RADIO ARTICOLO1

RADIO ARTICOLO1
WEB RADIO

venerdì 18 febbraio 2011

TFS nota di Di biasi e Fratini



TFS dal 1° gennaio 2011
Al danno non vorremmo si aggiungesse la beffa!
NO ALLE SPECULAZIONI ‐ SI ALLE RAGIONI DEI LAVORATORI
Dall’emanazione del DL 78/2010 (L. 122/2010) la FP CGIL ha espresso tutte le sue
preoccupazioni e la sua contrarietà, nello specifico, all’art. 12, comma 10, a seguito del quale viene
trasformata la modalità di calcolo dei Trattamenti di Fine Servizio per le anzianità contributive a
decorrere dall’anno 2011.
La FP CGIL ha denunciato, quantificandolo, il danno che da questa nuova modalità deriva, in
particolare, ai dipendenti statali e degli enti pubblici non economici.
La FP CGIL sin dal primo momento ha dichiarato, così come si evince dalla Relazione tecnica
della Ragioneria Generale dello Stato, che in ogni caso la nuova modalità di calcolo dei Trattamenti
di Fine Servizio deve avere come base di calcolo il 100% delle voci retributive utili contrariamente
a quanto sostiene l’INPDAP nella Circolare n. 17/2010.
La Circolare n.17/2010 dell’INPDAP non l’abbiamo mai condivisa come si evince chiaramente
dai nostri comunicati e come espresso pubblicamente in tutte le sedi di confronto; riteniamo che
in essa, ad eccezione di quanto sopra, non si riscontri altro che il dettato della norma, ovvero:
‐ La legge non modifica la natura giuridica dei TFS, permanendo l’identità
di“indennità equipollenti” al Trattamento di Fine Rapporto (DPR n. 917/1986 ‐ art. 19,
comma 2‐bis);
‐ Per i Trattamenti di Fine Servizio cambia esclusivamente il metodo di calcolo;
‐ I TFS non diventano TFR.
Il problema in se non è solo la Circolare INPDAP, ma risiede nell’insieme delle norme varate
dal Governo con il DL 78/2010 (es. posticipo di 12 mesi della decorrenza dei trattamenti
pensionistici, innalzamento a 65 anni di età per le donne ai fini della pensione di vecchiaia,
mancato rinnovo del CCNL, congelamento al 2010 dei trattamenti economici dei singoli dipendenti,
riduzione dei fondi destinati alla contrattazione integrativa, blocco delle progressioni di carriera
dal 2011 al 2013, etc).
Volendo, il quadro si può completare aggiungendo le inique norme contenute nel Dlvo
150/2009 che, fra l’altro, contiene l’assurda previsione secondo la quale il 25% del personale deve
preventivamente essere escluso dalla fruizione di quota parte del salario di produttività.
A fronte di questo quadro che il Governo ha approntato contro i lavoratori pubblici, nel
silenzio più totale da parte di altre organizzazioni sindacali e con la sola FP CGIL che sta attuando le
giuste e doverose politiche rivendicative, di lotta e di mobilitazione, si è aggiunto l’ accordo
separato del 4 febbraio 2010 con il quale CISL/UIL/UGL /CONFSAL e Governo confermano tutti i
contenuti del Dl 78/2010 e del Dlvo 150/2009.
È difficile abituarsi alle tante contraddizioni che animano l’attuale dibattito e confronto tra le
