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giovedì 21 luglio 2011

Save Pegah


Dear friends
As you are all concerned Iranian cinema has always been subject to official censorship but the story does not end here as during the post election uprising many filmmakers, actors and actresses who have supported the movement has been arrested, been prosecuted and jailed.

And Now "Pegah Ahangarani" is taken to Evin prison in Tehran, confirmed by her family members. The 27 years old famous Iranian actress, Blogger, Documentary filmmaker Pegah Ahangarani disappeared a few days ago and Iranian authorities have been keeping a veil of silence about this fact.

Pegah Ahangarani is supposed to have been blogging for Deutsche Welle these days.
Pegah Ahangarani, was scheduled to arrive from fourth to the twelfth of July in Germany and covering the World Cup for Deutsche Welle's blog. According to those close to Pegah, a day before flying to Germany she was called by the secret service. According to acquaintances and relatives, the officers threatened her and told her that she is banned from travelling and she was not permitted to leave Iran and to enter Germany.
The young actor was feared and she spent a few days with her relatives, according to reliable news, but since she returned home, there is no news from her. Pegah’s relatives trying to find a trace of her, but without any success. Evidently the government agencies are not willing to publish any information.
Dehnamakis
Pegah Ahangarani makes also documentary films. Her latest work was "Dehnamkiha" that depicts Massoud Dehnamaki’s life, a conservative activist and one of the founders of Ansar-e Hezbollah who also granted the opportunity to make movies. she described the background of Masoud Dehnamakii and how he had Ahmadinejad’s support despite he himself denied and claimed that nobody supported him. This Film includes some interview with different personalities. Her trying to stay neutral can be another feature of the film.
This film, broadcasted by BBC Persian few weeks ago and accordingly to people knowing Pegah, the film irritated Iranian authorities. Pegah told some friends that this could have been the reason for her summoning at the Ministry of Information.
According to reports, Deutsche Welle Persian, Germany's Persian broadcaster final attempted to contact Pegah’s mother Manijeh Hekmat, a famous film director for an interview was futile.


There are still until today no news about filmmaker Mahnaz Mohammadi arrested more than two weeks ago. The same for Maryam Majid, arrested on Tehran airport, while waiting for her flight to Germany, to the FIFA women soccer championship, where she wanted to write and take pictures about. She, in the last days, is suffering from severe physical problems.

Please sign this petition to support Pegah Ahangarani.

Sincerely Yours
Mahshad Torkan

Due popoli due Stati


“Noi cittadini europei crediamo nell'urgenza di realizzare il principio 'due Stati per due popoli', ed il reciproco riconoscimento, quali condizioni perchè il popolo palestinese e quello di Israele possano vivere in pace, sicurezza e democrazia accanto agli altri popoli e Stati vicini”. Così recita l'appello, lanciato dalla società civile palestinese e sostenuto dal sindacato PGFTU nonché dalla CGIL, rivolto al Parlamento Europeo per il riconoscimento dello Stato di Palestina.

Il sindacato e la società civile italiana si mobilitano. La CGIL ha voluto oggi ricordare, con una conferenza stampa a Roma nella sede della Federazione Nazionale della Stampa italiana, il proprio impegno nella raccolta firme per la Campagna internazionale per il riconoscimento dello Stato di Palestina sui confini antecedenti al 4 giugno 1967, riassumibile nello slogan 'Due Stati per due Popoli'. Sono 63 anni che il popolo palestinese attende il riconoscimento dell'indipendenza del proprio stato, anni caratterizzati da violenza, occupazione, negazione e violazione del diritto internazionale in Palestina. E' proprio per porre fine a questa difficile situazione che in Italia, le organizzazioni politiche, sindacali e della società civile si sono impegnate nella raccolta di un milione di firme che dovranno essere consegnate, insieme alle altre 10mila provenienti dagli altri paesi europei, al Parlamento europeo a Bruxelles e all'Assemblea generale dell'ONU affinchè riconoscano l'indipendenza del popolo palestinese.

La questione dell'indipendenza dei palestinesi è “una ferita aperta da tanto tempo”, è quanto ha affermato ai microfoni della CGILtv, Danilo Barbi, Segretario Confederale della CGIL con delega alle Politiche Globali, a margine della conferenza stampa. “Un popolo che – ha proseguito - nonostante le dichiarazioni dell'ONU, continua a non avere uno Stato”.

Nel ribadire l'importanza della Campagna, il dirigente sindacale ha sottolineato la necessità che tutti i democratici, nel mondo e in Europa “sostengano questa vera e propria 'battaglia'”, attraverso la raccolta firme, perchè ha spiegato Barbi “ribadisce l'esigenza di uno stato indipendente palestinese e l'idea che i due popoli debbano condividere e convivere nel futuro”. Infine, rivolgendosi a tutti gli stati e ai popoli, il dirigente sindacale ha avvertito “bisogna che si adoperino affinchè la questione palestinese possa trovare una soluzione definitiva, ossia: 'due Stati per due Popoli'". Perchè, ha concluso Barbi "è l'unica strada per vivere un futuro che sia di pace”.

