISTRUTTORE TECNICO GEOMETRA FULL TIME A TEMPO INDETERMINATO - CAT. C/1 - PRESSO L’AREA LL.PP. MEDIANTE SELEZIONE PER TITOLI E COLLOQUIO

AVVISO N° 105/2011

MOBILITA’ ESTERNA PER LA COPERTURA DI N. 3 POSTI DI ISTRUTTORE AMMINISTRATIVO, FULL TIME - CAT. C/1 - MEDIANTE SELEZIONE PER TITOLI E COLLOQUIO


AVVISO N° 108/2011

MOBILITA’ ESTERNA PER LA COPERTURA DI N. 1 POSTO DI ISTRUTTORE INFORMATICO PROGRAMMATORE, FULL TIME - CAT. C/1 - MEDIANTE SELEZIONE PER TITOLI ED ESAMI PRESSO IL SETTORE INFORMATICA ED INNOVAZIONE

AVVISO N° 109/2011

MOBILITA’ ESTERNA PER LA COPERTURA DI N. 1 POSTO DI FUNZIONARIO AMMINISTRATIVO FULL TIME A TEMPO INDETERMINATO - CAT. D/1 - MEDIANTE SELEZIONE PER TITOLI E COLLOQUIO

AVVISO N° 110/2011

MOBILITA’ ESTERNA PER LA COPERTURA DI N. 1 POSTO DI FUNZIONARIO ESPERTO IN POLITICHE COMUNITARIE, FULL TIME - CAT. D/3 - C/O L’AREA SERVIZI AI CITTADINI - SETTORE POLITICHE GIOVANILI E POLITICHE COMUNITARIE - MEDIANTE SELEZIONE PER TITOLI E COLLOQUIO

AVVISO N° 106/2011

MOBILITA’ ESTERNA PER LA COPERTURA DI N. 1 POSTO DI FUNZIONARIO DI VIGILANZA, FULL TIME - CAT. D/1 - PRESSO IL COMANDO DI POLIZIA MUNICIPALE MEDIANTE SELEZIONE PER TITOLI E COLLOQUIO

AVVISO N° 107/2011

MOBILITA’ ESTERNA PER LA COPERTURA DI N. 1 POSTO DI FUNZIONARIO TECNICO, FULL TIME - CAT. D/1 - PRESSO L’AREA TERRITORIO E AMBIENTE, SETTORE AMBIENTE E FONTI RINNOVABILI - MEDIANTE SELEZIONE PER TITOLI E COLLOQUIO

La domanda di ammissione alle procedure di mobilità volontaria mediante selezione pubblica dovrà essere redatta utilizzando esclusivamente i moduli allegati scaricabili dal sito dell'Amministrazione.
Amministrazione Comunale di Ancona Largo XXIV Maggio n. 1 a cui dovrà pervenire entro il giorno 15/12/2011, pena l’esclusione dalla selezione,

comune.ancona@emarche.it.

Amia - verifica disponibilità esperto condiviso


l'Amia richiede un epserto, da indiduarsi tra il personale tecnico interno, per la sorveglianza fisica dalla radioprotezioni

Ricognizione interna di personale tecnico per l’esecuzione delle procedure espropriative etc ...


COMUNE DI PALERMO
AREA INFRASTRUTTURE
UFFICIO OPERE PUBBLICHE
servizio infrastrutture
Via Ausonia. 69 – 90146 Palermo – Telef. 091 7401701 / 091 7401703 – Fax 091 7402608
e-mail: servizioinfrastrutture@comune.palermo.it
Palermo, ……......................... N. ………........................

Il Responsabile del Procedimento: ………………… (e-mail: ……..……..@comune.palermo.it)

L'Estensore: ………………………………………..

OGGETTO: Ricognizione interna di personale tecnico per l’esecuzione delle procedure espropriative e asservimento relative alla progettazione degli ‘Interventi finalizzati alla riduzione del rischio allagamenti e alluvioni nell’area sud-orientale del territorio comunale’, presso il servizio Infrastrutture dell’ ufficio OO.PP.

Allegati N. _________

All’Ufficio Piano Strategico

All’Ufficio Autonomo per la sicurezza

Al Settore Risorse Immobiliare

All’Area Infrastrutture

Al Settore Manutenzione

Al Settore Urbanistica ed Edilizia

Al Settore Verde e Territorio

Al Settore Ambiente Mobilità e Traffico

Al Settore Servizi alle imprese e sportello Unico AA.PP

SEDE



Premesso che lo scrivente Servizio ha in corso la progettazione in oggetto, si chiede la collaborazione di un tecnico per l’espletamento delle procedure di esproprio e asservimentodelle aree già individuate, da inserire nel gruppo di progettazione.

Per l’espletamento di detto incarico spetta l’incentivo ai sensi di legge da attribuire ai sensi del vigente accordo sui criteri di ripartizione del fondo di incentivazione dell’attività professionale in favore del personale tecnico dipendente del Comune di Palermo, in funzione delle effettive prestazioni rese.

Si invitano le SS.LL a comunicare, entro il 09/12 c.a., gli eventuali nominativi, in possesso dei sopra indicati requisiti, disponibili ad espletare l’incarico in argomento.

IL Dirigente del Servizio Infrastrutture

( Ing. XXXX)

Affidamento incarico di componente della commissione di collaudo tecnico-amministrativo in corso d’opera nell’ambito dei lavori: “Misura POR 5.02.


COMUNE DI PALERMO
SETTORE CENTRO STORICO
Via Foro Umberto I, 14 tel. 091/7406802- 6803 fax 091/7406888

e-mail: settorecentrostorico@comune.palermo.it

settorecentrostorico@cert.comune.palermo.it


Palermo, 09/11/2011 Prot. n° 780811


Responsabile Unico del procedimento: XXXXXX: 0917406802

Oggetto:
Affidamento incarico di componente della commissione di collaudo tecnico-amministrativo in corso d’opera nell’ambito dei lavori: “Misura POR 5.02. – Valorizzazione degli assi monumentali del Centro Storico della Città di Palermo – Riqualificazione urbana di Piazza Marina, Piazza Bologni e Piazza della Vittoria”
Alla Segreteria Generale
All’ Ufficio di Staff al C.C.
All’ Ufficio di Gabinetto del Sindaco
All’ Ufficio Piano Strategico


All’ Ufficio Controllo di gestione
All’ Ufficio Relazioni internazionali

e politiche europee
All’ Ufficio Sviluppo Organizzativo

All’ Ufficio Autonomo per la sicurezza

All’ Ufficio Sistemi Informativi e
Telecomunicazioni
Al Settore Risorse Umane
All’ Ufficio Società ed enti controllati
All’ Avvocatura comunale
Alla Ragioneria Generale
Al Settore Tributi
Al Settore Risorse Immobiliari
Al Settore Cultura
Al Settore Servizi alla collettività
Al Settore Servizi educativi
Al Settore Servizi interventi

socio-assistenziali

All’ Area Infrastrutture
Al Settore Manutenzione
All’ Unità di progetto gestione COIME e

cantiere comunale

Al Settore Urbanistica ed Edilizia
Al Settore Verde e Territorio
Al Settore Ambiente, Mobilità e Traffico
Al Settore Servizi alle imprese e sportello

Unico AA.PP.
All’ Area P.M. e vigilanza del territorio

LL.SS.

PREMESSO CHE:

Ø lo scrivente ufficio ha predisposto nell’aprile 2010 il progetto esecutivo di cui all’oggetto, finanziato con fondi POR, avente un importo complessivo di € 11.999.906,18, di cui € 9.395.180,85 per lavori ed € 2.604.725,33 per Somme a disposizione dell’Amministrazione

Ø le lavorazioni di cui si compone l’intervento sono:

· Strade e relative opere complementari (categoria OG3 - importo € 6.132.161,63)

· Verde e arredo urbano (categoria OS24 – importo € 1.244.141,35)

· Impianti di pubblica illuminazione (categoria OG10 - importo € 709.436,47)

· Restauro (categoria OS2 – importo € 683.539,41)

· Acquedotti, gasdotti, fognature (categoria OG6 – importo € 625.901,99)

Ø facendo seguito ad apposita gara, in data 06.06.2011 è stato stipulato con l’ATI aggiudicatario: Geo-Ambiente S.r.l. (con sede in Viale G. Cesare n. 35/A - BAUCINA (PA)) e Tecno Group S.r.l. (con sede in Largo Villaura n. 27 – PALERMO) il contratto rep. n. 10, registrato a Palermo in data 10.06.2011 al n° 506/1

Ø l’importo complessivo del contratto di appalto è di € 5.017.081,60 oltre I.V.A., con un ribasso offerto in sede di gara del 48,0111%

Ø in data 29.06.2011 si è proceduto alla consegna dei lavori che dovranno essere ultimati entro il 28.12.2013

CONSIDERATO che:

Ø trattandosi di lavori che sono stati aggiudicati con un ribasso d’asta superiore alla soglia di anomalia determinata ai sensi delle vigenti disposizioni (così come riportato nei verbali di gara dell’UREGA), ai sensi del comma 2 dell’art. 28 della L. 109/94, nel testo coordinato con la L.R. 07/2002 e s.m.i., nonché del comma 3, punto g) dell’art. 187 del D.P.R. n. 554/1999 (oggi comma 4, punto f) dell’art. 215 del D.P.R. n. 207/2010), è obbligatorio il collaudo in corso d’opera

Ø ai sensi del comma 4 dell’art. 28 della L. 109/94, nel testo coordinato con la L.R. 07/2002 e s.m.i., la nomina è di competenza del Presidente della Regione o dell’Assessore Regionale competente per le opere direttamente finanziate ad altri enti, con nota prot. 464780 del 21.06.2011 è stato richiesto al Dipartimento Lavori Pubblici della Regione Sicilia di procedere, entro i termini stabiliti dal suddetto comma, alla nomina del collaudatore tecnico-amministrativo in corso d’opera; considerato che l’importo complessivo lordo dei lavori (come da quadro economico del progetto esecutivo) è di € 9.395.180,85, ai sensi del comma 19 del suddetto art. 28 della L. 109/94, si è indicato che si doveva procedere alla nomina di una commissione di collaudo composta da tre componenti, specificando che il compenso per tale commissione era previsto al punto B9) del quadro economico

