RADIO ARTICOLO1

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venerdì 8 aprile 2011



“In questo paese, in cui la memoria è ridotta al nulla, noi dovremmo dire che i nostri padri costituzionali avevano scritto non casualmente che alcuni diritti andavano garantiti in termini universali. La salute, l’istruzione, l’organizzazione sindacale, il lavoro”. Lo ha dichiarato ai microfoni di RadioArticolo1 Rossana Dettori, segretaria generale della Fp Cgil, ospite della trasmissione Italiaparla. “L’articolo 1 della nostra Costituzione definisce il lavoro come punto di libertà e di dignità del nostro Paese. Il lavoro pubblico garantisce una serie di diritti costituzionalmente sanciti. L’atteggiamento del governo, in questo quadro, è all’opposto. La logica del ministro Sacconi è quella di un welfare caritatevole: garantire il minimo per tutti cosicché solo chi può pagare possa accedere a servizi migliori”.

“Stiamo tornando a un sistema che avevamo ormai cancellato dalla nostra memoria storica, un sistema che in questo paese è stato modificato prima degli anni Ottanta. Il governo attacca i lavoratori del pubblico impiego per attaccare i servizi, con la finalità di raggiungere la parità tra servizi pubblici e servizi privati, formazione pubblica e formazione privata, con investimenti ormai orientati più verso il privato che il pubblico. Queste rivendicazioni, ha concluso la Dettori, sono alla base dello sciopero generale che vedrà in piazza la Fp insieme con la Cgil il prossimo 6 maggio”.

Brunettiade 4° puntata



Il 5 aprile il Ministro per la pubblica amministrazione ha emanato l'ennesima circolare per ribadire l'immediata applicabilità del dlgs 150, la cosiddetta "riforma Brunetta", contraddicendo lo stesso decreto che rinvia l'applicazione al rinnovo dei successivi contratti. L'emanazione, si precisa, è dovuta alle richieste di molte amministrazioni, dal che si evince in quale caos sia piombata la nostra pubblica amministrazione.

Il dlgs 150 è confuso, autoreferenziale e contraddittorio. Provoca disagio, disaffezione e disorganizzazione anche in quelle realtà che erano riuscite a stabilire equilibri ottimali nell'uso delle risorse e nell'erogazione dei servizi.

A poco o nulla valgono le reiterate circolari del Ministro o gli accordi sottoscritti da alcuni sindacati, come ad esempio quello del 4 febbraio, che oggi si svuota di contenuti dando ragione alla Cgil che non lo ha firmato.

Nel frattempo i giudici continuano con regolarità a sentenziare sulla non applicabilità della riforma fino ai prossimi rinnovi contrattuali.
Ultimo il caso del tribunale di Grosseto che il 30 Marzo ha condannato il Comune di Castiglione della Pescaia per comportamento antisindacale.

La pretesa di gestire un sistema complesso come quello delle pubbliche amministrazioni in modo centralizzato e unilaterale appare come un'imposizione burocratica e centralista che niente ha a che vedere con la modernizzazione e con il merito.

Da parte nostra continuiamo a sostenere l'inattuabilità del decreto. Oggi sono ancor più palesi le distorsioni del dlgs 150, la contraddittorietà di circolari e accordi capestro, l'involuzione del sistema imposta da chi intende sottrarre diritti contrattuali e di rappresentanza alle lavoratrici e ai lavoratori, riportando la pubblica amministrazione ad essere appannaggio della politica.

Roma, 7 Aprile 2011

2010 diminuisce il potere d'acquisto delle famiglie Italiane



Le famiglie italiane nel corso del 2010 hanno visto ridursi dello 0,6% il loro potere di acquisto, ossia il loro reddito disponibile in termini reali, nonostante un incremento dello 0,8% negli ultimi tre mesi dell'anno passato rispetto al trimestre precedente. Lo rileva l'ISTAT nei dati diffusi questa mattina su Reddito e risparmio delle famiglie e profitti della società nel 2010.
La propensione al risparmio delle famiglie, sempre secondo quanto riferito dall'Istituto Nazionale di Statistica, nel 2010 si è attestata al 12,1%, registrando una diminuzione dell'1,3% rispetto all’anno precedente; in particolare, nel quarto trimestre la propensione al risparmio delle famiglie, calcolata sui dati destagionalizzati, è stata pari al 12,4%, superiore di 0,5% rispetto al trimestre precedente, ma inferiore di 0,8% rispetto al corrispondente trimestre del 2009.

La riduzione della propensione al risparmio nel 2010, spiega l'ISTAT, deriva sia da un aumento del reddito disponibile delle famiglie dello 0,9% rispetto al 2009, che da una crescita più consistente +2,5% della loro spesa per consumi finali. Nell’ultimo trimestre dell’anno, invece, la crescita del reddito disponibile rispetto al trimestre precedente +1,4% è stata superiore a quella registrata dalla spesa per consumi +0,8% il che ha determinato l’aumento congiunturale del tasso di risparmio.

CGIL, dati confermano gravità impatto crisi. Secondo il Segretario Confederale della CGIL, Danilo Barbi le rilevazioni di questa mattina dell'ISTAT “confermano la gravità dell’impatto della crisi sulla vita della stragrande maggioranza degli italiani e a pochissimo vale il dato che il reddito nominale è aumentato”. Di fatti, afferma il dirigente sindacale, “mentre i profitti tornano, seppur di poco, ad aumentare, cala il potere d’acquisto dei salari e delle pensioni. Lo conferma il dato sul risparmio che è ancora diminuito arrivando al minimo storico”.

