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venerdì 9 settembre 2011

11 settembre - data tragica e luttuosa



11 settembre 1973, dittatura di Pinochet in Cile, 11 settembre 2001 attentati alla Twin Tower. Data dalle ricorrenze tragiche.
da www.wikipedia.it
Gli attentati dell'11 settembre 2001 sono stati quattro attacchi suicidi da parte di terroristi di al-Qāʿida contro obiettivi civili e militari nel territorio degli Stati Uniti d'America.

La mattina dell'11 settembre 2001, 19 affiliati all'organizzazione terroristica di matrice islamica al-Qāʿida dirottarono quattro voli civili commerciali.[1][2] I dirottatori fecero intenzionalmente schiantare due degli aerei sulle torri 1 e 2 del World Trade Center di New York, causando poco dopo il collasso di entrambi i grattacieli e conseguenti gravi danni agli edifici vicini. Il terzo aereo di linea fu fatto schiantare dai dirottatori contro il Pentagono. Il quarto aereo, diretto contro il Campidoglio o la Casa Bianca a Washington,[3] si schiantò in un campo vicino Shanksville, nella Contea di Somerset (Pennsylvania), dopo che i passeggeri e i membri dell'equipaggio ebbero tentato di riprendere il controllo del velivolo.

Gli attacchi terroristici dell'11 settembre causarono poco meno di 3.000 vittime[4]. Nell'attacco alle torri gemelle morirono 2.752 persone, tra queste 343 vigili del fuoco e 60 poliziotti [5]. La maggior parte delle vittime erano civili di 70 diverse nazionalità.[6]

Gli attacchi ebbero grandi conseguenze a livello mondiale: gli Stati Uniti d'America risposero dichiarando la "Guerra al terrorismo" e lanciando una invasione nell'Afghanistan controllato dai Talebani, accusati di aver volontariamente ospitato i terroristi. Il parlamento statunitense fece passare lo USA PATRIOT Act mentre altre nazioni rafforzarono la loro legislazione anti-terroristica, incrementando i poteri di polizia. Le borse rimasero chiuse per quasi una settimana, registrando enormi perdite subito dopo la riapertura, con quelle maggiori fatte registrare dalle compagnie aeree e di assicurazioni. L'economia della Lower Manhattan si fermò per via della distruzione di uffici del valore di miliardi di dollari.

I danni subiti dal Pentagono furono riparati dopo un anno, e un piccolo monumento commemorativo fu costruito sul luogo. La ricostruzione del World Trade Center è invece stata più problematica, a seguito di controversie sorte riguardo ai possibili progetti e sui tempi necessari al loro completamento. La scelta della Freedom Tower per la ricostruzione del sito ha subito ampie critiche, conducendo all'abbandono di alcune parti del progetto originario.
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Il golpe cileno dell'11 settembre 1973 fu un evento fondamentale della storia del Cile e della Guerra Fredda. Gli storici come i partigiani hanno da allora discusso su quello che è considerato uno degli avvenimenti più controversi del secolo scorso. Allo stesso modo tali eventi sono diventati un simbolo della guerra fredda come una guerra tra servizi segreti che ha avuto effetti sconvolgenti sulla vita di milioni di persone.

Nelle elezioni presidenziali cilene del 1970, in accordo con la costituzione, il Congresso risolse la situazione creatasi con il risultato del voto — tra Salvador Allende (con il 36,3%), il conservatore (ed ex presidente) Jorge Alessandri Rodríguez (35,8%), e il cristiano-democratico Radomiro Tomic (27,9%) — votando per l'approvazione della maggioranza relativa ottenuta da Allende. Diversi settori della società cilena continuavano ad opporsi alla sua presidenza, così come gli Stati Uniti, che esercitarono una pressione diplomatica ed economica sul governo. L'11 settembre 1973 le forze armate cilene rovesciarono Allende, che morì durante il colpo di Stato. Una giunta guidata da Augusto Pinochet prese il potere.

Lettera al Presidente della Repubblica e lettera all'ANPI



Sig. Presidente, da oggi, Lei sarà in visita ufficiale nella nostra città.
Ad accoglierlo troverà anche i sindaci della Provincia di Palermo, tra cui il primo cittadino di Villabate.
Costui con propria delibera ha intitolato due strade del comune a due personaggi a suo dire meritevoli, uno di essi e il Generale E. Rommel.
Personaggio così meritevole da rientrare nella toponomastica cittadina.
Chi le scrive è convinto che i personaggi meritevoli sono coloro che ci hanno liberato dalla dittatura nazi-fascista e non chi ne faceva parte.
Le chiedo un intervento, per bloccare questa iniziativa che offende le coscenze.
f.to Marco Leo
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Spett.le ANPI
Vi prego, intervenite.
Il sindaco, negazionista, non solo intitola, ma rilegge ad uso personale la storia: "in fondo "la volpe del deserto" è rimasta alla storia non fra i gerarchi nazisti, ma fra quelli che alla fine tentarono di fermare il Fuhrer.
L'anno scorso Palermo fu tapezzata di gigantografie con il Fuhrer per pubblicizzare un'attività commerciale che vende abbigliamento, subito rimosse.
Oggi Rommel, domani...
f.to Marco Leo

