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venerdì 16 settembre 2011

ECOFIN ALLARGATO A USA



E' un Ecofin senza precedenti quello

che si riunisce domani e sabato in Polonia, con la presenza

straordinaria del segretario del Tesoro Tim Geithner a segnalare

la gravita' della situazione: c'e' da evitare una nuova Lehman

Brothers con epicentro ad Atene, e Washington e' sempre piu'

preoccupata. E in agenda figurano tanto la manovra italiana,

quanto l'intesa che potrebbe rafforzare le sanzioni europee

anti-deficit.

L'agenda del meeting straordinario dei ministri delle finanze

europei a Wroclaw (Breslavia) - praticamente un G7 senza Canada

e Giappone - e' fitta: si parte venerdi' mattina con

l'Eurogruppo (ministri delle finanze dell'area euro) che

vagliera' gli aggiustamenti di bilancio di Grecia, Irlanda e

Portogallo e la stagnazione in arrivo per molte economie

dell'euro. Probabile la presentazione ai colleghi europei, da

parte del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, della manovra

italiana. E si fara' il punto anche sul potenziamento del fondo

di salvataggio europeo, chiamato a subentrare alla Bce negli

acquisti di titoli di Stato, che alcuni Paesi starebbero

ritardando; sulla partecipazione delle banche alle perdite sui

titoli greci; e sulle garanzie aggiuntive che alcuni Paesi

nordici chiedono. Sullo sfondo dei due giorni di riunioni, lo

scontro sugli 'eurobond', oggi sonoramente bocciati dalla

cancelliera tedesca Angela Merkel. E poi la rottura ai vertici

della Bce segnata dall'addio di Juergen Stark, il consigliere

esecutivo tedesco che guida il fronte opposto agli acquisti di

bond governativi che ormai coinvolge anche l'Italia. Ma

soprattutto il rischio di un default in Grecia che i mercati

danno per scontato, a dispetto delle rassicurazioni.

Un pranzo di lavoro veloce, e ai ministri dell'area euro si

aggiungeranno quelli del resto dell'Unione e i governatori delle

banche centrali (Draghi dovrebbe essere rappresentato dal vice

Ignazio Visco). La presidenza polacca dell'Ue presentera' il

compromesso, raggiunto oggi con il Parlamento europeo, per

imporre sanzioni piu' efficaci (si parla di depositi in argento

su conti bloccati) per i Paesi che non rispettano i vincoli di

bilancio fissati dai Trattati: se dopo l'Ecofin ci sara' l'ok

anche del consiglio Ue, l'accordo e' fatto e potrebbe persino

facilitare la strada agli eurobond oltre che rappresentare un

passo avanti verso l'unione fiscale che, forse, si delinea in

lontananza per l'Ue.

Piatto forte dell'Ecofin, tuttavia, resta la situazione

economica globale (si parla di rischi di recessione), la fuga

degli investitori dal debito sovrano di buona parte del Sud

Europa, le conseguenze sul settore bancario: c'e' da impedire un

effetto-domino sulle banche che potrebbe partire proprio da

Atene. Non a caso oggi a Breslavia Joaquin Almunia, commissario

Ue agli Affari economici, ha anticipato che slittera' la stretta

europea sulle regole relativi agli aiuti di Stato alle banche:

''non sarebbe prudente'' andare avanti ora viste le circostanze.

Ci sara' Geithner, che secondo indiscrezioni chiedera' di

velocizzare il potenziamento del fondo di salvataggio europeo

(Efsf): lo stallo attuale e' una delle grosse incertezze che

alimentano la volatilita' sui mercati. A Washington c'e'

evidente nervosismo per la situazione europea, che rischia di

peggiorare la gia' fragile congiuntura americana. E poi, sempre

venerdi' pomeriggio, ai ministri tocchera' preparare la

posizione europea per il G20 e i meeting di Fmi e Banca mondiale

a Washington la settimana successiva.




ANSA-FOCUS/ CONFINDUSTRA:GIU'STIME PIL,CON MANOVRA FISCO RECORD

MARCEGAGLIA, ORA GOVERNO AGISCA O REPONSABILITA' GRAVISSIME




Confindustria taglia ancora le stime

di crescita economica nel Paese. E avverte potrebbe andare anche

peggio: sono previsioni caute, che non escludono ''rischi

ulteriori all'ingiu'''. Lo dicono gli economisti di via

dell'Astronomia e lo ribadisce la leader degli industriali, Emma

Marcegaglia, che torna a chiedere ''riforme profonde'' per

stimolare lo sviluppo, subito perche' ''il tempo e' scaduto''. E

avverte: servono ''decisioni chiare'', un ''un grande disegno

organico'', ''altrimenti il governo avra' una responsabilità

pesantissima, responsabilita' gravissime''.

