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mercoledì 4 maggio 2011

12 ragioni per lo sciopero del 6/05/2011



Trentasei mesi di governo Berlusconi hanno seriamente impoverito il paese. L’economia è depressa, la disoccupazione aumenta così come la pressione fiscale. I lavoratori subiscono l’abbassamento delle tutele e la cancellazione dei diritti. Lo stato sociale è stato tagliato indiscriminatamente. Penalizzati i pensionati, negato il futuro ai giovani, umiliato il lavoro e la dignità delle donne. Per queste ragioni la CGIL sarà in piazza venerdì 6 maggio in occasione dello sciopero generale indetto dal sindacato di Corso d’Italia. Uno sciopero che per gran parte delle categorie della CGIL riguarderà l’intera giornata lavorativa con decine di manifestazioni in altrettante piazze d’Italia.

Se questo è quindi lo stato in cui versa il paese a tre anni dall’insediamento del quarto governo Berlusconi, la CGIL rivendica una svolta urgente contro l’azione di un governo impegnato da troppo tempo in una operazione di puro galleggiamento: il paese arretra e le diseguaglianze crescono. Per arginare il degrado e il declino in cui sembra essere condannato il paese la confederazione di Corso d’Italia con lo sciopero generale vuole lanciare un messaggio di speranza attraverso quello che è, a tutti gli effetti, un grande atto di responsabilità. E lo fa promuovendo una mobilitazione che ruota intorno ai temi del Fisco e del Lavoro. Fisco come strumento di giustizia sociale, Lavoro come via per la crescita. Due grandi temi che si articolano in 12 punti. Le dodici buone ragioni per lo sciopero generale di venerdì 6 maggio.

La sintesi della piattaforma in dodici punti:
1. Per uscire dalla crisi e avviare la crescita - Difendere il lavoro con un sistema di ammortizzatori sociali che copra tutti coloro che lo hanno perso. Promuovere buona occupazione e nuove occasioni di impiego. Potenziare l’economia con investimenti, spesa in opere pubbliche, innovazione e ricerca, controllo sui prezzi e qualificazione della Pubblica Amministrazione.

2. Per difendere i redditi - Un fisco giusto attraverso una vera lotta all’evasione. Un fisco più leggero per le famiglie dei lavoratori e dei pensionati. Un fisco più pesante sulle transazioni speculative, sulle rendite e sulle grandi ricchezze.

3. Per una nuova politica industriale e per rilanciare gli investimenti - Riordino degli incentivi per un maggiore e migliore sviluppo, puntando su ricerca e innovazione industriale, con particolare attenzione al Mezzogiorno. Nuove misure per il sistema produttivo per portarlo verso settori e prodotti sostenibili ad alto valore tecnologico e di conoscenza. Favorire la crescita dimensionale delle piccole e medie imprese.

4. Per la scuola pubblica, l’università e la ricerca - Investimenti sulla conoscenza e sul diritto allo studio. Sviluppo della qualità per la scuola pubblica, l’università e la ricerca. Considerare la cultura come un investimento per la crescita civile, morale ed economica. Valorizzare il patrimonio storico, artistico, architettonico e culturale del paese.

5. Per un welfare diffuso e di qualità- Rifinanziare adeguatamente il servizio sanitario, il fondo per le politiche sociali, il fondo per la non autosufficienza. Definire un piano nazionale contro la povertà e l’esclusione sociale.

6. Per un adeguato livello delle pensioni e del benessere oltre il lavoro - Meccanismi di rivalutazione delle pensioni e il riconoscimento della quattordicesima. Garantire alle future generazioni un reddito da pensione adeguato. Ripristinare la flessibilità dell’età pensionabile.

7. Per i giovani e per il futuro - Avviare interventi straordinari per creare occupazione e sradicare la precarietà. Costruire un sistema di welfare che dia ai giovani autonomia dalla famiglia.

8. Per le donne, una battaglia per la dignità - Introdurre incentivi fiscali all’occupazione. Garantire la tutela concreta della maternità e introdurre il congedo obbligatorio di paternità. Una legge che impedisca il licenziamento preventivo come le dimissioni in bianco.

9. Per il lavoro pubblico - Rinnovo dei contratti nazionali e dei contratti integrativi contro ogni accordo separato. Blocco dei licenziamenti dei precari e definizione di un piano occupazionale.

10. Per una nuova politica di accoglienza e cittadinanza attiva dei migranti - Regolarizzare i lavoratori immigrati per sconfiggere la piaga del lavoro nero. Fornire i livelli essenziali di welfare. Regolare i diritti di cittadinanza per superare le discriminazioni a partire dal diritto di voto.

11. Per un federalismo solidale ed efficace a livello regionale e comunale - Definire i livelli essenziali delle prestazioni sociali affinché il federalismo non divida ulteriormente il paese. Garantire agli enti locali le risorse per i diritti sociali, il welfare e l’equità della tassazione. Promuovere l’integrazione socio-sanitaria investendo nei servizi territoriali e nella riqualificazione della rete ospedaliera.