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Caro Marco, già oggi avevo rilasciato a un giornalista ANSA una pesante dichiarazione come Presidente dell'ANPI su questa gravissima e deprecabile iniziativa del sindaco fascista di Villabate. Faremo di più da subito. Ti prego di contattare il nostro segretario Angelo Ficarra a questo indirizzo: xxxxxxxxx

. Cari saluti e grazie. Ottavio Terranova Presidente ANPI Palermo

Bonanni: sull'art.8 qualche dubbio


Se è vero quello che dice il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, l'articolo 8 della manovra, quello che permette ai contratti aziendali di stabilire regole diverse sulla tutela dei licenziamenti, non verrà applicato, resterà sulla carta. Ieri mattina, infatti, l'Unità ha pubblicato un'intervista allo stesso Bonanni dove il segretario della Cisl propone un accordo con la Cgil, che contro la norma ha fatto lo sciopero generale, e la Uil per neutralizzare l'articolo 8. Dice Bonanni: «C'è una parte in quella norma che riguarda la possibilità di licenziare in deroga allo Statuto dei lavoratori che la Cisl non ha intenzione di trattare. Possiamo anche sottoscrivere un documento politico con Cgil e Uil che lo metta nero su bianco: non ricorreremo alla gestione di quella norma». E senza la disponibilità dei sindacati le deroghe non si possono fare, perché l'articolo 8 le consente solo con intese aziendali sottoscritte dalla maggioranza dei sindacati più rappresentativi a livello nazionale. Tutto risolto dunque?
«Mi pare che lo sciopero generale abbia i suoi effetti», ha detto ieri il segretario della Cgil, Susanna Camusso, che quindi non ha rinunciato a dare una stoccata al leader della Cisl, che ieri aveva duramente criticato l'iniziativa di protesta della Cgil. Poi però Camusso ha giudicato «un inizio» la proposta di Bonanni, aggiungendo che «bisognerà fare una discussione vera su che cosa vuol dire fare un accordo oggi». Resta insomma una grande diffidenza, dopo la spaccatura del fronte sindacale che con tanta fatica si era ricomposto il 28 giugno con l'accordo con la Confindustria sulla rappresentatività firmato anche dalla Cgil. Per Camusso, inoltre, non basta l'intesa suggerita da Bonanni per impedire le deroghe alle norme sui licenziamenti, ma tutto l'articolo 8 va cancellato perché interviene su cosa i contratti aziendali possono fare, materia già regolata appunto dall'accordo del 28 giugno. «A Confindustria, Cisl e Uil dico: scegliete, o l'accordo o la legge», ha detto ieri la leader della Cgil. Che oggi aprirà la riunione del direttivo, il parlamentino della confederazione, dove pende la richiesta del segretario della Fiom, Maurizio Landini, che la Cgil ritiri la firma dell'accordo del 28 giugno. Alle tiepide reazioni della Camusso, Bonanni replica insistendo: «Spero che si abbia il coraggio di andare avanti nonostante gli ostacoli che si possono avere a casa propria. Bisogna avere la capacità di rappresentare la propria cultura sindacale, ma aperti a quella degli altri». Sullo sfondo restano il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che ha fortemente voluto l'articolo 8, ritenendo che possa favorire nuove opportunità di lavoro e la stabilizzazione di contratti precari, e il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che invece nutre dubbi su questa messa in discussione di una legge (lo Statuto dei lavoratori) attraverso contratti aziendali.

Su prelievo solidarietà disparità incostituzionali - nota della CGIL


“La disparità del contributo di solidarietà tra i lavoratori pubblici e quelli privati ha prodotto dei mostri giuridici insieme a norme gravemente lesive del principio costituzionale di uguaglianza”. E' il giudizio del responsabile del dipartimento Settori pubblici della CGIL Nazionale, Michele Gentile, sulla parte di manovra che grava sul pubblico impiego e che conferma “l'accanimento contro i suoi lavoratori nonché la colpevole improvvisazione con la quale il governo ha predisposto la quinta versione della manovra in poco meno di un mese”.

Il dirigente sindacale denuncia le disparità che il contributo di solidarietà produce tra lavoratori pubblici e privati, “una grave differenziazione tra gli uni e gli altri a parità di reddito”. Infatti, fa sapere Gentile, “mentre per un privato con un reddito IRPEF pari a 310mila euro annui il contributo di solidarietà (3%) netto è pari a 167 euro annui, ovvero meno di 14 euro al mese, allo stesso reddito ma di un lavoratore pubblico vengono invece detratti 19mila euro annui, che sono pari 1.583 euro mensili, e che perlopiù, a differenza del primo, non sono deducibili”.