Intanto, come ha fatto sapere durante la conferenza stampa il senatore Vincenzo Vita, tra i firmatari dell'appello, hanno già sottoscritto la petizione numerosi parlamentari italiani: Silvana Amati, Renzo Carella, Lucia Codurelli, Anna Paola Concia, Mariapia Garavaglia, Giuseppe Giulietti, Gero Grassi, Giovanni Lolli, Paolo Nerozzi, Caterina Pes, Alessandra Siragusa, Albertina Soliani, Luigi Vimercati.

E' possibile firmare l'appello sul sito www.palfreedom.ps

Manovra: bastosta per le famiglie



da www.repubblica.it
ROMA - Famiglie ancora penalizzate. Prima la crisi. Ora la crisi e la manovra. Con le misure a regime, nel 2014, il conto per le famiglie italiane sarà salato e iniquo. Pagheranno tutte, ma i redditi bassi quasi tre volte più di quelli alti. Anche per questo, sette italiani su dieci bocciano il provvedimento da 48 miliardi appena approvato. Per la sensazione, confermata di ora in ora, che il pareggio del bilancio dello Stato, chiesto dall´Europa, probabilmente arriverà. Ma pescando nelle tasche dei più deboli.
Prendiamo cinque anni, dal 2010 al 2014. Quattro città: Bologna, Brescia, Perugia e Torino. Tre famiglie e un pensionato. E altrettanti scenari di bilanci domestici. Calcoliamo - lo fa per Repubblica la Cgia di Mestre - l´impatto delle maggiori tasse, nazionali e locali. Ovvero il taglio Irpef a detrazioni, deduzioni e bonus fiscali del 20%, le addizionali regionali e comunali, l´aumento di accise, Iva sui carburanti, imposte sulle assicurazioni, bollo sul dossier titoli, ticket sanitari, tasse del 20% sulle rendite finanziarie.
Rispetto all´anno base, il 2010, la famiglia bolognese è la più penalizzata: coniugi dipendenti con un figlio di tre anni, reddito lordo annuo di 35 mila euro, 1.200 euro di spese mediche, 4.800 euro per l´asilo nido, due auto (15 e 7 mila chilometri annui e 1.200 euro di assicurazione totale) e un gruzzolo di 20 mila euro in obbligazioni e titoli, nel 2014 pagheranno 888 euro in più, il 13,3%. Al contrario, la famiglia monoreddito di Perugia, lui dirigente con reddito lordo di 100 mila euro, due figli studenti alle superiori, mille euro di spese mediche, 160 euro di tasse scolastiche, due auto (20 e 10 mila chilometri, 1.470 euro di assicurazione) e 500 mila euro di patrimonio, pagherà 1.987 euro in più, "solo" un 5% aggiuntivo rispetto al 2010. Se poi consideriamo i rincari di luce, gas, benzina dobbiamo ulteriormente sommare 300 euro nel primo caso e 400 euro nel secondo.
Non se la passa bene neanche la coppia di Brescia di lavoratori dipendenti, con due figli all´università, reddito di 55 mila euro, due auto, patrimonio di 100 mila euro. Nel 2014 sborseranno il 12,3% in più del 2010, ovvero 1.503 euro aggiuntivi (ai quali sommare 430 euro di bollette e benzina). Situazione non paragonabile a quella del pensionato benestante di Torino, senza familiari a carico, pensione lorda annua di 160 mila euro, 1.500 euro di spese mediche, un´auto, 400 mila euro investiti. Dalle sue tasche, nel 2014 uscirà appena il 5,5% in più, 3.649 euro (oltre a 250 euro tra luce, gas e benzina).
Distorsioni che andranno riviste. Gli italiani, intanto, bocciano la manovra. Non piace soprattutto al Nord (74,8%), secondo il sondaggio realizzato da Panel per conto della Cgia su 800 cittadini sparsi sul territorio. Il 65% degli intervistati crede che graverà soprattutto sulle famiglie. Il 26,3% reputa l´aumento del ticket la misura più indigesta. E ben l´81,2% non ha più fiducia nella politica. Altri conti sui nuovi sacrifici arrivano, poi, anche da Federconsumatori e Adusbef. «La manovra è iniqua e sbagliata, chiederà a regime ad ogni famiglia italiana 1.700 euro in più da sommare ai quasi 1.500 euro per gli aumenti di prezzi e tariffe. Un salasso totale di 3.200 euro che comporterà «una drastica riduzione del potere d´acquisto» e una «contrazione dei consumi tra il 7 e l´8%».

Manovra: un'ipoteca sul futuro.


"Con questa manovra l'Italia, che tra bassi tassi di natalità e invecchiamento della popolazione offre magre prospettive alle giovani generazioni, si condanna a restare un paese vecchio. Disinvestire proprio sul sostegno alle famiglie e all'infanzia, in un sistema che già penalizza le donne e incentiva forme di welfare "fai da te", il cosiddetto welfare familiare, vuol dire ipotecare il futuro delle giovani generazioni" con queste parole Rossana Dettori, Segretario Generale dell'Fp-Cgil Nazionale, commenta la manovra finanziaria approvata venerdì alla Camera.