Riforme a partire dal fisco, per ''tagliare le tasse su

lavoratori e imprese anche a costo di alzare le altre'', anche

con una patrimoniale. Poi avanti con ''una riforma compiuta''

delle pensioni, privatizzazioni, liberalizzazioni, tagli della

spesa pubblica improduttiva, infrastrutture: la ricetta che gli

industriali invocano da tempo. E che ribadiscono oggi in un

quadro di emergenza, con la crisi di credibilita' dell'Italia

sui mercati, e ''il mal di lenta crescita'' del Paese che ''va

aggredito con una terapia d'urto''. Messaggio rilanciato con

forza da Confindustria, presentando il rapporto di settembre del

centro studi, mentre nelle stesse ore con il ministro Giulio

Tremonti era in corso una riunione informale sulle misure da

mettere in campo per stimolare la crescita.

In questo quadro, anche per una manovra economica ''fatta

soprattutto di tasse'', la pressione fiscale vola al ''massimo

storico'', oltre il record del 43,7% toccato nel 1997 per

l'ingresso nell'euro: salira' al 44,1% nel 2012, calcola il

centro studi di Confindustria. Mentre con la crisi arretra il

benessere degli italiani, misurato dal Pil procapite che ''sara'

l'anno prossimo del 6,9% inferiore a quanto era nel 2007 ed ai

livelli del 1999. Rispetto alla media europea passa dal 107% nel

1996 al 93% nel 2012''.

Il Pil si fermera' al +0,7% nel 2011 e solo al +0,2% nel 2012

(contro il +0,9% e il +1,1% indicati a giugno, incorporando

l'effetto positivo che avrebbero avuto le riforme). Il

capo-economista di via dell'Astronomia, Luca Paolazzi,

sintetizza cosi' le prospettive: ''L'estate e' tiepida, ci

aspettiamo un autunno freddo'': ancora non si intravede l'uscita

dalla crisi. Il quadro e' di ombre: ''domanda interna debole,

consumi indietro, investimenti frenati, produzione in stallo,

rallenta l'export, occupazione ancora frenata''. Marcegaglia

auspica ''un patto sociale'' tra imprese e sindacati. Ricorda le

critiche di ieri e di oggi: ''Spesso siamo stati insultati, ci

hanno detto che eravamo dei corvi ma adesso i fatti ci danno

ragione. Da anni diciamo che il problema dell'Italia e' la

crescita''. E chiarisce: sono ''la voce degli imprenditori'', io

''non voglio assolutamente scendere in politica''.(ANSA).




MANOVRA:FITTO,PROSSIMA SETTIMANA TAVOLO GOVERNO SU TRASPORTI




La prossima settimana il governo

avviera' un primo incontro sul Trasporto pubblico locale che si

svolgera' nell'ambito di un tavolo istituzionale di confronto

tra l'esecutivo e regioni, comuni e province: lo ha annunciato

il ministro per i Rapporti con le regioni, Raffaele Fitto, nel

corso di una conferenza stampa a conclusione di un incontro con

Regioni e Autonomie locali.

Il tavolo sul Trasporto pubblico locale, ha spiegato Fitto,

si svolgera' nell'ambito del lavoro piu' complessivo che sara'

chiamata a svolgere una commissione paritetica

governo-regioni-comuni-province, proposta da questi ultimi e

accettata dall'esecutivo, dovra' affrontare nel merito le

tematiche legati ai costi della politica e al patto di

stabilita'. ''La consegna da parte delle regioni dei contratti

sul Trasporto pubblico locale - ha riferito Fitto - viene

interpreta dal governo come una sollecitazione ad avviare un

confronto piu' complesso. Il governo - ha sottolineato - vuole

il dialogo e auspica il confronto e non uno scontro, come e'

accaduto oggi''.







MANOVRA: SINDACATI A REGIONI, ORA INIZIATIVA COMUNE SU TPL




''La Conferenza delle Regioni si

faccia promotrice di una nuova fase di iniziativa che, riunisca

intorno ad un tavolo tutti i livelli istituzionali competenti e

le rappresentanze datoriali e sindacali, ai rispettivi livelli

confederali e di categoria''. Lo chiedono Filt Cgil, Fit Cisl e

Uiltrasporti, all'indomani della definitiva approvazione della

manovra economica nel giorno delle iniziative delle Regioni,

insieme a Province e Comuni, contro i tagli della manovra al

trasporto locale.