organizzazioni sindacali, considerando che da una parte accettano tutto quello che il Governo
propone, compreso il comma 10 dell’articolo 12 del Dl 78, per poi mostrare demagogicamente i
muscoli contro le singole amministrazioni attraverso un iperattivismo che vorrebbe coinvolgere e
indirizzare i lavoratori verso un contenzioso che potrebbe rivelarsi disastroso, poiché al danno
contenuto in quell’articolo si potrebbe aggiungere la beffa.
Addirittura viene rivolto un invito pressante alle lavoratrici ed ai lavoratori a diffidare le
amministrazioni ad effettuare la ritenuta contributiva del 2,5% sulla retribuzione, teorizzando che
l’art. 12, c. 10, abbia modificato la natura giuridica dei Trattamenti di Fine Servizio trasformandoli
in Trattamento di Fine Rapporto.
Confermiamo la nostra opinione negativa sul contenuto della norma in questione, ma
riteniamo che il presupposto dal quale muove la tesi su cui si basano i ricorsi recentemente
proposti da un’altra organizzazione sindacale sia sbagliato.
La legge non modifica la natura giuridica dei TFS e permane la loro identificazione di
“indennità equipollenti al TFR” ed in quanto tali permangono le agevolazioni fiscali
dell’abbattimento di € 309,87 per ogni anno utile e gli obblighi contributivi a carico del dipendente,
in ragione dei quali si ha diritto all’abbattimento, ai fini della determinazione dell’imponibile
fiscale, del 26,04%, per i dipendenti statali e del 40,98% per i dipendenti del SSN e degli Enti
territoriali.
Altrettanto non avverrebbe in termini di agevolazioni fiscali se, come afferma il sindacato
proponente queste diffide, la natura giuridica del TFS venisse equiparata, a tutti gli effetti, a quella
del TFR così come prevista dall’articolo 2120 del Codice civile e dall’articolo 19, 1° comma, del DPR
n. 917/1986 (Testo unico delle imposte sui redditi).
Detto ancora una volta che la FP CGIL non condivide assolutamente il comma 10 dell’articolo
12 del Dl 78/2010, e quindi si tratta di una norma assolutamente da modificare; nel caso dovesse
rimanere tale per la FP CGIL la base di calcolo non può che essere il 100% delle voci retributive a
differenza di quanto sostiene l’INPDAP (predisponendo tutte le iniziative necessarie per
raggiungere questo obiettivo nell’interesse dei lavoratori), si ritiene inoltre che questa
problematica sul versamento o meno del contributo del 2,50% possa rivelarsi nel medio/lungo
periodo una beffa per le lavoratrici ed i lavoratori.
La FP CGIL chiede, stante la norma, che il calcolo dei TFS sia attuato sul 100% delle voci
retributive utili ed invita le altre organizzazioni sindacali ad unirsi a questa richiesta, per tutelare
veramente e seriamente le ragioni delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici.
Roma, 16 febbraio 2011.
Il Coordinatore nazionale
Previdenza e Fondi Complementari
Vincenzo Di Biasi
Il Segretario nazionale
Welfare e Mercato del lavoro
Fabrizio Fratini