"Il lavoro pubblico paga due volte. Da un lato con il blocco della contrattazione, con perdite mensili che vanno dai 237€ ai 315€ e una perdita complessiva di potere d'acquisto che va dai 6300€ agli 8700€ in 5 anni, e dall'altro con la riduzione delle detrazioni, che colpisce tutti, dipendenti pubblici compresi. Una manovra pro-ciclica, perché indebolendo i redditi, falcidiati nel caso del lavoro pubblico, si deprimono fortemente i consumi. Al generale impoverimento del sistema pubblico, causato dal blocco prolungato delle assunzioni e dalla riduzione degli organici, si aggiungono: i 18 miliardi di tagli agli enti locali effettuati con le ultime due manovre; l'introduzione di nuovi ticket sanitari, con la riduzione dei livelli essenziali di assistenza e una spinta verso la privatizzazione a causa della minore concorrenzialità del sistema pubblico; la stretta sulle pensioni, in assenza di misure che garantiscano il futuro previdenziale delle generazioni presenti e future. Il vero dramma, però, e di là da venire.

Lo affronteremo nei prossimi decenni, vedendo aggravarsi i nostri tristi record su politiche giovanili e sostegno alla famiglia".

"In questi mesi costruiremo un percorso di mobilitazione in difesa del sistema pubblico, per salvaguardare l'occupazione e i salari di chi offre servizi che garantiscono i diritti dei cittadini, che si concluderà in autunno con un grande manifestazione nazionale del lavoro pubblico. Se non si inverte questa tendenza, l'Italia - conclude Dettori - sarà sempre più un Paese per vecchi".

Roma, 19 luglio 2011

A parare cazzate basta poco, stavolta è il Sindaco di Firenze che imita Renatino


Fare battute di cattivo gusto sui dipendenti pubblici sembra essere diventato uno sport nazionale nel quale spesso si cimentano gli uomini politici. L'ultima offesa gratuita ai lavoratori della pubblica amministrazione è arrivata da Matteo Renzi, Sindaco di Firenze, che sul settimanale Sport Week ha sentenziato: "chiamarli Fantozzi sarebbe far loro un complimento".

Non commentiamo la battuta in quanto tale, perché con le battute non si affrontano i problemi e crediamo che il Sindaco possa fare di meglio, esprimere le sue pur legittime critiche in modo più elegante, magari non denigratorio. Le cacce alle streghe, le crociate del Ministro Brunetta e dei suoi emuli, servono solo a umiliare una categoria in modo infantile, a solleticare i peggiori istinti, ma non certo ad affrontare i problemi.

Per questo ci vuole serietà.

Renzi oggi guadagna qualche titolo sulla pelle dei suoi dipendenti. Un fatto che non gli fa onore e che sicuramente non crea un clima sereno in Comune. Se questo era il suo fine, l'obbiettivo è raggiunto. Se al contrario il Sindaco volesse discutere di modernizzazione della pubblica amministrazione, da parte nostra troverà un'interlocuzione attenta e rispettosa delle sue prerogative. Siamo disposti a farlo anche su quel taglio ai costi della politica che sta a cuore tanto a noi
quanto a Renzi. Ci piacerebbe ad esempio discutere delle decine di persone che ha portato con se all'arrivo a Palazzo Vecchio, del suo staff come di quelli dei suoi assessori, della ragione per cui, in un comune con 5000 dipendenti, ci sia stato bisogno di assumerne di nuovi.

Roma, 19 Luglio 2011

mercoledì 20 luglio 2011

Notte della rete - comunicato di avaaz.org


pubblichiamo il comunicato di avaaz.org
Cari amici,

Grazie alla nostra mobilitazione storica siamo riusciti a fermare il bavaglio a internet, ma non a cancellarlo una volta per tutte. Ci rimangono 24 ore prima che il Presidente dell'Autorità sarà sentito dai parlamentari: inondiamoli di messaggi per chiedere di fare pressione perché la delibera sia respinta e difendere così la nostra libertà d'informazione su internet!

Con i nostri 230.000 messaggi inviati e la nostra mobilitazione storica siamo riusciti a fermare il bavaglio a internet, ma non a cancellarlo una volta per tutte. Ora ci rimangono 24 ore per agire, e potrebbero essere quelle decisive.

Insieme a premi Nobel, associazioni, esperti e politici e con un tam tam su internet da record, abbiamo costretto l'Autorità per le comunicazioni a rinviare l'adozione della regolamentazione che le avrebbe dato il potere di censurare arbitrariamente internet. Ora i parlamentari hanno convocato per la prima volta il Presidente dell'Autorità proprio per rispondere delle criticità da noi sollevate: potrebbe essere l'ultima occasione che abbiamo per fare la differenza.

Rivolgiamoci ora ai parlamentari perché facciano pressione sul Presidente dell'Autorità affinché rinunci alla delibera, restituendo così al Parlamento la sua funzione legislativa. E' l'unico modo che abbiamo per preservare il nostro diritto ad informarci su internet! Ci rimangono solo 24 ore: clicca sotto per mandare il tuo messaggio e fai il passaparola con tutti i tuoi amici!

http://www.avaaz.org/it/it_internet_bavaglio_2nd_action/?vl

Negli anni Berlusconi ha cercato più volte di controllare l’informazione su internet, ma finora i suoi tentativi sono sempre falliti. Ora il governo sta provando a espandere i suoi tentacoli attraverso una nuova regolamentazione che permetterebbe all'Autorità per le Comunicazioni di rimuovere contenuti sospetti di violazione del copyright dai siti internet senza alcun controllo giudiziario. Ma noi stiamo difendendo la libertà di internet con tutte le nostre forze e stiamo vincendo!