12. Per più democrazia nei luoghi di lavoro - Eleggere ed estendere le Rsu in tutti i settori privati. Misurare la rappresentatività delle organizzazioni sindacali sulla base degli iscritti e dei voti ricevuti nelle elezioni delle Rsu. Garantire ai lavoratori la possibilità di esprimere un voto vincolante sugli indirizzi e sugli esiti contrattuali, ancora di più in presenza di accordi separati

Addetti primo soccorso e antincendio


RLS
COMUNE DI PALERMO
al Dirigente dell'U.A.S.
SEDE

Il personale designato, formato e nominato "addetto emergenze e pronto soccorso", stante il disposto legislativo presterà il proprio contributo, nei casi di emergenza.
Riteniamo doveroso, proprio per il compito che dovranno assolvere, se l'Amministrazione Comunale non ha ancora provveduto, istituire una assicurazione, per garantire agli addetti sopra citati l'eventule e copertura in caso di danno a terzi o contra terzi.

Citiamo a titolo esemplificativo un caso limite, per rendere immediatamente comprensibile quanto sopra indicato: l'addetto al pronto soccorso interviene per aiutare un collega e dal proprio intervento, scaturisce in un secondo momento, da parte del collega cui ha prestato soccorso, una richiesta di risarcimento per danni anche ti tipo biologico.

Cosa rischia l'addetto all'emergenza e pronto soccorso? Chi risarcirebbe la richiesta di danni avanzata?
Si chiede un incontro con la S.V. al fine di porre in essere eventuali soluzioni operative.
F.to Rls Marco Leo - E. Muratore

Sciopero del 6/05/2011 AdnKronos nota di R. Dettori


Roma, 2 mag. - (Adnkronos/Labitalia) - "Il nostro sciopero sara' per l'intera giornata, invece delle 4 ore proclamate dalla confederazione, per le caratteristiche del settore: un servizio, come ad esempio il pronto soccorso, o anche un asilo nido, o lo si garantisce o non lo si garantisce, non si puo' fare una mobilitazione 'a tempo' durante la giornata. E' una scelta concordata con la confederazione". Cosi' Rossana Dettori, Segretario generale della Fp Cgil, spiega, in un'intervista a LABITALIA, la scelta della categoria che rappresenta i lavoratori del pubblico impiego e della sanita' di allargare, da 4 ore a tutta la giornata lavorativa, lo sciopero generale proclamato dalla Cgil per il 6 maggio.

"I nostri scioperi -spiega Dettori- 'storicamente' sono sempre stati per l'intera giornata lavorativa, proprio per il fatto che e' 'complicato' fermare servizi come il pronto soccorso o una sala operatoria per sole 4 ore. Il 6 maggio scioperiamo per i temi posti dalla confederazione e cioe' fisco, occupazione e rilancio delle politiche di sviluppo, ma anche contro il blocco della contrattazione nazionale nel pubblico impiego e il blocco della contrattazione integrativa, e contro i tagli del governo". (segue)


"Noi avevamo gia' proclamato lo sciopero generale della categoria per lo scorso 25 marzo -spiega- contro il blocco del rinnovo delle rsu del pubblico impiego, che grazie alla nostra testardaggine invece si fara', e anche in segno di protesta contro l'accordo separato siglato da Cisl e Uil sul lavoro nella P.a. dello scorso 4 febbraio".

"Dopo la scelta della confederazione -aggiunge- di proclamare lo sciopero il 6 maggio abbiamo deciso di spostare anche la nostra mobilitazione a quella data". E la mobilitazione del sindacato del pubblico impiego della Cgil e' anche "contro i licenziamenti di massa dei precari nella pubblica amministrazione che rendono precari anche i servizi offerti".

Senza dimenticare gli effetti della 'scure' dei tagli del governo sulla sanita'. "I tagli lineari di Tremonti -spiega Dettori- hanno portato alla riduzione del 50% dei precari nelle strutture sanitarie, al blocco del turn-over e di conseguenza alla riduzione dei servizi sanitari e all'aumento dei ticket".

"E cosi' pagano i lavoratori che hanno perso l'occupazione -sottolinea Dettori- ma pagano anche i cittadini che ricevono meno servizi. Il diritto alla salute deve essere garantito a tutti: non e' possibile che per una risonanza magnetica, a causa dell'assenza di radiologi, si debba spettare dei mesi, anche per casi gravi".

