RADIO ARTICOLO1

RADIO ARTICOLO1
WEB RADIO

venerdì 12 agosto 2011

L'Itaglia di Sbirulino


(vignetta da la www.lasicilia.it)
A Parma, chi ha paura di Falcone e Borsellino?
Negare la storia, sostituire a piacimento (non soltanto la toponomastica), cambiare le leggi erga omnes per farle ad personam, cancellare la memoria è la caratteristica delle destre al potere.

Italia, mai così in basso
Quo usque tandem Catilina abutere patientia
nostra?

I crimini di Assad - solidarietà al popolo Siriano


Per mesi, il brutale presidente siriano Assad ha pagato i suoi scagnozzi per fare la guerra al suo stesso popolo I governi di tutto il mondo hanno condannato queste atrocità, mai i più importanti leader europei potrebbero interrompere il flusso di denaro che finanzia questo bagno di sangue.

Germania, Francia e Italia sono i più importanti paesi importatori del petrolio siriano. Se si muovono per imporre immediate sanzioni europee, i fondi di Assad per perpetrare il massacro si prosciugherebbero. Assad ha ignorato gli appelli politici a lui rivolti per desistere dal suo assalto, ed i leader europei hanno discusso sanzioni crescenti, ma solo un massiccio appello globale li spingerà ad agire con urgenza.

Non abbiamo tempo da perdere – ogni giorno dozzine di siriani vengono crivellati di colpi, torturati o scompaiono, semplicemente per essersi appellati ai diritti democratici fondamentali. L’Unione Europea può smettere di finanziare la repressione adesso. Clicca in basso per firmare la petizione ai capi di stato europei affinché adottino immediatamente sanzioni petrolifere nei confronti della Siria:

http://www.avaaz.org/it/no_blood_for_oil/?vl

Tutti noi abbiamo visto e letto dell’orribile violenza in Siria – molto del materiale proviene da giornalisti cittadini sostenuti da Avaaz che rischiano le proprie vite per riferire sulla repressione di Assad. E adesso abbiamo l’opportunità di trasformare il nostro orrore in azione. Gli esperti dicono che le sanzioni petrolifere dell’Unione Europea ostacolerebbero seriamente il flusso di denaro destinato al crudele esercito di Assad senza conseguenze negative significative per l’economia europea o per il popolo siriano.

Quasi tutto il petrolio esportato dalla Siria è acquistato e raffinato da Germania, Francia e Italia, ma questi governi devono ancora usare le loro importanti relazioni commerciali con Assad come leva per proteggere il popolo siriano. Eppure, hanno denunciato la violenza, ed i giornali riferiscono che alcuni leader europei stanno già facendo pressione per le sanzioni petrolifere. Esigiamo che aumentino la pressione e adottino sanzioni petrolifere immediatamente e blocchiamo gli ingranaggi del regime assassino di Assad.

Unisciti a chi chiede di tagliare i fondi alle forze siriane. Clicca in fondo per firmare la petizione per sanzionare l’acquisto del loro petrolio nell'Unione Europea e spargi la voce:

http://www.avaaz.org/it/no_blood_for_oil/?vl

I membri di Avaaz hanno svolto un ruolo chiave nel sostenere le richieste del popolo siriano per libertà, democrazia e diritti umani. Una gran parte dei filmati visti e informazioni lette attorno al mondo e’ finanziato tramite piccoli contributi dai membri di Avaaz provenienti da tutto il mondo. Diamo lo slancio per un cambiamento duraturo mentre la violenza contro il popolo siriano aumenta vertiginosamente e insistiamo perché l'Unione Europea intervenga immediatamente.

Con speranza,

Stephanie, Pascal, Morgan, Alice, Ricken, Wissam ed il resto del team Avaaz

ULTERIORI INFORMAZIONI

Le forze siriane continuano l’assalto su Hama mentre il numero dei morti aumenta, New York Times (in inglese)
http://www.nytimes.com/2011/08/07/world/middleeast/07syria.html

L'Unione Europea stringe le sanzioni sulla Siria, European Voice (in inglese)
http://www.europeanvoice.com/article/2011/august/eu-to-tighten-syria-sanctions/

Ribelli siriani richiedono sanzioni sul petrolio, Financial Times (in inglese)
http://www.ft.com/intl/cms/s/0/9e735f18-bd22-11e0-9d5d-00144feabdc0.html#axzz1Uc2dGYoh

La Siria intensifica gli assalti ai manifestanti e riceve la prima condanna della Lega Araba, Washington Post (in inglese)
http://www.washingtonpost.com/world/syria-launches-new-attack-against-protesters-in-east-arab-league-condemns-assault/2011/08/07/gIQAMmKS0I_story.html

Proteste siriane: l’esercito continua ad attaccare manifestanti pro-democrazia, The Guardian (in inglese)
http://www.guardian.co.uk/world/2011/aug/09/syria-protest-troops-attack-democracy-demonstrators

Il cetriolo creativo



C'è vento di Tremontana. I politici se la stanno facendo letteralmente addosso. Ma li avete visti quei volti ora pallidi come cenci e solo ieri così pieni di sicumera? La prima manovra di luglio quella dell' "'O miracolo" di Napolitano è servita solo a farci precipitare ancora più a fondo. Ecco allora il secondo tentativo da parte di questa classe politica sciagurata che ha negato il possibile default fino all'ultimo. Le misure proposte da Tremorti sono misure di guerra e, purtroppo, non basteranno: tassazione delle rendite finanziarie fino al 20%, taglio (indefinito) degli stipendi dei dipendenti pubblici, tagli/allungamenti sulle pensioni di anzianità e delle donne nel settore privato, contributo di solidarietà (la vecchia una tantum), accorpamento delle festività con le domeniche, una nuova (?) contrattazione a livello aziendale. E, chicca finale, del Cetriolo Creativo "il licenziamento del personale compensato con meccanismi di assicurazione più felici".

Crisi: cosa ha detto Tremorti



da www.repubblica.it
Dal governo solo ipotesi. Dalla tassa sulle rendite alle pensioni fino a un contributo di solidarietà dai redditi sopra il 90mila euro. Mentre le polemiche si moltiplicano nella maggioranza e con l'opposizione. Giulio Tremonti, oggi in commissione, ha scontentato molti. Illustrando la strategia anti-crisi 1 del governo senza scendere nei dettagli.

Sul tavolo, tra le varie cose, interventi sul mondo del lavoro, la modifica dell'articolo 81 della Costituzione, più tasse sui titoli. Senza escludere "un contributo di solidarietà". Una ricetta dura che il segretario del Pdl, Angelino Alfano, prova a mitigare: "Non tutto quello che ci viene chiesto dalla Bce verrà fatto..". Pessimista Umberto Bossi che boccia Tremonti: "Un discorso fumoso" e poi in serata rincara: "Sulle pensioni non mi ha convinto, bisogna saper dire anche dei 'no', perché altrimenti si rischia una crisi". Alla prima contestazione di "fumosità", il ministro aveva controreplicato così: "Abbiamo annunciato un decreto legge. E' difficile, prima di andare dal capo dello Stato e a mercati aperti, essere più precisi di come sono stato io". Poi, riferito alla lettera della Bce, il Senatur dice di temere "un tentativo per far saltare il governo". E tira in ballo Mario Draghi, attuale presidente della Banca d'Italia, nonchè presidente designato della Bce: "Temo che quella lettera sia stata fatta a Roma e lui da qui è andato in Europa ma è sempre a Roma".

LA SCHEDA: IL DISCORSO DI TREMONTI 2

Tremonti. Dopo che dal confronto fra esecutivo e parti sociali 3di ieri non sono emersi dettagli sulle misure urgenti che saranno adottate la prossima settimana, Tremonti ci riprova. Premessa: "la crisi ha preso un corso diverso, non ancora finito e non facile da prevedere nella sua dinamica". Ricette? Eccole. A partire dall'articolo 81 della Costituzione (che disciplina le regole del bilancio dello Stato ndr): "Non costituisce un caso di successo e va cambiato anche perché c'è un vincolo europeo. Ora abbiamo il terzo quarto debito pubblico nel mondo - dice il ministro davanti alla commissioni - La situazione del debito pubblico Italiano e' oggettivamente straordinaria". Per questo, continua Tremonti l'introduzione del vincolo obbligatorio del pareggio di bilancio è "necessaria". Una scelta che segna "la fine di un'epoca nella quale l'Occidente poteva piazzare titoli ai valori che voleva". Oggi viviamo in un' epoca, continua il ministro, "che costringe a scelte di maggior rigore: non puoi spendere più di quello che prendi soprattutto se con riluttanza prendono i tuoi titoli". Un lavoro che necessita "di uno spirito costituente" e un "disarmo unilaterale". Partendo dalla proposta di riforma dell'articolo 81 dell'ex parlamentare del Pd Nicola Rossi.