Per il sindacalista di Corso d’Italia, quindi, “è sempre più evidente la necessità di due elementi che sono al centro delle rivendicazioni dello sciopero generale della CGIL del 6 maggio: una riforma fiscale che sposti il peso dal lavoro e dai redditi fissi all’evasione, alle rendite e alle grandi ricchezze, come ha sostenuto recentemente l’OCSE parlando dell’Italia; contemporaneamente serve urgentemente - conclude Barbi - un piano straordinario per promuovere l’occupazione”.

martedì 5 aprile 2011

9 aprile: la Fp-Cgil in piazza con giovani e precari



"Il 9 aprile la Fp-Cgil scenderà in piazza al fianco dei giovani, degli studenti e dei precari. È giunto il momento di uscire dalla retorica paternalistica, anche perché le giovani generazioni hanno dimostrato di essere in grado di mettere in campo nuove forme di protagonismo e di lotta che vanno guardate con interesse e sostenute". Con queste parole Rossana Dettori, Segretaria Generale dell'Fp-Cgil Nazionale, aderisce all'appello lanciato dai promotori della manifestazione "Il nostro tempo è adesso. La vita non aspetta" che si terrà in decine di piazze italiane il prossimo 9 aprile.

"Credo che questa manifestazione sia una grande opportunità per il Paese tutto e per il nostro sindacato, che oggi sono chiamati ad affrontare una sfida epocale, la sfida della precarietà. Le giovani generazioni - continua la Segretaria Generale - vivono una condizione esistenziale e lavorativa di assoluta incertezza. Sono state private delle tutele che i loro padri hanno conquistato e subiscono un impoverimento del lavoro che umilia le loro intelligenze e i loro sforzi, riducendoli a una merce".

"La mia generazione, dal punto di vista anagrafico, politico e sindacale, ha un debito nei confronti dei giovani. Se accettassimo supinamente quanto sta avvenendo, la decontrattualizzazione, lo sfruttamento in forme sempre più subdole e arbitrarie come gli stage e i tirocini, l'incertezza sul futuro previdenziale, l'inesistenza di strumenti di welfare destinati ai precari - aggiunge Dettori - dovremmo dichiarare il nostro fallimento generazionale, perché questo vorrebbe dire che il tanto citato "patto sociale" è già saltato, vittima dell'egoismo".

"Questo patto va ricostruito e ripensato. Il 9 aprile - conclude la segretaria Generale dell'Fp-Cgil - saremo in piazza per liberarci dalla precarietà. Lo faremo iniziando a liberarci dall'indifferenza".

Lampedusa apre Camera del lavoro - presidio di democrazia


Lampedusa, crocevia del Mediterraneo, luogo di approdo e speranza per tanti giovani nord africani in cerca di una vita migliore. E' qui che la CGIL, anche in risposta all'allarme partito con la ripresa degli sbarchi, ha deciso di aprire una camera del lavoro. Un presidio di democrazia proprio dove sembra essercene più bisogno, uno spazio per tutti i lampedusani, ma anche un centro di ascolto ed informazione per i migranti.

Intanto nell'isola, proseguono gli arrivi dall'africa e quello che più si nota, come hanno ben sottolineato le tre dirigenti della CGIL, Vera Lamonica, Segretaria Confederale Nazionale, Mariella Maggio, Segretaria Generale CGIL Sicilia, e Mariella Lo Bello, Segretaria Generale CGIL Agrigento, intervenute ieri (3 aprile) all'apertura della sede, è l'assenza dello stato, che oltre alle misure di contenzione, predisposte con il responsabile impegno delle forze dell'ordine, non ha pianificato alcuna reale misura di accoglienza e assistenza. Da giorni in migliaia dormono in terra, con ricoveri di fortuna, senza acqua ne cibo a sufficienza, solo ai minori, soprattutto grazie all'impegno di 'Save the children' e della curia, sembra essere riservata un sorte migliore.

La sede della CGIL, appena aperta, si è riempita subito di cittadini lampedusani e stranieri in cerca di informazioni sui loro diritti e sulle proprie tutele, iniziando così un percoso di solidarietà ed impegno nell'isola. “La situazione di oggi nella cittadina di Lampedusa conferma la nostra intuizione rispetto alla necessità di un insediamento della CGIL, che abbiamo solo accellerato. Saremo qui ad ascoltare le necessità, a dare informazioni ai migranti sui loro diritti e sugli approdi futuri, quando saranno trasferiti altrove”, ha detto Mariella Maggio, Segretaria Generale della CGIL Sicilia. “Qui - ha osservato Maggio - stiamo rilevando condizioni limite, un'assenza di governo della situazione che appare voluta e strumentale”. “Mettiamo al servizio di questa nuova struttura - ha detto la Segretaria della Camera del lavoro di Agrigento, Mariella Lo Bello - un'esperienza e risorse già decise nell'ambito della nostra politica di insediamento e decentramento territoriale”. “La nostra sede - ha sostenuto Vera Lamonica, della Segreteria Nazionale CGIL - durerà nel tempo”. “Svolgerà - ha aggiunto - un ruolo di servizio e rappresentanza per i cittadini di Lampedusa e di informazione e assistenza per i migranti”. “Quello che vogliamo dire ai migranti - ha sottolineato - è che, ovunque andranno, troveranno una Camera del lavoro ad accoglierli”.