Il contributo di solidarietà nei pubblici, ricorda Gentile, ”è infatti del 5% da 90.000 euro fino a 150.000 e del 10% da 150.000 fino a 310.000 euro ma anche la somma di un reddito pubblico e di quello prodotto al di fuori del pubblico impiego produce effetti aberranti ed irrazionali”. Quindi, osserva il sindacalista, “altro che contributo di solidarietà, hanno prodotto una grave discriminazione ed un mostro giuridico che non potrà che essere sottoposto al vaglio della Corte costituzionale - conclude Gentile - per farne dichiarare l'incostituzionalità in nome di un principio di uguaglianza, così come farà la CGIL”.

Mobilitazione ANCI- Consigli Comunali aperti contro la Finanziaria ammazza EE.LL.


"La mobilitazione dell'Anci ci sembra la risposta giusta a una finanziaria che, nonostante i troppi aggiustamenti, rimane fortemente iniqua e mette in pericolo la tenuta dei nostri enti locali. Dopo mesi di tira e molla adesso è stata imposta con il voto di fiducia, sottraendo per l'ennesima volta al parlamento il proprio ruolo. Un segnale di grande debolezza, ma anche dell'incapacità da parte del Governo di capire quanto sia divenuta critica la situazione, quali siano i problemi che ogni giorno affrontano le nostre autonomie.

E' evidente la mancanza di consapevolezza, o peggio ancora il totale disinteresse, sulla pesante ricaduta sociale di questa manovra". Così il Segretario Nazionale Daniele Giordano dichiara il sostegno dell'Fp-Cgil alla mobilitazione indetta dall'Anci per il 15 settembre.


"Giusto quindi che i Sindaci tengano consigli comunali aperti ai cittadini. Un segnale di vicinanza e di rispetto nei confronti delle persone che rappresentano, a cui è importante spiegare le proprie ragioni, informandoli dei peggiori contenuti della manovra. Come è giusto rimettere, anche se simbolicamente, le nuove deleghe ottenute dal Governo, deleghe che oggi appaiono come uno sberleffo.

La nostra organizzazione - continua Giordano - sarà presente, perché crediamo che i Sindaci, oltre a dover difendere il sistema delle autonomie, debbano garantire i diritti dei lavoratori che offrono servizi essenziali.

Daremo il nostro sostegno, come molti Sindaci sono stati vicini ai lavoratori martedì al nostro sciopero generale".

Roma, 8 settembre 2011

ma Diego, primo cittadino di Palermo cosa ne pensa dell'iniziativa ANCI?

giovedì 8 settembre 2011

Ocse: Pil italiano -0,1% nel terzo trimestre


da www.corriere.it
MILANO - Nuovo allarme sullo stato di salute dell'economia italiana ed europea. L'Ocse prevede infatti che nella seconda metà del 2011 Germania e Italia registrino «un trimestre di crescita negativa». L'Interim Economic Assessment diffuso dall'Organizzazione prospetta un calo dello 0,1% per il Pil della Penisola nel terzo trimestre (dopo +1% nel secondo), seguito da un incremento dello 0,1% nell'ultimo quarto dell'anno. Entrambe le proiezioni sono associate ad ampi margini di incertezza (la gamma è di +/-1,4% nel terzo trimestre e +/-1,6% in quello successivo). Per la Germania le stime sono di una crescita del 2,6% nel terzo trimestre seguita però da un calo dell'1,4%, anche in questo caso all'interno di un'ampia gamma di oscillazione (+/-2,2%).

BRUSCA FRENATA - I dati trimestrali relativi all'Italia stimati dall'Ocse registrano una brusca frenata rispetto al +1% del secondo trimestre e al +0,6% del primo trimestre. L'economia dei Paesi Ocse è del resto, secondo l'Organizzazione di Parigi, vicina alla «stagnazione» e «la ripresa nel secondo trimestre si è quasi arrestata in molte economie dell'area».
Da considerare inoltre che «l'impatto degli affanni in cui versano i debiti sovrani in Europa e negli Stati Uniti e le turbolenze collegate nei mercati azionari nel corso dell'estate» non sono stati ancora pienamente considerati nelle proiezioni dell'Ocse e probabilmente anche per questo «l'incertezza di queste proiezioni è alta». Insomma «c'è il rischio - avverte l'Ocse - di una situazione ancora più negativa relativamente ad alcune economie importanti, ma una crisi delle dimensioni del 2008/09 non è prevista».

SNOQ: Sacconi non ti è lecito


In nessun altro paese del mondo democratico un esponente di governo sceglierebbe la metafora dello stupro – incompatibile con qualunque forma di ironia – per esprimere una sua valutazione politica, svelando la sua visione del rapporto tra donne e uomini. La violenza dello stupro è la forma più brutale di negazione dell’altro. Non comprende nessuna forma di linguaggio, non ammette nessun si e nessun no. Come scrisse in occasione del 13 febbraio Suor Rita Giarretta, ripetiamo tutte insieme al Ministro Sacconi: “Non ti è lecito!” .