Il ministro, poi, torna a legare l'accelerazione della crisi al brusco cambiamento delle mosse del governo. Passato dal voto della Camera sul decreto che poneva il pareggio di bilancio al 2014 - a metà luglio - alla necessità di correre ai ripari in tempi brevissimi: "Da allora l' intensificazione verticale della crisi, l'anticipo del pareggio di bilancio (dal 2014 al 2013) e le richieste delle parti sociali hanno modificato il corso delle nostre attività". Per questo "dobbiamo fare una manovra molto forte sul 2012 e 2013".

Sul lato della crescita, continua il ministro, serve "la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali, dei servizi professionali e la privatizzazione su larga scala dei servizi locali". Inoltre il governo ipotizza di "accorpare sulle domeniche le festività" e si dice disponbile ad un intervento sulle rendite. Ovvero più tasse sui titoli: "Fermi i titoli di Stato, prevediamo una riduzione della tassazione della raccolta postale che è al 27%, mentre tutti i titoli finanziari verrebbero tassati dal 12,5% al 20%". Tra le ipotesi allo studio figurano interventi sulle pensioni di anzianità e su quelle delle donne nel settore privato (che, nella maggioranza, la Lega osteggia anche se Bossi ipotizza "un compromesso").

Per il mercato del lavoro l'ipotesi da mettere in campo è "una spinta alla contrattazione a livello aziendale, con il superamento del sistema centrale rigido" ma anche "il licenziamento del personale compensato con meccanismi di assicurazione più felici", una sorta di "diritto di licenziare. D'altro lato bisogna evitare l'abuso dei contratti a tempo determinato" annuncia Tremonti. Secondo quanto riferisce l'Adnkronos, su questo tema il governo sembra orientato ad inserire già nel decreto legge anti-crisi la norma che estende 'erga omnes' gli effetti dell'accordo tra Confindustria e sindacati sui contratti aziendali. Nel testo non figurerebbe invece nessun ritocco all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.

Tremonti ha rivelato poi come tra i suggerimenti all'Italia formulati dalla Bce ci sia anche la riduzione degli stipendi nel pubblico impiego ("ma non lo faremo" dice Tremonti nella replica). Solo un accenno invece al taglio dei costi della politica: "Dobbiamo intervenire perché ci sono eccessi".

Le ipotesi in campo. Al momento l'unico punto fermo sembra essere la decisione del governo di convocare un consiglio dei ministri la prossima settimana per varare un decreto con gli interventi per anticipare il pareggio di bilancio al 2013. Nessuna indicazione certa ancora nel merito dei contenuti del provvedimento, ma difficilmente si riusciranno a recuperare le risorse necessarie soltanto con l'accelerazione di alcune norme previste dalla manovra varata a luglio. Le ipotesi che si rincorrono sono tante. A partire da un'eurotassa 4per i redditi al di sopra dei 60-100mila euro. Le più contestate sia dai sindacati che da alcune parti della stessa maggioranza sono l'eventuale nuova stretta sulle pensioni e l'introduzione della tassa patrimoniale ("roba di sinistra" per Berlusconi e Bossi). Si parla poi dell'aliquota unica al 20% sulle rendite finanziarie con l'esclusione dei titoli di stato.

Ipotesi contributo solidarietà sopra il 90mila euro. Nelle misure che il governo sta mettendo a punto per fronteggiare la crisi ci sarebbe anche un prelievo ( forse compreso fra il 5 e il 10%) sui redditi dei privati superiori ai 90mila euro annui. Si tratta del cosiddetto "contributo di solidarietà" cui ha accennato il ministro dell'Economia Giulio Tremonti nella sua audizione alla Camera. L'indiscrezione trapela in ambienti della maggioranza. Si tratterebbe di una estensione anche al settore privato della tassa già prevista dalla manovra proprio sui redditi dei pubblici dipendenti superiori ai 90 mila euro. Non è ancora chiaro se si tratti di una misura 'una tantum' o se il "contributo" possa essere esteso a più anni, da qui al 2013, data del previsto pareggio di bilancio.

La fronda nel Pdl. Passando dal dato economico a quello politico, l'intervento alla Camera sembra comunque aver confermato l'isolamento del ministro del Tesoro e le conseguenti difficoltà del premier. Se da un lato Umberto Bossi ha bollato come "fumoso" il discorso di Tremonti, dall'altro quattro parlamentari di "peso" del Pdl, Giorgio Stracquadanio, Guido Crosetto, Lucio Malan e Isabella Bertolini, sono andati ben oltre minacciando di votare contro la manovra. Lamentando che Tremonti è stato "a dir poco deludente", i quattro avvertono che "ora aspettiamo il decreto", ma "il nostro voto parlamentare non è affatto scontato".

Altro fronte interno alla maggioranza è poi quello aperto dalle forze "ausiliarie" di Forza del Sud. "Abbiamo ascoltato con molta attenzione l'audizione del ministro Tremonti, tuttavia, siamo rimasti fortemente perplessi dai discorsi poco chiari", spiegano in una nota i parlamentari Mario Ferrara, Pippo Fallica e Salvo Fleres, del movimento che fa capo a Gianfranco Miccichè. "Quand'anche i discorsi debbano restare poco chiari, sia chiara tuttavia una cosa: non voteremo mai qualcosa che danneggia il Sud", sottolineano i parlamentari di Forza del Sud.

"Fini allibito". "Sono allibito". Questo il giudizio del presidente della Camera Gianfranco Fini sulla replica del ministro dell'Economia Tremonti davanti alle commissioni riunite. Lo si apprende da fonti della presidenza della Camera. Tremonti, secondo Fini, non ha dato risposte precise ed esaurienti alle richieste di chiarimenti sulle misure emerse nel dibattito.

L'opposizione. Ad ascoltare il ministro, d'altronde, c'erano tutti i big dell'opposizione e della maggioranza. E dal leader del Pd Pier LuigI Bersani arrivano i primi messaggi al ministro. Il primo è politico: "La situazione politica italiana è il cuore del problema". Poi: "Al governo non deve tremare il polso: per noi chi ha di più deve dare di più". Chiaro anche l'atteggiamento verso il governo: "Siamo ancora una volta sconcertati". Antonio Di Pietro chiede al governo cosa voglia fare "di concreto". "Noi siamo disponibili ad aiutare il governo senza preconcetti, ma castelli di sabbia non ne vogliamo più vedere" dice il leader dell'Italia dei Valori.

Le parti sociali. Reazioni negative anche da parte della Cgil. "Lavoriamo perché la manovra sia giusta e equa, ma se la manovra fosse ingiusta non si potrà non reagire", promette la segretaria generale Susanna Camusso, ospite del Tg3, ribadendo la possibilità che il suo sindacato ricorra anche allo sciopero generale. La manovra, aggiunge, non dovrà essere "un nuovo grande attacco a lavoratori e pensionati" e se lo sarà, "cosa può fare un sindacato per difendere lavoratori e pensionati, e lo chiedo anche a Cisl e Uil, se non mobilitarsi per cambiare, anche con lo sciopero, questa manovra?". Per Confindustria è il direttore generale Giampaolo Galli a sottolineare che da Tremonti è arrivata solo "qualcosina in più": imprese e sindacati non sono "a conoscenza delle misure che verranno adottate per raggiungere l'obiettivo del pareggio di bilancio al 2013". Impossibile quindi dare giudizi, chiarisce il dg di Confindustria, rilevando però che da quel poco che è emerso le possibili misure "appaiono molto lontane" dall'obiettivo di una manovra aggiuntiva che "nel 2012 dovrebbe essere nell'ordine di 20 miliardi di euro".

Insulti con Casini. Particolarmente duro poi lo scontro con Casini. Il leader dell'Udc durante il suo intervento alla Camera si è lamentato della vaghezza di Tremonti, spiegando che il contenuto della manovra è stato spiegato meglio dai giornali. Una frecciata alla quale durante la replica il ministro ha risposto in maniera acida, mandando su tutte le furie Casini. "Questo è scemo, da ricoverare", è sbottato il leader dell'Udc rivolgendosi a un collega mentre lasciava la Sala Mappamondo.

Difficoltà che sembrano apparentemente non spaventare il responsabile dell'Economia che in serata, riferendosi all'audizione a Montecitorio, ha parlato di "un incontro positivo e costruttivo pur nella dialettica di una sede parlamentare così vasta. Un contributo sicuramente importante in vista del difficile lavoro che ci aspetta per la discussione del prossimo provvedimento predisposto nell'interesse del Paese".

Giù le mani dagli stipendi dei lavoratori: non provateci! Comunicato stampa di Rossana Dettori Segretaria generale FP CGIL



Stamattina il Ministro Tremonti in Parlamento ha affermato che la BCE nella lettera inviata al Presidente del Consiglio, ha chiesto un provvedimento di taglio degli stipendi dei lavoratori delle pubbliche amministrazioni.

