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venerdì 14 ottobre 2011

Per non dimenticare Barletta


da www.unità.it
Una settimana fa, l’Italia seguiva i funerali delle operaie di Barletta. Oggi, per non dimenticare è urgente agire. Mentre il Governo e il Presidente Berlusconi continuano a dimostrare assenza di rispetto delle Istituzioni, delle regole rendendo il Paese sempre più lontano dai comportamenti dei Paesi democratici, noi vogliamo stare con il Paese reale che vuole subito il suo allontanamento e il ritorno alle donne e agli uomini della possibilità di partecipare con il voto, al profondo cambiamento della politica italiana. Un Paese che non ha un Governo che rappresenta e contribuisce ad una forte e diffusa cultura e pratica della legalità, del rispetto delle regole, mina alla radice la possibilità di avere politiche di crescita efficaci, di avere sviluppo e condizioni per uscire dalla crisi che viviamo. Serve etica nell’esercizio delle funzioni pubbliche, serve onestà, servono leggi e comportamenti che costruiscano trasparenza tracciabilità di ogni processo economico, produttivo, monetario. Serve ridare alla politica qualità, autorevolezza per servire al meglio il Paese. Questa scelta contrasterebbe in modo forte anche il lavoro povero, marginale, la diffusione dell’economia sommersa, la criminalità e altre forme di irregolarità del tessuto economico e a volte imprenditoriale, che rappresentano lo scivolamento del Paese verso un’economia che non costruisce il futuro credibile delPaese, non corrisponde a ciò che l’Italia e gli italiani vorrebbero e meritano. La legalità è il presupposto, la precondizione per dare certezze e libertà agli investimenti delle imprese regolari e dignità nel lavoro e nella vita delle lavoratrici e dei lavoratori. È condizione per i territori di convivenza civile e democratica, di solidarietà e coesione delle comunità. La legalità è un diritto della cittadinanza democratica. Ciascun soggetto che ha responsabilità, ciascuno di noi, deve essere consapevole della portata innovativa e di svolta che il contrasto ad ogni forma di illegalità ha per far rinascere il nostro Paese. Questa forte battaglia culturale, politica, etica, economica riguarda tutti e riguarda tutto il Paese. Non dobbiamo guardare a questo fenomeno pensandolo relegato al Sud. Ci sono tante Barletta diffuse in Italia, e in tutti i settori dell’economia. Per questo, anche per noi, anche per il sindacato questo è un terreno da rilanciare con serietà e determinazione, costanza e priorità. Nessuna giustificazione a questo stato di cose utilizzando la crisi pesante e prolungata che stiamo vivendo. La recente scelta della CGIL di fare la campagna nazionale per la legalità significa proprio questo. Dalla crisi si esce con imprese regolari, lavoro regolare, rispetto delle regole per tutti. Tutto ciò nasce dalla convinzione profonda che la legalità rappresenta la condizione imprescindibile per garantire al Paese tenuta democratica, convivenza civile e crescita economica. Questa campagna è una scelta di lavoro, di impegno, di responsabilità. È una chiamata a responsabilità del mondo del lavoro, delle imprese, delle Istituzioni. Ecco, questa scelta è la speranza che diamo a chi piangeva e aveva dolore guardando quelle cinque bare delle ragazze da ogni angolo del nostro Paese.❖
Valeria Fedeli

Resoconto delegazione trattante 13 ottobre 2011


RESOCONTO DELEGAZIONE TRATTANTE del 05\09\2011

De profundis

5/09/2011 – 13/10/2011

Si sono chiuse le danze della delegazione trattante, ne diamo il triste annuncio, sconfortati dal parere dell’Ufficio legale dell’A.C.[che si allega], che prevede il divieto di procedere ad assunzioni di personale, ivi incluso la stabilizzazione, “a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale” ,poiché la spesa del personale del Comune di Palermo, computata secondo quanto stabilito ai sensi dell'art.76, comma 7, del D.L. n.112/2008 è superiore alla percentuale del 40% delle spese correnti.