Comunicato Stampa di R. Dettori sull'Ansa del Min. Brunetta



Comunicato Stampa di Rossana Dettori, Segretaria Generale Fp-Cgil Nazionale
Accordo separato–riforma Brunetta: il Ministro smentisce Cisl e Uil
“Dopo l'energica richiesta di chiarimento delle Regioni e il botta e risposta tra il Presidente
Errani e il Ministro Brunetta che ne è seguito, adesso a chiedere un incontro sui contenuti
dell'accordo separato sul lavoro pubblico del 4 Febbraio sono anche l'Anci e l'Upi, le altre
controparti rimaste fuori da quella trattativa lampo. La risposta del Ministro Brunetta, oltre
a rinnovare l'invito a sottoscrivere l'accordo, fa finalmente chiarezza sui contenuti. Per la
prima volta la Cgil può dare ragione al Ministro sull'interpretazione di un accordo”. Con
queste parole Rossana Dettori, Segretaria Generale dell'Fp-Cgil Nazionale, commenta
l'evolversi del dibattito sviluppatosi all'indomani dell'accordo separato sul lavoro pubblico
del 4 febbraio, che la Cgil non ha firmato e contro cui le categorie del lavoro pubblico Fp-
Cgil e Flc-Cgil hanno proclamato lo sciopero generale.
“La risposta del Ministro Brunetta ad Anci e Upi – continua Dettori - è un elemento di
chiarezza e, cosa a nostro avviso più importante, smentisce definitivamente le ragioni che
Cisl e Uil confederali e di categoria hanno addotto per motivare il loro assenso. Non è vero,
al contrario di quanto sostengono i nostri colleghi, che l'accordo modifica le parti più
penalizzanti della riforma, a partire dalle fasce di merito che, a detta di Cisl e Uil, non
dovrebbero modificare, o meglio ridurre, il salario dei lavoratori. L'accordo, come sostenuto
dallo stesso Ministro, serve ad applicare la riforma, non ne modifica il quadro normativo e
semmai limita “gli effetti sulla retribuzione derivanti dal blocco della contrattazione”, fermo
restando l'impianto generale della riforma e gli istituti previsti”.
“Finalmente – aggiunge la Segretaria Genarale dell'Fp-Cgil - il Ministro ha svelato i
contenuti di un accordo che in questi giorni viene raccontato ai lavoratori in modo non
corrispondente ai fatti. La verità è che è davvero difficile spiegare le ragioni di un accordo
che accetta il blocco delle retribuzioni e, contemporaneamente, non tutela il salario dagli
effetti più odiosi della cosiddetta “riforma Brunetta”. Una riforma a doppie e triple velocità,
applicata a macchia di leopardo e senza un quadro certo di regole. L'accordo separato del
4 Febbraio – conclude Dettori - è servito a ridare lustro a una operazione mediatica ormai
opaca, che ha perso il suo appeal e che quindi va rilanciata per celarne il fallimento”.
Roma, 17 Febbraio 2011
Alessandro Russo, Ufficio Stampa

Verso lo sciopero Generale del 25 Marzo - dich. Min Brunetta



P.A./ Brunetta a Anci e Upi: nessun blocco, riforma va avanti Il ministro
risponde ai chiarimenti delle due associazioni

Roma, 16 feb. (TMNews) - "Non c' alcun blocco della riforma e tutti gli istituti
previsti dalla norma devono essere applicati". Cos il ministro della Pubblica
Amministrazione, Renato Brunetta, risponde a Anci e Upi in merito alla richiesta
di un incontro urgente per discutere l'applicazione del decreto legislativo n.
150/2009, la cosiddetta "riforma Brunetta".
"L'accordo fatto con i sindacati il 4 febbraio - scrive il ministro - non
pregiudica in alcun modo il quadro normativo esistente, ma si reso necessario
prevedere una intesa con le organizzazioni sindacali per limitare gli effetti
sulla retribuzione derivanti dal blocco della contrattazione in relazione alla
sola applicazione dell`art. 19 del decreto legislativo n. 150/2009".
"Ci vuol dire - spiega il ministro - che non c` alcun blocco della riforma e che
tutti gli istituti e principi ivi previsti devono essere applicati". Brunetta
sottolinea poi "l'urgenza" affinch il comparto dei comuni e delle provincie
"firmi con le organizzazioni sindacali il nuovo modello contrattuale, gi firmato
dal Governo con i sindacati nel 2009".
Red/Sto

mercoledì 16 febbraio 2011

Proclamazione Sciopero Nazionale del25/03/2011



Protocollo n.64/U-FP 2011
Roma, 15 febbraio 2011

Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Funzione Pubblica
Palazzo Vidoni
Corso Vittorio Emanuele, 116
00187 - ROMA

Alla Commissione di Garanzia per l’attuazione della Legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali
Piazza del Gesù, 46
00186 - ROMA


Oggetto: Proclamazione sciopero nazionale dei Comparti della Sanità, delle Regioni e Autonomie Locali, dei Ministeri, degli Enti Pubblici non Economici, delle Agenzie Fiscali, della Presidenza del Consiglio, dell’Area 1 della dirigenza dei Ministeri, dell’Area 2 della dirigenza delle Regioni e Autonomie Locali, dell’Area 3 della dirigenza Amministrativa, Sanitaria, Tecnica e Professionale, dell’Area 4 della dirigenza medica e veterinaria, dell’Area 6 della dirigenza degli Enti Pubblici non Economici e delle Agenzie Fiscali, dell’Area 8 della dirigenza della Presidenza del Consiglio, del CNEL, dell’ENAC, di UNIONCAMERE, dei Segretari Comunali e Provinciali, dei Vigili del Fuoco e del CNIPA.