Da subito abbiamo combattuto questa delibera, e abbiamo inviato quasi 230.000 messaggi ai membri dell'Autorità per chiedere di respingerla. Insieme ai nostri alleati abbiamo organizzato una mobilitazione storica su internet, culminata ne "La notte della rete". Centinaia di persone a Roma e 90.000 persone on-line hanno seguito l'evento in cui si sono susseguiti premi Nobel come Dario Fo, politici come Antonio Di Pietro, Emma Bonino e Fabio Granata, giornalisti, esperti e artisti, tutti contro il bavaglio a internet. Il giorno dopo l'Autorità ha rinunciato ad adottare la regolamentazione, sperando di far passare l'ondata d'indignazione e adottarla così in seguito.

Ma la battaglia non è finita. Domani il Presidente dell'Autorità dovrà rispondere ai parlamentari, che dopo la nostra mobilitazione lo hanno convocato per chiedere conto delle criticità da noi sollevate. Non possiamo perdere questa occasione: inondiamo i parlamentari di messaggi per chiedere loro di fare pressione sul Presidente affinché rinunci alla delibera. Clicca sotto per mandare il messaggio e fai il passaparola con tutti: vinciamo anche questa tappa cruciale per la libertà della rete!

http://www.avaaz.org/it/it_internet_bavaglio_2nd_action/?vl

Erano in molti a dirci che non avevamo speranze e che l'Autorità avrebbe comunque votato il bavaglio a internet, in ossequio ai diktat dall'alto. Ma grazie alla nostra mobilitazione incredibile siamo riusciti a fermare la regolamentazione e a difendere la libertà della rete. Ora non dobbiamo mollare e dobbiamo vincere anche questa sfida, perché il potere metta giù le mani da internet una volta per tutte.

Con determinazione,

Giulia, Luis, Ricken, Pascal, Benjamin, Alice e tutto il resto del team di Avaaz

FONTI

Censura web, la Notte della Rete. Dario Fo: "Siamo una nazione orrenda":
http://www.repubblica.it/politica/2011/07/06/news/notte_rete-18730583/?ref=HREC1-6

I senatori Vita e Vimercati raccolgono "il grido di dolore dal web" e convocano urgentemente Calabrò:
http://www.corrierecomunicazioni.it/news/84000/copyright_digitale_calabr_in_audizione_al_senato

Tutti gli aggiornamenti sulla campagna contro il bavaglio a internet qui:
http://www.agoradigitale.org/nocensura

Contro il bavaglio Agcom grande successo della “Notte della Rete”:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/06/contro-il-bavaglio-agcom-grande-successo-della-notte-della-rete/143429/

Notte del Web «anti censura». E l'Agcom prende tempo:
http://www.corriere.it/cronache/11_luglio_06/notte-web-censura-conti_2e9bb862-a796-11e0-80dd-8681c9f51334.shtml

Internet, dopo la notte della Rete la parola passa all’Agcom:
http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2011/07/06/agcom_notte_rete_protesta_diritto_autore_fo_natale_calabro_nicotra_mascia.html

"Notte della Rete", così il pensiero digitale difende la sua libertà:
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&ID_articolo=9247&ID_sezione=38&sezione=



CHI SIAMO
Avaaz.org è un'organizzazione no-profit e indipendente con 9 milioni di membri da tutto il mondo, che lavora perché le opinioni e i valori dei cittadini di ogni parte del mondo abbiano un impatto sulle decisioni globali (Avaaz significa "voce" in molte lingue). I membri di Avaaz vivono in ogni nazione del mondo; il nostro team è sparso in 13 paesi distribuiti in 4 continenti e opera in 14 lingue. Clicca qui per conoscere le nostre campagne più importanti, oppure seguici su Facebook o Twitter.

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Piano di Formazione Triennale - modulo rich. partecipazione corsi



in questi giorni i Dirigenti stanno distribuendo il modello di richiesta di patecipazione ai corsi, che alleghiamo, al fine di far scegliere - al lavoratore - il corso che preferisce e non riservare i corsi sempre e soltanto ai soliti noti.
il piano di formazione triennale è visualizzabile, sul sito intracom dell'A.C.
non è prevista, per la presentazione della richiesta, una data di scadenza.
saluti Marco Leo - Paola Caselli

Notifiche della P.M. - mezzo passo avanti



FEDERAZIONE PROVINCIALE DI PALERMO
Via G. Meli, 5 – 90133 – Palermo
Tel 091 611 12 12 – Fax 091 611 14 07
Doc. sindacale da esporre in bacheca

NOTIFICHE DELLA POLIZIA MUNICIPALE
UN MEZZO PASSO AVANTI

Il Direttore generale finalmente rispetta seppur parzialmente quanto deciso dal Consiglio Comunale nei mesi scorsi: utilizzare il personale comunale con la qualifica di messo e di agente di P.M. per la notifica delle “multe”.

Nei mesi scorsi, per primi e da soli avevamo proposto, con nota del 3/3/2011 allo stesso Direttore Generale ed al Consiglio Comunale, “apposito provvedimento/direttiva per attribuire il servizio di notifica degli atti, nell’ambito del territorio comunale”…agli “appartenenti al Corpo di Polizia Municipale, che ne sono titolati per gli atti propri, ai messi comunali e al personale di categoria B che ne faccia richiesta cui può essere attribuita la nomina di messo notificatore”

Ma si tratta di un mezzo passo.