Ergo, le assunzioni per pubblico concorso pari a 74 unità ( 12 dirigenti tecnici, 44 insegnate scuola materna, 18 educatore asili nido), 6 unità ( assunzioni dirigenti a T.D.) e, la nota più dolente, 197 stabilizzazioni di Lsu residuali ( 51 coll.prof.scolastici, 14 coll. Prof. Amm.vi, 13 coll.prof.serv. turistici, 7 coll. Prof. Messo, 1 escutore macch. Combustione, 79ausiliari serv. Scolastici, 30 operatore serv. Generali, 2 operatore manovale trasportatore) non potranno avvenire nel corso dell’anno 2011, per via dello sforamento dei limiti imposti per le spese correnti.

Una finestra sembrerebbe ( il condizionale è d’obbligo e francamente ci sembra molto irrealizzabile) rimasta aperta, in ordine alla possibilità di conferimento delle supplenze per il personale docente, posto che la Giunta con delibera 143 ( che si allega), ha chiesto al Presidente del Consiglio, al MEF,al Ministro dell’Istruzione e all’ANCI, una deroga al divieto sancito dall’art. 20 c.9 D.Lgs 98/2011, convertito in legge 111/2011.

Sempre sull’argomento, anche l’Avvocatura, ha espresso parere sulla criticità che le disposizioni legislative e i combinati disposti , hanno rispetto a diversi precetti costituzionali, quali la tutela alle persone svantaggiate e all’insegnamento.

Nei fatti l’Avvocatura sembrerebbe avallare la proposta di deroga della Giunta.

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Terminato il giro di consultazioni fra le OO.SS. presenti al tavolo, lo Svo ha illustrato e chiesto contestualmente ai delegati presenti di esprimersi sui compensi di produttività e indennità di rischio degli anni trascorsi, mai retribuiti a tre lavoratori, per mero errore dei loro Dirigenti. Si è convenuto che le somme spettanti vanno retribuite, senza se e senza ma, sottolineando che una sanzione per i Dirigenti non sarebbe cosa sgradita.

Il tavolo ha invece espresso parere negativo sulla proposta del Comando di P.M. e della ragioneria sulla ri-copertura del fondo ex art.24 turnazioni; infatti a fronte di un fondo di €144.000, l’A.C. ha speso €150.000, al tavolo è stato chiesto di impinguare le somme dell’indennità recuperandole da altre poste presenti nel fondo medesimo. Per la serie la copertina è corta come faccio a coprire? L’A.C. ci mettesse di tasca sua impinguando il fondo, che da tempo denunciamo essere deficitario e mai rimpinguato. A scanso di equivoci l’indennità è stata già corrisposta, l’A.C. ha tentato il colpo di mano tentando di recuperare le somme dal fondo.

Terminati gli interventi, prima del commiato, lo SVO ha rinnovato al tavolo di delegazione trattante la volontà dell'A.C. di volerci incontrare entro i primi di novembre per affrontare sin dalla prima seduta sia il ciclo della performance sia la costituzione del fondo.

Fondo che ad oggi non è mai stato quantificato, nemmeno per gli anni pregressi...(ndr)






Saluti Gruppo RSU FPCGIL








giovedì 13 ottobre 2011

Istituzione Commissione Comunale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo



Palermo 12.10.2011 Prot. n. 714723




A tutti i sigg. Dirigenti Coordinatori

LL.SS.


Con delibera n. 146 del 30.09.2011, la Giunta Comunale ha approvato l’istituzione della Commissione in oggetto ed il relativo regolamento di funzionamento, (delibera già pubblicata sul sito informatico del Comune di Palermo). A seguito della delibera di cui sopra occorre urgentemente individuare le professionalità di seguito riportate:
• Esperto in Elettrotecnica ( membro effettivo);
• Esperto in acustica (membro aggregato);
• Esperto impiantistica (membro aggregato).
Per quanto sopra si chiede di volere comunicare tempestivamente entro e non oltre sette giorni, i dipendenti che sono in possesso della qualifica o della professionalità sopra citata al fine di provvedere alla relativa nomina di membro della Commissione Comunale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo.
La presente riveste carattere d’urgenza.