Ø con nota prot. 84347 del 28.09.2011, assunta gli atti di questo Ufficio al prot. 683444 del 03.10.2011, il Dipartimento Regionale della Regione Sicilia ha indicato che la L. 109/94 e pertanto anche l’art. 28 di tale legge, nel testo coordinato con le norme delle L.R. n. 7/2002 e n. 7/2003, rientra tra le disposizioni abrogate dall’art. 256 del D.Lgs. n. 163/2006; viene inoltre indicato che con la L.R. n. 12 del 12.07.2011 è stato recepito il D.Lgs. n. 163/2006 nonché il Regolamento di esecuzione di cui al D.P.R. n. 207 del 05.10.2011; viene indicato pertanto che con l’entrata in vigore della suddetta L.R. n. 12/2011 la materia dei collaudi è regolamentata dalla normativa nazionale ed in particolare dal comma 2 bis dell’art. 120 del D.Lgs. n. 163/2006 che attribuisce la competenza per l’affidamento dell’incarico di collaudo alle stazioni appaltanti, con l’obbligo del ricorso nell’ordine ai propri dipendenti, dipendenti di altre amministrazioni aggiudicatici e, solo nel caso di documentata carenza delle prime due categorie, a soggetti esterni; in definitiva l’amministrazione comunale viene invitata a procedere alla nomina del collaudatore tecnico-amministrativo nel rispetto della normativa sopra richiamata

Ø con nota prot. 707523 del 11.10.2011 è stato segnalato al Dipartimento Regionale della Regione Sicilia che i lavori di cui all’oggetto sono stati aggiudicati in data 22.12.2010, il relativo contratto con l’ATI aggiudicatario firmato in data 06.06.2011 ed i lavori consegnati in data 29.06.2011, quindi antecedentemente all’entrata in vigore della L.R. n° 12 del 12.07.2011, pubblicata sul Supplemento Ordinario alla G.U.R.S. (p. I) n. 30 del 14.07.2011; si specificava che l’art. 31 della suddetta legge indicava che gli appalti di lavori i cui bandi siano stati pubblicati entro il 31 dicembre 2011 possono essere affidati ed eseguiti in base alla normativa previgente. Veniva richiesto se nel caso in esame si poteva pertanto procedere per la nomina dei collaudatori ai sensi della precedente normativa. Si richiedeva infine se, nell’ipotesi in cui si dovesse comunque procedere con la nuova normativa, considerato che nell’art. 141 del D.Lgs. 163/2006 non viene più considerato (come avveniva precedentemente in base al comma 19 dell’art. 28 della L. 109/94) l’obbligo di procedere, per opere di importo superiore a 5.000 migliaia di euro (quale quella in oggetto), alla nomina di una commissione di collaudo, nell’effettuare la ricognizione all’interno degli Uffici Comunali, si potesse ricorrere ad un solo collaudatore



ATTESO che:

Ø con nota prot. 89986 del 14.10.2011, assunta gli atti di questo Ufficio al prot. 733845 del 20.10.2011, il Dipartimento Regionale della Regione Sicilia ha indicato che l’Amministrazione Comunale può procedere alla nomina del collaudatore tecnico-amministrativo in corso d’opera valutando la necessità dell’apporto di più professionalità diverse in ragione delle tipologie e categorie dell’intervento, così come stabilito dall’art. 216 del D.P.R. 207/2010



OCCORRE:

Ø pertanto procedere all’affidamento dell’incarico di collaudatore tecnico-amministrativo in corso d’opera ricorrendo ai dipendenti dell’Amministrazione Comunale

Secondo quanto sopra rappresentato ed in conformità alla circolare dell’Ufficio di Gabinetto del Sindaco, prot. n. 10636 del 15.11.2010, con la presente si avvia pertanto la procedura di ricognizione presso tutti gli uffici dell’amministrazione comunale ed a tal fine si invitano le SS.LL. a comunicare, entro 20 giorni dalla data della presente, gli eventuali nominativi dei funzionari disponibili ad espletare l’incarico in oggetto, in possesso dei sottoelencati requisiti:

· laurea in Ingegneria o Architettura

· abilitazione all’esercizio della professione

· iscrizione all’albo professionale di appartenenza

· di non versare nelle condizioni di incompatibilità previste nell’art. 141 del D.Lgs. 163/2006 e nell’art. 216 del D.P.R. 207/2010

· avere già svolto incarichi di collaudo, progettazione, direzione lavori o RUP per opere di categorie analoghe a quelle del progetto in epigrafe, da dimostrare attraverso la presentazione di specifico curriculum professionale nel quale dovranno essere indicati gli importi dei suddetti lavori

Considerata la particolare complessità dell’appalto e la presenza di diverse categorie si procederà alla nomina di una commissione di collaudo composta da due funzionari dei quali almeno uno in possesso di specifica esperienza nel settore del restauro.

La scelta dei componenti della commissione di collaudo, nonché del presidente della stessa, sarà effettuata da apposita commissione che verrà nominata successivamente alla ricezione della documentazione da parte dei tecnici disponibili, composta da funzionari del Settore Centro Storico, che valuterà la qualificazione degli stessi tecnici in base ai lavori indicati nel suddetto curriculum, tenendo conto del tipo di lavori, della loro specificità e complessità e dell’importo degli stessi.

Per l’espletamento di detto incarico spetta l’incentivo previsto dall’art. 18 della L. n. 109/94 nel testo coordinato con la L.R. n. 7/2002 e ss.mm.ii., (oggi art. 92 del D.Lgs. n. 163/2006), da attribuire ai sensi del vigente dell’attività professionale in favore del personale tecnico dipendente del Comune di Palermo ed in particolare, secondo quanto riportato negli art. 2, 5 e 6 del Regolamento interno sulla misura e distribuzione di tale incentivo, autorizzato con Deliberazione di Giunta Comunale n° 174 del 06.08.2009 e pertanto si hanno le seguenti aliquote dell’incentivo:

Incentivo totale: 2 % dell’importo dello stato finale dei lavori (ex. art. 2, comma 1 lettera a);

Incentivo per la commissione di collaudo: 5% dell’incentivo totale (ex art. 5, parte A, comma 1 lettera g) da suddividere in parti eguali tra i due componenti la commissione


Si rappresenta che trascorso il termine di cui sopra senza che sia pervenuto riscontro, verrà attivata la procedura di cui al comma 2 bis dell’art. 120 del D.Lgs. n. 163/2006.


Il Dirigente Coordinatore

Concocazione delegazione trattante 5/12/2011 a margine nota del Sig. Sindaco


Al Ragioniere Generale
Al Dirigente Coordinatore Settore Risorse Umane
Alla C.G.I.L. /F.P.
Alla C.I.S.L./F.P.
Alla U.I.L./F.P.L.
Al C.S.A.
Alla DI.C.C.A.P.

LL.SS.

La delegazione trattante, è convocata per la giornata di Lunedì 5 Dicembre 2011 alle ore 15,00 presso i locali della Direzione Generale siti nell’atrio di Palazzo Palagonia alla Gancia in Via del Quattro Aprile, 4 per:
1. sottoscrizione dell’ipotesi di accordo economico per l’anno 2011;
2. sottoscrizione del piano annuale di formazione del personale comunale anno 2012;
3. prosecuzione della concertazione nuovo sistema di misurazione e valutazione della performance – Area Comparto

Si allega la direttiva del Sig. Sindaco in materia di utilizzo delle risorse per l’anno 2011.
Cordiali saluti.
IL DIRETTORE GENERALE
(Ing. Gaetano Lo Cicero) d’ordine
IL DIRIGENTE RESPONSABILE
f.to (Dr. Sergio Maneri)
________________________________________________________________________________
e don Diego, mandò a dire::" ...lo scrivente non ritiene che la predetta richiesta ( €1milione600mila euro di economie)sia conforme alle politiche di distribuzione del salario accessorio seguite fino a do oggi dal'A.C...."

giovedì 1 dicembre 2011

2° numero Foglio informativo FPCGIL-Comune di Palermo




AUTUNNO CALDO AL COMUNE DI PALERMO
in questo numero:
* fondo salario accessorio
* CCDI 2012
* piano di formazione
* valutazione della performance
* mobilità interna

Nuovo ministro Funzione Pubblica - nota di R. Dettori


Esprimiamo soddisfazione per la scelta di ri-destinare alla Funzione Pubblica un Ministro con delega.

Il Paese ha bisogno di una pubblica amministrazione forte ed autorevole, efficiente e garante dei diritti dei cittadini, di un lavoro pubblico riconsiderato, con un ruolo "sociale" che, nel pieno di una crisi senza precedenti, può svolgere un ruolo importante per contribuire ad uscire dall'emergenza.

La scelta di ieri apre alla possibilita' di un confronto che ci auguriamo inizi al più presto e sotto il segno della 'discontinuita'.

Al nuovo Ministro Filippo Patroni Griffi vanno i nostri più sentiti auguri di buon lavoro.

Roma, 29 Novembre 2011

Solidarietà ai colleghi onesti del SUAP


Rsu Comune di Palermo
Rappresentanza Sindacale Unitaria

Alle Lavoratrici e Lavoratori
dello Sportello Unico Attività Produttivite
SEDE

SOLIDARIETA’ ALLE LAVORATRICI E LAVORATORI DEL SUAP
Le note vicende giudiziarie che in questi giorni hanno interessato lo Sportello Unico delle Attività Produttive, a causa di un impiegato che ha operato in malafede, precedute dall’arresto di un noto dirigente del Polo Tecnico, non devono in nessun modo essere lo spunto per giudizi sommari e fuorvianti, sul personale dipendente e sull’Amministrazione.

Già da tempo sottolineiamo la necessità di una rotazione di tutti i vertici e dei dipendenti, proprio per evitare che si verifichino, come ahimè accaduto, che la propria attività lavorativa non sia svolta nel rispetto della legge e nell’esclusivo interesse pubblico.

Chi sbaglia e commette in servizio gravi fatti con rilevanza penale, va punito, senza se e senza ma!
Altresì chi lavora onestamente va, invece difeso e tutelato.