Secondo Dettori, invece di fare "solo tagli", l'esecutivo "dovrebbe investire in innovazione e ricerca, migliorare la prevenzione, cercare di non far ammalare le persone, e comunque tutti devono avere garantito il diritto a essere curati".

martedì 3 maggio 2011

Nota 2/402 - Richiesta Chiarimenti



Prot. 2/402 Palermo 02/05/2011


AL Direttore Generale
del Comune di PALERMO


OGGETTO: Riscontro nota prot. 301588 del 19/4/2011, richiesta chiarimenti, sciopero 6 maggio 2011.-
Con nota del 12/4/2011, la scrivente O.S. aveva chiesto alla S.V. di voler autorizzare la partecipazione, in orario di servizio, del personale che ne avrebbe fatto richiesta al seminario formativo sul “Fondo Perseo”, da noi organizzato per il giorno 20/4/2011.
Nella richiesta era ben evidenziato il motivo di interesse “comune” posto in relazione alla necessità di opzione che, per legge, le lavoratrici ed i lavoratori, dovranno esercitare.
Con nota del 19/4/2011, ovvero solo il giorno prima del seminario, la S.V., dopo aver evidenziato come sia facoltà della A.C. valutare, di volta in volta, la partecipazione del personale, ha comunicato di non ritenere di dover autorizzare la partecipazione del personale.
Indipendentemente dalla sottovalutazione, a nostro modo di vedere, di un seminario informativo su un tema cui gli uffici preposti saranno presto chiamati a dare risposte ai dipendenti circa la convenienza, variabile da soggetto a soggetto, della scelta della miglior opzione, sarebbe stato non solo opportuno dare una risposta più tempestiva, viste per altro le nostre richieste e sollecitazioni sull’esito della Sua determinazione, ma, come da norma fondamentale della Pubblica Amministrazione, motivare la Sua scelta. Considerato che la S.V., molto tempestivamente, aveva solo pochi giorni prima riscontrato, tempestivamente e positivamente, una analoga richiesta di partecipazione ad un seminario formativo organizzato da altra O.S., si chiede conoscere i criteri di valutazione adottati e che hanno portato la S.V. ad utilizzare due pesi e due misure.
Invero da tempo la S.V., e con lei l’A.C., non riscontra le note della scrivente O.S., anche quelle relative alla richiesta di convocazione di tavoli previsti dal modello di relazioni sindacali, comportamento che, lungi dal volerlo giudicare sul piano personale, certamente contravviene ai principi ispiratori della Pubblica Amministrazione ed ai CCNL.
In ultimo è pervenuta alla S.V. in data 7/4/2011 diffida a revocare con effetto immediato la disposizione prot. n.270527 del 07/04/2011 del Settore Risorse Umane, ed a firma congiunta del Signor Sindaco, del Direttore Generale e del Dirigente Coordinatore Settore Risorse Umane, di trasferimento di un nostro dirigente sindacale senza il prescritto parere della scrivente O.S., in spregio e violazione dell’art. 22 della L.300/70.
Ci siamo voluti fidare del Dirigente che aveva chiesto, verbalmente, tre giorni di tempo per predisporre la revoca, ed invece a quasi un mese dalla nostra nota non solo non è ancora stata disposta la revoca, ma nessuna risposta, da parte Sua, è mai pervenuta, motivo per il quale, essendo palese non solo la violazione dell’art. 11 del CCNL 1/4/1999 secondo cui “Il sistema delle relazioni sindacali è improntato ai principi di correttezza, buona fede e trasparenza dei comportamenti ed orientato alla prevenzione dei conflitti.” ma anche e soprattutto il grave comportamento sindacale perpetrato e continuato nello specifico caso, oggi stesso daremo mandato ai nostri legali di depositare ricorso ex art. 28 L. 300/70.
Cogliamo l’occasione per ricordarle che per il giorno 6 maggio 2011 la CGIL ha proclamato lo sciopero generale. A tale scopo si invita la S.V. a voler dare disposizioni affinché venga tempestivamente avvertita l’utenza, con particolare riferimento all’area educativa, al fine di evitare, come successo nel recente passato, che venga limitato, ove non negato, l’esercizio del diritto di sciopero proprio per carenza di informazione all’utenza. Si avverte si da adesso che qualsiasi tentativo di limitare la partecipazione allo sciopero per mancata informazione all’utenza, sarà denunciata alla commissione di vigilanza per l’applicazione delle relative sanzioni.
Si ricorda altresì come la comunicazione all’utenza sia un preciso obbligo, scaturente dal disposto dell’art. 6, comma 2, dell’ “Accordo Collettivo Nazionale in materia di norme di garanzia del funzionamento dei servizi pubblici essenziali nell’ambito del comparto Regioni – Autonomie Locali Personale non dirigenziale”, sottoscritto in data 19/9/2002, la cui violazione è sanzionata dal successivo articolo 8 del medesimo accordo. Si precisa che, non essendo pervenuta alla scrivente O.S. “entro il quinto giorno precedente la data dello sciopero” alcuna comunicazione circa l’individuazione dei “nominativi del personale incluso nei contingenti, come sopra definiti, tenuto all’erogazione delle prestazioni necessarie e perciò esonerato dall’effettuazione dello sciopero”, secondo quanto prescritto dall’art. 5, comma 4, dell’ACNQ sopra richiamato, tutto il personale che vorrà aderire allo sciopero potrà farlo senza limitazione alcuna.



Il Segretario Provinciale
Giovanni Cammuca

Sciopero Generale 06 Maggio 2011





CONCENTRAMENTO ORE 09.30 - PIAZZA CROCI PALERMO
ADERIAMO ALL SCIOPERO GENERALE CGIL
RIVENDICHIAMO I NOSTRI DIRITTI DI LAVORATORI PUBBLICI