Si svela a puntate, non avendo dato queste informazioni ieri nell'incontro con le parti sociali, un attacco senza precedenti a tanta parte del lavoro dipendente, quello peraltro che assicura servizi e diritti ai cittadini.

Non siamo più solo al blocco dei salari, siamo arrivati al taglio secco.

Tutto questo è inaccettabile e non lo permetteremo: la mobilitazione contro la manovra sarà ancora più forte.



Roma, 11 agosto 2011

giovedì 11 agosto 2011

Crisi finanziaria - Incontro con il Governo: deludente


Secondo round per Governo e Parti Sociali. Dopo l'incontro della scorsa settimana in cui sindacati, imprese e Governo hanno dato il via al confronto sulle misure per la crescita del Paese, e dopo la notizia della lettera inviata dalla BCE che solleciterebbe l'Italia ad adottare provvedimenti che anticipino il pareggio di bilancio al 2013, oggi a Palazzo Chigi si è svolto il secondo vertice tra parti sociali e Governo sulle misure anti-crisi.

Un incontro “non all'altezza dei problemi che abbiamo e della trasparenza che sarebbe necessaria”. Così il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso commenta l'esito del confronto, aggiungendo “ci aspettavamo che il governo ci dicesse cosa intende fare. La volta scorsa - ha ricordato la leader della CGIL - ci avete consegnato il libretto delle cose fatte, questa volta ci aspettavamo la lettera della BCE per sapere in che campo giochiamo”. Dunque, Camusso ha avvertito “se la manovra colpirà i 'soliti noti' e lo schema, così come lo leggiamo dai giornali, verrà confermato nel decreto, ci mobiliteremo per cambiarla, senza escludere lo sciopero generale”, riguardo ai tempi e ai modi “li deciderà l'organizzazione” ha detto il Segretario Generale della CGIL.

Pensioni, assistenza, sanità, ma anche redditi da lavoro dipendente sono, infatti, alcuni degli ambiti dai quali il Governo, in questi giorni, ha dimostrato di voler attingere per recuperare le risorse necessarie ad affrontare la grave crisi economica, e contestate fortemente dalla CGIL che, proprio ieri, ha presentato delle controproposte "radicalmente diverse dal carattere iniquo delle misure allo studio del governo" e che, come scritto nel documento, danno un taglio alla correzione di bilancio “più equo che guarda alla crescita e all'occupazione”.

Per Susanna Camusso, presente a Palazzo Chigi, per trovare le risorse che l'anticipo della manovra richiesto dalla BCE impone al Paese, è necessaria “più equità per poter garantire la coesione sociale del paese”. Dunque, la leader della CGIL nel ribadire il fermo “no” a interventi che guardino alle pensioni, ai redditi del lavoro dipendente, alla sanità e all'assistenza, ha sottolineato come al contrario “bisogna chiedere di più a chi non ha dato, intervenendo con una tassazione significativa sui grandi patrimoni, sull'evasione fiscale, e sui costi della politica. Per quanto riguarda il mercato del lavoro - ha concluso Camusso - ribadiamo che il tema sta nella disponibilità delle parti”.
da www.repubblica.it
ROMA - A Palazzo Chigi, vertice di un'ora e mezza tra governo e parti sociali sulle misure da adottare per anticipare il pareggio di bilancio. Presenti all'incontro il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Insieme a quasi tutti i componenti dell'esecutivo, tra cui il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, quello dello Sviluppo economico Paolo Romani, il ministro della Sempificazione Roberto Calderoli. Per i sindacati c'erano i leader di Cgil, Cisl, UIl e Ugl. Folta anche la rappresentanza delle imprese, a partire dal leader di Confindustria Emma Marcegaglia.

Premier: "Cdm il 18". "Sono intervenuti fatti, dopo l'incontro di giovedì scorso, che costringono a riflettere insieme - ha detto Berlusconi aprendo la riunione - I temi dell'agenda restano validi, anzi sulla modifica costituzionale dell'art. 41 e 81 ci stiamo già muovendo" (per introdurre il pareggio di bilancio nella Carta, ndr). E tra le mosse immediate, la convocazione di un Consiglio dei ministri il 18 agosto per varare un decreto legge con misure anti crisi. Secondo il premier, è possibile anche anticipare la data. E in serata a Palazzo Grazioli si è svolto un incontro tra il presidente del Consiglio, il leader della Lega Umberto Bossi, Tremonti e i vertici del Pdl.

"Pareggio di bilancio nel 2013". Il presidente del Consiglio ha ribadito alle parti sociali le intenzioni del governo sul pareggio di bilancio. Ovvero anticiparlo al 2013, con impegno a riformare la Costituzione per inserire l'equilibrio dei conti nella Carta. "Abbiamo assunto impegni gravosi: l'anticipo al 2013 del pareggio di bilancio", ha affermato. "Abbiamo constatato che c'era attesa per un provvedimento del governo. Io e il ministro Tremonti - ha aggiunto - ci siamo impegnati a convocare un probabile consiglio dei ministri entro il 18 agosto e forse ad anticipare quella data".

Il ministro Tremonti ha specificato qualche cifra: "Il rapporto deficit-Pil, al 3,8% quest'anno, dovrebbe scendere tra l'1,5% e l'1,7% il prossimo per arrivare al pareggio nel 2013". Quindi ha chiarito che "la manovra economica va ristrutturata".

Letta: "Tutto precipita". E per raggiungere il risultato, ha detto Gianni Letta, "il governo valuta ogni possibilità", alla luce della "necessità di fare presto, tra i crolli di Borsa 1 e l'aumento dello spread. In questi ultimi cinque giorni tutto è precipitato". E ancora: "Nei prossimi giorni partiranno tavoli tematici. Il primo sul mercato del lavoro sarà presieduto da Sacconi e Brunetta. Il secondo sulle infrastrutture da Matteoli e Romani. E un altro tavolo riguarderà le privatizzazioni e i servizi pubblici".

Camusso: "Incontro non all'altezza". La leader della Cgil Susanna Camusso ha ribadito la posizione del più grande sindacato italiano: "No ad interventi che guardino alle pensioni, ai redditi da lavoro dipendente, alla sanità e all'assistenza. Bisogna chiedere di più a chi non ha dato intervenendo con una tassazione significativa sui grandi patrimoni, sull'evasione fiscale e sui costi della politica". E al termine dell'incontro, Camusso ha parlato di vertice "non all'altezza dei problemi che abbiamo e della trasparenza che sarebbe necessaria". "Ci aspettavamo - ha osservato - che il governo ci dicesse cosa intende fare. La volta scorsa ci avete consegnato il libretto delle cose fatte, questa volta ci aspettavamo la lettera della Bce, per sapere in che campo giochiamo. E se lo schema della manovra verrà confermato nel decreto, proseguiremo la mobilitazione per cambiarla, senza escludere lo sciopero generale".

Un'ipotesi che il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni scarta ("Non serve a calmare i mercati") sottolineando che in ogni caso "bisogna fare presto" e indicando come prioritarie "una riforma fiscale fatta di giustizia e di economia, liberalizzazioni a cominciare dai servizi pubblici locali per avere buoni servizi e buoni prezzi". Luigi Angeletti, leader della Uil, ha fatto presente che "in questi periodi si possono fare cose che in periodi normali non sono mai state fatte" e ha sollecitato il governo a "sciogliere alcuni nodi dando un segno chiaro sui tagli dei costi della politica".

Marcegaglia: "Il governo non ha dato risposte". Durante la riunione il presidente di Confindustria ha riaffermato che "sul tema del lavoro qualsiasi cosa si decide di fare deve restare nella disponibilità delle parti sociali che hanno dimostrato di aver fatto passi importanti e sono pronte a farne altri". E a incontro concluso, parlando a nome di tutte le parti sociali: "Tutti noi abbiamo sottolineato la necessità dell'urgenza perché il Paese ha bisogno di risposte, ma il governo non ci ha anticipato nel dettaglio i contenuti del decreto che il governo varerà entro il 18 agosto" (video 2). Marcegaglia ha inoltre sottolineato che "sui principi siamo tutti d'accordo: la manovra deve avere rigore ed equità". Secondo il numero uno degli industriali, bisogna "tagliare i costi della politica, combattere l'evasione fiscale e accompagnare il rigore con provvedimenti a sostegno della crescita".

Bersani: "Incontro totalmente deludente". Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha parlato di incontro "totalmente deludente". "Spero - ha affermato che domani non vada come oggi, perché allora la situazione diventa veramente seria. Noi siamo pronti con le nostre proposte, ne diremo alcune domani, ma davvero ci aspettiamo che Tremonti dica precisamente a carico di chi intende trovare 20 miliardi già dall'anno prossimo".