La solidarietà dei Delegati Sindacali tutti, va ai dipendenti del SUAP – in primis- che, con spirito di abnegazione, prestano quotidianamente e onestamente il loro lavoro.



f.to RSU Comune di Palermo

mercoledì 30 novembre 2011

CGIL: 3 dicembre a Roma, il Lavoro l'unica cura per il Paese


L'unica cura per il Paese è il Lavoro. Per questo la CGIL convoca per sabato prossimo, 3 dicembre, un'Assemblea Straordinaria delle delegate e dei delegati. Un'iniziativa nel corso della quale oltre 15mila persone si confronteranno sui temi del lavoro, quel lavoro che “bisogna costruire, difendere, che bisogna rendere stabile e non precario”. L'assise si terrà a Roma presso il Palalottomatica, piazzale dello Sport, a partire dalle 9.30. Le conclusioni sono previste per le ore 14 con l'intervento del Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso.

Dopo la lunghissima mobilitazione che ha accompagnato i tre anni del governo di centro destra è il momento, secondo la CGIL, di rilanciare le proposte del sindacato e di risollevare il Paese dalle macerie create da anni di politiche che non hanno pensato alla crescita, ma solo al risanamento dei conti attraverso tagli “indiscriminati e lineari”. Al centro del dibattito dell'Assemblea Straordinaria, spiega la CGIL, “la necessità di fondare la crescita del Paese sul lavoro e sui giovani”. Le condizioni occupazionali in Italia sono “drammatiche” denuncia la CGIL precisando che sono circa 8milioni i lavoratori e le lavoratrici che si trovano in una situazione di grande sofferenza: senza lavoro, con salari insufficienti, indeboliti o addirittura privati delle tutele e dei diritti che gli spettano. A dover sopportare le conseguenze di questa situazione sono, in primo luogo, i giovani, insieme alle donne, ai lavoratori del Mezzogiorno, agli immigrati e ai lavoratori della pubblica amministrazione. In definitiva, avverte la CGIL, a pagare la crisi è tutto il mondo del lavoro.

L'Italia, secondo il sindacato guidato da Susanna Camusso, non uscirà dalla crisi più grave dal dopoguerra ad oggi se non viene subito istituito un Fondo per la crescita e l'innovazione, se non viene varata un'organica riforma degli ammortizzatori sociali che, possano così garantire a tutti una protezione. Contemporaneamente, avverte la CGIL, è necessario ridurre le oltre 40 forme d'impiego oggi esistenti e rilanciare la centralità del lavoro stabile, tutelato e formato come leva per il progresso e la coesione sociale. Tra i temi che verranno affrontati nel corso dell'Assemblea Straordinaria “il lavoro come perno di ogni scelta per il riscatto del Mezzogiorno e la rinascita del paese”, la lotta al lavoro nero, una battaglia che per la CGIL assume un duplice significato: “recupero delle risorse ed estensione dei diritti”. Inoltre, il 3 dicembre sarà, per la CGIL, un'occasione per mettere in evidenza “il legame stretto tra legalità e sviluppo” e la necessità di affrontare, con urgenza e in modo strutturale i nodi della corruzione, dell'illegalità e dell'economia mafiosa. Il contributo delle delegate e dei delegati al dibattito si focalizzerà anche sul tema del lavoro delle donne come “reale dimensione di sviluppo e di crescita del Paese”. I dati sulla partecipazione delle donne al mondo del lavoro, secondo quanto riferisce la CGIL, sono “allarmanti”: il tasso di occupazione femminile registra un 12% in meno rispetto alla media europea. “Serve lavoro, lavoro buono che superi le discriminazioni, segregazioni e separazioni”. Preoccupa anche il settore delle Pubbliche Amministrazioni, si è di fronte ad “quadro drammatico di lavoro instabile” per la CGIL “servono politiche del lavoro che non penalizzino le giovani generazioni e favoriscano la qualità e l'universalità dei servizi pubblici”.

Il 3 dicembre sarà quindi per tutta la Confederazione un appuntamento importante, un momento di discussione, perchè “solo il lavoro può rappresentare la cura per l'Italia. E' sui diritti del lavoro - conclude la CGIL - che si gioca la partita decisiva per le persone e per la qualià dello sviluppo"

Un Paese senza memoria è un Paese senza futuro. Comunicato stampa di Salvatore Chiaramonte Segretario Nazionale FP CGIL




Assemblea aperta della FP CGIL e dell'AIB, in collaborazione con l'Associazione Forum del Libro, i lavoratori del Teatro Valle, la Generazione TQ ed esponenti del mondo della cultura. I lavoratori delle biblioteche e degli archivi discutono con le associazioni culturali e la società civile.

A distanza di un mese e mezzo dal brutto episodio dell'assemblea impedita alla Biblioteca Nazionale di Roma, la FP CGIL, insieme all'Associazione Italiana Bibliotecari, ha deciso di tenere una assemblea incentrata sulla grave situazione organizzativa e funzionale che stanno vivendo le Biblioteche e gli Archivi pubblici.

L'assemblea ha lo scopo di avviare una riflessione sulla situazione del settore delle Biblioteche e degli Archivi per evidenziarne le forti criticità e la progressiva decadenza, dovute alla compressione degli investimenti pubblici. E di proporre progetti di innovazione incentrati sulla fruizione dei servizi, sulle innovazioni tecnologiche e sulla qualità del lavoro e dell'occupazione.

Un momento importante di confronto democratico e civile, nel cui ambito si esprimeranno sensibilità e punti di vista differenti, ma uniti dalla necessità di salvaguardare queste funzioni essenziali per la crescita sociale e civile del nostro Paese.

La deontologia sindacale al Comune di Palermo



Palermo, 28/11/2011
LA DEONTOLOGIA SINDACALE: LE DUE MANIERE DI FARE SINDACATO
In data 9/11/2011 le scriventi OO.SS. UIL FPL e FP CGIL , con comunicato unitario hanno
richiesto informazioni su quanto dichiarato “da un non ben identificato sindacalista che previa
iscrizione ad un sindacato (solo al proprio), avrebbe promesso il cambio di qualifica professionale”.
Il cercare di migliorare la vita lavorativa al fine di essere più rispondenti alle proprie esigenze
(e sicuramente anche a quelle dell’Amministrazione comunale) è lodevole, ma questa legittima
aspirazione non deve mai portare a comportamenti personali che tendano a mistificare la
realtà delle situazioni o, peggio, ad abusare della fiducia e danneggiare i Colleghi e le Colleghe per
ottenere piccoli vantaggi personali....
Purtroppo ancora oggi, dagli uffici anche periferici, continuano a pervenire voci insistenti su
“alcuni sindacalisti non meglio identificati” che prometterebbero “indennità di turnazione,
reperibilità o straordinario al Personale sia di ruolo che stabilizzato" ed in modo particolare “per gli
stabilizzati” l’incremento orario fino a 36 ore, ma ovviamente “solo a chi si iscrive al sindacato
degli "pseudo sindacalisti" di cui sopra... ed affermerebbero “fantasiosamente” – tra l’altro - che
solo la loro sigla sindacale ha “ firmato un protocollo d’intesa per le ore e per i loro iscritt i !! ...”; altresì in
alcuni Uffici sempre gli stessi sindacalisti avrebbero chiesto delle somme per la ricongiunzione dei
contributi che, come è noto, è totalmente gratuita per ciò che concerne il patronato.
Invitiamo l'Amministrazione Comunale e tutti i Dipendenti che vengono contattati con tali
proposte a verificare la fondatezza di tali voci che, ove confermate, non potranno che essere
denunciate alle Autorità competenti; invitiamo soprattutto tutti i Responsabili delle OO.SS. a
vigilare sulla deontologia comportamentale dei loro “delegati” poiché magari la loro O.S. – c i
auguriamo - ignora i predetti comportamenti e richieste .
Sollecitiamo quindi tutti i Colleghi e le Colleghe a vigilare contro i millantatori che abusano
della buona fede poiché tutti devono sapere che “turnazioni, reperibilità, straordinari o incremento
orario” non sono istituti a richiesta individuale bensì normati da contratti nazionali e collettivi
decentrati integrativi e soprattutto devono sapere di non dovere erogare nessuna somma per la
ricongiunzione dei contributi (solo successivamente gli Enti di previdenza con decreto chiederanno
le somme necessarie alla ricongiunzione).
Le scriventi OO.SS. condannano questi biechi comportamenti che, ove confermati,
mortificherebbero il lavoro di chi fa veramente sindacato ogni giorno e screditerebbe anche la
stessa sigla di appartenenza degli pseudo-sindacalisti, forse per 2 soldi? Forse per un voto?
Forse per un permesso?
Nulla giustifica la vendita della loro dignità di lavoratori, perchè sono anche loro lavoratori (?!)
dell’Ente; ma soprattutto questi venditori di fumo ledono l’immagine della categoria sindacale
tutta e dei sindacalisti onesti che ogni giorno, con difficoltà ed anche errori, cercano di chiedere
risposte alla A.C. e di dare risposte, di portare la trasparenza, la legalità e l’informazione, di difendere
il giusto, di creare le condizioni lavorative future a difesa di tutti i dipendenti del Comune di Palermo,
parti deboli nei confronti dei poteri politici ed amministrativi soprastanti.
Le scriventi OO.SS. si riservano ogni ulteriore azione a tutela dei Dipendenti Tutti.
.
Il Segretario Generale CGIL F.P. Il Segretario Generale UIL F.P.L.
F. Romeo A. Piletto

lunedì 28 novembre 2011

Questionario art.17 disciplina antimafia


a tutti i dipendenti: area comparto, dirigentim coime, lsu, in distacco (entrata\uscita), assente, sarà somministrato il seguente questionario, da consegnare entro il 31/12/2011, cui allegare un valido doc. d'identità.