La scrivente Segreteria Nazionale, nell’ambito della vertenza per il rinnovo dei CCNL dei comparti pubblici e del loro mancato finanziamento nella legge finanziaria, sulla riorganizzazione e sulla riqualificazione dei servizi pubblici, sul mancato rinnovo delle RSU, nonché contro le politiche di espulsione dal lavoro del personale precario, rispetto alla quale ha preso atto del risultato negativo del tentativo di conciliazione di cui all’art.2, comma 2, della Legge n.146/90, così come modificata dalla Legge n.83/2000, esperito il 10 febbraio u.s. presso il Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali, proclama lo sciopero nazionale per l’intera giornata o turno di lavoro dell’ 25 marzo 2011, dei Comparti e delle Aree in oggetto.
Nella predetta giornata saranno garantiti solo i servizi essenziali.


La Segretaria Generale FP CGIL Nazionale
Rossana DETTORI


__________________________________________________________________________
Segreteria Generale FP CGIL Nazionale – Via Leopoldo Serra, 31 – 00153 Roma
Tel. 06.58544445 – 3357519229 fax 06.5897296 e-mail: segreteriagenerale@fpcgil.it

Stipendi dipendenti - Comunicato Stampa



COMUNICATO STAMPA
RISCHIO STIPENDI: ALLARME RIENTRATO.

Palermo, 15 febbraio 2011 – “Un incontro positivo durante il quale, oltre ad avere assicurazioni sul pagamento degli stipendi, abbiamo evidenziato all’assessore al bilancio come sia possibile effettuare risparmi di gestione da destinare all’incremento del salario accessorio di tutti i dipendenti e delle ore contrattuali del personale part-time”. Così commenta Giovanni Cammuca, Segretario Provinciale FP CGIL l’incontro avuto oggi con l’assessore al Bilancio Dr. Giuseppe Genco. “Certo che se c’è un problema di liquidità ad inizio d’anno c’è da preoccuparsi perché, evidentemente, il problema è strutturale. Abbiamo chiesto, ed ottenuto rassicurazioni in tal senso, che se dovessero ancora verificarsi problemi di liquidità il Comune provveda mediante le anticipazioni di cassa in maniera tale che comunque, alle scadenze previste, venga garantito il pagamento degli stipendi”.
“Abbiamo avuto modo di evidenziare all’Assessore come sia necessaria una seria riorganizzazione della macchina comunale – dichiara Paola Caselli, Segretario aziendale FP CGIL del Comune di Palermo -, che riguardi non solo le persone ma anche il modo di ripensare i servizi, migliorandone la qualità e realizzando economie da poter reinvestire, sviluppando le professionalità interne all’Amministrazione a beneficio della città e dei cittadini.”
“Un nostro progetto per l’incremento delle ore contrattuali del personale neostabilizzato è stato presentato all’Amministrazione Comunale alla fine del 2010, un progetto che individua anche fonti di finanziamento certe e che non incidono sulla spesa per il personale – conclude Marco Leo CapoGruppo RSU FPCGIL al Comune di Palermo – nei prossimi giorni chiederemo un incontro all’Assessore per esporlo anche a lui e per presentare una nostra proposta di miglioramento della macchina comunale”.