Il Direttore generale, infatti, non rispettando le direttive del Consiglio Comunale, limita l’impiego del personale fino all’affidamento del servizio a soggetti esterni all’amministrazione e non estende – come da noi richiesto – la possibilità a tutto il personale della categoria B ad essere utilizzato per il servizio di notifica.

Vigileremo affinché – il servizio di notifica delle multe sia attribuito in via definitiva e non temporanea al personale comunale, in modo da far risparmiare il cittadino/contravvettore, e da integrare il magro stipendio dei dipendenti, soprattutto quelli part-time.

Siamo convinti che chi rappresenta il Consiglio comunale debba per assolvere alla funzione istituzionale attivare tutti gli strumenti in difesa delle direttive indicate.


All’indirizzo internet http://www.fpcgilpalermo.blogspot.com/ è possibile scaricare il modulo di disponibilità che dovrà essere consegnato all’Ufficio Sviluppo Organizzativo entro il 29/7/2011.





Il Capogruppo RSU Il Segretario Provinciale Il Segretario Aziendale
Marco Leo Giovanni Cammuca Paola Caselli

martedì 19 luglio 2011

Avviso di acquisizione disponibilità alla notifica degli atti



L'A.C. ha pubblicato agli albi di tutti gli Uffici Comunali, l'avviso di acquisizione della disponibilità all'espletamento dell'attività di notifica verbali, in ambito cittadino.
Possono partecipare, compilando il modelo allegato, che deve essere inoltrato via propio account mail allo SVO, entro il 29 luglio p.v., il personale con profili di: Collab. prof.le Messo, Agente di P.M: e SAV.
L'attività si svolgerà al fi fuori dell'orario di lavoro - tramite autorizzazione all'espletamento di apposito incarico extraistituzionale, conferito da SISPI S.p.A.

( per ingrandire gli allegati tasto dx)

Arci - Cgil Genova 10 anni dopo



GENOVA PER NOI
Dieci anni fa, fiduciose nel valore della partecipazione, centinaia di migliaia di persone e tanti giovani si preparavano a contestare pacificamente i potenti del mondo durante il G8 di Genova, ignari di dover incontrare una delle più grandi violazioni dei diritti umani avvenuta in un paese occidentale nel dopoguerra. Non immaginavano che per anni avrebbero dovuto chiedere verità e giustizia, giunte parzialmente dalle sedi giudiziarie e mai dall’ambito politico e istituzionale.
Quelle donne e quegli uomini, come quelli che l’anno dopo sono confluiti a Firenze, per il primo Forum Sociale Europeo, sapevano che la democrazia non prevede un governo del mondo sequestrato dai più ricchi. Intuivano che il mercato senza regole, mirato solo al massimo profitto era una minaccia per i diritti, per il lavoro, per la pace, la convivenza e per il pianeta – come già dimostravano tanti laboratori del sud del mondo dove le istituzioni finanziarie internazionali avevano imposto una modernità ricolma di barbarie.
Del Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre si riprendeva l’appello a riconoscersi nelle diversità e a fare rete. Nelle manifestazioni, negli eventi nazionali e internazionali, nelle grandi campagne contro le guerre prendeva corpo una diffusa scuola di autoformazione e di educazione popolare orientata all’azione, l’interscambio fra molteplici identità, collocazioni geografiche, sociali e culturali, saperi ed esperienze.
Dieci anni dopo il G8 di Genova, la critica a questo modello si è estesa e allargata, anche fra i suoi fautori. Le resistenze e le buone pratiche delineano in tutto il mondo non solo la necessità, ma la possibilità reale di una alternativa credibile, necessaria ovunque e tanto più in Europa, dove la distruzione del modello sociale e la crisi democratica, unite ai mutati equilibri globali, rischiano di far fallire con esiti drammatici lo stesso progetto di integrazione europea, e allontanano sempre più i lavoratori e le giovani generazioni dalla partecipazione politica.
Il mondo è investito da una crisi globale di gravità inaudita su cui si agita lo spettro della catastrofe climatica. Questo modello di sviluppo non è in grado di garantire stabilità e neppure la sua stessa sostenibilità. La crisi finanziaria globale ha fatto deflagrare le contraddizioni di una crescita basata sulla disuguaglianza, sul profitto senza regole, sullo sfruttamento insostenibile di donne e uomini, delle risorse naturali, delle prospettive delle future generazioni. Mentre si è chiesto agli stati di tornare ad intervenire nell’economia e nuovi Paesi sono stati associati al tavolo dei potenti, cancellando di fatto G8, non si intravede, nei ricorrenti summit internazionali, un’uscita dalla crisi che salvaguardi ed allarghi i diritti dei lavoratori, delle donne, dei giovani, dei
migranti, né costruisca istituzioni internazionali realmente democratiche e capaci di riflettere i diritti e la voce dei popoli.
La storia ha dato ragione a quanti – da Seattle a Porto Alegre, da Genova a Firenze – dicevano che un “mondo diverso è possibile”, ciò che allora pareva eresia.
La promessa dei cantori della globalizzazione neoliberista di allargamento del benessere si è dimostrata una illusione. L’assalto del mercato alla politica, alla democrazia, alla socialità, all’ambiente, ai beni comuni ha aumentato ovunque le ingiustizie sociali e le diseguaglianze. Ha distrutto diritti e garanzie sociali acquisiti in secoli di storia, in primo luogo la dignità del lavoro e dei lavoratori. Ha creato concorrenza spietata fra individui, società e nazioni generando conflitti orizzontali, guerre fra poveri, razzismo, degenerazioni ideologiche, impoverimento culturale, precarietà del lavoro e delle esistenze.
Chi a Genova 2001 c’era e chi in modi o in tempi diversi ha intrecciato la propria storie a quel percorso, abbiamo tutti acquisito nuovi strumenti per capire il mondo e la società. Li abbiamo usati e ancora li usiamo, per rispondere alla crisi di civilizzazione che attanaglia il nostro paese e per tenere aperta una speranza di futuro.
Questo è Genova per noi. Con l’intenzione di proseguire, innovare e allargare sempre più quel percorso ci prepariamo a costruire a luglio, in occasione del decennale, una presenza importante delle nostre organizzazioni. Invitiamo la società civile democratica a fare altrettanto, collocandosi all’interno dello spazio comune offerto dall’appello unitario “La crisi e la speranza”.
E’ possibile salvare insieme il lavoro, i diritti, l’ambiente, con un grande piano di riconversione ecologica dell’economia, finanziato da una potente redistribuzione della ricchezza. E’ possibile uscire dalla logica della massificazione consumista ridando valore ai saperi, alle produzioni, al lavoro, alle culture locali. E’ possibile uscire dalla falsa dicotomia fra privatizzazione e statalismo, con una nuova cultura della gestione pubblica dei beni comuni naturali e sociali che rinnovi democrazia e politica attraverso una forte iniezione di partecipazione. E’ possibile un vero investimento sul futuro dell’umanità e della Terra, ponendo fino a tutte le guerre, costruendo relazioni pacifiche tra popoli e nazioni e utilizzando le ingenti risorse tolte agli armamenti per un grande piano per la formazione, la ricerca, l’innovazione tecnologica e culturale necessaria a immaginare e realizzare un mondo diverso.
Mentre non rinunciamo alla difesa dei diritti e la dignità di tutte e tutti, sentiamo la responsabilità di dare il nostro contributo ad un progetto nuovo, a una inedita visione di futuro. Bisogna farlo con rigore, affrontando le contraddizioni e i punti critici. Bisogna farlo insieme e continuando a camminare, perché solo dalla contaminazione fra i diversi punti di vista e dalle esperienze concrete possono venire gli elementi di un pensiero credibile e universale, nella convinzione che non ci siano risposte chiuse nei confini nazionali e che solo un grande movimento globale possa trovare le risposte adeguate.