Per il presidente dei senatori dell'Idv Felice Belisario, "il governo si dimostra totalmente incapace di gestire l'emergenza". E ai commenti sulla riunione di Palazzo Chigi si sono aggiunti quelli sul Tg1, che nell'edizione delle 20 ha modificato le parole di Gianni Letta "Tutto crolla" in "Tutto cambia". "Minzolini stavolta si è superato è riuscito a censurare anche il braccio destro di Berlusconi", ha chiosato Leoluca Orlando dell'Italia dei Valori.

Reguzzoni: "Patrimoniale esclusa". Il capogruppo della Lega Nord alla Camera Marco Reguzzoni non partecipava al vertice, ma ha riassunto la posizione del suo partito sulle misure anti-crisi: "Escludo qualsiasi tipo di patrimoniale. Ridurre il deficit è giusto e doveroso" per non lasciare il debito in eredità "alle nuove generazioni", ma "a pagare non devono essere i pensionati", né "le realtà produttive del paese".

da www.corriere.it
ROMA - «Tutto è possibile» dice Gianni Letta. E tra le cose possibili per sistemare i conti pubblici, nonostante le smentite di circostanza, c'è anche l'imposta patrimoniale. Nei contatti informali avuti anche ieri, ai sindacati e alle imprese il governo l'ha presentata un po' come l'ultima spiaggia. Non è un'opzione facile da far digerire alla maggioranza e allo stesso Silvio Berlusconi. Non incontra consensi, ma potrebbe rendersi necessaria per ottenere la quadratura dei conti, con l'anticipo del pareggio di bilancio al 2013. Chiesta a gran voce dai sindacati, per il momento la patrimoniale resta sul tappeto. Sarebbe una forma di prelievo straordinario che colpirebbe la ricchezza mobiliare e gli immobili, facendo salve le prime case. Un modo per controbilanciare i sacrifici che verranno chiesti nello stesso tempo alle classi più deboli, con un nuovo intervento sulle pensioni e la riforma dell'assistenza sociale. Quest'ultima, prevista per delega nel 2013 e 2014, dovrà essere anticipata di almeno un anno e mezzo, ma difficilmente riuscirà a portare in cassa i 20 miliardi stimati.

Per ottenere il pareggio di bilancio nel 2013, bisognerà intervenire anche su altri fronti. Le pensioni, innanzitutto. Ma anche qui ci sono resistenze e pressioni perché l'inasprimento sulle pensioni di anzianità venga diluito nel tempo, riducendo di conseguenza i possibili risparmi. Nelle intenzioni dell'esecutivo c'è anche un piano di dismissioni e privatizzazioni, a cominciare dai servizi pubblici locali. Ma anche questa carta è difficile da giocare in un periodo in cui è difficile trovare compratori sul mercato. Tra le opzioni c'è anche l'anticipo del federalismo fiscale, con più autonomia agli enti locali, ma meno soldi dallo Stato, e una stretta sulla sanità. Ma la coperta resta corta, per azzerare il fabbisogno netto servono 7 miliardi entro l'anno, da 20 a 23 nel 2012 e 20 nel 2013. E gira, gira, il discorso torna a cadere sull'imposta patrimoniale, che resta ben nascosta in un cassetto. Almeno fino a venerdì, quando le Borse lasceranno alla politica due o tre giorni di respiro.

da www.lastampa.it
ROMA
Il governo non svela le misure su cui sta lavorando, pur confermando urgenza e obiettivi di un intervento per far fronte alla crisi. Al tavolo con le parti sociali non sono stati indicati contenuti, ma arriva l’annuncio di un Consiglio dei ministri straordinario il 16 o il 18 agosto per un decreto legge con le misure che serviranno a ridurre il rapporto deficit-Pil dal 3,8% quest’anno ad un valore tra tra l’1,5% e l’1,7% il prossimo, e quindi arrivare al pareggio di bilancio nel 2013 in anticipo di un anno.

Si va quindi verso una manovra bis, ma le parti sociali sono deluse. Con la leader della Cgil, Susanna Camusso, che parla di «incontro non all’altezza dei problemi da affrontare e della trasparenza che sarebbe necessaria», e non esclude lo sciopero generale se verrà confermato «lo schema della manovra», bollata come «iniqua». Nessuna dichiarazione ufficiale arriva dal governo dopo l’incontro. Ma trapela che alle parti il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha indicato la necessità di ristrutturare la manovra. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha confermato «tutti gli impegni presi: faremo tutto presto e bene e in maniera inequivoca». Mentre il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ha indicato che il Governo sta valutando «tutte le possibilità e tutte le ipotesi», con la consapevolezza «che servono scelte rapide e coerenti», perchè «in questi cinque giorni tutto è cambiato, tutto è precipitato».

Dall’esecutivo anche un metodo di lavoro per poi portare avanti il confronto con le parti sociali, che saranno invitate a partecipare a tavoli tematici su sviluppo e infrastrutture (con i ministri Paolo Romani e Altero Matteoli«, sul mercato del lavoro nel privato e nel settore pubblico (con i ministri Maurizio Sacconi e Renato Brunetta), e su liberalizzazioni, privatizzazioni, e servizi pubblici. Imprese e sindacati erano arrivati a Palazzo Chigi con la certezza di poter avere indicazioni nel merito delle misure all’esame. Al termine il clima è di evidente delusione, in parte compensata dalla conferma che il governo ha comunque intenzione di agire subito, già all’inizio della prossima settimana, appena dopo Ferragosto. Come chiedevano. È cauta Emma Marcegaglia, la leader degli industriali, che parla a nome di tutti, imprese e sindacati. «Tutti noi abbiamo sottolineato la necessità dell’urgenza vista la situazione dei mercati finanziari, perch‚ il Paese ha bisogno che si faccia presto e bene. Abbiamo tutti condiviso che questa manovra deve essere di rigore ed equità». Delusi dalla mancanza di indicazioni concrete? «Chiedete al Governo», dice la presidente di Confindustria. Che comunque indica che una risposta sulla necessità di agire d'urgenza c’è stata. «Il 16 o il 18 agosto sono domani».

Nel confronto con il governo le parti sociali (che prima di recarsi a Palazzo Chigi hanno avuto un incontro tra loro) difendono un fronte «unito e compatto», sia pur con posizioni diverse sui singoli temi (dalle pensioni, alle privatizzazione, alle patrimoniali) che metteranno alla prova la solidità dell’alleanza quando sul tavolo ci saranno misure definite. Su un punto si sono rivolte al Governo con una sola voce e senza riserve, il no a ingerenze per legge sul terreno del confronto tra attori sociali: la riforma del mercato del lavoro, «deve essere di totale, unica e esclusiva competenza delle parti» che hanno deciso di incontrarsi «presto» per chiudere il confronto in tempi stretti.

da www.unità.it
La manovra sarà ristrutturata. Questa l'unica certezza emersa dall'incontro con le parti sociali a palazzo Chigi. Ma sul come farlo il governo non ha fatto chiarezza, rinviando tutto al Consiglio dei ministri che si terrà tra il 16 e il 18 agosto per approvare un decreto d'urgenza con cui arginare la tempesta dei mercati.

Chi, dunque, si aspettava nero su bianco almeno delle ipotesi di intervento è rimasto deluso. A dirlo esplicitamente è stata la Cgil che non ha escluso di arrivare a uno sciopero generale se la manovra si rivelasse iniqua e fossero confermate le indiscrezioni di questi giorni soprattutto sulle pensioni. Ma il malcontento seppure celato è trapelato anche tra gli altri intervenuti al tavolo che si aspettavano qualcosa in più.

La stessa presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha detto che il governo non è entrato nel merito delle misure che si appresta ad approvare, ma ha invitato l'esecutivo a fare presto e a dare risposte al paese. Ora spetterà al governo trovare la quadra come ha sottolineato lo stesso ministro del Welfare, Maurizio Sacconi: «A questo punto è il governo a dover decidere nel nome delle sue primarie responsabilità».

Un compito non facile anche per gli equilibri interni alla stessa maggioranza. In serata, infatti, è stato convocato un vertice del Pdl, con Berlusconi, al quale hanno partecipato sia Umberto Bossi che Giulio Tremonti.

La Lega intanto ha posto il suo veto: no a un taglio delle pensioni nè all'imposizione di una patrimoniale. L'obiettivo difficile del ministro dell'Economia, come lui stesso ha spiegato alle parti, è di far scendere il deficit dal 3,8% di quest'anno all'1,5-1,7% il prossimo anno per arrivare al pareggio nel 2013. Secondo il percorso di rientro del disavanzo, che l'Italia aveva concordato con la Ue prima dell'urgenza di anticipare il pareggio di bilancio, il disavanzo per quest'anno era stimato al 3,9%, al 2,7% nel 2012 e al 2,2% nel 2013 per arrivare all'azzeramento nel 2014.