Resoconto incontro Ass.Genco - stipendi dipendenti


RESOCONTO INCONTRO ASSESSORE AL BILANCIO DR. GENCO
Palermo, il 15/02/2011

L’incontro richiesto con l’Assessore al Bilancio, si è tenuto in un clima di convivialità, erano presenti oltre la FPCGIL, altre sigle sindacali di categoria, il Consigliere Comunale R. Filoramo e i rappresentanti sindacali delle aziende partecipate.
Ass. Genco: “la situazione dei finanziamenti non è certamente positiva – siamo in evidente difficoltà, ma anche alla luce del taglio dei trasferimenti ( pari a €100 milioni a regime), non vi sono o saranno difficoltà di pagamenti. Ribadisco stipendi a rischio non c’è ne!” Per quanto riguarda i flussi d’entrata i primi trasferimenti dello Stato arriveranno a marco p.v., mentre per quelli regionali, siamo in attesa a giorni. Sono comunque allo studio del’Amministrazione diverse ipotesi, per il recupero di somme che daranno una boccata d’ossigeno, senza aumentare le imposte comunali e il prelievo fiscale, nello specifico contiamo di portare in tempi brevi le somme pari a €100 milioni derivanti dalle pratiche di condono edilizio ( ferme al 1985), ovviamente per fare ciò occorre potenziare gli uffici preposti con il personale – sinceramente credo che operando nel breve termine potremo arrivare a recuperare circa e20mioni dei 100 previsti. Altro discorso va fatto per il recupero ICI, su 1200 pratiche dell’ultimo trimestre, si è evidenziato che il recupero degli avvisi di accertamento ( per gli ultimi5 anni) ammonta a € 1milione e200mila. Ici e no solo perché il controllo sarà fatto anche sulla TARSU. Piano per il commercio: € 4 milioni per il piano della pubblicità è troppo poco.”
Consigliere R. Filoramo: “per gli stipendi e per evitare che vi sia un ipotetico blocco, rammento che in extrema ratio, sono sempre e immediatamente disponibili le anticipazioni di tesoreria pari a €200 milioni. Ovviamente l’utilizo di predette somme ha un costo!”
Ass. Genco: “ escludo il rischio di non pagamento degli stipendi”
Caselli: “ perché non prevedete un piano di rientro, recuperando le somme, destinando quelle attualmente spese per i lavori all’esterno, pur avendo le professionalità interne, per il personale comunale? Faccio un esempio, le autovetture, a fronte dell’autofficina dell’amministrazione, vengono riparate all’esterno, ma perché se ho il personale eppure quello neo assunto? Ulteriore esempio GAM, do all’esterno l’appalto di biglietteria, bookshop etc. e nulla entra al Comune?
Cammuca: “ Se il problema si pone ad inizio anno, vuol dire che è strutturale e noi chiediamo un preciso impegno affinché, anche facendo ricorso alle anticipazioni di cassa, il pagamento degli stipendi avvenga alle scadenze prestabilite. Questo vale non solo per febbraio ma anche per tutti i mesi a venire. Concordiamo sul fatto che bisogna intensificare la lotta all’evasione fiscale, ma siamo convinti che occorre procedere non solo a tagli di spesa inutili ma rendere, riorganizzandoli in maniera opportuna, addirittura produttivi – nel senso di produrre guadagni o minori spese per i cittadini – alcuni servizi e destinare i risparmi di gestione all’incremento del salario accessorio dei dipendenti. Abbiamo già presentato alla fine dello scorso anno una proposta che, individuando fonti di finanziamento certe, permetterebbe di incrementare le ore del personale part-time. Le chiediamo formalmente un incontro per meglio esplicitare le nostre proposte””
Leo: “ appurato dalla sua voce che non vi sono dubbi per il pagamento degli stipendi prossimi venturi, Le chiedo se il taglio dei trasferimenti riguarderà anche le somme non ordinarie, in particolare quelle destinate alla stabilizzazione del personale ex Lsu?
Ass. Genco: “i tagli riguardano soltanto le somme ordinarie non quelle straordinarie come i 55 milioni, ad ogni modo il Sindaco si è recato a Roma, per chiedere al Ministro di intervenire in autotutela, al fine di escludere questa ipotesi.
Chianello: “ sarò diretto e brutale, il dissesto è dietro l’angolo? Perché dobbiamo ancora pagare o ci possiamo permettere di pagare €250mila annui un Direttore Generale? Le propongo di recuperare le somme intervenendo anche sulla P.M., fissando degli obiettivi prioritari – lotta all’abusivismo in primis. Dobbiamo intervenire sull’anomalia degli orari di lavoro del personale neo stabilizzato, pari all’80% degli agenti attualmente in pattuglia in strada, poche ore a fronte della pattuglia mista con personale a orario full\time. Aumentare le ore e le retribuzioni.
Ass. Genco: “ attendo le vostre proposte, così da fissare un appuntamento per un incontr, insieme al D.G.”