Biotestamento ddl Calabrò lede principio di autodeterminazione


L'approvazione del Ddl Calabrò alla Camera rappresenta un grave lesione del principio costituzionale di autodeterminazione di ciascun individuo anche attraverso direttive anticipate, uno schiaffo alla professionalità dei medici e degli operatori sanitari che quotidianamente assistono i cittadini in condizioni di estrema sofferenza.

La Cgil e l'Fp-Cgil chiedono di fermare questa legge e continueranno a portare avanti ogni iniziativa utile a salvaguardare i principi costituzionali e deontologici, come fatto nei mesi scorsi con la campagna "Io non costringo, curo", a sostegno dell'appello "per la libertà di scelta sul testamento biologico e contro l'accanimento terapeutico" promosso da Fp-Cgil ed Fp-Cgil Medici, che ha visto l'adesione di oltre 11.000 medici ed operatori sanitari.

10 anni fa G8 Genova...i giorni della follia


da www.beppegrillo.it
di Marco Travaglio
Ma gli scandali che lambiscano, toccano i vertici della Guardia di Finanza e portano a parlare di un fatto che credo sia di grande attualità anche in vista del decimo anniversario dei fatti di Genova che si commemora proprio in questi giorni, fatti di Genova che portarono all’evento luttuoso dell’uccisione di Carlo Giuliani durante il G8 famigerato del luglio 2001, ma anche a altri fatti che avrebbero potuto essere luttuosi e che non lo furono soltanto perché i feriti anche gravi delle violenze a Bolzaneto e alla scuola Diaz, avrebbero potuto anche finire peggio di come già non sono finiti