Comitato promotore nazionale Senonoraquando

Villabate, la delibera del sindaco strada intitolata a Rommel



Appena 1 anno e mezzo fa, un pubblicitario "creati(no)vo" tappezzò la città di Palermo con le gigantografie del Fhurer; oggi un "creati(no)vo" sindaco di Villabate propone di intitolare a Rommel una strada del paese che tenta di amministrare. Bloccheremo questa vergognosa e offensiva iniziativa, che scuote nel più profondo le nostre coscienze, così come la precedente trovata pubblicitaria.
La destra al potere è la vergogna dell'Italia.
Viva la Repubblica, viva la democrazia, viva la Costituzione, viva la lotta Partigiana


Il sindaco di Villabate, Gaetano Di Chiara, è convinto che ci siano due personaggi "meritevoli di essere menzionati nella toponomastica cittadina", così ha scritto nella delibera di giunta per l'intitolazione di alcune nuove strade in città. Eccoli, dunque, i nuovi eroi di Villabate: accanto a quattro ex sindaci, ci sono Manfred von Richthofen, "il leggendario barone rosso, talento puro dell'aviazione tedesca", e poi Erwin Rommel, "generale tedesco conosciuto anche con il soprannome "la volpe del deserto", morto suicida - spiega la delibera della giunta - a causa dei pesanti sospetti della sua connessione con i cospiratori nel complotto contro Hitler".

Insomma, il sindaco Di Chiara, cresciuto nel movimento giovanile di Alleanza nazionale, tiene a precisare che in fondo "la volpe del deserto" è rimasta alla storia non fra i gerarchi nazisti, ma fra quelli che alla fine tentarono di fermare il Fuhrer.

La delibera per l'intitolazione delle nuove strade è stata pubblicata sabato all'albo pretorio: "Non riesco ancora a crederci", dice il consigliere comunale Antonino Retaggio, che da anni si batte perché venga dedicata una strada al soldato eroe di Villabate: "Il Comune ha dimenticato Giovanni Militello - denuncia - fu catturato sul fronte russo e deportato nel campo di concentramento di Altengrabow. Il Consiglio e poi anche la giunta avevano dato parere favorevole per intitolargli una strada. Ma la pratica si è persa".

Qualche mese fa, Retaggio aveva proposto di intitolare qualcosa anche a Peppino Impastato: "Sarebbe stato un modo per riscattare la nostra cittadina, tristemente famosa per gli scioglimenti del Consiglio comunale per mafia". Ma la proposta non è stata neanche presa in considerazione.
(08 settembre 2011) © Riproduzione riservata

Firma per l'abolizione della Porcellum


FIRMO, VOTO, SCELGO.
Poco più di venti giorni. Tre settimane di mobilitazione. Per non sprecare un'occasione: migliorare dal basso la qualità della democrazia italiana. Cinquecentomila firme per iniziare il percorso verso l'abrogazione del Porcellum, per cancellare una legge elettorale che blocca il Parlamento, indebolisce la politica, separa i cittadini dai propri rappresentanti. La corsa verso il referendum abrogativo della "legge porcata" è iniziata. Partiti, associazioni, comitati. Un fronte compatto che attraversa le piazze di migliaia di città italiane con lo slogan "Firmo, voto, scelgo". La prima scadenza è il 30 settembre, data ultima per consegnare le firme alla Corte di Cassazione.
Dove firmare
Per firmare i due quesiti ciascun elettore ha due possibilità:

Recarsi presso il proprio comune di residenza, presso la segreteria generale, oppure l’ufficio elettorale o l’URP (ufficio relazioni con il pubblico);

oppure

recandosi a uno dei banchetti presenti sul territorio

Perché firmare
“In un momento drammatico come questo, con il Governo italiano commissariato dall’Europa, il Paese ha piu’ che mai bisogno di un Parlamento pienamente rappresentativo, capace di prendere decisioni impegnative ma condivise da tutti. Affidando la nomina dei parlamentari a pochi capipartito, la legge elettorale che chiamiamo Porcellum li ha separati dai cittadini, facendoli apparire come una casta di privilegiati. Vogliamo impedire che la “legge porcata” sporchi anche il prossimo Parlamento: lo dicono in troppi da 6 anni, ma il porcellum è ancora lì. Firmate per consentire al popolo di abrogarla. Firmate per ridare al cittadino il diritto costituzionale di scegliere i propri rappresentanti attraverso i collegi uninominali. Firmate per rafforzare e migliorare il sistema bipolare italiano e assicurare l’alternanza politica, consentendo ai cittadini di scegliere i parlamentari e chi deve governare il Paese.”