CCNLQ MODALITÀ DI UTILIZZO DEI DISTACCHI, ASPETTATIVE E PERMESSI NONCHÉ DELLE ALTRE PREROGATIVE SINDACALI



A seguito del parere favorevole espresso in data 29 luglio 1998 dall'Organismo di Coordinamento dei Comitati di Settore ai sensi dell'art. 51, comma 3, del d.lgs. n.29/93 modificato ed integrato dal d.lgs.n.396/97 e dal d.lgs. n.80/98, sul testo del Contratto Collettivo Nazionale Quadro relativo alle modalità di utilizzo dei distacchi, aspettative e permessi nonché delle altre prerogative sindacali nonché della certificazione della Corte dei conti sull'attendibilità dei costi quantificati per il medesimo CCNL - QUADRO e sulla loro compatibilità con gli strumenti di programmazione e di bilancio, il giorno 7 agosto 1998 alle ore 10,00 ha avuto luogo l'incontro tra l'Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni (A.RA.N.):
- nella persona del Dott. Gianfranco Rucco, componente del Comitato Direttivo, delegato dal Prof. Carlo Dell'Aringa

ed i rappresentanti delle seguenti Confederazioni sindacali:
CISL
CGIL
UIL
CONFSAL
CISAL
CONFEDIR
RDB/CUB
CIDA
UGL
COSMED
(con riserva)

Prima della sottoscrizione dell'allegato Contratto Collettivo Nazionale Quadro le parti prendono atto in relazione all'art. 20, comma 7, del medesimo che tra la sigla dell'ipotesi di accordo avvenuta il 3 luglio 1998 e la data odierna sono intervenuti i seguenti cambiamenti dei soggetti confluiti nelle sottoindicate aggregazioni sindacali riconosciute rappresentative:
Comparto Sanità
Dalla Federazione "FIALS-CONFSAL/Sanità-UGL Sanità" è fuoriuscita la UGL Sanità. La Federazione rappresentativa ha assunto la denominazione "FIALS-CONFSAL-SANITÁ", che vede riproporzionati i propri distacchi da n. 26 a n. 19.

2. Comparto Aziende
Dal Coordinamento Sindacale autonomo (CSA) "CISAL V.F, SNAMS/CISAL, CISAS Aziende Autonome, TESTACT-FASIL, USPPI, CONFILL, CONFAIL, SNALA MON. - CONFSAL, UGL Aziende" è fuoriuscita la UGL Aziende. La Federazione rappresentativa ha assunto la denominazione Coordinamento Sindacale Autonomo (CSA) "CISAL V.F, SNAMS/CISAL, CISAS Aziende Autonome, TESTACT-FASIL, USPPI, CONFILL, CONFAIL, SNALA MON. - CONFSAL." Tale modifica non comporta conseguenze sulle tabelle relative ai distacchi.

3. Comparto enti pubblici non economici
La Federazione "CONFSAL-UGL " non è più affiliata alla Confederazione CONFSAL ma alla Confederazione UGL. Tale modifica comporta che il relativo distacco attribuito alla Confederazione Confsal dovrà essere invece attribuito alla Confederazione UGL.
Per effetto dei cambiamenti avvenuti, fermo rimanendo quanto già anticipato nei punti 1 e 3 (di cui i destinatari del presente accordo devono tenere debito conto), le parti concordano che la correzione definitiva e formale delle tabelle allegate dal n. 2 al n. 20 , con la quale si provvederà tra l'altro alla riassegnazione dei distacchi non più fruibili dalle federazione citata al punto 1),nonché dei permessi di cui all'art. 12, sarà apportata entro il 15 settembre 1998 con un ulteriore accordo.

CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE QUADRO SULLE MODALITÀ DI UTILIZZO DEI DISTACCHI, ASPETTATIVE E PERMESSI NONCHÉ DELLE ALTRE PREROGATIVE SINDACALI

PARTE I
TITOLO I

ART. 1
Campo di applicazione

1. Il presente contratto si applica ai dipendenti e dirigenti di cui all'articolo 2, comma 2 del decreto legislativo 3 febbraio 1993. n. 29 come modificato, integrato e sostituito dai decreti legislativi 4 novembre 1997, n.396 e 31 marzo 1998, n. 80 , in servizio nelle Amministrazioni pubbliche indicate nell'articolo 1, comma 2, dello stesso decreto, n. 29, ricomprese nei comparti di contrattazione collettiva e nelle relative autonome aree della dirigenza.
2. Le parti, preso atto delle modificazioni di cui all'art. 2 del D.L. 10 maggio 1996, n. 254, convertito in legge 11 luglio 1996, n. 365 nonché dei decreti legislativi 4 novembre 1997, n. 396 e 31 marzo 1998, n. 80, convengono che la materia dei distacchi, delle aspettative e dei permessi sindacali - contrattualmente disciplinabile - possa essere compiutamente riveduta con il presente contratto, tenuto conto della legge 20 maggio 1970, n. 300.
3. Le parti si danno atto che, ove il presente contratto o i contratti collettivi nazionali di comparto non dispongano una specifica disciplina, nelle materie relative alla libertà e dignità del lavoratore ed alle libertà ed attività sindacali, si intendono richiamate le norme di minima previste dalla legge 300/1970.
4. Nel presente contratto la dizione "comparti di contrattazione collettiva del pubblico impiego e delle autonome aree di contrattazione della dirigenza" è semplificata in "comparti ed aree". Il decreto legislativo "3 febbraio 1993, n. 29 come modificato, integrato e sostituito dai decreti legislativi 4 novembre 1997, n.396 e 31 marzo 1998, n. 80" è indicato come "d.lgs 29/1993". Il testo unificato di tale decreto è pubblicato sulla G.U. n. 98/L del 25 maggio 1998.
5. Le rappresentanze sindacali unitarie del personale di cui al d.lgs. 396/1997 disciplinate dall'accordo collettivo quadro per la costituzione delle rappresentanze sindacali unitarie per il personale dei comparti contestualmente stipulato il 7 agosto 1998 sono indicate con la sigla RSU. Il predetto accordo è indicato con la dizione "accordo stipulato il 7 agosto 1998"
6. Le associazioni sindacali ammesse alla trattativa nazionale ai sensi dell'art. 47 bis del d.lgs. 29/1993 e, nel periodo transitorio, ai sensi dell'art. 8 del d.lgs. 396/1997 come modificato dall'art. 44 del d.lgs 80/1998, nel testo del presente contratto vengono indicate come "associazioni sindacali rappresentative"
7. Con il termine "amministrazione" sono indicate genericamente tutte le amministrazioni pubbliche comunque denominate.

TITOLO II
Attività Sindacali

ART. 2
Diritto di assemblea

1. Fatta salva la competenza dei contratti collettivi di comparto o area a definire condizioni di miglior favore nonché quanto previsto in materia dai CCNL vigenti, i dipendenti pubblici hanno diritto di partecipare , durante l'orario di lavoro, ad assemblee sindacali in idonei locali concordati con l'amministrazione, per 10 ore annue pro capite senza decurtazione della retribuzione.
2. Le assemblee, che riguardano la generalità dei dipendenti o gruppi di essi, possono essere indette singolarmente o congiuntamente, con specifico ordine del giorno su materie di interesse sindacale e del lavoro, dai soggetti indicati nell'art. 10.
3. La convocazione, la sede, l'orario, l'ordine del giorno e l'eventuale partecipazione di dirigenti sindacali esterni sono comunicate all'ufficio gestione del personale con preavviso scritto almeno tre giorni prima. Eventuali condizioni eccezionali e motivate che comportassero l'esigenza per l'amministrazione di uno spostamento della data dell'assemblea devono essere da questa comunicate per iscritto entro 48 ore prima alle rappresentanze sindacali promotrici.
4. La rilevazione dei partecipanti e delle ore di partecipazione di ciascuno all'assemblea è effettuata dai responsabili delle singole unità operative e comunicata all'ufficio per la gestione del personale.
5. Nei casi in cui l'attività lavorativa sia articolata in turni, l'assemblea è svolta di norma all'inizio o alla fine di ciascun turno di lavoro. Analoga disciplina si applica per gli uffici con servizi continuativi aperti al pubblico.
6. Durante lo svolgimento delle assemblee deve essere garantita la continuità delle prestazioni indispensabili nelle unità operative interessate secondo quanto previsto dai singoli accordi di comparto.


ART. 3
Diritto di affissione

1. I soggetti di cui all'art. 10. hanno diritto di affiggere, in appositi spazi che l'amministrazione ha l'obbligo di predisporre in luoghi accessibili a tutto il personale all'interno dell'unità operativa , pubblicazioni, testi e comunicati inerenti a materie di interesse sindacale e del lavoro, utilizzando , ove disponibili, anche sistemi di informatica



ART.4
Locali

1. Ciascuna amministrazione con almeno duecento dipendenti pone permanentemente e gratuitamente a disposizione dei soggetti di cui all'art. 10, l'uso continuativo di un idoneo locale comune - organizzato con modalità concordate con i medesimi - per consentire l'esercizio delle loro attività.
2. Nelle amministrazioni con un numero inferiore a duecento dipendenti gli organismi rappresentativi hanno diritto di usufruire, ove ne facciano richiesta, di un locale idoneo per le loro riunioni, posto a disposizione da parte dell'amministrazione nell'ambito della struttura.


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PARTE II
Distacchi, permessi ed aspettative sindacali

ART. 5
Distacchi sindacali

1. I dipendenti a tempo pieno o parziale ed i dirigenti indicati nell'art. 1 comma 1, in servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato nelle amministrazioni dei comparti ed aree , che siano componenti degli organismi direttivi statutari delle proprie confederazioni ed organizzazioni sindacali rappresentative hanno diritto al distacco sindacale con mantenimento della retribuzione di cui all'art.17 per tutto il periodo di durata del mandato sindacale nei limiti numerici previsti dall'art. 6.

2. I distacchi dei dirigenti sindacali spettanti alle confederazioni ai sensi del comma 1 possono essere utilizzati anche in altre organizzazioni sindacali di categoria aderenti alle confederazioni stesse.

3. I periodi di distacco sono equiparati a tutti gli effetti al servizio prestato nell'amministrazione anche ai fini della mobilità, salvo che per il diritto alle ferie e per il compimento del periodo di prova - ove previsto - in caso di vincita di concorso o di passaggio di qualifica. Ai fini del periodo di prova, qualora dopo la formale assunzione in servizio nei confronti del dirigente sindacale venga richiesto ovvero risulti confermato il distacco o l'aspettativa , potranno essere attivate le procedure di urgenza previste dall'art. 14 per la prosecuzione o l'attivazione del distacco o aspettativa. Il periodo di prova risulterà sospeso per tutta la durata di esso.