L'urgenza del momento impone però scelte rapide di fronte ai listini italiani che sono crollati perdendo il 6,6%. E proprio su questo si è soffermato il sottosegretario Gianni Letta: «Sappiamo che servono scelte rapide e coerenti e il governo sta valutando tutte le possibilità e tutte le ipotesi. In questi giorni - ha aggiunto tutto è cambiato, tutto è precipitato. La realtà è in così rapida evoluzione al punto che è diversa dall'avvio di questo tavolo».

E nonostante l'unità di facciata delle parti sociali, anche su questo fronte ci sono delle spaccature: se tutti sono concordi nell'abbattimento dei costi della politica e sulla necessità di intervenire con urgenza e in maniera equa, Confindustria ad esempio non ha chiarito cosa pensi di un eventuale intervento sulle pensioni bocciato dai sindacati compatti. La stessa associazione degli industriali è invece contraria alla patrimoniale caldeggiata dalla Cgil pronta allo sciopero se le ipotesi sulla manovra fossero confermate. Una mobilitazione in cui il sindacato andrebbe da solo vista la contrarietà della Cisl di Raffaele Bonanni che ha sottolineato come «ai mercati non si risponde con lo sciopero generale. Sarebbe uno sbaglio».

Le parti, comunque, si rivedranno a breve, prima del Cdm della prossima settimana, per discutere di mercato del lavoro, un tema che hanno chiesto sia lasciato nella loro totale disponibilità. 10 agosto 2011
da www.ilfattoquotidiano.it
Un Consiglio dei ministri straordinario per approvare il 18 agosto un decreto legge sulla crisi. E la ristrutturazione della manovra. E’ quanto annunciato dal governo durante il tavolo con le parti sociali a Palazzo Chigi. Dopo l’incontro, il premier ha convocato un vertice di maggioranza a palazzo Grazioli per definire tempi e modi degli interventi annunciati.

”Confermo tutti gli impegni presi. Faremo tutto presto e bene e in maniera inequivoca”, ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, aprendo il tavolo. Abbiamo ”assunto impegni gravosi, come l’anticipo al 2013 del pareggio di bilancio – ha continuato il premier -. Abbiamo constatato che c’era attesa per un provvedimento del governo. Io ed il ministro Tremonti ci siamo impegnati a convocare un probabile consiglio dei ministri entro il 18 di questo mese. E forse riusciremo anche ad anticipare quella data. Ci siamo impegnati ad inserire in Costituzione il pareggio di bilancio. I temi dell’agenda restano validi. Anzi, su alcuni punti, come la modifica agli articoli 41 e 81 della Costituzione, ci stiamo già muovendo”.

Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha reso noto che il rapporto deficit/pil al 3,8% di quest’anno scenderà tra l’1,5% e l’1,7% nel prossimo anno per arrivare al pareggio nel 2013. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta ha annunciato che nei prossimi giorni partiranno tavoli tematici sul lavoro e sulle infrastrutture. Il primo tavolo, sul mercato del lavoro, sarà presieduto dai ministri Sacconi e Brunetta, il secondo tavolo, sulle infrastrutture, dai ministri Matteoli e Romani. “In questi cinque giorni tutto è cambiato, tutto è precipitato. La realtà è in rapida evoluzione al punto che è diversa dall’avvio di questo tavolo”, ha commentato Letta, secondo cui il governo sta valutando tutte le ipotesi.

Dai sindacati è arrivata la richiesta al governo di fare presto con le nuove misure. “La gente vuole equità al di là del linguaggo criptico della politica. Serve ripulire l’impianto amministrativo, fare una riforma fiscale e le liberalizzazioni”, ha detto il leader della Cisl Raffaele Bonanni. Un invito alla coesione sociale è arrivato da Susanna Camusso, segretario della Cgil, che dice “no a interventi sulle pensioni, sui redditi del lavoro dipendente, su sanità e su assistenza. Bisogna chiedere di più a chi non ha dato, con una tassazione significativa sui grandi patrimoni, sull’evasione e sui costi della politica”. Al termine del vertice Camusso ha commentato: ”L’incontro non è stato all’altezza dei problemi che abbiamo e della trasparenza che sarebbe necessaria”.

Le parti sociali hanno poi chiesto, con una posizione comune frutto dell’accordo raggiunto nel pre vertice, di lasciare ad un accordo tra imprese e sindacati la riforma del mercato del lavoro, evitando un intervento per legge. Di fronte fronte sociale “unito e compatto” aveva parlato prima che iniziasse l’incontro col governo il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia.

Sul fronte della maggioranza, il segretario del Pdl Angelino Alfano ha fatto il punto della situazione con i capigruppo Pdl di Camera e Senato ed ha sentito al telefono il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. E mentre circolano mille ipotesi sulle misure da approvare per fronteggiare la crisi (si discute di previdenza e patrimoniale che però non sarebbe ben vista dal premier) i diversi schieramenti si riuniscono e fissano i loro paletti. Ieri la Lega ha affidato alla Padania l’altolà sul sistema previdenziale: “Le pensioni dei lavoratori non si toccano”. E il Pd ha chiesto che a pagare non sia “la povera gente” e oggi con il segretario Pierluigi Bersani afferma: “Pretenderemo dal Governo di avere finalmente parole chiare e precise sulle sue intenzioni. Se non saranno soddisfacenti, faremo le nostre proposte alternative”. Ma il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto rinvia ogni decisione al tavolo con industrie e sindacati: “Le componenti interne della manovra saranno definite dal governo dopo l’incontro con le parti sociali”. Mentre il Terzo Polo chiede che domani alla Camera si presenti anche il premier e Francesco Rutelli, leader dell’Api, vuole che il governo chiarisca quali sono gli impegni presi con la Bce e conferma la responsabilita’ del suo schieramento, ma solo per “misure e riforme coraggiose, non per un menu’ di ricette contraddittorie che rischiano di ammazzare il cavallo”.

Per mettere a punto le diverse proposte tra oggi e domani è prevista anche una girandola di incontri dei diversi schieramenti politici. Oggi pomeriggio, verso le 18, il Pd riunirà il suo vertice, con il segretario e i responsabili economici del partito, per fare il punto prima dell’audizione del ministro Tremonti domani alle commissioni di Camera e Senato. Poi sarà la volta del Pdl, i cui dirigenti e ministri sono stati convocati dal segretario Angelino Alfano al termine dell’incontro tra governo e parti sociali. Infine domani doppio incontro. Il terzo Polo terrà una riunione dei suoi leader domani mattina verso le 9 e lo stesso farà il Pd che chiamerà a raccolta i gruppi di Camera e Senato verso le 9,30. Poi alle 11 tutti nella sala del Mappamondo di Montecitorio per ascoltare le parole del ministro dell’Economia.

mercoledì 10 agosto 2011

Circolare erogazione buoni pasto n. 561694


Con la circolare n. 561694 del Settore R.U., l'A.C. ribadisce con imperio, le modalità di erogazione e fruizione dei buoni pasto per i dipendenti comunali.
Da un primo esame, chi ne esce con le ossa rotte è il personale p.time, infatti per poter fruire del b.pasto è obbligatorio un orario di lavoro ordinario superiore alle 8 ore articolato in due turni, (art. 145 del CCNL c.2 precisa:"possono usufruire della mensa i dipendenti che prestino attività lavorativa al mattino con prosecuzione nelle ore pomeridiane, con una pausa non superiore a 2 ore e non inferiore a 30 minuti).

Insomma, con la circolare è stato posto in essere il dettato del D.G., che ricordiamo: "“per non far nascere in capo ai lavoratori il diritto al
buono pasto”

A settembre, richiederemo incontro con le parti datoriali.