Andrea Morrone presidente del comitato
Arturo Parisi coordinatore politico

mercoledì 7 settembre 2011

Sciopero a Palermo



Ventimila persone hanno preso parte oggi a Palermo alla manifestazione organizzata in occasione dello sciopero generale indetto dalla Cgil per protestare contro i tagli previsti nella prossima manovra finanziaria. Un serpentone da piazza Croci attraverso via Libertà è giunto in piazza Verdi dove si sono tenuti i comizi finali. Protagonista Maurizio Landini: "Ancora una volta i moniti della comunità europea - ha spiegato il segretario nazionale della Fiom - indicano che abbiamo un governo allo sbando e non credibile. Con lo sciopero si chiede un cambiamento e serietà di fondo nel rispetto del Paese". Uno sciopero di otto ore che ha creato disagi soprattutto ai trasporti, all'aeroporto Falcone Borsellino sono stati cancellati 16 voli in arrivo e in partenza.

FOTO La manifestazione a Palermo

Le cifre. Ventimila a Palermo, 10 mila a Catania, 4 mila a Messina, 2.500 a Trapani, migliaia nelle altre città: sono questi i numeri delle manifestazioni Cgil in Sicilia, secondo le stime degli organizzatori. Nei cortei anche amministratori locali; a Trapani, ad esempio, ha preso la parola dal palco della manifestazione il segretario regionale dell'Anci. La Cgil ha fornito, inoltre, alcuni dati sulla partecipazione allo sciopero che ha visto l'adesione di lavoratori di altre sigle sindacali.

Così, ad esempio, alla St Microelectronics di Catania dove l'intera Rsu, dunque anche Fim, Uilm e Ugl, ha aderito formalmente alla protesta con un documento. Analogamente alle Acciaierie di Sicilia. Ecco alcuni numeri dal campione scelto dal sindacato: allo stabilimento Fincantieri di Palermo hanno scioperato 430 lavoratori sul totale di 525, pari all'82%, 213 gli iscritti alla Cgil. Alla Stm di Catania le adesioni sono state dell'80% pari a 3.200 scioperanti. E ancora: 100% di adesione alla Vini Corvo e alla Coalma di Palermo (industria alimentare), 53% alla Santoro Marmi di Trapani, 42% al comune di Randazzo (Catania), 100% alla laterizi Fauci di Sciacca, 40% alle acciaierie di Messina e 70% nell'indotto della raffineria, 100% all'Esa di Palermo, 20% alla provincia regionale di Palermo, 100% all'archivio di Stato di Agrigento, 76% alla Sicilmarmi di Trapani, 10% nel cantiere del raddoppio ferroviario dei Cefalù, 30% negli uffici palermitani del Tar Sicilia, 10% al Comune di Palermo, 8% all'ospedale Villa Sofia del capoluogo, 34% alle imposte dirette di Catania, 30% al Comune di Enna, 67% all'Atigroup di Bagheria. A Siracusa ha scioperato il 100% dei lavoratori edili dell'area industriale.

Polemiche. Non sono mancate le polemiche per l'assenza di Cisl e Uil. La risposta a chi - all'interno della Cigl - sosteneva che in piazza fossero scesi anche iscritti ad altri sindacati non si è fatta attendere: "Neanche gli iscritti alla Cgil, oggi in Sicilia - si legge su un comunicato firmato Cisl Sicilia - erano in piazza per lo sciopero proclamato in solitudine dal sindacato guidato da Susanna Camusso".

Ma "le sigle sindacali assenti - ha ammonito Landini dal palco - devono interrogarsi sul loro ruolo in difesa dei diritti dei lavoratori. Ormai la Cgil, insieme alla Fiom, è rimasto l'unico baluardo in difesa della democrazia".

Sciopero del 6 settembre, lettera di R. Dettori





Lettera della Segretaria generale FP CGIL a tutti coloro che hanno contribuito alla straordinaria riuscita dello sciopero generale
Care compagne, cari compagni ancora una volta grazie.


lo straordinario sforzo profuso da tutte le strutture della federazione, la determinazione e la forza con la quale l'intera categoria ha, sin da subito, reagito all'ennesimo attacco sferrato dal Governo al mondo del lavoro pubblico, la passione ed il grande lavoro delle delegate e dei delegati, delle elette e degli eletti Fp Cgil nelle RSU, la nostra ostinazione nel voler rappresentare il lavoro pubblico quale strumento di equità sociale e di garanzia dei diritti di cittadinanza, la consapevolezza di essere dalla parte giusta: tutto questo e tanto altro ancora hanno permesso la riuscita di questa straordinaria giornata di lotta, mobilitazione e sciopero.


Una giornata nella quale il lavoro pubblico, la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori della Funzione Pubblica hanno visto riconoscersi l'attenzione che meritano, l'alto valore sociale del loro lavoro; la grande presenza della categoria nelle cento piazze d'Italia, la giustezza delle nostre rivendicazioni, la concreta e non falsata rappresentazione dei bisogni materiali delle donne e degli uomini che a noi guardano sono stati fattori che non esito a giudicare determinanti per il risultato di oggi.