Secondo i sindacati ''vanno delineate soluzioni relative al

riassetto finanziario ed industriale del sistema delle imprese

del settore, attraverso un profondo e rapido processo di

integrazione dei servizi ed aggregazione delle aziende, anche

sovra regionali, finalizzato a costruire soggetti d'impresa

dimensionati a livelli europei; ai livelli di risorse

finanziarie e sulla certezza dei relativi flussi necessari alla

stabilizzazione e alla prospettiva del settore; alla regolazione

delle procedure di affidamento del servizio e dei processi di

riorganizzazione dell'offerta; al rinnovo del CCNL e alla

definizione di clausole di protezione sociale e dell'occupazione

indispensabili ed ormai indifferibili per tutelare, dotandolo di

uno strumento per le politiche attive del lavoro, il settore che

- denunciano infine Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti - sta

registrando gravi situazioni di crisi sull'intero territorio

nazionale, mettendo in discussione il diritto alla mobilita' di

intere comunita'''.

Il satrapo


da www.lastampa.it
MARIO CALABRESI

Ci sono giorni in cui il destino ti mette sotto gli occhi tutto quello che non vorresti vedere, da cui scappi, e lo fa con una chiarezza che non lascia scampo.

Ieri è stato uno di quei giorni per Silvio Berlusconi e per l’Italia. Una micidiale coincidenza ha messo in fila i nuovi guai giudiziari del nostro premier, la drammatica situazione economica con il crollo della nostra credibilità internazionale e l’assenza del nostro Paese dalla politica internazionale che conta. Partiamo da quest’ultima. Ieri a Tripoli il Presidente francese e il premier inglese sono stati ricevuti da una folla festante, accolti come liberatori, per Sarkozy perfino i fiori. Nessun italiano nelle immagini trasmesse dalle televisioni di tutto il mondo. Eppure alla guerra in sostegno dei ribelli contro Gheddafi abbiamo partecipato anche noi, ma ci siamo accodati malvolentieri e oggi abbiamo altro a cui pensare. Mentre francesi e inglesi costruiscono il loro futuro sulla sponda del Mediterraneo di fronte a casa nostra - compito che si è dato anche il premier turco Erdogan, pure lui in visita in Libia, dopo essere stato in Egitto.

Il nostro presidente del Consiglio invece ha passato la giornata in silenzio, chiuso con i suoi avvocati a studiare le carte e le grane giudiziarie che arrivano da Bari, Milano e Napoli.

Ieri la Banca d’Italia ha certificato la fuga degli investitori stranieri dai titoli di Stato italiani: nel solo mese di luglio ci sono state vendite dall’estero di titoli di debito italiani per 21 miliardi di euro. Gli stranieri vendono e a comprare, per non far saltare il Paese, sono le banche italiane e la Banca d’Italia. Ma a liberarsi del nostro debito - come spiega in queste pagine il professor Franco Bruni - non sono speculatori ma fondi pensione europei e americani, seri e rispettabili, che lasciano i titoli italiani perché non danno loro più fiducia. Non siamo credibili, ripetono ormai con micidiale costanza analisti e giornali di tutto il mondo. Difficile dare loro torto, se in contemporanea le agenzie italiane diffondevano l’elenco dettagliato delle ragazze «indotte all’attività di prostituzione in favore di Silvio Berlusconi», premurandosi di specificare anche le ville o i palazzi dove ognuna delle donne ha partecipato alle «serate galanti». A Milano nel frattempo si chiedeva di processare il premier per aver avuto un ruolo nella divulgazione dell’intercettazione della famosa telefonata tra Piero Fassino e l’assicuratore Giovanni Consorte in cui si parlava dell’acquisto da parte di Unipol della Bnl. A Napoli intanto i pubblici ministeri attendono di sapere se Berlusconi si farà interrogare nel procedimento che riguarda i ricatti da lui subiti dalla coppia Tarantini-Lavitola, a cui ha pagato diverse centinaia di migliaia di euro nell’ultimo anno.

Siamo immersi in una nuova bufera giudiziaria, il premier può accusare i magistrati di accanimento ma questa volta non può più giustificarsi sostenendo che si tratta di vecchie vicende, dei tempi in cui faceva l’imprenditore, perché tutte le indagini aperte riguardano gli ultimi due anni e sono figlie della sua vita spericolata.