Modificato il Regolamento Uffici e Servizi



Sul sito intracom http://gesepa.comune.palermo.it/gesepa/jsp/home.jsp?modo=tabella#no, è stato pubblicato il Testo integrato del RUS, a seguito delle modifiche deliberate dal seduta del G.C.n. 97 del 14/07/2011, che brevemente indichiamo
Parte I - All. 7 - Diritto allo studio
Parte II - Acquisizione Risorse Umane e Progressioni carriera
Parte I - Organizzazione Testo integrato articoli Parte I - All. 1 - Organigrammi e relative competenze Parte I - All. 2 - Dotazione Organica
Parte I - All. 3 - Mansionario
Parte I - All. 4 - Comitato Garanti
Parte I - All. 5 - Codice Comportamentale
Parte I - All. 6 - Modulo Part. Time
Parte I - All. 8 - Disciplina formazione
Parte I - All. 9 - Disciplina antimafia Parte I - All. 10 - Discilina UDE

buona lettura

Disordini in Gran Bretagna


Chi sono i casseur Londinesi che hanno messo aferro e fuoco la capitale, cosa c'è dietro la violenza, quale ideologia politica hanno i ragazzi delle gang londinesi.E' un fenomeno tipicamente nord-europeo, quello della violenza senza limiti o le cause e concause sono da ricercare anche nei risultati prodotti dalle politiche neoliberiste delle destre europee. Interesante è l'intervento di chi vive a Londra, riportato dal blog di www.beppegrillo.it:
"Mia figlia sta a Ealin e le rivolte sono arrivate anche lì, mi scrive che è andata in centro per aiutare, e che la polizia è scarsa, dati i tagli del governo, e il malessere è grande e ha raccolto gli attacchi di un settore della gioventù inglese che, anche senza motivazioni politiche e sociali, è in cronaca da tempo per acoltellamenti e atti di vandalismo, un equivalente dei nostri blac block o vandali da strada. Al di là di questi teppisti, queste sono solo le avvisaglie di ciò che accadrà quando il neoliberismo avrà distrutto anche gli ultimi resti dello stato sociale e ghettizzato i poveri come è avvenuto a Londra, come ovunque del mondo, mentre il governo taglia alla fasce più deboli, indebolisce le forze dell'ordine, chiude il futuro ai giovani. La rivolta londinese è un mix che non ha niente a che fare col multiculturalismo, ma si presenta ogni volta che, a Londra come a Parigi, nel Bronx, come a Liverpool, la rivolta degli esclusi scoppia dove la miseria e l'emarginazione hanno creato ghetti di sofferenza che si incrociano con isole di delinquenza selvaggia e devastatrice. A questa ribellione della miseria si lega sempre il vandalismo di giovinastri che non hanno né ideologia politica né protesta sociale, i casseur parigini ieri e oggi i giovani londinesi che appena ieri accoltellavano e aggredivano indipendentemente dalla razza e dalla cultura, e che sono la schiuma violenta di tutte le insurrezioni sociali." viviana v., Bologna

Più equità, contro il cinismo del governo - le controproposte della CGIL


Siamo alla frutta, l'unico a non accorgersene e Silvietto e il suo stuolo di sodali e Ministri scendiletto.
Le Reaganomics, ricopiate in Italia con un 20ennio di ritardo dal Governo Berlusconi, danno i loro frutti e si vedono: aumento del debito pubblico, sperequazione sociale, aumento della casta superricchi e impoverimento della popolazione tutta.

La CGIL propone al Governo delle destre, ricette semplici e immediate, senza fottere gli Italiani:
La politica europea continua a sbagliare bersaglio: l'Europa pensa sia possibile rispondere alla
crisi solo attraverso il controllo del debito senza adottare le misure per una nuova crescita. A
questo si aggiunge l'ormai innegabile incapacità del governo italiano, da tre anni a questa parte, di
affrontare la crisi dell'economia reale del nostro Paese. Il governo ha sbagliato i conti e le politiche
economiche, continuando a produrre misure e manovre inique, recessive e inefficaci, fino al
riconoscimento della fragilità dell'Italia - politica prima ancora che economica - da parte dei mercati
e al successivo “commissariamento via lettera riservata” da parte della BCE.
Per la CGIL resta indispensabile sapere esattamente cosa sia richiesto all'Italia nella lettera della
BCE e come il governo abbia intenzione di rispondere. Solo in trasparenza si può esercitare la
democrazia, cosicché ogni forza sociale o politica e, più in generale, il Paese possa esprimere la
propria opinione.
Proprio a conferma di una politica economica europea sbagliata e di un'ancora più inadeguata
gestione dell'economia pubblica da parte del governo italiano, ci troviamo oggi costretti ad
anticipare il pareggio di bilancio al 2013, cercando risorse pari a circa 30 miliardi di euro (per
correggere il deficit dell'1%) già nel 2012. Non siamo però costretti ad accettare la ricetta del
governo, che taglia la spesa sociale, la previdenza, i diritti e persino la crescita, precludendo
qualsiasi possibilità di ripresa almeno per i prossimi due anni.
Ai fini dell'anticipazione del pareggio di bilancio occorre garantire immediatamente maggiori
entrate: si possono realizzare misure più eque, anche come base per la crescita del PIL e
dell'occupazione. La CGIL propone:
· un Piano strutturale di lotta all’evasione fiscale e al sommerso, contabilizzando
preventivamente in Bilancio le quote di entrate da recuperare, anche coinvolgendo le istituzioni
locali. Il Piano si realizza attraverso il ripristino delle norme anti-evasione ed anti-elusione
abolite nell'ultima Legislatura, rafforzando in particolare le norme sulla tracciabilità; potenziando
il sistema sanzionatorio e introducendo il “caporalato” come reato penale; utilizzando a pieno
tutte le banche dati (compresa l'anagrafe dei conti) e migliorando gli strumenti (studi di settore,
redditometro, indici di congruità, etc.) già oggi disponibili in un rapporto diretto di “tutoraggio” per
imprese e autonomi capace di prevenire l’evasione; rivedendo la normativa su appalti e
subappalti. Il Piano potrebbe produrre 18 miliardi di euro nel 2012 e 23 miliardi nel 2013.
· L'Introduzione di un’Imposta straordinaria sui Grandi Immobili (IGI) il cui valore patrimoniale
netto superi la soglia dei 500.000 euro, con aliquota fissa dell'1% a decorrere già dal 2011. Tale
misura potrebbe generare un gettito massimo potenziale di circa 18 miliardi di euro.
· Introduzione di un’Imposta ordinaria sulle Grandi Ricchezze (IGR), ispirata al modello
francese1. L’imposta verrebbe pagata solo sulla quota che eccede gli 800.000 euro. A subire un
1 Si prevede un'aliquota progressiva dallo 0,55% all’1,8% sulle attività reali (immobili, aziende e oggetti di valore) e
sulle attività finanziarie (depositi, titoli di Stato, azioni, etc.), al netto delle passività finanziarie (mutui e altri debiti).
1
aumento del prelievo fiscale strutturale non sarebbe il 95% delle famiglie italiane ma solo gli
ultraricchi, ossia il 5% delle famiglie, considerando anche le detrazioni (es. carichi familiari) e le
deduzioni (es. autofinanziamento capitale d’impresa). Si stima un gettito massimo potenziale di
circa 15 miliardi ogni anno.
· Armonizzazione a livello europeo della tassazione sulle rendite finanziarie, con esclusione
dei BOT, introducendo una sola aliquota intermedia (20%), anche per ridurre la distanza tra
prelievo finanziario e prelievo sul lavoro dipendente. L’operazione porterebbe nelle casse dello
Stato un gettito di circa 4,5 miliardi di euro ogni anno.
· Riduzione dei Costi della Politica, attraverso: l’accorpamento delle funzioni amministrative e
di servizio per i Comuni piccoli e medi estendendo la pratica dei Consorzi comunali e delle
Associazioni di Comuni; il taglio lineare ed immediato del 15% di tutti gli emolumenti e delle
indennità di politici e amministratori pubblici; la sospensione fino al 2014 delle “consulenze” in
tutta la Pubblica Amministrazione; la riduzione delle società che non producono servizi collegate
agli EE.LL. e del numero di amministratori delle stesse società2. Queste misure possono
produrre un risparmio di spesa immediato di circa 3 miliardi di euro da destinare ai governi
locali.
· Aumentare la Tassa di successione, modificandone i criteri attualmente in vigore (riferimenti
catastali, ipotecari e di registro; inserire un principio di progressività; etc.). Si punta ad un
gettito di circa 2 miliardi di euro l'anno.
Le maggiori risorse derivanti da questa misura (circa 1 miliardo di euro ogni anno) possono
essere destinate ad un incentivo diretto di natura straordinaria per l'inserimento dei
giovani nel mercato del lavoro3 che potrebbe portare 300.000 nuove assunzioni in tre
anni.
Infine la CGIL, a premessa delle proprie proposte, conferma che le questioni legate alle relazioni
industriali, alla contrattazione e al mercato del lavoro riguardano le parti sociali, non il governo.
2

martedì 9 agosto 2011

Nuova veste grafica del sito FPCGIL


Novità in casa FPCGIL, da oggi è visualizzabile il sito, sempre allo stesso indirizzo
http://www.fpcgil.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1, con una nuova veste grafica e ulteriori contenuti. Buona lettura

Manovra iniqua, più diseguaglianze, più ingiustizie


“Una manovra nata iniqua e che diventa ancora più cruda adottando misure che produrranno ingiustizie e diseguaglianze da respingere”. E' quanto afferma il Segretario Confederale della CGIL, Vera Lamonica, commentando le ipotesi allo studio del governo, in materia previdenziale, per far fronte alla crisi.