Il Dirigente Coordinatore Il Vice Sindaco
Arch. Vincenzo Polizzi Giuseppe Enea

Parte la campagna RSU2012


Comunicato stampa Fp-Cgil Nazionale

Dopo il lancio della campagna Rsu 2012, tenutosi lo scorso 24 settembre a Borgo San Lorenzo in occasione di Effepiù, la Festa Nazionale dell'Fp-Cgil, partono le campagne regionali in vista delle elezioni nazionali di Marzo.

Domani a Bologna, a partire dalle 16:30 all'Estragon - Parco Nord, la Fp-Cgil Emilia Romagna lancerà la campagna regionale. All'interno dell'Attivo-Festa delle candidate e dei candidati, un'intervista del comico Stefano Chiodaroli a Marina Balestrieri, Segretaria Generale Fp-Cgil Emilia Romagna, Vincenzo Colla, Segretario Generale Cgil Emilia Romagna, Rossana Dettori, Segretaria Generale Fp-Cgil Nazionale e Susanna Camusso, Segretaria Generale Cgil Nazionale.

I prossimi appuntamenti regionali:


Calabria (24 ottobre 2011),
Campania (04 novembre 2011),
Toscana (09 novembre 2011),
Piemonte (11 novembre 2011),
Abruzzo (16 novembre 2011),
Lazio (18 novembre 2011),
Lombardia (21 novembre 2011)

mercoledì 12 ottobre 2011

Inpdap - nuovi regolamenti per i prestiti e per i mutui


Pubblicate sul sito internet dell'Inpdap, i nuovi regolamenti per mutio e prestiti.
L’Inpdap offre finanziamenti a tassi agevolati per i lavoratori, i pensionati e le loro famiglie. Questi sono erogati direttamente dall’Istituto oppure da banche e società finanziarie in convenzione.

Nel primo caso, si tratta di prestiti e mutui che l’Inpdap finanzia con un proprio Fondo credito: la Gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali. Nel secondo, invece, i finanziamenti sono erogati da banche e società finanziarie, sulla base di convenzioni stipulate con l’Istituto.

Il Fondo credito è alimentato dalla contribuzione obbligatoria degli iscritti Inpdap e da quella volontaria di pensionati Inpdap e lavoratori e pensionati pubblici iscritti, ai fini previdenziali, ad altri enti o istituti (decreto ministeriale 45 del 2007) che aderiscono a tale Fondo.
L’iscrizione al Fondo credito permette:

agli iscritti Inpdap e ai lavoratori e pensionati pubblici di altre amministrazioni di accedere a tutte le prestazioni creditizie, dirette e in convenzione;
ai pensionati Inpdap di accedere alle prestazioni creditizie direttamente erogate dall’Istituto (piccolo prestito, prestito pluriennale diretto e mutuo ipotecario).
Con le determinazioni n. 362 e 363 del 23 settembre 2011, in vigore dal 1° ottobre 2011, il Presidente dell’Istituto ha approvato i nuovi regolamenti per l’erogazione dei mutui e dei prestiti agli iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali.Tra le novità previste per i prestiti:

introduzione del piccolo prestito quadriennale
rimodulazione e aumento dei tetti previsti per le diverse causali che danno titolo al prestito, in relazione alla gravità delle situazioni tutelate;
estensione della possibilità di chiedere il prestito per l’acquisto della casa di abitazione deii figli anche se non iscritti Inpdap.
Tra le novità per i mutui ipotecari:

semplificazioni nella tipologia di documenti da presentare a corredo delle domande;
graduatoria solo se la disponibilità quadrimestrale di risorse economiche è inferiore alle richieste.
http://www.inpdap.gov.it
clicca link a sx Credito
links a piè di pagina
Documentazione e Strumenti

incarico Rspp e disponibilità finanziarie per la sicurezza


Palermo, 12/10/10

Al Direttore Generale
del Comune di Palermo
n.q. di datore di lavoro
Ing. G. Lo Cicero

all'Ufficio U.A.S

LL.SS

Oggetto: chiarimenti figura Rspp e informazione su disponibilità finanziarie sicurezza