Per molto tempo ci siamo permessi il lusso di essere guidati da un uomo che doveva dedicare molto tempo per difendersi nei processi o più spesso dai processi, siamo mancati come Paese sulla scena internazionale perché le priorità del premier erano altre, ora però il gioco è diventato troppo pericoloso e devastante per tutti. Avere un presidente del Consiglio che deve passare ore con i suoi avvocati per mettere in piedi strategie difensive è indubbiamente un danno per una nazione, quel tempo è inevitabilmente sottratto alle attività istituzionali, siano queste la politica estera o le finanze pubbliche. In passato però non c’era modo per quantificare con sicurezza quanto questo costasse alla collettività e ai cittadini italiani. Oggi purtroppo tutto ciò è immediatamente percepibile: sono il crollo drammatico dei valori delle azioni, l’innalzarsi degli interessi che dobbiamo pagare per riuscire a piazzare i nostri titoli di Stato e il conseguente aumento di tasse varie a cui siamo sottoposti in conseguenza. Non sto dicendo che la profonda crisi economica sia conseguenza diretta dei processi berlusconiani, anche se oggi la credibilità e la serietà sono le merci più apprezzate sui mercati, ma che in un momento così delicato abbiamo bisogno di una guida che pensi soltanto a come salvare il Paese, che metta l’interesse nazionale molto sopra al proprio. Che non pensi a come bloccare le intercettazioni ma a come partecipare alla ricostruzione della Libia e che sia pronto per il verdetto delle agenzie internazionali di rating che potrebbe esserci recapitato questa sera.

Sono passato alla Camera dei Deputati l’altro ieri pomeriggio, non ci andavo da parecchio tempo, e sono rimasto colpito dalla sensazione di lontananza dal Paese reale che si respira. Mentre fuori scoppiavano due bombe carta e gli elicotteri della polizia volteggiavano su Montecitorio, dentro il Palazzo non si avvertiva quell’urgenza e quell’emergenza che oggi ogni cittadino sente sulla sua pelle. Ho visto grandi conciliaboli per discutere come salvare dall’arresto Marco Milanese, l’ex braccio destro di Tremonti, ho visto il responsabile Scilipoti proporre allegramente nuovi condoni e un gruppo di ministri valutare l’opportunità di un decreto di urgenza per bloccare la pubblicazione sui giornali delle intercettazioni.

Alcuni pensano che non si possa andare avanti così, ma nessuno lo dice ad alta voce e la convinzione comune è che si continuerà navigare a vista, giorno dopo giorno. «Li vede - mi ha detto un ministro indicando la folla dei deputati che usciva dall’Aula - nessuno di loro vuole andare a casa, perché la gran parte dei parlamentari è convinta che non verrà mai più rieletta e allora resistono e garantiscono la maggioranza». Una maggioranza esiste, un governo anche, ma l’Italia sta affondando e diventa sempre più piccola. Ogni giorno ci sembra d’aver toccato il fondo ma con angoscia scopriamo che si può scendere ancora. Il Paese ha bisogno di essere governato, di avere una direzione e un po’ di speranza. Gli italiani non meritano di vivere in quest’angoscia.

giovedì 15 settembre 2011

Circolare esplicativa sulla "Disciplina di autoregolamentazione antimafia"


Con la circolare 643604 del 15/09/2011, diviene esèplicativa la norma interna adottata con deliberazione di G.C. n.214/2010 e 97 del 14/07/2011, al fine di reprimere le infiltrazioni criminali e mafiose all'interno dell'A.C.
I dipendenti, entro il 31/12/2011, dovranno compilare un questionario sui rapporti di collaborazione, sulle adesioni alle associazioni, sulle att. prof.li delle persone convivente con il dipendente.






Anci - sciopero Con i tagli si spingono i servizi verso la privatizzazione 18 miliardi di tagli fino al 2014


Nota di D. Giordano
"la FPCgil partecipa allo scioero dell'ANCI"

Lo sciopero dei sindaci indetto dall'Anci è una giusta azione di protesta contro una manovra che mette a rischio la tenuta dei servizi essenziali per i cittadini. Per questo la Fp-Cgil parteciperà alle iniziative che si svolgeranno sui territori, dalle manifestazioni ai consigli comunali aperti ai cittadini. I sindaci fanno bene a spiegare le ragioni della loro protesta alle proprie comunità e noi crediamo di dover fare la nostra parte nel far comprendere quanto duro sia il prezzo pagato dai lavoratori che forniscono servizi pubblici". Con queste parole Daniele Giordano, Segretario Nazionale dell'Fp-Cgil, interviene in merito allo sciopero dei sindaci che si terrà domani.

"L'attacco al lavoro e quello ai servizi sono due facce della stessa medaglia, del tentativo di ridurre lo spazio pubblico a favore degli investimenti privati, senza garanzie sulla qualità, la quantità e il costo dei servizi offerti ai cittadini. Un rischio concreto - continua Giordano - che trova conferme nelle pressioni di poteri economici che non rispondono a logiche democratiche, gli stessi poteri che dopo aver creato la crisi puntano oggi ad approfittarne per far man bassa del bene pubblico, dagli immobili fino ai servizi offerti dalle autonomie locali.

Una strada rifiutata dagli italiani nella scorsa tornata referendaria e oggi colpevolmente perseguita dal Governo". "Dal centrodestra del federalismo ad ogni costo - aggiunge il Segretario Nazionale - tutto ci saremmo aspettati tranne lo smantellamento degli enti locali. La sorpresa più grande è l'incapacità degli amministratori della Lega Nord di assumere posizioni autonome in difesa delle proprie comunità".