Il tema quindi è l’affidabilità e l’imparzialità delle forze dell’ordine, non tanto della truppa, conosco personalmente credo e salvo smentite fattuali la stragrandissima maggioranza dei poliziotti, Carabinieri, finanzieri siano servitori dello Stato, spesso malpagati e lavorano anche al prezzo di sacrifici importanti, ma che purtroppo a mano a mano che ci si avvicina ai vertici della Polizia di Stato, dell’arma dei Carabinieri e del Corpo della Guardia di Finanza, gli inquinamenti aumentano a dismisura e non sempre chi dovrebbe provvedere a fare pulizia la fa, spesso prevale il corporativismo un po’ mafioso per cui una mano lava l’altra.
In questi giorni abbiamo pubblicato su Il Fatto Quotidiano un articolo di Ferruccio Sansa che ricorda come uno dei personaggi più negativi di quei giorni a Genova di 10 anni fa e cioè il Dott. Giacomo Toccafondi medico in tuta mimetica a Bolzaneto, ritenuto responsabile anche se poi il reato si è prescritto, di un comportamento di particolare crudeltà, scrivono i giudici, è stato promosso, premiato all’A.S.L., è soltanto uno dei casi, perché delle decine di uomini delle forze dell’ ordine che si sono resi responsabili di pestaggi, sevizie gratuite su personaggi di solito poco pericolosi o per nulla pericolosi o addirittura inermi e innocenti in quella feroce repressione sono stati prima ritenuti colpevoli dalla magistratura e poi nel frattempo promossi dalla Polizia di Stato, per esempio Vincenzo Canterini condannato a 4 anni in primo grado per la mattanza alla Scuola Diaz, è stato promosso Questore e ufficiale di collegamento dell'Interpol a Bucarest , Michelangelo Fournier condannato a 2 anni in primo grado è finito al vertice della direzione centrale antidroga, Alessandro Perugini, famoso perché tra l’altro prese a calci in faccia un quindicenne e più condannato in primo grado a due anni e 4 mesi per le sevizie a Bolzaneto e a altri due anni e 3 mesi per vari arresti illegali, è diventato il capo del personale alla Questura di Genova e poi dirigente alla Questura di Alessandria e poi abbiamo questo medico.
Leggo alcuni stralci dell’articolo di Ferruccio Sansa su Il Fatto Quotidiano “è il medico in mimetica ricordato da tanti ragazzi rinchiusi nella caserma di Bolzaneto, è uno dei durante tori chiamati a rispondere civilmente per gli orrori del G8 ma per lui nessuna sanzione, anzi la sua A.S.L. ha deciso di premiarlo, Genova il 23 luglio ricorderà le giornate più buie della sua storia recente, 10 anni fa si teneva il G8 segnato dalla morte di Carlo Giuliani, dalle violenze inaugurate nelle strade della città nella scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto, la città vuole chiudere le ferite etc.”, il Dott. Giacomo Toccafondi a 10 anni dal G8 il medico genovese non ha subito alcuna conseguenza, eppure è uno dei 4 dottori che secondo i magistrati avrebbero partecipato alle violenze di Bolzaneto, il processo penale con decine di testimonianze, ha ricostruito nei dettagli le violenze nella caserma alle porte di Genova, furono ore di delirio, sopraffazione, umiliazioni, libero sfogo alle peggiori inclinazioni di alcuni poliziotti e agenti penitenziari, è perfino difficile riuscire a leggere le parole dei testimoni, i magistrati nella sentenza parlano di un inferno, ricordano che lo shock di questa esperienza fu tale che a molte donne iniziò il ciclo mestruale prima del ritmo naturale. Il Dott. Toccafondi – scrive Sansa – è uscito indenne dal processo e ha ottenuto la prescrizione anche se dovrà rispondere civilmente, per la Corte d’Appello di Genova è stato un medico “che anziché lenire la sofferenza delle vittime di altri reati, la aggravò agendo con particolare crudeltà su chi, inerme e ferito non era in grado di opporre alcuna difesa, subendo in profondità sia il danno fisico che determina il dolore, sia quello psicologico dell’umiliazione causato dal rito dei suoi aguzzini”. Toccafondi è il dottore che visitava – scrive Sansa – in mimetica ricordato da tanti ragazzi ospiti di Bolzaneto, ma neanche l’ombra di una sanzione è arrivata da parte del suo ordine professionale, è ora di abolirli questi ordini professionali.
Già non sono state soltanto le forze dell’ ordine a fare muro per difendere i loro appartenenti, dall’ordine dei medici non è arrivato alcun provvedimento per Toccafondi, ma il medico di Bolzaneto oltre a non essere punito, è stato anche premiato, oggi è un dirigente medico dell’A.S.L. 3 genovese, la più importante della Liguria e una delle maggiori l’Italia , non solo nel 2004 è stato invitato proprio dalla sua azienda sanitaria locale a fare il capo del medical service in Kosovo al seguito dell’esercito, un onore cui molti medici aspirano. Adesso però ecco l’ultima sorpresa, nel 2010 lo stesso anno della sentenza l’A.S.L. 3 oltre a riconoscergli lo stipendio, gli ha attribuito la cosiddetta retribuzione di risultato, ossia il premio per il conseguimento degli obiettivi, così Toccafondi ha intascato 4.548 Euro, una decisione contro cui Sel, Sinistra e libertà ha presentato un ordine del giorno al Consiglio regionale della Liguria, scrive Simone Leoncini coordinatore di Sel , esprimiamo sdegno per questa decisione. Alessandro Benzi capogruppo della Federazione della Sinistra aggiunge: il Dott. Toccafondi ha chiaramente violato le norme etiche alla base della sua professione, quelle norme che sarebbe stato normale considerare prima di assegnargli un riconoscimento e poi ci sono altri esponenti politici da Ferrando del PD, a Rossi di Sel che sono ancora più duri e chiedono al governatore Burlando di verificare al più presto se il comportamento di Toccafondi non si configuri come incompatibile con l’esercizio della professione medica in una struttura pubblica.
Pensare che la sentenza d’appello per le violenze di Bolzaneto dove passarono 252 ragazzi fermati dopo gli scontri in piazza, era stata particolarmente severa, tutti colpevoli, 44 imputati tra funzionari, agenti, ufficiali dell’arma, generali, guardie carcerarie, militari, medici, pochi o nessuno pagherà, la Commissione parlamentare di inchiesta non è stata fatta e questo non è che sia un grande danno perché le commissioni parlamentari di inchiesta sono fatte a posta per confondere le acque anche di quel poco che la Magistratura è riuscita a accertare.
La quasi totalità dei reati, calunnie, lesioni non gravi, abusi gravi contestati ai poliziotti della Diaz così agli imputati di Bolzaneto sono stati spazzati dalla prescrizione, restano in piedi le lesioni gravi che però vanno in prescrizione dopo 10 anni e 6 mesi nel gennaio dell’anno prossimo e i falsi che di anni ne prevedono 12,5, gennaio 2014. A 10 anni dal G8 si celebreranno all’insegna dell’impunità, così diversa dal perdono invocato da molti. Questo medico non era un esponente delle forze dell’ ordine, ma l’imparzialità delle forze dell’ ordine è in discussione, soprattutto in questi giorni in cui si torna a parlare dei vertici della Guardia di Finanza, se ne parla per due inchieste, l’inchiesta sulla P4 e l’inchiesta sullo scandalo Milanese – Tremonti, in entrambe le indagini è indagato Milanese, Milanese è un deputato del Pdl, ex ufficiale della Guardia di Finanza che poi si è dato alla politica e da 10 anni è il consigliere più ascoltato, è la persona più vicina a Tremonti, questo Signor Milanese, Marco Milanese ha una richiesta di arresto che il Parlamento deve esaminare in questi giorni, non una richiesta di arresto, un ordine di cattura del magistrato che per essere eseguito necessita dell’autorizzazione della Camera, esattamente come l’ex Magistrato Alfonso Papa in attesa di un responso della Camera sulla richiesta di autorizzazione a eseguire l’arresto nei suoi confronti.
Cosa sta avvenendo fuori ancora una volta? Che ai vertici della Guardia di Finanza si bada molto alle guerre per bande politiche e molto poco alla missione che deve avere la Guardia di Finanza che è un corpo armato dello Stato, incaricata di combattere l’evasione fiscale, di scoprire gli evasori fiscali, di denunciarli e insieme a tutti i vari organismi fiscali, agenzia delle entrate etc., far pagare le tasse a chi non le paga, quindi stiamo parlando di una funzione delicatissima e cioè uno dei capisaldi della democrazia, quanto corrispondono i contribuenti per le esigenze dello Stato, più evasori ci sono, meno mezzi ci sono per dare servizi ai cittadini, più i cittadini onesti devono pagare al posto di quelli disonesti che non pagano, l’imparzialità di chi deve sorvegliare questo settore è fondamentale, perché? Perché la Guardia di Finanza viene a conoscenza, grazie ai suoi poteri investigativi, di dati sensibili, i redditi delle persone, i contributi fiscali delle persone e delle aziende e quindi dato che non può controllare tutti, ma deve controllare a campione, come viene deciso quel campione? Chi decide i bersagli delle ispezioni fiscali, delle visite fiscali, delle verifiche fiscali e chi no? Quando arriva la verifica fiscale è a sorpresa o è programmata come le interrogazioni a scuola? Perché la verifica fiscale deve essere a sorpresa, se ti avverto arrivo a fare la verifica, quelli mettono a posto le carte, distruggono i documenti, impapocchiano le prove, quindi la verifica deve essere a sorpresa, se invece avverti che stai arrivando, dai modo all’evasore potenziale di mettere al sicuro le prove della sua evasione.
Ecco perché ai vertici di questo organo militare, militarizzato dello Stato, dovrebbero esserci persone di assoluta imparzialità, di assoluta onestà e di assoluta un avvicinabilità, nessuno dovrebbe poterli chiamare, nessuno dovrebbe avere neanche i loro numeri di telefono, dovrebbero essere persone che vivono nell’isolamento più totale, almeno rispetto a quegli ambienti sui quali devono esercitare un controllo così intrusivo e così delicato.