Allarme rientrato, quindi, nella speranza [!?] che non si verifichino più problemi per il futuro.

martedì 15 febbraio 2011

Ultimora - incontro Assessore al Bilancio Dr. Genco



ORE 12.30 L'ASSESSORE GENCO, CI HA RASSICURATI SUGLI STIPENDI DEI MESI PROSSIMI VENTURI.
"NON VI SONO PROBLEMI PER IL PAGAMENTO, LE SOMME DELLA REGIONE E DELLO STATO SONO IN ARRIVO
"

p.s.: tra qualche ora vi invieremo il resoconto completo dell'incontro odierno.

M. Giordano - da Regioni critiche condivisibili,intervenga l'Anci



“Le critiche mosse dalle Regioni al Governo e al Ministro Brunetta su applicazione della
riforma della pubblica amministrazione e attuazione del sistema di valutazione e premialità,
sono condivisibili perché evidenziano la contraddittorietà e la strumentalità dei
provvedimenti assunti” con queste parole Daniele Giordano, Segretario Nazionale dell'Fp-
Cgil, commenta la richiesta di chiarimento avanzata ieri dalla Conferenza delle Regioni al
Governo.
“La riforma e le scelte del Governo in merito al lavoro pubblico, che abbiamo contrastato
per il loro intento punitivo e perché prive di strumenti di modernizzazione, hanno prodotto
l'arresto della contrattazione integrativa e nazionale – afferma il responsabile degli enti
locali dell'Fp-Cgil - bloccato i salari. Della decantata meritocrazia non si vede l'ombra, in
assenza dei fondi per finanziarla”.
“Il Ministro – continua Giordano – ha risposto alle critiche eludendo il merito e invitando il
Presidente Errani a sottoscrivere il nuovo modello contrattuale, sancito da un accordo
siglato in una trattativa lampo dalla quale le Regioni e le autonomie locali sono state
escluse”.
“Nella sua furia ideologica il Ministro ha ascoltato solo chi lo assecondava, e oggi ci
consegna una sistema che, a dispetto delle promesse, ha prodotto un impoverimento dei
lavoratori senza migliorare l'efficienza e l'offerta di servizi, un sistema a due velocità privo
di regole certe. In tal senso – aggiunge il Segretario Nazionale dell'Fp-Cgil - auspichiamo
che l'Anci intervenga in questo dibattito e si unisca alle critiche delle Regioni”.
“Con l'accordo del 4 febbraio si è sancito un fallimento, si è impoverita ulteriormente la
contrattazione riducendola a mera ratifica. I Presidenti delle Regioni – conclude Giordano -
hanno ricordato al Governo che la contrattazione è partecipazione e ricerca del consenso,
non certo l'imposizione di scelte contraddittorie e propagandistiche”.
Roma, 11/02/2011

Accordo separato interpretazione autentica e nota del portavoce del Ministro Brunetta




Leggere per credere
In una nota (*) del portavoce del Ministro della Funzione Pubblica, (emanata per polemizzare con il Prof. Ichino) abbiamo finalmente trovato l'interpretazione autentica dell'accordo separato del 4 febbraio tra il Governo ed alcuni sindacati.