"A rischio, con 18 miliardi di tagli da qui al 2014, è la funzione stessa dei Comuni. Domani - conclude il sindacalista - sosterremo lo sciopero dell'Anci e continueremo il lavoro di informazione e mobilitazione contro la manovra che, iniziato con lo sciopero generale, proseguirà fino alla grande mobilitazione in difesa dei servizi pubblici di ottobre".


Roma, 14 settembre 2011

mercoledì 14 settembre 2011

Padre Pino Puglisi - PPP


LA MAFIA E' UNA MONTAGNA DI MERDA
Me l'aspettavo". Furono le ultime parole pronunciate dal parrocco di Brancaccio davanti alla pistola impugnata da Giuseppe Grigoli.

Era la sera del 15 settembre 1993. Fu ucciso nel giorno in cui compiva 56 anni

Fiom: Napolitano non firmi l’art. 8. Quirinale sorpreso



Proprio nelle ore in cui la manovra economica stava compiendo l’ultima parte di un percorso accidentato che si concluderà quest’oggi alla Camera con il voto di fiducia, mentre l’Italia aveva puntati addosso gli occhi attenti dei mercati e dell’Europa in una mattinata piena più di preoccupanti ombre che di auspicate luci, è arrivata al Quirinale, firmata dal segretario generale della Fiom la sollecitazione «al garante della nostra Carta Costituzionale» a non firmare «una legge in contrasto con i principi costituzionali» specialmente nella parte, l’articolo 8, che è «un attentato ai diritti dei lavoratori e delle lavoratrici perché consente ai contratti aziendali o territoriali di derogare ai quelli nazionali e alle leggi». La risposta del Quirinale non si è fatta attendere. «Sorprende che da parte di una figura di rilievo del movimento sindacale si rivolgano al presidente della Repubblica richieste che denotano una evidente scarsa consapevolezza dei poteri e delle responsabilità del Capo dello Stato ». Le sue perplessità e le sue preoccupazioni sulle norme in discussione a cominciare dall’articolo 8, Napolitano le aveva nei giorni scorsi lasciate intendere. Però ora è indispensabile centrare un obbiettivo che rientra nell’interesse di tutti. E quindi la richiesta arrivata al Colle non poteva che «sorprendere».
FARE PRESTO La crisi è tale da imporre una rapida approvazione della manovra. Tanto più che,nonostante i sacrifici, sul futuro si addensano già altre nubi. Una volta rassicurati i mercati e le istituzioni europee è evidente che poi bisognerà passare ad una fase che porti alla indispensabile crescita «tema stringente e drammatico» sollecitato più volte in questi giorni da Napolitano. Per quanto riguarda la legge che oggi arriva al voto con la fiducia numero cinquanta gli elementi di incostituzionalità dovranno essere vagliati dalla Corte Costituzionale, così come previsto. Per la Cgil ha parlato il segretario confederale, Fulvio Fammoni. «Non abbiamo alcuna intenzione di tirare per la giacchetta il presidente della Repubblica, non lo abbiamo mai fatto e non lo faremo. Abbiamo sempre avuto rispetto del Capo dello Stato e lo avremo anche questa volta, rispettiamo la sua decisione, qualunque sia. Abbiamo fiducia». «Massimo rispetto per l’azione e l’equilibrio dimostrato in questi difficili anni dal presidente della Repubblica» è stato poi ribadito dallo stesso Landini che, denunciando «l’attacco alla Costituzione materiale del Paese» ha chiarito di essersi «permesso» di avanzare la sua richiesta «tenuto conto che in occasioni recenti, sulla scorta di una valutazione di dubbia costituzionalità, Napolitano abbia rinviato alle Camere provvedimenti legislativi o abbia sollecitato modifiche che eliminassero tali profili». Sulla manovra «dannosa e inaccettabile » l’Idv ha presentato alla Camera una pregiudiziale di costituzionalità che è stata bocciata anche dall’opposizione.