L'altissimo senso di appartenenza, militanza e responsabilità delle donne e degli uomini della Funzione Pubblica, la sensazione di soddisfazione per la riuscita di questa mobilitazione è un patrimonio che, sono certa, sapremo usare, moltiplicandone la forza, per continuare in quel percorso di lotta il cui obiettivo è e resta il cambiamento radicale della manovra.


Grazie davvero a tutte ed a tutti




La Segretaria Generale FP-CGIL
Rossana Dettori

Resoconto delegazione trattante 05 settembre 2011


RESOCONTO DELEGAZIONE TRATTANTE del 05\09\2011
DOCUMENTO SINDACALE DA APPORRE IN BACHECA AI SENSI DELLA L.300

AD PERSONAM E CONTRA PERSONAM
Il 5 settembre 2011, si sono aperte le danze con il primo incontro di delegazione trattante, che è stata richiesta dalla sola CgilFP in data 20 luglio settembre u.s., a seguito dell’informazione preventiva ex art. 7 - comma 2 - CCNL 1/4/99 sulla programmazione fabbisogni risorse umane 2011/2013, che sotto riportiamo:
PROGRAMMAZIONE ANNO 2011


Profilo Professionale Area Categoria Unità Costo Note
(annuale)

1 - PROGRESSIONI VERTICALI




TOTALI PROGRESSIONI ANNO 2011 0 € 0,00


2 - ASSUNZIONI PER CONCORSO PUBBLICO

Dirigente Tecnico Tecn. Dirig. 12 € 361.532,88 50% riserva interni
Insegnante Scuola Materna Scol. C.1 44 € 837.232,44
Educatore Asili Nido Scol. C.1 18 € 361.096,56


TOTALI ASSUNZIONI CONCORSO ANNO 2011 74 € 1.559.861,88


3 - ASSUNZIONI DIRIGENTI A TEMPO DET. IN DOTAZIONE ORGANICA ( art.110 Dlgs.267/2000)

Dirigente Tecnico** Tecn. Dirig. 6


TOTALI ASSUNZIONI T.D. ANNO 2011 6 € 0,00


4 - STABILIZZAZIONE LSU *

Collab. Profesionale Servizi Scolastici Scol. B.1 51 scorrimento graduatoria idonei
Collab. Professionale Amm.vo Amm. B.1 14 n. 5 scorr. grad. Idonei + 9 compens.
Collab. Profess. Servizi Culturali e Turistici Cult. B.1 13 scorrimento graduatoria idonei
Collab. Profess. Messo Amm. B.1 7 n. 4 scorr. grad. Idonei + 3 compens.
Esecutore addetto ai macchinari di combustione Tecn. B.1 1 nuovo bando
Ausiliari ai Servizi Scolastici Scol. A.1 79 6 scorr.grad. idonei+73 nuovo bando
Operatore Serv.Generali Serv.Gen. A.1 30 scorr. Grad. Idonei catg protette
Operatore manovale/trasportatore Serv.Gen. A.1 2 scorrimento graduatoria idonei


TOTALI STABILIZZAZIONI LSU ANNO 2011 197 € 0,00


* a carico dell'apposito Fondo Ministerialeprevisto dalla Finanziaria 2008 e a completamento delle procedure in itinere
** in subordine, nelle more dell'espletamento del concorso assunzione a T.D. ex art. 110 D.Lgs.267/2000
N.B. tutti gli importi indicati sono calcolati al netto dei contributi