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ART. 6
Ripartizione del contingente dei distacchi

1. Il contingente complessivo dei distacchi sindacali spettanti ai dipendenti e dirigenti pubblici di cui all'art. 5 comma 1, per la durata del presente contratto, è pari a n. 2584 e costituisce il limite massimo dei distacchi fruibili in tutti i comparti e aree di contrattazione, fatto salvo quanto previsto dall'art. 20 comma 1
2. Il contingente dei distacchi è ripartito nell'ambito di ciascun comparto ed area secondo l'allegata tabella n. 1. All'interno di ciascun comparto ed area ogni contingente è ripartito - per il novanta per cento - alle organizzazioni sindacali di categoria rappresentative e per il restante dieci per cento alle confederazioni sindacali cui le stesse siano aderenti ai sensi dell'art. 47 bis, comma 2 del d.lgs. 29/1993, garantendo comunque, nell'ambito di tale ultima percentuale, un distacco sindacale per ognuna delle predette confederazioni ed un distacco, utilizzabile con forme di rappresentanza in comune, alla confederazione considerata rappresentativa, ai sensi dell'art. 44, comma 7 del d. lgs 80/1998.
Le associazioni sindacali rappresentative sono le esclusive intestatarie dei distacchi sindacali previsti dal presente contratto. Alla ripartizione del contingente dei distacchi sindacali tra le confederazioni e le organizzazioni sindacali - fatte salve le garanzie di cui al comma 2 - si procede in rapporto al grado di rappresentatività accertata dall'ARAN nonché tenuto conto della diffusione territoriale e della consistenza delle strutture organizzative nei comparti ed aree.
Con il presente contratto , ai fini dell'accertamento della rappresentatività delle organizzazioni di categoria, si dà applicazione all'art. 11, comma 1 lett. b) e c) del CCNL quadro sulla definizione dei comparti di contrattazione stipulato il 2 giugno 1998, con riguardo al la collocazione dei segretari comunali dal comparto Ministeri a quello delle Regioni - Autonomie locali e delle specifiche tipologie professionali - rispettivamente degli Enti pubblici non economici e delle Istituzioni ed enti di sperimentazione e ricerca - dall'area della dirigenza ai comparti. I distacchi già afferenti alle organizzazioni rappresentative di tali categorie (n. 2 per i segretari comunali, n. 5 e n. 7, rispettivamente per le specifiche tipologie degli enti pubblici non economici e delle istituzioni ed enti di ricerca e sperimentazione) sono defalcati dai contingenti di originaria appartenenza ed attribuiti a quelli di nuova assegnazione.
5. Sono rappresentative nei comparti ai sensi dell'art. 47 bis del d.lgs. 29/1993 le associazioni sindacali di cui alle tabelle dal n. 2 al n.9, che avranno valore sino all'entrata a regime del nuovo sistema di rappresentatività ai sensi e per gli effetti dell'art. 44 d.lgs 80/1998.

ART. 7
Flessibilità in tema di distacchi sindacali

1. Fermo rimanendo il loro numero complessivo, i distacchi sindacali - sino al limite massimo del 50% - possono essere fruiti dai dirigenti sindacali di cui all'art. 5, comma 1, anche frazionatamente per periodi non inferiori a tre mesi ciascuno.
2. Nei limiti di cui al comma 1, i distacchi sindacali per i dipendenti con rapporto di lavoro a tempo pieno possono essere utilizzati con articolazione della prestazione di servizio ridotta al 50% - previo accordo del dipendente stesso con l'amministrazione interessata sulla tipologia di orario prescelta tra quelle sotto indicate:
a) in tutti i giorni lavorativi;
b) con articolazione della prestazione su alcuni giorni della settimana, del mese o di determinati periodi dell'anno in modo da rispettare - come media - la durata del lavoro settimanale prevista per la prestazione ridotta nell'arco temporale preso in considerazione .
3. Nel caso di utilizzo della facoltà prevista dai commi 1 e 2, il numero dei dirigenti distaccati risulterà aumentato in misura corrispondente, fermo rimanendo l'intero ammontare dei distacchi, arrotondando le eventuali frazioni risultanti all'unità superiore.
4. Nel caso di distacco sindacale disposto ai sensi del comma 2, per la parte economica si applica l'art. 17 comma 3 e, per il diritto alle ferie ed al periodo di prova in caso di vincita di concorso o passaggio di qualifica (purché in tale ipotesi sia confermato il distacco sindacale con prestazione lavorativa ridotta), si applicano le norme previste nei singoli contratti collettivi di lavoro per il rapporto di lavoro part - time - orizzontale o verticale - secondo le tipologie del comma 2 . Tale ultimo rinvio va inteso solo come una modalità di fruizione dei distacchi sindacali che, pertanto, non si configurano come un rapporto di lavoro part - time - e non incidono sulla determinazione delle percentuali massime previste, in via generale, per la costituzione di tali rapporti di lavoro.
5. Fermo rimanendo quanto previsto dal comma 1, per i dirigenti sindacali appartenenti alle qualifiche dirigenziali previo accordo con l'amministrazione di appartenenza, il distacco sindacale può essere svolto con articolazione della prestazione lavorativa su alcuni giorni della settimana, del mese o di determinati periodi dell'anno in analogia a quanto previsto dal comma 2, lettera b). Per la dirigenza del Servizio Sanitario Nazionale- ivi compresa la dirigenza dell'area medico - veterinaria, l'articolazione della prestazione lavorativa ridotta è svolta in modo da rispettare , come media, la durata del lavoro settimanale prevista per la prestazione stessa nell'arco temporale (settimana, mese o periodo dell'anno) considerato.
6. In tutti i casi previsti dal comma 5 si applica il disposto del comma 4, prendendo a riferimento il CCNL del comparto cui l'area dirigenziale appartiene.
7. La prestazione lavorativa dei dirigenti sindacali indicati nei commi 2 e 5 può anche essere superiore al 50%.
8. Per il periodo in cui si applicano nei loro confronti le flessibilità previste nei commi 2 e 5, i dirigenti sindacali non possono usufruire dei permessi previsti dagli artt. 8 e 9. In caso di urgenza è ammessa la fruizione di permessi ad assentarsi dal servizio per l'espletamento del mandato senza riduzione del debito orario che dovrà essere recuperato nell'arco dello stesso mese.





ART. 8
Contingente dei permessi sindacali

1. Ai sensi dell'art. 44 del d.lgs. 80/1998, sino all'entrata in vigore del presente contratto, restano fermi il contingente complessivo esistente al 1 dicembre 1997 in base al D.P.C.M 770/1994, dei permessi sindacali retribuiti, fruibili ai sensi dell'art. 23 della legge 300/1970 da parte dei dirigenti sindacali nonché i relativi coefficienti di ripartizione in ciascuna amministrazione o ente.
2. A decorrere dalla entrata in vigore del presente contratto - anche per consentire la prima elezione e l'avvio del funzionamento delle rappresentanze sindacali unitarie previste dall'art. 47, comma 3 del d.lgs. 29/1993 - i permessi sindacali fruibili in ogni amministrazione, pari a 90 minuti per dipendente o dirigente in servizio, al netto dei cumuli previsti dall'art. 20, comma 1, sono portati nel loro complesso ad un valore pari a 81 minuti per dipendente o dirigente con rapporto di lavoro a tempo indeterminato in servizio. Tra i dipendenti in servizio presso l'amministrazione dove sono utilizzati vanno conteggiati anche quelli in posizione di comando o fuori ruolo.
3. I permessi spettano sia alle associazioni sindacali rappresentative che alle RSU secondo le modalità indicate nell'art. 9.


ART. 9
Modalità di ripartizione dei permessi

1. Nel limite dei contingenti definiti in ciascuna amministrazione ai sensi dell'art. 8, comma 2, sino al 31 dicembre 1998, i permessi di spettanza delle associazioni sindacali rappresentative sono ripartiti tra queste in proporzione alla loro rappresentatività, accertata in sede locale in base al numero delle deleghe per la riscossione del contributo sindacale risultante nell'anno precedente.
2. Dal 1 gennaio 1999, dopo la elezione delle RSU di cui all'accordo stipulato il 7 agosto 1998, i permessi sindacali , nella misura di n.81 minuti per dipendente o dirigente sono ripartiti in misura pari a 30 minuti alle RSU e nella misura di 51 minuti alle associazioni sindacali rappresentative.
3. I contratti collettivi di comparto e area potranno integrare fino ad un massimo di 60 minuti i permessi di pertinenza delle RSU, destinando alle stesse ulteriori quote di permessi delle associazioni sindacali rappresentative fino a raggiungere un definitivo riparto massimo del contingente di n. 60 minuti alle RSU e n. 21 minuti alle medesime associazioni sindacali.
4. Dal 1 gennaio 1999, ai fini della ripartizione proporzionale dei permessi, la rappresentatività sarà accertata in sede locale in base alla media tra il dato associativo e il dato elettorale. Il dato associativo è espresso dalla percentuale delle deleghe per il versamento dei contributi sindacali rispetto al totale delle deleghe rilasciate nell'ambito considerato. Il dato associativo è quello risultante alla data del 31 gennaio di ogni anno ed il dato elettorale è quello risultante dalla percentuale dei voti ottenuti nell'ultima elezione delle RSU rispetto al totale dei voti espressi nell'ambito considerato, quali risultano dal verbale riassuntivo inviato all'ARAN ai sensi dell'accordo stipulato il 7 agosto 1998. Il contingente dei permessi di spettanza delle RSU è da queste gestito autonomamente nel rispetto del tetto massimo attribuito.

5. In prima applicazione del presente contratto la ripartizione del contingente dei permessi sindacali determinata ai sensi dell'art. 6 comma 5 - di spettanza delle associazioni sindacali rappresentative ai sensi delle tabelle all.2 - 9 è effettuata dalle singole amministrazioni entro trenta giorni dalla stipulazione del presente contratto, sentite le associazioni sindacali aventi titolo. Per il comparto della scuola la ripartizione avviene con le procedure dell'art.16.