La legge Brunetta va alla Consulta



"Così la malattia diventa un lusso" la legge Brunetta va alla Consulta


Per il tribunale del lavoro di Livorno è incostituzionale decurtare la busta paga dei dipendenti pubblici nei primi dieci giorni di malattia, come stabilisce la legge Brunetta. E il giudice Jacqueline Monica Magi ha chiesto alla Corte Costituzionale di pronunciarsi. «Di fatto - scrive il magistrato nell´ordinanza che rimette alla Consulta la valutazione dell´articolo 71 della legge 133 del 2008 - la malattia diventa un "lusso" che il lavoratore non potrà più permettersi e ciò appare in contrasto con l´articolo 36 della Costituzione che prevede che sia garantita una retribuzione proporzionata ed in ogni caso sufficiente a garantire un´esistenza libera e dignitosa».
Il giudice ha accolto l´eccezione sollevata dai legali di cinquanta lavoratori della scuola della provincia di Livorno, che lamentano tagli ai compensi mensili dopo periodi di malattia. L´articolo 71 della legge 133/2008 prevede che «per i periodi di assenza per malattia, di qualunque durata, ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni, nei primi 10 giorni di assenza è corrisposto il trattamento economico fondamentale con esclusione di ogni indennità o emolumento, comunque denominati, aventi carattere fisso e continuativo, nonché di ogni altro trattamento accessorio». E per il giudice di Livorno la norma è in contrasto con gli articoli 3, 32, 36 e 38 della Costituzione.
(ma.bo.)

Inpdap - borse di studio post Laurea


Direzione Regionale Sicilia

Comunicazione e Coordinamento URP - Welfare



Inpdap borse per la formazione in Sicilia: informazioni e scadenze



Borse studio INPDAP per la formazione:Per l’anno accademico 2011-2012, in particolare, la Direzione Regionale Sicilia offre ai giovani laureati figli di iscritti o pensionati l’opportunità di partecipare a 7 master e 1 corso di alta formazione, da svolgersi presso gli atenei della regione, e 3 dottorati di ricerca presso gli atenei di Catania e Palermo. I 3 bandi Inpdap hanno numerose scadenze,

· aperte le iscrizioni al Master Inpdap Certificated in “Health Management e Politiche Pubbliche” del CERISDI a Palermo

Fino al 12 settembre è possibile iscriversi al Master Euromediterraneo di II livello in “Health Management e Politiche Pubbliche” organizzato dal Cerisdi in collaborazione con l’Università di Enna “Kore” con l’obiettivo di formare personale altamente qualificato per la gestione delle strutture sanitarie interne e internazionali e delle istituzioni impegnate nel campo della salute.

Per la frequenza al master, che si terrà a Palermo, l’Inpdap mette 8 borse di studio a copertura integrale del costo del master per i dipendenti pubblici iscritti e i figli o gli orfani dei propri iscritti e pensionati.

Per partecipare all’assegnazione delle borse Inpdap occorre iscriversi al master (il form è disponibile sul sito del Cerisdi alla voce XII Master Universitario di II Livello Euromediterraneo) e poi inviare domanda alla Direzione Regionale Inpdap Sicilia (indirizzi sul sito INPDAP) allegando la documentazione richiesta e una copia del form di iscrizione presentato al Cerisdi. Il bando borse master Inpdap e l’apposito modello domandawww.inpdap.gov.it



· pubblicato il bando di concorso per Dottorati di ricerca dell’Università di Palermo. Fino al 25 settembre è possibile presentare domanda per concorrere alle 2 borse di studio messe a concorso dall’Inpdap per il finanziamento dei 2 dottorati di ricerca in “Modelli per la programmazione e il controllo a supporto delle strategie e politiche nella P.A.” messi a concorso nel bando di ateneo (ma non coperti da borsa da parte dell’Università).

Per partecipare al concorso come borsisti Inpdap occorre presentare domanda all’Università di Palermo come da indicazioni sul bando disponibile sul sito dell’Ateneo e, sempre nei termini previsti, inviarne una copia alla Direzione Regionale Inpdap Sicilia (indirizzi sul sito INPDAP), da allegare all’apposito modello di domanda Inpdap debitamente compilato.

Il bando borse dr. Inpdap e l’apposito modello domanda sonowww.inpdap.gov.it



· Per i dipendenti pubblici l’Inpdap finanzia, inoltre, anche 2 corsi universitari di aggiornamento professionale. La domanda va presentata entro il 30 ottobre completa di nulla osta dell’amministrazione di appartenenza che va necessariamente allegato al modulo di domanda.





N.B. Alcune precisazioni:

1. Molti bandi Master o delle altre iniziative formative accreditate non sono ad oggi pubblicati sui siti dei rispettivi atenei. Ciò dipende dal fatto che l’inizio dei corsi, in tali casi, non è imminente. Le iniziative convenzionate, infatti, riguardano l’intero a.a. 2011-2012 e possono, pertanto, svolgersi nel primo o nel secondo semestre. Una volta individuate le iniziative d’interesse si consiglia pertanto di verificare costantemente l’apertura delle iscrizioni contattando l’Università o consultandone il sito.