Gli scriventi RLS, chiedono di essere portati a conoscenza sia sulla figura dell’RSPP di cui all’art. 2 c.1 lett.f – eventuale sostituzione o riconferma del precedente incarico al già dirigente dell’U.A.S. Ing. S. Romano, sia sulle probabili disponibilità finanziarie per l’anno in corso - destinate agli interventi per la sicurezza sul lavoro, che il datore di lavoro nei precedenti anni aveva assegnato ai Sigg. Dirigenti.
Si resta in attesa di pronto riscontro e si porgono distinti saluti

f.to Gli Rls
Marco Leo,
Emanuele Muratore,
Campo Augusto,
Monacò G.Fabio,
Cosentino Gerlando

Calendario attività sindacale


Giovedì 13 ottobre presso palazzo palagonia, chiusura della concertazione per la programmazione triennale
mercoledì 19 ottobre ore 9.00 RLS consegna Dvr Spasimo, Biblioteca Palazzo Marchese, Biblioteca Vicolo Scalilla.
mercoledì 19 ottobre ore 11.00 convocazione presso settore Pubblica Istruzione - modifica calendario asili nido e nido aziendale.
Gli Rsu e gli Rls sono tenuti a rispettare la massima puntualità

«Quei conti non tornano» Anche la Corte bacchetta


da www.ilriformista.com
La Corte dei Conti boccia la legge delega in materia fiscale e assistenziale, uno dei punti salienti della strategia economica del governo. È questo l’esito dell’audizione del presidente del massimo organo della magistratura contabile, Luca Giampaolino, da parte delle Commissioni Finanze e Lavoro di Montecitorio.
Il provvedimento, osserva Giampaolino, presenta il limite di «affidarsi a mezzi di copertura incerti, circoscritti e superati dagli eventi, e soffre di genericità e indeterminatezza». Caratteristiche messe in luce dall’ipotesi di condono, avanzata negli ultimi giorni dal capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, e che il magistrato liquida come «una scelta politica, per le conseguenze sul comportamento dei contribuenti». Il numero uno della Corte dei Conti invita a «tenere in considerazione i risultati delle sanatorie precedenti, e delle possibili implicazioni in sede europea, oltre che nella lotta all’evasione fiscale».
Ma a preoccupare i magistrati di Viale Mazzini sono due elementi ulteriori. Il primo è nell’esigenza di tempi ristretti per l’approvazione del disegno di legge e dei decreti di attuazione, «per evitare l’applicazione della clausola di salvaguardia, consistente nel taglio automatico e lineare delle agevolazioni fiscali». Taglio che dal 2014 rischia di pesare per 800 euro all’anno su ogni famiglia. L’altro è rappresentato dall’efficacia della copertura finanziaria del disegno di legge. «Se dovessero concretizzarsi le perplessità su questo aspetto, rischierebbe di risultare compromesso il percorso di riforma tributaria e la spinta che essa dovrebbe assicurare alla ripresa dell’economia», evidenzia Giampaolino. Per questa ragione «gli esiti della strategia fiscale del governo sono incerti: oggi i suoi obiettivi devono coesistere con spazi più ristretti di manovra e con stringenti regole di bilancio». Le decisioni assunte d’urgenza per fronteggiare le turbolenze economiche hanno infatti comportato «un’ulteriore restrizione degli spazi utilizzabili dal riformatore fiscale». Il risultato è immaginabile: «I nuovi assetti disegnati dalla delega non prefigurano più una generalizzata riduzione del prelievo fiscale, ma un’estesa operazione redistributiva». Esattamente la debolezza che da più parti, soprattutto nella maggioranza, viene imputata alla politica economica e fiscale dell’esecutivo e del capo del Tesoro.
L’analisi del presidente della Corte dei Conti si spinge oltre. Giampaolino si chiede se le incertezze che gravano sulla copertura delle misure in materia fiscale e assistenziale «non rendano indispensabile esplorare fonti di gettito nuove, a partire da basi imponibili personali o reali al posto del lavoro e delle imprese». Puntare sulle rendite e sui patrimoni anziché sulla produzione di ricchezza, dunque. Tuttavia, rileva Giampaolino, esistono ostacoli istituzionali alla riduzione del peso fiscale sull’economia reale. Ne è esempio l’eliminazione dell’Irap, «assai ardua alla luce di quel federalismo fiscale che attribuisce all’autonomia impositiva delle regioni le prerogative sulla tassa più criticata dalle aziende». Peraltro, ricorda il massimo rappresentante della magistratura contabile, non è chiaro se l’eventuale abolizione dell’Irap sarà compensata dall’introduzione di una tassa unica regionale sui servizi pubblici o da ulteriori trasferimenti dallo Stato agli enti locali.
A rendere più nebuloso l’orizzonte della delega fiscale e assistenziale, per la Corte dei Conti, sono le «forti incertezze che dominano la situazione economica e il perdurare di ritmi asfittici di crescita». Il disegno di legge si inserisce, di fatto, «in una situazione che rischia di aggravare gli squilibri di finanza pubblica, a partire dall’impennata del debito pubblico». Per di più, sottolinea Giampaolino, «i risparmi che potrebbero derivare dalla riduzione della spesa rischiano di essere controbilanciati dalle risorse che sarà necessario mettere in campo per assicurare servizi adeguati a un prevedibile aumento del fenomeno della non autosufficienza». La riduzione della spesa sociale, in altre parole, rischia di «produrre effetti non diversi da quelli di un prelievo eccessivo e distorto.
Le valutazioni espresse da Giampaolino incontrano l’approvazione della Cgil che, per bocca del segretario confederale Danilo Barbi, denuncia l’ipotesi di condono come espressione di un «governo diviso, privo di politica economica». Il sindacalista di Corso d’Italia si dichiara d’accordo con l’esigenza di «tassare beni personali e reali e di evitare i tagli lineari alle agevolazioni, che sarebbero recessivi e si concentrerebbero su coloro che già pagano regolarmente le imposte e sui cittadini meno abbienti». Al posto di un condono giudicato «diabolico e stupido», la Cgil indica «una strada più efficace ed equa: un’imposta ordinaria sulle grandi ricchezze analoga a quella francese, un’aliquota progressiva dallo 0,55 all’1,8 per cento sulle attività patrimoniali e finanziarie, al netto dei mutui e altri debiti. Un’imposta che verrebbe pagata solo sulla quota che eccede gli 800mila euro, pari al 5 per cento delle famiglie italiane».
Edoardo Petti