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ART. 10
Titolarità e flessibilità in tema di permessi sindacali

1. I dirigenti sindacali che, ai sensi dell'accordo stipulato il 7 agosto 1998 hanno titolo ad usufruire nei luoghi di lavoro dei permessi sindacali retribuiti, giornalieri od orari, di cui all'art. 9 per l'espletamento del loro mandato, sono:

- i componenti delle RSU;
- i dirigenti sindacali rappresentanze aziendali (RSA) delle associazioni rappresentative ai sensi dell'art. 10 dell'accordo stipulato il 7 agosto 1998;
- i dirigenti sindacali dei terminali di tipo associativo delle associazioni sindacali rappresentative che dopo la elezione delle RSU, siano rimasti operativi nei luoghi di lavoro nonché quelli delle medesime associazioni, aventi titolo a partecipare alla contrattazione collettiva integrativa, ai sensi dell'art. 5 dell'accordo stipulato il 7 agosto 1998;
- dirigenti sindacali che siano componenti degli organismi direttivi delle proprie confederazioni ed organizzazioni sindacali di categoria rappresentative non collocati in distacco o aspettativa.

2. Le associazioni sindacali rappresentative entro dieci giorni dalla proclamazione degli eletti nelle RSU indicano per iscritto all'amministrazione i nominativi dei dirigenti sindacali titolari delle prerogative e libertà sindacali di cui al comma 1. Con le stesse modalità vengono comunicate le eventuali successive modifiche. I dirigenti del secondo e terzo alinea del comma uno hanno titolo ai permessi di cui al contingente delle associazioni sindacali rappresentative.

3. I dirigenti sindacali indicati nel comma 1 possono fruire dei permessi retribuiti loro spettanti, oltre che per la partecipazione a trattative sindacali, anche per presenziare a convegni e congressi di natura sindacale.

4. I permessi sindacali retribuiti, giornalieri ed orari, sono equiparati a tutti gli effetti al servizio prestato. Tale disciplina si applica anche ai permessi usufruiti dai dirigenti sindacali dei comparti scuola e ministeri operanti all'estero per la partecipazione ai congressi, convegni di natura sindacale o alle riunioni degli organismi direttivi statutari.

5. I permessi sindacali, giornalieri od orari spettanti ai dirigenti sindacali di cui al comma 1 dal secondo al quarto alinea, possono essere cumulati sino al tetto massimo spettante. Per i componenti delle RSU i permessi possono essere cumulati per periodi - anche frazionati - non superiori a dodici giorni a trimestre.

6. Nell'utilizzo dei permessi deve comunque essere garantita la funzionalità dell'attività lavorativa della struttura o unità operativa - comunque denominata - di appartenenza del dipendente . A tale scopo, della fruizione del permesso sindacale va previamente avvertito il dirigente responsabile della struttura secondo le modalità concordate in sede decentrata. La verifica dell'effettiva utilizzazione dei permessi sindacali da parte del dirigente sindacale rientra nella responsabilità dell'associazione sindacale di appartenenza dello stesso.

7. Le riunioni con le quali le pubbliche amministrazioni assicurano i vari livelli di relazioni sindacali nelle materie previste dai CCNL vigenti avvengono - normalmente - al di fuori dell'orario di lavoro. Ove ciò non sia possibile sarà comunque garantito - attraverso le relazioni sindacali previste dai rispettivi contratti collettivi - l'espletamento del loro mandato, attivando procedure e modalità idonee a tal fine.


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ART. 11
Permessi per le riunioni di organismi direttivi statutari

1. Le associazioni sindacali rappresentative sono , altresì, titolari di ulteriori permessi retribuiti, orari o giornalieri, - confermati nell'ambito dei permessi esistenti al 1 dicembre 1997 dall'art. 44, comma 1, lett. f) primo periodo del d.lgs 80/1998 -.per la partecipazione alle riunioni degli organismi direttivi statutari nazionali, regionali, provinciali e territoriali dei dirigenti sindacali indicati nell'art. 10, comma 1 che siano componenti degli organismi direttivi delle proprie confederazioni ed organizzazioni sindacali di categoria non collocati in distacco o aspettativa.
2. Il contingente delle ore di permesso di cui al comma 1, in ragione di anno, è costituito da n. 475.512 ore, di cui n. 47.551 riservate alle confederazioni dei comparti e delle aree dirigenziali, n. 385.877 alle organizzazioni di categoria rappresentative e n. 42.084 alle aree dirigenziali. Ciascuna confederazione ed organizzazione sindacale non può superare il contingente delle ore assegnate con la ripartizione indicata nelle tabelle allegato da 11 a 20 del presente contratto.
3. Le confederazioni possono far utilizzare i permessi di cui al comma 2 alle proprie organizzazioni di categoria.
4. Da parte delle organizzazioni sindacali rappresentative appartenenti alla stessa sigla sono ammesse utilizzazioni in forma compensativa dei permessi sindacali citati al comma 2 fra comparto e rispettiva area della dirigenza ovvero tra diversi comparti e/o aree.
5. In applicazione del presente articolo le organizzazioni sindacali comunicano alle amministrazioni di appartenenza i nominativi dei dirigenti sindacali aventi titolo.
6. In caso di fruizione dei relativi permessi si applica l'art. 10, comma 6.
7. Ciascuna amministrazione, ai sensi dell'art. 14, comma 7, comunica al Dipartimento della funzione pubblica i permessi fruiti dai dirigenti sindacali in base al presente articolo in separato conteggio.

ART. 12
Titolarità in tema di aspettative e permessi sindacali non retribuiti e loro flessibilità

I dirigenti sindacali che ricoprono cariche in seno agli organismi direttivi statutari delle proprie confederazioni e organizzazioni sindacali rappresentative possono fruire di aspettative sindacali non retribuite per tutta la durata del loro mandato. E' possibile l'applicazione delle flessibilità previste dall'art. 7 in misura non superiore al 50% del limite massimo previsto dai commi 1 e 2 dello stesso articolo.
2. I dirigenti sindacali indicati nell'art. 10, comma 1 hanno diritto a permessi sindacali non retribuiti per la partecipazione a trattative sindacali o a congressi e convegni di natura sindacale, in misura non inferiore ad otto giorni l'anno, cumulabili anche trimestralmente.
3. I dirigenti di cui al comma 2 che intendano esercitare il diritto ivi previsto devono darne comunicazione scritta al datore di lavoro di regola tre giorni prima per il tramite della propria associazione sindacale.
4. Ai permessi non retribuiti si applica l'art. 10 comma 6.


ART. 13
Rapporti tra associazioni sindacali ed RSU

1. Per effetto degli articoli precedenti le associazioni sindacali rappresentative sono complessivamente titolari dei seguenti diritti:

a) diritto ai distacchi ed aspettative sindacali;
diritto ai permessi retribuiti nella misura prevista dall'art 9;
diritto ai permessi retribuiti di cui all'art. 11
d) diritto ai permessi non retribuiti di cui all'art. 12;
2. Le RSU sono titolari del diritto ai permessi non retribuiti e retribuiti nella misura prevista dall'art. 9.
3. Per tutto quanto non previsto dal presente contratto, i rapporti tra associazioni sindacali rappresentative ed RSU in tema di diritti e libertà sindacali con particolare riferimento ai poteri e competenze contrattuali nei luoghi di lavoro, sono regolati dagli artt. 5 e 6 dell'accordo stipulato il 7 agosto 1998.


ART. 14
Procedure per la richiesta, revoca E CONFERME dei distacchi ed aspettative sindacali.

1. Le richieste di distacco o aspettativa sindacale ai sensi degli artt. 5 e 12 sono presentate dalle confederazioni ed organizzazioni sindacali rappresentative alle amministrazioni di appartenenza del personale interessato che -accertati i requisiti soggettivi previsti dagli art. 5, comma 1 ed 11 comma 1- provvedono entro il termine massimo di trenta giorni dalla richiesta, dandone comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri/Dipartimento della Funzione Pubblica, ai sensi e per gli effetti dall'art. 54, comma 6 del d.lgs. 29/1993 anche ai fini della verifica del rispetto dei contingenti.
2. Per consentire i relativi adempimenti in ordine ai distacchi sindacali utilizzati nel Comparto "Regioni - Autonomie Locali" , l'amministrazione di appartenenza trasmette copia dei provvedimenti di cui al comma 1 all'ANCI per il personale dipendente dai Comuni e loro consorzi ed IPAB; all'UPI per il personale dipendente dalle Province; all'UNCEM per il personale dipendente dalle Comunità montane; all'UNIONCAMERE per quanto riguarda il personale delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura; alla Conferenza dei Presidenti delle Regioni per quanto riguarda il personale dipendente dalle Regioni, dagli Enti pubblici non economici da esse dipendenti e dagli Istituti autonomi per le case popolari.
3. Le confederazioni ed organizzazioni sindacali possono procedere alla revoca dei distacchi e delle aspettative in ogni momento, comunicandola alle amministrazioni interessate ed al Dipartimento della Funzione pubblica per i consequenziali provvedimenti.
4. In attesa degli adempimenti istruttori previsti dal comma 1 per la concessione dei distacchi o delle aspettative sindacali non retribuite, per motivi di urgenza - segnalati nella richiesta da parte delle confederazioni ed organizzazioni sindacali - è consentito l'utilizzo provvisorio - in distacco o aspettativa dei dipendenti interessati - dal giorno successivo alla data di ricevimento della richiesta medesima.
5. Qualora la richiesta di distacco non possa aver seguito, l'eventuale assenza dal servizio dei dipendenti è trasformata, a domanda, in aspettativa sindacale non retribuita ai sensi dell'art. 12
6. Le variazioni ai distacchi ed alle aspettative vanno comunicate alle amministrazioni interessate entro il 31 gennaio di ogni anno. In tutti i casi di cessazione del distacco o di aspettativa, il dirigente sindacale rientrato nell'amministrazione di appartenenza non potrà avanzare nei confronti di quest'ultima pretese relative ai rapporti intercorsi con la confederazione od organizzazione sindacale durante il periodo del mandato sindacale.
7. Nel rispetto delle quote complessive di distacchi assegnati a ciascun comparto dalla tabella allegato 1 al presente contratto e nell'ambito di esso, ogni singola confederazione può modificare - in forma compensativa tra comparto e relativa autonoma area di contrattazione della dirigenza - le quote di distacchi rispettivamente assegnati. Tale possibilità riguarda anche le organizzazioni sindacali di categoria appartenenti alla stessa sigla confederale. Dell'utilizzo dei distacchi in forma compensativa è data notizia all'amministrazione di appartenenza del personale interessato ai fini degli adempimenti istruttori di cui al presente articolo nonché per la predisposizione degli elenchi previsti dall'art.15 comma 4.