2. Per quanto riguarda li master Cerisdi o il bando dottorati di Palermo i riferimenti specifici alle borse Inpdap non sono ancora visibili sui rispettivi siti poiché è in corso di perfezionamento la convenzione con l’Inpdap. è però possibile, comunque, presentare domanda di accesso alle borse in quanto le proposte formative sono già accreditate come specificato nell’elenco allegato ai bandi Inpdap



Per informazioni sulle opportunità formative universitarie finanziate dall’Inpdap contattare lo 0917290611-613-614 o lo 0957475410.

martedì 13 settembre 2011

CCDI 2006/2009 - percorso gesepa


Viene richiesto al Blog, la pubblicazione dell'intero contratto CCDI 2006/2009: Siamo impossibilitati a pubblicarlo in formato jpeg a causa delle dimensioni; suggeriamo quindi di scaricare il formato pdf con il seguente percorso su INTRACOM:
click a sn Informativa, click Filtro (in alto), scegli con il menu a tendina sul filtro Settore la voce Uff. Staff Direttore Generale, scegli con il menu a tendina sul filtro Tipo la voce contratti, clik Ricerca, scegli CCDI 2006/2009

CGIL: 13 e 14 settembre di nuovo in piazza contro la manovra


La CGIL organizza due giornate di presidio in concomitanza del voto di fiducia alla Camera sulla manovra finanziaria del Governo, previsto per mercoledì.

La protesta inizierà domani, martedì 13 settembre, alle ore 10 in Piazza del Pantheon a Roma. Il sit-in andrà avanti fino alle ore 21,30 e proseguirà nella giornata di mercoledì 14 settembre. Oltre alle delegazioni della CGIL di Roma in piazza arriveranno iscritti, delegati e militanti CGIL da tutta l'Italia. Prevista la partecipazione del Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso. In una fase così delicata per l'intero Paese, la CGIL, invita quindi tutti e tutte a partecipare alla mobilitazione.

Saranno due lunghe giornate di protesta, con le quali, la CGIL darà continuità allo Sciopero Generale del 6 settembre e ai presidi della scorsa settimana davanti alle Prefetture di tutta Italia. Una mobilitazione che come, annunciato dal Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso nel corso del Comitato direttivo e ribadito ieri (11 settembre) nella serata conclusiva della Festa della CGIL Roma e Lazio, proseguirà nei prossimi mesi con tre importanti appuntamenti: il 15 ottobre manifestazione nazionale dei lavoratori pubblici e quelli della conoscenza (scuola, università e ricerca), promossa dalle categorie della FLC e della FP, a Roma; tra la fine di ottobre e gli inizi di novembre manifestazione nazionale dello SPI CGIL. A seguire, come “punto di arrivo di una mobilitazione forte, continua e visibile della CGIL una grande manifestazione per il Lavoro”.

Sciopero UIL - noi non denigriamo l'operato altrui - nota di R. Dettori



Sciopero Uil: giusta mobilitazione, noi non la critichiamo, loro non critichino la nostra - Comunicato stampa di Rossana Dettori, Segretaria Generale dell'Fp-Cgil Nazionale

"Le ultime dichiarazioni del mio collega della Uil-Fpl, Giovanni Torluccio, sono davvero di difficile lettura: prima annuncia lo sciopero del Pubblico Impiego contro la manovra, salvo poi criticare il nostro, di sciopero, definendolo inutile perché a suo dire non avrebbe prodotto niente per le "tasche dei cittadini". Mi stupisce e mi amareggia questo clima di denigrazione che si è creato attorno al grande sciopero che abbiamo messo in campo martedì, soprattutto se alimentato da chi, come Torluccio, uno sciopero lo sta minacciano da settimane" queste le parole della Segretaria Generale della Fp-Cgil Nazionale, Rossana Dettori, in merito alle dichiarazioni di Giovanni Torluccio, Segretario Generale della Uil-Fpl.

"La Uil-Fpl, dopo aver dato giudizi molto severi e condivisibili sulla manovra, proprio mentre minaccia lo sciopero, attacca la nostra azione di rivendicazione e ci fa le pulci dando dati persino inferiori a quelli, parziali e pressappochisti, forniti dall'accidioso Ministro Brunetta. Sarebbe stato più utile fare lo sciopero insieme, ma capisco le difficoltà dovute alla secca chiusura degli spazi unitari da parte delle altre confederazioni.

A Torluccio e agli amici della Uil-Fpl va comunque il mio in bocca al lupo per la mobilitazione che li aspetta.

Per cambiare questa manovra orrenda serve l'impegno di tutti, e noi continueremo la mobilitazione nelle forme e nei modi che ci sono da sempre congeniali. Di certo, a differenza di altri, noi non criticheremo il legittimo diritto di sciopero di lavoratrici e lavoratori, della Uil come della Cisl, e non forniremo dati. Il nostro stile e il rispetto per i lavoratori che scioperano - conclude Dettori - ce lo impongono".

Ore assemblea personale p-time - nota del Sett. R.U.