lunedì 10 ottobre 2011

Brunettiade 6° puntata - Il CDM approva il DPR sulla permanente inidoneità psicofisica dei pubblici dipendenti


"...dagli all'untore, dagli all'untore", nella Milano del 600 come ci ricordava Manzoni, durante la peste, si cacciavano tutti coloro che venivano identificati come portatori di peste.
Oggi i nuovi untori sono i dipendenti pubblici; untori perchè dipendenti, untori perchè "pubblici".
Fannullone e malato cronico, con c'è che dire!
L'odio per il lavoro pubblico, da parte del Ministrino della Pubblica Amministrazione, non ha precedenti.
Brunetta...ma vai a cagare!

Su proposta del ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta, di concerto col ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Maurizio Sacconi, il Consiglio dei Ministri ha approvato questa mattina il decreto del Presidente della Repubblica "Regolamento recante disciplina in materia di permanente inidoneità psicofisica dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche dello Stato e degli enti pubblici nazionali ai sensi dell'articolo 55 octies del decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165".
Il regolamento disciplina il procedimento di verifica dell'inidoneità permanente psicofisica al servizio dei dipendenti, anche con qualifica dirigenziale, delle amministrazioni dello Stato. Per il personale in regime di diritto pubblico (militari, diplomatici, magistrati) rimane ferma la disciplina prevista dai rispettivi ordinamenti. Il provvedimento integra, senza sovrapporvisi, la disciplina legislativa vigente prevista per altre e specifiche finalità sulle conseguenze dell'inidoneità psicofisica permanente del dipendente pubblico.