Art.15
Adempimenti

1. Fermo rimanendo il numero complessivo dei distacchi sindacali previsti dalle vigenti disposizioni per le Autonomie locali (Comuni, Province, Comunità Montane, IPAB.) - in presenza del decreto legge 25 novembre 1996, convertito in legge 24 gennaio 1997, n. 5 che definisce le modalità di suddivisione delle spese tra gli enti predetti - nell'ambito degli adempimenti di cui al presente articolo ed all'interno delle suddette articolazioni settoriali - è possibile utilizzare in forma compensativa la ripartizione dei distacchi previsti per i dirigenti sindacali delle citate autonomie locali dalla tabella allegato 5, compensando le relative spese tra gli enti interessati.
2. Nell'ambito dei comparti Sanità, Università, Istituti di sperimentazione e ricerca, Enti pubblici non economici e, per quanto attiene le Regioni, nel comparto delle autonomie locali , le modalità di suddivisione delle spese dei distacchi tra le amministrazioni dei relativi comparti avverranno in forma compensativa secondo le intese intervenute nell'ambito dei rispettivi organismi previsti dall'art. 46, comma 3 del d.lgs. 29/1993. Tali organismi potranno, inoltre, concordare tra di loro la possibilità di utilizzo dei distacchi consentiti tra comparti ed aree diverse , consultando il Dipartimento della Funzione pubblica qualora la compensazione riguardi i distacchi delle amministrazioni statali, al fine di definire le modalità di riparto delle spese e dando comunicazione dell'accordo intervenuto all'ARAN ed anche al Dipartimento della Funzione Pubblica se non direttamente interessato.
3. I CCNL di comparto ed area potranno prevedere, nell'ambito dei relativi finanziamenti, un incremento dei contingenti dei distacchi attribuiti al comparto o area.
4. Entro il 31 maggio di ciascun anno, le Amministrazioni pubbliche di cui al presente contratto adempiono agli obblighi previsti dall'art. 54 del d.lgs. 29/1993 in tema di trasmissione dei dati ivi previsti alla Presidenza del Consiglio dei Ministri / Dipartimento della Funzione Pubblica -
5. La trasmissione delle schede compilate dalle amministrazioni pubbliche per l'aggiornamento del repertorio delle confederazioni ed organizzazioni sindacali operanti nel pubblico impiego e della loro consistenza associativa deve avvenire nel pieno rispetto delle procedure previste dalle vigenti disposizioni. Le schede dovranno essere controfirmate dalle associazioni sindacali interessate, salvo il caso di diniego che sarà segnalato contestualmente all'invio e dovranno contenere l'indicazione dell'importo del contributo sindacale.

ART. 16
Norme speciali per la Scuola

1. Per i dirigenti sindacali appartenenti al comparto scuola gli artt. 7, 10 e 14 si applicano con le seguenti specificazioni o integrazioni:
A) Art. 7 , commi 1 e 2:
- nel caso di applicazione del comma 1 , il frazionamento del distacco non può essere inferiore alla durata dell'anno scolastico;
- ai dirigenti di istituto ed ai responsabili di amministrazione si applica solo il disposto del comma 1 . In tal caso il frazionamento del distacco non può essere inferiore alla durata dell'anno scolastico;
- in tutti i casi in cui possa ricorrere l'applicazione del comma 2 , la tipologia di distacco sindacale per il personale docente può essere solo quella di cui alla lettera a) dello stesso comma, prevedendosi in tal caso una proporzionale riduzione del numero delle classi assegnate.
- la disciplina da prendere a riferimento per l'applicazione del comma 2 è quella prevista dall'ordinanza del Ministero della Pubblica istruzione n. 179 del 19 maggio 1989 e successive conferme. Il rinvio alle disposizioni richiamate va inteso come una modalità di fruizione dei distacchi sindacali. Pertanto essi non incidono sulla determinazione delle percentuali massime previste, in via generale, per la costituzione di rapporti di lavoro part time dalla citata ordinanza.
B) Art. 10:
- per assicurare la continuità dell'attività didattica e per evitare aumento di spesa garantendo un'equa distribuzione del lavoro tra il personale in servizio, i permessi sindacali nel comparto scuola non possono superare bimestralmente cinque giorni lavorativi e, in ogni caso, dodici giorni nel corso dell'anno scolastico.
C) Art. 14, comma 1, 3, 4 :
- con riferimento ai commi 1 e 3, le richieste di distacco o di aspettativa sindacale dei dirigenti sindacali del comparto e la comunicazione di conferma annuale devono essere presentate entro il 30 giugno di ciascun anno. La stessa data deve essere rispettata per le richieste di revoca del distacco o dell'aspettativa che non possono avvenire nel corso dell'anno scolastico anche nel caso in cui contengano la contestuale sostituzione con altro dirigente sindacale salvo un sopravvenuto motivato impedimento. In tal caso è possibile la sostituzione nel distacco retribuito con un dirigente già collocato in aspettativa sindacale non retribuita. In prima applicazione del presente contratto il termine del 30 giugno è spostato al 31 luglio 1998 anche per quanto concerne la fruibilità dei permessi cumulati previsti dall'art. 20, comma 1.
- con riferimento al comma 4 , la procedura d'urgenza per il distacco o aspettativa dei dirigenti sindacali di cui al precedente alinea è adottabile solo fino al 31 luglio di ciascun anno.
2. La ripartizione del contingente dei permessi tra associazioni sindacali ed RSU per il comparto scuola è effettuata - con le modalità e procedure previste dall'art. 9 - dal Ministero della Pubblica Istruzione. Nel limite dei contingenti di permessi così individuati , il Ministero provvede ad una ulteriore ripartizione a livello provinciale, affidandone la gestione ai rispettivi provveditorati per gli adempimenti successivi.

ART. 17
Trattamento economico

1. Il trattamento economico spettante nei casi di distacco sindacale è disciplinato dai rispettivi contratti collettivi dei comparti ed aree dirigenziali.
2. Sino a quando i contratti collettivi nazionali di comparto o di area non avranno stabilito la specifica disciplina, rimangono ferme tutte le clausole previste dall'art. 7, comma 2 del CCNL quadro transitorio stipulato il 26 maggio 1997.
3. In caso di distacco ai sensi dell'art. 7, commi 2 e 5, al dirigente sindacale è garantito.
- il trattamento economico complessivo nella misura intera con riferimento a tutte le competenze fisse e periodiche ivi compresa la retribuzione di posizione per i dirigenti. Il trattamento accessorio legato alla produttività o alla retribuzione di risultato è attribuito in base all'apporto partecipativo del medesimo al raggiungimento degli obiettivi assegnati;
- i periodi di distacco sono equiparati a tutti gli effetti al servizio pieno prestato nell'amministrazione anche ai fini del trattamento pensionistico.
4. In caso di fruizione di permessi sindacali, i compensi legati alla produttività comunque denominati nei vari comparti o la retribuzione di risultato per i dirigenti spettano al dirigente sindacale in relazione alla sua partecipazione al raggiungimento dei risultati stessi verificati a consuntivo.
5. Ai sensi e con le modalità dell'art. 3, comma 4 del d.lgs. 16 settembre 1996, n. 564, in caso di aspettativa sindacale, a tempo pieno o parziale, non retribuita, i contributi figurativi accreditabili in base all'art. 8, ottavo comma della legge 23 aprile 1981, n. 155, sono gli stessi previsti per la retribuzione spettante al personale in distacco sindacale retribuito secondo le indicazioni dei CCNL di comparto o di area dirigenziale.




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PARTE III
Norme finali e transitorie

ART. 18
Tutela del dirigente sindacale

1. Il dipendente o dirigente che riprende servizio al termine del distacco o dell'aspettativa sindacale può, a domanda, essere trasferito - con precedenza rispetto agli altri richiedenti - in altra sede della propria amministrazione quando dimostri di aver svolto attività sindacale e di aver avuto il domicilio nell'ultimo anno nella sede richiesta ovvero in altra amministrazione anche di diverso comparto della stessa sede.

2. Il dipendente o dirigente che rientra in servizio ai sensi del comma 1 è ricollocato nel sistema classificatorio del personale vigente presso l'amministrazione ovvero nella qualifica dirigenziale di provenienza , fatte salve le anzianità maturate, e conserva, ove più favorevole, il trattamento economico in godimento all'atto del trasferimento mediante attribuzione "ad personam" della differenza con il trattamento economico previsto per la qualifica del nuovo ruolo di appartenenza, fino al riassorbimento a seguito dei futuri miglioramenti economici.

3. Il dipendente o dirigente di cui al comma 1 non può essere discriminato per l'attività in precedenza svolta quale dirigente sindacale né può essere assegnato ad attività che facciano sorgere conflitti di interesse con la stessa.

4. Il trasferimento in un'unità operativa ubicata in sede diversa da quella di assegnazione dei dirigenti sindacali indicati nell'art. 10, può essere predisposto solo previo nulla osta delle rispettive organizzazioni sindacali di appartenenza e della RSU ove il dirigente ne sia componente.

5. Le disposizioni del comma 4 si applicano sino alla fine dell'anno successivo alla data di cessazione del mandato sindacale.

6. I dirigenti sindacali, nell'esercizio delle loro funzioni, non sono soggetti alla subordinazione gerarchica prevista da leggi e regolamenti.