Blocco delle pensioni di anzianità per 12-18 mesi; anticipo, già nel 2012, delle norme di allungamento dell'età pensionabile per le donne, ma anche un possibile anticipo dal 2013 al 2012 della riforma che aggancia l'età pensionabile alle aspettative di vita. Per quanto riguarda le pensioni di anzianità le ipotesi vanno da un blocco totale per un anno o 18 mesi ad un innalzamento dei requisiti, ossia la quota che somma età anagrafica a età pensionabile potrebbe essere portata nel 2013 da 97 a 100. Un'accelerazione dei tempi riguarderebbe invece l'allungamento dell'età pensionabile per le donne che potrebbe aumentare di un anno già a partire dal 2012, per poi aumentare un anno ogni due. E non più di un mese a partire dal 2020 per arrivare a 65 anni nel 2032, come previsto dalla manovra. Sempre tra le ipotesi al vaglio l'anticipo dal 2013 al 2012 della riforma che aggancia l'età pensionabile alle aspettative di vita, con la necessità dunque di lavorare tre mesi in più già a partire dal prossimo anno.


Sono queste le misure che il Governo sta rispolverando per far fronte alla crisi, e in merito alle quali Lamonica osserva come “all'iniquità si aggiunge ulteriore iniquità”. Si intravede infatti, spiega la dirigente sindacale “di cosa sarà fatto l'anticipo di bilancio: un ulteriore colpo alle pensioni di anzianità e l'adozione immediata di provvedimenti, già previsti dalla manovra”. Come, ricorda Lamonica “l'innalzamento dell'età pensionabile delle donne nel privato e i tagli indiscriminati a tutto il territorio dell'assistenza: dall'indennità di accompagnamento, a quelle di invalidità e di reversibilità”.

Secondo la dirigente sindacale i provvedimenti al vaglio del Governo “sono misure da respingere”, perchè avverte Lamonica “producono ingiustizie e approfondiscono le diseguaglianze. Anziché colpire ancora una volta pensioni e assistenza – conclude - si recuperino le risorse necessarie dall'evasione, dalle grandi ricchezze e dalle rendite”.

Crisi: il punto della CGIL


Che la crisi economica sia grave, che la manovra di Tremonti sia iniqua e inefficace insieme e che il Governo sia palesemente incapace di affrontare l’emergenza del Paese la CGIL lo dice da molti mesi. Nell’incontro del 4 agosto tutto ciò è apparso ancora più palese ed evidente. Proposte annuncio, tentativi dei vari ministri di ritrovare un loro protagonismo, il leader che faceva battute e si distraeva, probabilmente non più interessato dal mondo reale.

Oggi la questione economica e quella politica sono diventate la stessa cosa. Non ci sarà né risanamento, né riequilibrio dei conti, né crescita, né tantomeno equità con il Governo in carica. Non spetterebbe a noi dirlo ma questa è la triste realtà dei fatti: senza un cambiamento politico a breve l’Italia non uscirà dall’emergenza.

Tuttavia una organizzazione sindacale come la CGIL ha il dovere oggi, come sempre in passato, di elaborare proposte chiunque sia l’interlocutore democraticamente eletto e sostenere le proprie rivendicazioni mobilitando le sue forze, con l’obiettivo di tutelare i lavoratori in una prospettiva di miglioramento generale.

Per questo motivo abbiamo deciso di confrontarci con le altre forze sociali ed economiche che condividevano con noi almeno l’analisi sulla gravità della situazione e sull’inefficacia della manovra. Per questo stesso motivo siamo andati al confronto a Palazzo Chigi: concordando alcuni punti con le altre parti sociali e mantenendo le nostre obiezioni su alcune richieste di Confindustria consideriamo sbagliate come le privatizzazioni delle aziende locali di servizio, la svendita del patrimonio pubblico, la pretesa cancellazione di questa o quella istituzione (che implicherebbe, non dimentichiamolo, un cambiamento della Costituzione).

Su questi temi avremmo voluto che a Palazzo Chigi ci fossero anche le rappresentanze delle Regioni e degli Enti Locali ma il Governo ha preferito escluderli.

Abbiamo inoltre insistito, sia con le parti sociali che a Palazzo Chigi, sulla necessità di approntare con urgenza un piano energetico per abbassare i costi dell’energia per le famiglie e le imprese e un piano straordinario per l’occupazione giovanile, come sulla riforma fiscale e l'evasione. Ma niente di ciò che è concreto e fattibile sembra interessare l’Esecutivo.

Andando a quei confronti abbiamo voluto avvertire Confindustria, le altre parti sociali e soprattutto CISL e UIL che se si fosse riproposto il tentativo di legiferare in materia sindacale da parte del Ministro Sacconi (facendo oggi in emergenza quello che non è riuscito a fare a novembre e che le parti sociali hanno di nuovo respinto con l'ipotesi di accordo del 28 giugno) noi avremmo considerato esaurito il tentativo di discutere con il Governo di provvedimenti di emergenza.

Così è accaduto. Null’altro è uscito da parte del Governo se non l’idea di una presunta riforma della legislazione del lavoro e di una anticipazione della manovra. Consideriamo entrambi questi intendimenti deleteri per il Paese. L’Italia soffre di un eccesso di precarizzazione e impoverimento del lavoro e non di rigidità sindacali che ne impediscono la crescita. Anticipare i tagli vuol dire portare il Paese verso la recessione e colpire ancora di più i redditi dei lavoratori e dei pensionati, i consumi e gli investimenti. Che ce lo chieda la BCE non cambia il fatto. La BCE chiede una manovra più incisiva, noi chiediamo una manovra più equa e che aiuti la crescita con entrate fiscali straordinarie a carico dei ceti più ricchi e non ancora una volta a scapito del lavoro.

Il Ministro Sacconi poi, con un accanimento degno di miglior causa, ha deciso di correre al capezzale della Fiat cercando di risolvere per legge quello che Fiat non è riuscita a fare con il suo decisionismo manageriale. Fiat ha prodotto uno scontro sindacale epocale e ora chiede al Ministro ossequiente l’iniziativa legislativa. Per la CGIL non è una strada percorribile.

Non c’è bisogno di aggiungere che la CGIL, come deciso nell’ultimo Direttivo, intende cambiare la manovra del Governo e sta elaborando una piattaforma alternativa che, mantenendo intatti i saldi, recupera altrimenti risorse maggiori da investire nella crescita. Con questa proposta saremo in campo nelle prossime settimane, quando si comprenderanno i danni prodotti dalll’intervento del Governo.

Ma tutto questo era sino a ieri. Oggi l’Europa ci detta l’agenda e il Governo è obbligato a recepirla. Ciò conferma l'inutilità di incontri come quelli voluti dal Ministro del Welfare. È indispensabile che il Governo convochi parti sociali, Regioni e Enti locali, spieghi cosa ci chiede la BCE, renda pubblica la lettera della BCE, e dica cosa ha intenzione di fare. In modo che ogni italiano capisca qual è la situazione reale e ogni forza sociale e politica possa dire i propri sì e i propri no. Poi tocca al Governo assumersi le responsabilità di decidere e alle parti sociali la propria libera iniziativa.

Per quanto riguarda la CGIL, come abbiamo già detto, è indispensabile un prelievo più equo che tocchi le grandi ricchezze, unito a interventi di crescita. Chiediamo un piano straordinario di assunzione di giovani e tagli dei costi della politica e dei costi di funzionamento delle istituzioni concordati con le Regioni e i Comuni. Domani renderemo pubblica una proposta compiuta.

La condizione perché si continui il confronto è che sia possibile cancellare le iniquità cinicamente previste dalla manovra del governo.

La CGIL comprende e rispetta gli appelli alla coesione del Capo dello Stato, ormai unica autorità istituzionale e morale a salvaguardia del Paese. In questa luce la CGIL dirà con coerenza e trasparenza ciò che ritiene giusto e accettabile e ciò che secondo le nostre valutazioni non lo è.