lunedì 18 luglio 2011

19 Luglio Via D'Amelio



"LA MAFIA E' UNA MONTAGNA DI MERDA"
fuori i nomi dei mandanti in parlamento!

Avviso di ricerca - Marcello Volpe



Sono Liliana zarcone, vostra collega, Marcello Volpe, il ragazzzo scomparso, è mio nipote. Per quanto potete aiutatemi a trovarlo. Allego la locandina che stiamo distribuendo e che magari già conoscete. Capirete che siamo DISPERATI!!!!!! Vi ringrazio.

liliana



Marcello Volpe
Sesso:M
Età:20 (al momento della scomparsa)
Statura:175
Occhi:castani
Capelli:castani
Abbigliamento:maglietta scura, jeans e scarpe da ginnastica nike rosse con disegni bianchi e neri
Segni particolari:segni di acne giovanile sulle guance
Scomparso da:Palermo
Data della scomparsa:12/07/2011
Data pubblicazione:13/07/2011


Marcello Volpe alle 8 del 12 luglio, vigilia del suo ventimo compleanno, è uscito dalla casa dove vive con la famiglia, in zona Fiera del Mediterraneo a Palermo, dicendo al fratello che sarebbe andato presso il laboratorio di falegnameria dove è apprendista e che sarebbe rientrato dopo un paio di ore. Ma da quel momento se ne sono perse le tracce e il suo cellulare risulta irraggiungibile. Non ha con sé alcun documento di riconoscimento.