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ART. 19
Disposizioni particolari

1. Le parti si danno atto che, in caso di affiliazione tra sigle sindacali che non dia luogo alla creazione di un nuovo soggetto, i distacchi, permessi ed aspettative sindacali di cui al presente contratto fanno capo solo alla organizzazione sindacale affiliante se rappresentativa ai sensi delle vigenti disposizioni.
2. Ai fini dell'accertamento della rappresentatività , con la rilevazione dei dati associativi riguardanti il 1998, le organizzazioni sindacali che a partire dal 1997 abbiano dato o diano vita, mediante fusione, affiliazione o in altra forma, ad una nuova aggregazione associativa che - allo stato - non corrisponde ai requisiti previsti dall'art. 44 comma 1 lett. c) del d.lgs. 80/1998 (imputazione al nuovo soggetto sindacale delle deleghe delle quali risultino titolari purché il nuovo soggetto succeda effettivamente nella titolarità delle deleghe o che le deleghe siano comunque confermate espressamente dai lavoratori a favore del nuovo soggetto) dovranno dimostrare di aver dato effettiva ottemperanza al disposto della norma. In caso negativo non sarà possibile riconoscere la rappresentatività del nuovo soggetto sindacale ai fini dell'ammissione alle trattative per il rinnovo dei CCNL e si darà luogo all'applicazione di quanto previsto dal comma 8 con decorrenza dall'entrata in vigore del presente accordo.
3. Nel caso del comma 2, le prerogative previste dal presente contratto vengono assegnate al nuovo soggetto sindacale unitariamente inteso se rappresentativo. I poteri e le competenze contrattuali - riconosciuti ai rappresentanti di tali soggetti in quanto firmatari dei CCNL di comparto o di area dall'art. 5, comma 3 dell'accordo stipulato il 7 agosto 1998 per la costituzione delle RSU - sono altresì, esercitati esclusivamente in nome e per conto del soggetto firmatario e non delle singole sigle sindacali in esso confluite. Pertanto nei contratti collettivi integrativi la sottoscrizione avviene in rappresentanza della nuova organizzazione sindacale.
4. Nel rispetto del comma 2 ed in conseguenza degli effetti dell'art. 44 del d.lgs. 80/1993, qualora nell'ambito del nuovo soggetto si verifichi la fuoriuscita di una delle sigle che vi aveva originariamente dato vita ovvero l'ingresso di una nuova sigla, il mutamento produce effetti soltanto al successivo periodico accertamento della rappresentatività previsto dal comma 5.
5. L'ARAN, salvo che nel periodo transitorio di cui all'art. 44 del d.lgs. 80/1998, procede all'accertamento della rappresentatività delle associazioni sindacali in corrispondenza dell'inizio di ciascuna stagione contrattuale di riferimento nonché all'inizio del secondo biennio economico della stessa. A tale scopo vengono presi in considerazione i dati associativi relativi alle associazioni sindacali risultanti nel repertorio delle confederazioni ed organizzazioni sindacali operanti nel pubblico impiego aggiornato al 31 gennaio dello stesso anno in cui si procede alla rilevazione nonché gli ultimi dati disponibili relativi alle elezionidelle RSU. L'accertamento produce effetti - con le medesime cadenze - sulla ripartizione dei distacchi e permessi.
6. Per i dirigenti sindacali delle autonome aree di contrattazione collettiva della dirigenza in attesa della verifica della loro rappresentatività, collegata alla stipulazione del contratto collettivo quadro per la definizione delle aree dirigenziali, restano in vigore:
a) i contingenti dei distacchi previsti dalla tabella all. 1 nonché la loro ripartizione ed il contingente dei permessi determinato in ciascuna amministrazione con le modalità del D.P.C.M. 770/1994 e relativi D.M. del 5 maggio 1995.
b) i permessi nella misura attualmente in atto goduta per effetto degli artt. 5 dei CCNL quadro transitori del 26 e 27 maggio 1997, fatto salvo quanto previsto in capo alle confederazioni dalla tabella all. 11.
Dopo la stipulazione del citato contratto, con successivo accordo si definiranno le nuove ripartizioni dei distacchi e permessi di cui agli artt. 6 comma 2, 8 comma 2, 11 comma 2 e 20, comma 1, nonché i regolamenti per le elezioni delle RSU relative alle medesime aree.
7. Durante il periodo transitorio previsto dall'art. 44, comma 1 lett. d) del d.lgs. 80/1998, qualora in sede decentrata non vi sia piena coincidenza tra i soggetti riconosciuti come rappresentativi ai sensi delle tabelle all.2 - 9 e quelli già ammessi in base alla citata disposizione alla contrattazione decentrata, questi ultimi concorrono all'utilizzo del contingente dei permessi limitatamente alle attività di contrattazione, eventualmente conguagliando - nel caso di avvenuto ingresso in altre sigle sindacali rappresentative - con i permessi a queste spettanti al fine di evitare duplicazione di benefici.
8. Le confederazioni ed organizzazioni sindacali ammesse alle trattative nazionali con riserva per motivi giurisdizionali, in caso di esito sfavorevole del giudizio, dovranno restituire alle amministrazioni di appartenenza dei dirigenti sindacali il corrispettivo economico dei distacchi e delle ore di permesso fruite e non spettanti. Analogamente si procede nei confronti delle confederazioni ed organizzazioni sindacali in caso di superamento dei contingenti dei distacchi - verificati annualmente a consuntivo dal Dipartimento della Funzione pubblica ai sensi dell'art. 15 - nonché dei permessi loro spettanti .
9. Eventuali casi di contenzioso in qualsiasi momento insorti sull'applicazione del DPCM 770\1994 relativamente alla concessione o revoca dei distacchi od aspettative a causa dell'inosservanza di procedure autorizzative preventive, purché nel rispetto del tetto previsto, sono risolti sulla base dell'art.14 commi 1 e 2.

ART. 20
DISPOSIZIONI TRANSITORIE

1. Nell'attuale periodo transitorio previsto dall'art. 44, comma 1 lett. g) del d.lgs. 1998, n. 80, fermo rimanendo il contingente dei permessi di competenza delle RSU , le associazioni sindacali rappresentative, con il presente contratto, concordano di cumulare i permessi sindacali loro spettanti in base alla ripartizione prevista dall'art. 9, commi 1 e 2 sino ad un massimo di 9 minuti per dipendente in servizio pari a n. 269 distacchi per i comparti e n. 20 per le aree dirigenziali.
2. Il contingente dei permessi cumulati per i comparti pari a n. 269, sommato al contingente dei distacchi già attribuiti ai comparti stessi ai sensi della tab. all. n. 1 (pari a n. 2460), per un totale complessivo di n. 2729 distacchi, è ripartito, in via transattiva, tra tutte le associazioni sindacali rappresentative alla data del presente contratto secondo quanto indicato nelle tabelle allegate dal n. 2 al n. 9. Nella tabella n. 10 sono indicati i distacchi che, nell'ambito del contingente citato, residuano dopo la ripartizione e rimangono assegnati alle confederazioni.
3. Ai permessi cumulati sotto forma di distacchi si applicano tutte le flessibilità previste dall'art. 7. I nominativi dei dirigenti sindacali che usufruiscono dei permessi cumulati devono essere comunicati all'amministrazione di appartenenza ed al Dipartimento della Funzione pubblica per gli adempimenti dell'art. 14.
4. Le tabelle di ripartizione dei distacchi e quelle dei permessi di cui all'art. 11 avranno valore sino all'entrata a regime del nuovo sistema di rappresentatività, di cui all'art. 44 del d.lgs 80/1998, agli effetti del quale le parti concorderanno la nuova ripartizione dei distacchi in base ai dati sulle deleghe e sui voti riportati nelle elezioni per le RSU nel 1998, confermando o modificando i permessi cumulati del comma 2 e la loro entità.
5. La ripartizione dei permessi cumulati sotto forma di distacchi delle aree dirigenziali, pari a n. 20, sarà ripartita al verificarsi delle condizioni di cui all'art. 19, comma 6, unitamente al contingente di n.124 distacchi di cui alla tabella 1.
6. I contingenti dei permessi previsti dagli artt.8, comma 2 e 11 comma 2, nel periodo intercorrente tra l'entrata in vigore del presente contratto e il 31 dicembre 1998 sono utilizzati pro rata.
7. In deroga al comma 4 dell'art.19, eventuali cambiamenti dei soggetti confluiti nelle nuove aggregazioni sindacali riconosciute rappresentative, che intervengano prima della stipulazione del presente contratto comporteranno la modifica, a cura dell'ARAN delle tabelle allegate al presente contratto.

ART. 21
DURATA

1. Il presente contratto è valido per il quadriennio 1998 - 2001. La disdetta può essere richiesta dall'ARAN o da almeno quattro Confederazioni sindacali firmatarie del presente contratto, mediante raccomandata con ricevuta di ritorno inviata almeno sei mesi prima della data di scadenza del quadriennio. In caso di mancata disdetta il presente contratto si intenderà rinnovato tacitamente di anno in anno.
2. Per quanto attiene alla ripartizione dei distacchi e dei permessi il presente contratto rispetterà le cadenze previste dagli artt. 6 e 9.
3. In caso di decisione giudiziale relativa alla ripartizione delle prerogative sindacali previste dal presente contratto nonché all'ammissione di nuovi soggetti, l'ARAN convoca immediatamente le oo.ss. firmatarie per valutare le iniziative conseguenti.



ART. 22
Disapplicazioni

1. Il presente contratto sostituisce , fatto salvo quanto previsto all'art.17 comma 2, i contratti collettivi nazionali quadro transitori stipulati il 26 e 27 maggio 1997. Dalla data di stipulazione è, altresì, disapplicato il D.P.C.M. 25 ottobre 1994, n. 770 nonché i Decreti del Ministro della Funzione pubblica in data 5 maggio 1995, sostituiti dalle tabelle allegate al presente contratto .
2. Gli articoli da 2 a 4 costituiscono linee di indirizzo per i contratti collettivi dei comparti e delle aree relativi al quadriennio 1998 - 2001 che - dopo la specifica disciplina negoziale - provvederanno direttamente a disapplicare le norme vigenti in materia ai sensi dell'art. 72 del d.lgs. 29/1993.


Tabelle: omissis

Ipotesi piano di mobilità orizzontale


Ad integrazione della nota n.822697 del 23/11/2011, si trasmette, ai sensi dell'art.7 c.2 del CCNL 1/4/99, l'ipotesi del piano di mobilità orizzontale