..." al personale con rapporto a tempo parziale si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di legge e contrattuali dettate per il rapporto a tempo pieno, tenedo conto della ridotta durata della prestazione e della peculiarità del suo svolgimento"
..." l'Anci...ha chiarito che anche il diritto ad usufruire dei permessi sindacali ed assemblee retribuite si riducono in proporzione al p-time, nei termini sopra descritti riproporzionadosi."

Francamente il parere dell'ANCI, ci lascia perplessi, posto che al capo III - diritti e prerogative sindacali art 56 ccnl 14/09/2000 comma 1 così recita: i dipendenti degli enti hanno diritto di partecipare, durante l'oarario di lavoro, ad assemblee sindacali in idonei locali concordati con l'amministrazione, per 12 ore annue pro capite senza decurtazione della retribuzione
Chiederemo incontro all'Amministrazione


lunedì 12 settembre 2011



Palermo, lì 09 settembre 2011
Al Presidente del Consiglio Comunale
Ai Capigruppo Consiliari
del Comune di PALERMO
LORO SEDE
E p.c. Al Comandante la Polizia Municipale di
PALERMO
OGGETTO: Piano di miglioramento ex Art. 13 L.R. 17/90.-
Con L.R. 17/90, art. 13, la regione Sicilia “…è autorizzata a concedere un
contributo,determinato sulla base del corrispondente onere finanziario, ai comuni che abbiano
deliberato ai sensi del comma 1 un piano di miglioramento dell' efficienza dei servizi ed abbiano
contestualmente previsto l' erogazione,a favore degli addetti di polizia municipale che partecipino alla
realizzazione del piano e svolgano le funzioni di cui all' articolo 5 della legge 7 marzo 1986,n. 65, di
un' indennità pari alla parte eccedente gli importi previsti dal decreto del Presidente della Repubblica
13 maggio 1987, n. 268, e successive modificazioni ed integrazioni, relativi all' indennità di cui all'
articolo 10 della citata legge n. 65 del 1986.”
Con propria circolare n. 4245 del 12/6/2003, l’Assessore Regionale delle Autonomie Locali,
ha disposto che il piano di cui all’art. 13 sopra richiamato ha validità triennale e, con tale cadenza
temporale, deve essere rielaborato.
L’adozione del piano, e la sua rielaborazione, è di competenza del Consiglio Comunale,
secondo quanto disposto dal medesimo Assessorato EE.LL. con circolare 6 aprile 1999, n. 5, che
così recita: “…la deliberazione di approvazione del piano di miglioramento dei servizi di P.M. deve
essere approvata dal consiglio comunale e non dalla giunta municipale, in quanto detto atto si
inserisce nell'ambito concettuale dell'attività di indirizzo e di controllo, ciò in conformità al parere
espresso dall'Ufficio legislativo e legale della Presidenza della Regione Siciliana (prot. n.
4708/335.98.11 del 5 marzo 1999) appositamente consultato da questo Assessorato.”
Il “nuovo” piano di miglioramento del personale della Polizia Municipale del Comune di
Palermo è stato depositato per l’approvazione di codesto Consiglio Comunale, dalle notizie in nostro
possesso, nell’aprile 2010. Tale piano è relativo al triennio 2010/2012.
Risulta alla scrivente O.S. che la Regione Siciliana, essendo abbondantemente scaduti i
termini per la richiesta di finanziamento, ha già fatto sapere che nel caso in cui in tempi brevissimi
non venga prodotto il piano, regolarmente approvato dal Consiglio Comunale, la Polizia Municipale
del comune di Palermo verrà esclusa dalla ripartizione delle somme.
Ciò produrrebbe un danno economico, mediamente quantificabile in circa €2.000,00 per
ciascun lavoratore della Polizia Municipale di Palermo.
Si invitano, pertanto, le SS.LL. a voler procedere, nella prossima seduta del Consiglio
Comunale, al prelievo della deliberazione di approvazione del predetto piano 2010/2012, già iscritta
all’OdG, procedendo alla sua approvazione, al fine di scongiurare il danno economico per il
personale della Polizia Municipale del Comune di Palermo conseguente al mancato finanziamento
da parte della Regione Siciliana.
Certi della Vostra sensibilità, si porgono cordiali saluti.
Il Capogruppo RSU Il Segretario Provinciale Il Segretario Aziendale
Marco Leo Giovanni Cammuca Paola Caselli

Trasferimenti Uffici - nota del Sett. Risorse Immobiliari - Servizio Fitti Passivi


Il piano di riallocazione prevede il trasferimento di ben 25 Uffici\Servizi; è incluso il trasferimento anche della RSU da via Montalbo a Via Fileti 19.
Il risparmio previsto sarà di € 1milione600.
I trasferimenti dovranno avvenire entro il 31/12/2011.



(tasto sn per ingrandire)