Clima disteso, complice la calura estiva, all’incontro oltre allo SVO era presente il Settore R.U., mancava fisicamente il Ragioniere Generale che invece ha inviato una nota inviata al tavolo della delegazione.
SVO: la convocazione così tardiva è da imputare al periodo estivo; si era resa necessaria per colmare il vuoto organico del personale dirigente tecnico a seguito delle note vicende giudiziarie ( ricorso al Tar contro il concorso per dirigente i cui posti non vennero illo tempore, riservato anche agli esterni ndr). Rispetto a Luglio, sono subentrate delle modifiche, così come anche riportato dalla nota del Ragioniere Generale, che richiama quanto previsto dalla finanziaria dello Stato che pone dei vincoli sulle assunzioni di qualsiasi titolo per gli Enti che hanno sforato il limite del 40% delle spese correnti. Il Ragioniere Gen.le ci ricorda che ai sensi dell’art.20 le spese per il personale ( partecipate incluse) ha superato il 40% predetto è pertanto non si può procedere a nessuna assunzione per l’anno 2011, ivi incluso per il personale Lsu residuale.
Cammuca: avanzo richiesta formale per venire a conoscenza, perché secondo l’A.C. non si può procedere alla stabilizzazione del personale Lsu residuale – pari a circa 238 unità nel corso del 2011 a fronte dei € 55 milioni incassati dal Comune, posto che già con i vincoli di spesa del 2010, le assunzioni\stabilizzazioni si fecero “in deroga” ai vicoli predetti. Cosa c’entra il piano triennale dei fabbisogni con i Dirigenti che hanno perso il ricorso al Tar? Cosa faremo del residuo dei 55 milioni non spesi? Cosa diremo alla Corte dei Conti?
Risorse Umane: il parere della Funzione Pubblica e della Ragioneria dello Stato, in ordine al reclutamento speciale afferma che si potrebbe continuare legittimamente a continuare con le stabilizzazioni in deroga al D.Lgs 78, ma rimanda ad un “intervento politico”
Cammuca: chiediamo copia del parere
Caselli: la programmazione già esiste, ne abbiamo ampiamente discusso nel 2009, perché unire Dirigenti (TAR) e Lsu residuali? Ed ancora che fine hanno fatto le PEO? Altresì i corsi di formazione sono ad personam? perché non avete dato seguito alla nota della FPCgil sulla formazione del personale, infatti prevedevamo criteri ben specifici per evitare che sempre i soliti nomi partecipassero ai corsi.
SVO: rispondo in ordine, la programmazione è obbligatoria, registro la vostra richiesta che girerò al Ragioniere Generale anche se ritengo necessario un ulteriore passaggio a Roma presso il Dipartimento della Funzione Pubblica. Per le PEO a parità di punteggio ( anzianità anagrafica, carico familiare etc) si procederà a sorteggio. Per i corsi, i Dirigenti hanno obbligo di pubblicizzare i corsi e ricevere le istanze dei dipendenti, resta però in carico agli stessi segnalare allo SVO i nominativi secondo un potere discrezionale, ciò significa che nel caso del corso di inglese o di arabo non è che tutti possono partecipare, sarà il Dirigente a segnalare il nominativo. Per la cronaca la nota della FPCgil non è stata accettata, abbiamo risposto con una circolare, ritenevano che fra le righe si intuiva il diniego !
Leo: il 19 Luglio è iniziato presso un formatore esterno il corso di Web master, corso che non è stato mai pubblicizzato e al quale partecipano 3 unità del suo ufficio (Svo), 2 unità della P.Istruzione( di cui uno prossimo alla pensione) e 4 dei Sistemi Informativi ex pallone. Come faccio a partecipare se il Dirigente non lo comunica?
Svo: vista la prossimità della pensione dell’unico web master, che faccio perdo l’occasione di formare un gruppo di lavoro?
Svo: a breve sarete contatti per il ciclo della performance previsto dal D.Lgs 150 (elogio e premialità della mediocrità ndr)
Svo: quanto detto per il personale dirigente sarà riproposto anche nel 2011
Cammuca: perchè pensate di rispettare il vincolo di spesa nel 2012?
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In conclusione dopo appena 50 minuti, tanto è durato l’incontro, hanno confermato il metodo di lavoro dell’A.C., in ossequio al dictat arcoriano: norme ad personam da fa passare costi quel che costi, e norme contra personam se queste prevedono la trasparenza degli atti amministrativi.

Ed è solo l’inizio!

Saluti Gruppo RSU FPCGIL

lunedì 5 settembre 2011

Le porcate di Sacconi


Le porcate di Sacconi,accontentano Cisl e Uil
da la repubblica.it
ROMA - Le intese sottoscritte a livello aziendale o territoriale possono derogare ai contratti ed alle leggi nazionali sul lavoro, incluso lo Statuto dei lavoratori, ed alle relative norme, comprese quelle sui licenziamenti. Tradotto in termini sostanziali, anche le aziende con più di 15 dipendenti potranno ricorrere più facilmente ai licenziamenti senza giusta causa - aggirando il divieto sancito dall'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori - , potendo sfruttare misure di "indennizzo" alternative al reintegro del lavoratore, se questo potere sarà dato loro da un'intesa con i sindacati maggioritari in azienda.

La "rivoluzione" è contenuta nell'emendamento di maggioranza all'articolo 8 della Manovra, approvato oggi dalla Commissione bilancio del Senato, ed ha immediatamente scatenato le proteste della Cgil e delke opposizioni.

La modifica all'articolo 8 - Il provvedimento passato in commissione stabilisce che, "fermo restando il rispetto della Costituzione, nonché i vincoli derivanti dalle normative comunitarie e dalle convenzioni internazionali sul lavoro", le specifiche intese aziendali e territoriali "operano anche in deroga alle disposizioni di legge" ed alle "relative regolamentazioni contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro". L'emendamento prevede, in aggiunta, che le intese valide saranno non solo quelle "sottoscritte a livello aziendale o territoriale da associazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale" (come già prevedeva il testo della manovra), ma che anche le associazioni "territoriali" avranno la possibilità di realizzare specifiche intese "con efficacia nei confronti di tutti i lavoratori interessati" su temi come "le mansioni del lavoratore, i contratti a termine, l'orario di lavoro, le modalità di assunzione, le conseguenze del recesso dal rapporto di lavoro".