PROCEDURA DI VERIFICA E MISURE CAUTELARI
La procedura di verifica può essere attivata dall'amministrazione sia in caso di assenza del dipendente per malattia protratta (oltre un certo periodo) sia in presenza di comportamenti del dipendente che facciano ragionevolmente presumere una inidoneità permanente o assoluta al servizio. Nel caso di circostanze che sconsiglino la presenza in ufficio del dipendente è prevista la sospensione cautelare dal servizio prima che il dipendente sia sottoposto alla visita di idoneità. In caso di accertata inidoneità permanente relativa, l'amministrazione può adibire il dipendente a mansioni di altro profilo professionale, equivalenti o inferiori. Se si tratta di dirigente può essere conferito un incarico dirigenziale diverso, compatibile con l'esito dell'accertamento medico. Se si accerta la permanente inidoneità assoluta psicofisica, o nel caso in cui il dipendente si rifiutasse ripetutamente di sottoporsi alla visita medica, è prevista la risoluzione del rapporto lavorativo.

TRATTAMENTO GIURIDICO ED ECONOMICO
Per quanto concerne il trattamento giuridico ed economico l'amministrazione pone in atto ogni tentativo di recupero al servizio nelle strutture organizzative di settore, anche in mansioni equivalenti o di altro profilo professionale riferito alla posizione di inquadramento, valutando la giustificazione e l'adeguatezza dell'assegnazione in riferimento all'esito dell'accertamento medico e ai titoli posseduti, ed assicurando eventualmente un percorso di riqualificazione. Resta ferma la disciplina vigente in materia di trattamenti pensionistici per inabilità, comprese la legge 8 agosto 1995, n. 335 e il decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092. Resta salva, infine, la disciplina di maggior favore della legge n. 68 del 1999 per i lavoratori che, non essendo disabili al momento dell'assunzione, abbiano acquisito per infortunio sul lavoro o malattia professionale eventuali disabilità.

giovedì 7 luglio 2011

Foto manifestazione 8 ootobre 2011



Sul blog, all'elenco dei link utili, sono pubblicate in modalità slideshow, le foto della manifestazione di sabato 8 ottobre, dei reporter della Cgil Nazionale.
A breve le foto della FP Palermo

Divieto di procedere ad assunzioni di personale, a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale



In riscontro alla mail di cui all’oggetto, si osserva quanto segue:
L’art.76, comma 7, del D.L. n.112/2008, convertito con legge n.133/2008, pone il divieto di procedere ad assunzioni di personale, a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale, a carico di quegli enti nei quali l'incidenza delle spese di personale e' pari o superiore al 40% delle spese correnti.

L’art.20, comma 9, del D.L. n.98/2011, convertito con legge n.111/2011, ha inserito, dopo il comma 7 dell’art.76 del citato D.L. n.112/2008, la previsione secondo cui “Ai fini del computo della percentuale di cui al periodo precedente si calcolano le spese sostenute anche dalle societa' a partecipazione pubblica locale totale o di controllo che sono titolari di affidamento diretto di servizi pubblici locali senza gara, ovvero che svolgono funzioni volte a soddisfare esigenze di interesse generale aventi carattere non industriale, ne' commerciale, ovvero che svolgono attivita' nei confronti della pubblica amministrazione a supporto di funzioni amministrative di natura pubblicistica. La disposizione di cui al precedente periodo non si applica alle societa' quotate su mercati regolamentari “.

La spesa del personale del Comune di Palermo, computata secondo il suddetto nuovo criterio, è superiore alla percentuale del 40% delle spese correnti, sicché per il Comune di Palermo, ai sensi dell'art.76, comma 7, del D.L. n.112/2008, vige il divieto di procedere ad assunzioni di personale “a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale”.

Il Ragioniere Generale

Dott.Bohuslav Basile



_________________________



Dott.Bohuslav Basile



Comune di Palermo



Ragioneria Generale



Via Roma n. 209



90133 - Palermo