lunedì 8 agosto 2011

Parlamento in ferie, economia a terra, italiani con le pezze al sedere e pellegrinaggi dei parlamentari


da www.beppegrillo.it
I nostri parlamentari, una volta all'anno, si trasformano in pellegrini. Un sacrificio per riscoprire i luoghi della Fede. Una piccola estensione delle vacanze di agosto in cui il parlamento è chiuso per ferie. La prima settimana di settembre, quando i cassintegrati diventano licenziati e i licenziati trovano i cancelli delle fabbriche chiusi per sempre, arriva il momento della penitenza e del raccoglimento. Quest'anno, dopo le trasferte in Turchia nel 2008, in Siria nel 2009 e in Russia nel 2010, i circa 200 tra parlamentari e famigli si recheranno in Terra Santa. Un programma da Rambo della politica. "Dalla scalata in piena notte sul Monte Sinai, dove Dio diede a Mosè le Tavole dei Dieci comandamenti a Nazareth; dalla casa di San Pietro sul lago di Tiberiade al Santuario della Moltiplicazione dei pani e dei pesci alla Basilica della Natività a Betlemme al Santo Sepolcro a Gerusalemme, fino allo Yad Vashem, il museo dell'Olocausto: sono le tappe principali del pellegrinaggio". Un viaggio senza respiro per visitare i luoghi della cristianità e del martirio di Cristo, come ad esempio l'Hotel Dan Jerusalem 5 Stelle dove soggiorneranno i pellegrini. La guida sarà monsignor Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Vita e cappellano di Montecitorio che condurrà tra pranzi e cene di gala personaggi del calibro di Maurizio Lupi, Renato Schifani, Angelino Alfano, Raffaele Fitto, Carlo Giovanardi, Gianni Alemanno, Paola Binetti e Livia Turco. La Binetti, quella che ispirata dal Vangelo delle origini si oppose ai PACS, ha messo in evidenza i sacrifici che dovranno affrontare i parlamentari "Affittiamo i pullman. Siamo arrivati a riempire quattro pullman, stretti stretti, E' un'esperienza che forma e aiuta a creare l'armonia all'interno del Parlamento".Nel programma viene precisato che è necessario "essere in buone condizioni fisiche, muniti di giacca a vento, scarpe comode, borraccia, cappellino ed occhiali da sole". Dopo la visita al Castello dei Crociati e un salto a Petra, il ritorno a casa. A causa della riapertura anticipata (?) della Camera dovuta alla catastrofe economica a martedì 6 settembre (dopo più di un mese di chiusura...), il viaggio in Terra Santa dovrà essere anticipato di qualche giorno. Un martirio immeritato per deputati e senatori in viaggio per conto di Dio e che, come dice Lupi, pagano anche "di tasca propria" grazie agli stipendi parlamentari da nababbi pagati dai cittadini. Il prossimo anno, consci di quello che li aspetta, i pellegrini andranno a Lourdes per farsi benedire. La speranza di continuare a vivere alle spalle degli italiani è l'ultima a morire.

Ucciso Ludovico Corrao


L'ex senatore Ludovico Corrao, 84 anni, ucciso a coltellate nella sua Gibellina, provincia di Trapani, era per tutti il sindaco del dopo terremoto. Fu lui, infatti, da primo cittadino di Gibellina, a ideare una ricostruzione del paese nel nome dell'arte e della cultura, a costo, secondo molti critici, di stravolgere la natura di un paese contadino. Così Corrao creò quella sorta di museo a cielo aperto che diventò negli anni Ottanta la cittadina risorta sulle rovine del sisma del '68, chiamando artisti come Pietro Consagra e Mimmo Paladino a realizzare grandi sculture e installazioni urbane. Il segno più celebre è diventato il Cretto di Burri, il sudario di cemento sulle macerie, memoria della tragedia. A lui si deve anche la nascita del festival delle Orestiadi di Gibellina, che ha da poco concluso l'edizione 2011, diretto nel corso degli anni da Franco Quadri, Roberto Andò, Franco Scaldati e che ha portato sul Cretto spettacoli di registi di primo piano come Peter Stein e Amos Gitai.

Ludovico Corrao, originario di Alcamo, è stato parlamentare prima della Dc, nell'area cristiano sociale, e poi da indipendente del Pci. All'inizio degli anni Sessanta in Sicilia fu uno dei protagonisti della rottura all'interno della Democrazia cristiana che mise in minoranza l'ala dei ras Lima e Gioia per dare vita a un governo anomalo guidato dal dc Silvio Milazzo e che teneva assieme Pci e Msi oltre ai ribelli democristiani. Un esperimento destinato a durare poco ma che segnò una stagione in cui la Sicilia inseguiva un sogno di sviluppo industriale autonomo.

Abbandonata la politica Corrao si era dedicato anima e corpo alla Fondazione Orestiadi di Gibellina, al Museo delle trame mediterranee, che lui stesso riforniva di preziosi oggetti acquistati nei suoi viaggi, e alla nuova sede tunisina delle Orestiadi. Utopista per natura, il senatore Corrao ha speso gli ultimi anni della sua vita alla ricerca del bello, a quella rifondazione culturale nella quale ha sempre creduto.

Camusso, il conto della crisi esconomica salirà a 36 miliardi di €, Tremonti ci dica dove li troverà


Il governo ci deve dire «se viviamo in un Paese commissariato e senza autonomia» e deve chiarire «quali sono le condizioni poste dalla BCE per acquistare i bond italiani». Susanna Camusso, leader della CGIL, ritiene che «l'insistente notizia» di una lettera scritta dalla Banca centrale europea a Berlusconi apra «un problema di democrazia».

Lei cosa chiede?
«Che quel testo sia pubblicato senza omissioni, così ognuno potrà valutare a che punto è la crisi senza il velo delle continue menzogne del governo».

Secondo lei a che punto è la crisi?
«Al punto che la BCE detta cosa fare e quando fare, in un'ottica - immagino - monetarista e di tagli al welfare. E al punto che anticipare l'equilibrio di bilancio con una manovra come questa, a crescita zero, ci costerà un altro punto di Pil, quindi fra i 16 e i 18 miliardi, oltre ai venti già previsti. Tremonti ci ha detto che è solo questione di tempi, ma ora ci deve dire anche qual è il costo aggiuntivo di questi tempi».

La BCE, comunque sia, vuole quell'anticipo e ieri anche Francia e Germania hanno giudicato positive quelle misure. Alla CGIL non piacciono, ma come opporsi al volere dell'Europa?
«È ormai evidente che il tema che ci viene imposto è quello delle entrate. Ma non è con una partita secca, giocata solo su questi termini, che usciremo dalla crisi: così si crea depressione e squilibrio. Continuo a pensare che non si possa fare una politica delle entrate senza equità e senza nulla chiedere a quella parte del Paese che potrebbe pagare di più».

Quindi se ci fosse anche la tassazione sui grandi patrimoni la manovra sarebbe accettabile?
«Diciamo che una tassa straordinaria di quel genere garantirebbe il recuperare molte risorse e così facendo permetterebbe di abbassare gli squilibri».

Le altri parti sociali, soprattutto le imprese, sono d'accordo sulla patrimoniale?
«L'idea si fa strada, e già qualche mese fa ne aveva parlato anche Assonime, l'associazione delle società per azioni. Ma vedo che si fa strada anche l'idea di una tracciabilità dei capitali già dai 300-500 euro. Non è che chi ha più ricchezze sia diventato improvvisamente generoso: ha semplicemente realizzato che la depressione sarebbe un disastro per tutti, non solo per lavoratori dipendenti e pensionati. La realtà è che qui ci stanno chiedendo di svendere pezzi del Paese, siamo trattati ormai come la Grecia».

Visto che siamo commissariati e ancora così importante cambiare governo?
«Sono sempre più convinta che questo governo sia parte del problema. Tra l'altro gli atteggiamenti non cambiano: si raccontano bugie e si tenta di dividere le parti sociali».

A chi si riferisce?
«Al ministro Sacconi che cerca di approfittare della situazione per limitare i diritti del lavoro e intervenire su accordi già firmati. E ciò nonostante le parti sociali gli abbiano detto che su quei temi fanno da sole».

diritti costituzionali non si toccano - nota di R. Dettori


Siamo contrari alla privatizzazione della sfera pubblica dei servizi paventata nel documento proposto dalle parti sociali al Governo e su cui la Cgil ha coerentemente espresso il proprio dissenso. La storia recente, fatta di privatizzazioni a "perdere", e la risposta referendaria, avrebbero convinto qualunque governo ad abbandonare questo terreno. Ma non hanno convinto il nostro, intenzionato a usare la crisi per smantellare il sistema pubblico.

Non ci arrendiamo all'idea che il sistema dei servizi, quelli garantiti dalla Costituzione, venga svenduto al peggior offerente: non si privatizza la sanità, la formazione, l'assistenza ai cittadini, agli anziani, ai non autosufficienti. Non si toccano i beni comuni.

Presidieremo questi luoghi orgogliosamente pubblici che sorreggono il nostro patto sociale e rappresentano i soli strumenti di equità di cui il nostro Paese disponga, assieme al contratto nazionale e al nostro pur carente sistema di welfare, sulla cui "modernizzazione" vorremmo maggiori delucidazioni. L'anticipazione della manovra, annunciata dal Presidente del Consiglio Berlusconi, peserà sui ceti più disagiati senza affrontare le questioni sociali aperte, l'impoverimento di famiglie e lavoratori e la crescente ingiustizia sociale. Impoverimento che, sommato alla riduzione di reddito causata dalla privatizzazione dei servizi, rappresenta un mix esplosivo dai risvolti socio-economici insostenibili. Allo stesso modo crediamo che il nostro sistema fiscale sia opprimente, ma non certo per gli evasori, che andrebbero perseguiti con maggior durezza, bensì per il lavoro dipendente, asfissiato dal fiscal drag.

Il perimetro dell'azione pubblica va allargato, non certo ridotto. I mantra neoliberisti, i predicatori del "più privato, meno stato", hanno solo prodotto drammi collettivi, impoverimento e speculazione.
Roma, 6 Agosto 2011