Le materie escluse - Restano escluse dalla contrattazione aziendale alcune materie e norme generali a tutela di diritti e interessi superiori. Così non si potranno fare accordi locali su temi quali "il licenziamento della lavoratrice in concomitanza del matrimonio, il licenziamento della lavoratrice dall'inizio del periodo di gravidanza fino al termine dei periodi di interdizione al lavoro, nonché fino ad un anno di età del bambino, il licenziamento causato dalla domanda o dalla fruizione del congedo parentale e per la malattia del bambino da parte della lavoratrice o del lavoratore ed il licenziamento in caso di adozione o affidamento".

Il potere dei sindacati "locali" - L'emendamento approvato prevede che anche i sindacati percentualmente più rappresentativi a livello territoriale possano sottoscrivere accordi con le aziende. la modifica all'articolo 8 del decreto stabilisce infatti che possono sottoscrivere le intese o le "associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o territoriale", ovvero le "loro rappresentanze sindacali operanti in aziende"; le intese, inoltre, come già previsto, avranno "efficacia per tutti i lavoratori, a condizione di essere sottoscritte sulla base di un criterio maggioritario relativo alla presenze sindacali".

Le reazioni. "Le modifiche della maggioranza di governo all'articolo 8 - commenta Susanna Camusso, leader della Cgil - indicano la volontà di annullare il contratto collettivo nazionale di lavoro e di cancellare lo Statuto dei lavoratori, e non solo l'articolo 18, in violazione dell'articolo 39 della Costituzione e di tutti i principi di uguaglianza sul lavoro che la Costituzione stessa richiama".

"Dicevano che non si toccava l'articolo 18, invece ora è possibile e viene scritto espressamente. Tutto questo è inaccettabile", commenta Giovanni Legnini, senatore Pd. Con il sì dei sindacati, riassume Achille Passoni, senatore Pd, si potrà anche licenziare: si apre la strada per la "possibile cancellazione in un contratto aziendale dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori; una pura follia giuridica e politica". "Il diritto del lavoro, con un balzo di dubbia costituzionalità, torna indietro di almeno sessant'anni - dice Stefano Fassina, responsabile Economia del Pd - le modifiche che consentono a un sindacato senza rappresentanza nazionale di derogare alle leggi dello Stato o ai contratti nazionali sono in radicale contraddizione con l'accordo del 28 giugno raggiunto da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria".

"L'Idv - commentano Antonio Di Pietro e Maurizio Zipponi, responsabile lavoro del partito - continua a sostenere che questa norma sul lavoro non c'entra nulla con il pareggio di bilancio, in quanto non ha ritorni di tipo economico. Il fatto di averla voluta rende esplicito l'odio con cui questo governo si rivolge al mondo del lavoro pubblico e privato, mentre difende con le unghie e con i denti tutti i privilegi di chi mai ha pagato. Un ragione in più - concludono - per partecipare allo sciopero di martedì sei settembre".

Il ministro - "Le modifiche all'articolo 8 introdotte dalla Commissione bilancio contengono utilissimi elementi per la più certa interpretazione delle rilevanti novità previste dalla manovra relativamente alla capacità dei contratti aziendali e territoriali - afferma il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi - i soggetti abilitati a firmarli sono quelli comparativamente più rappresentativi e le loro rsa o rsu secondo quanto dispongono leggi e accordi interconfederali, compreso quello recente del giugno. Viene così accolta la richiesta espressa da Cisl e Uil a che fossero certamente evitati accordi 'pirata' con soggetti di comodo o senza rappresentatività".
Sì alla manovra: le novità - In serata la Commissione bilancio del Senato ha concluso l'esame degli emendamenti approvando il testo completo della Manovra. Tra gli ultimi emendamenti recepiti c'è quello che cancella l'obbligo di indicare il nome della banca sulla dichiarazione dei redditi. Il testo, che arriverà in aula martedì, contiene poi il pacchetto fiscale previsto dall'emendamento del governo alla manovra; carcere per chi evade imposte per oltre 3 milioni senza il beneficio della sospensione condizionale della pena; abbassamento delle soglie oltre le quali scattano le pene per i reati fiscali ed elevati di un terzo i termini di prescrizione; patteggiamento escluso se il contribuente non salda il debito prima del processo di primo grado; eliminazione del contributo di solidarietà per i redditi alti dei privati; maggiorazione, per le società di comodo, del 10,5% dell'aliquota Ires che si applicherà al reddito "imputato per trasparenza"; per le cooperative (e le banche di credito cooperativo), aumento dal 30 al 40% del peso degli utili nella formazione della base imponibile; destinazione integrale agli enti locali del gettito derivante dalla Robin Hood tax.

La commissione, su proposta del governo, ha pure modificato il testo là dove prevede la pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi su internet da parte dei Comuni: si farà, ma senza nomi e cognomi dei contribuenti: compariranno solamente per aggregati e categorie.