Il portavoce del Ministro è lapidario:



1) i premi differenziati ai dipendenti saranno applicati con risorse aggiuntive e la valutazione avrà effetto sulla loro carriera.

2) Monitorare e analizzare i risultati della performance non significa che i sindacati parteciperanno alla valutazione, perché la valutazione è affidata per legge ai dirigenti delle singole amministrazioni.

3) Bisogna accettare l'idea che le Organizzazioni sindacali (tranne la CGIL, ovvio) condividono la riforma Brunetta.



Questi sono dunque i risultati raggiunti e magnificati dai firmatari dell'accordo. Abbiamo proprio ragione noi : quell'intesa è un ulteriore passo verso la cancellazione della contrattazione, ed abbiamo fatto il nostro mestiere non firmandola.

Roma, 11 febbraio 2011
Portavoce Brunetta: "Le interpretazioni fantascientifiche di Ichino avrebbero suscitato l'invidia di Isaac Asimov"
NOTA DEL PORTAVOCE DEL MINISTRO
Pur ignorando la realtà dei fatti, il professor Ichino non rinuncia a offrirne interpretazioni fantascientifiche che avrebbero suscitato l'invidia di Isaac Asimov. Il senatore del PD non ha infatti ancora compreso che l'accordo firmato venerdì scorso non abroga la legge (e d'altronde non potrebbe neppure farlo), limitandosi a toccare solo un punto che riguarda l'art. 19 della riforma Brunetta: quello relativo ai premi individuali. Ichino non ha ancora compreso che sarà attivato tutto il sistema di valutazione dei dipendenti e che la valutazione avrà effetto anche sulla loro carriera. Inoltre, Ichino ignora che i premi differenziati ai dipendenti saranno comunque applicati con risorse aggiuntive derivanti dal cosiddetto "dividendo dell'efficienza".
Ichino afferma infine il falso (a questo punto davvero non sappiamo se in buona o in cattiva fede) quando sostiene che la valutazione della perfomance verrà affidata a "commissioni paritetiche formate dal management e da rappresentanti del sindacato". Ma dove l'ha letto? Sull'accordo? Forse si riferisce a un punto dell'intesa che recita che "al fine di valorizzare le esperienze e i risultati in via di conseguimento, in termine di miglioramento degli indicatori di perfomance delle amministrazioni, saranno costituite in sede nazionale, apposite commissioni paritetiche con il compito di monitorare e analizzare i risultati prodotti". E secondo l'autorevole giuslavorista questo significa che la valutazione la fanno le commissioni paritetiche? Caro Ichino, monitorare non vuol dire fare valutazione, e quest'ultima viene affidata per legge ai dirigenti delle singole amministrazioni. Che dire? Forse a questo confuso senatore del PD riesce difficile accettare l'idea che le organizzazioni sindacali (tranne la Cgil, ovvio) condividono la riforma Brunetta. Si consoli, se ne faccia una ragione e torni a studiare.

'Brunetta chiarisce ciò che cisl e uil negano'
Da una nota del portavoce del Ministro Brunetta apprendiamo alcuni interessanti chiarimenti sull’accordo del 4 febbraio sul lavoro pubblico fra il governo e alcuni sindacati, più o meno i soliti.
Il portavoce del Ministro più amato dagli italiani è lapidario:

1) i premi differenziati ai dipendenti saranno applicati con risorse aggiuntive e la valutazione avrà effetto sulla loro carriera.
2) Monitorare e analizzare o risultati della performance non significa che i sindacati parteciperanno alla valutazione, perché la valutazione è affidata per legge ai dirigenti delle singole amministrazioni.
3) Bisogna accettare l'idea che le Organizzazioni sindacali (tranne la CGIL, ovvio) condividono la riforma Brunetta.

Niente male come risultato raggiunto da chi ha firmato l'accordo del 4 febbraio 2011.

lunedì 14 febbraio 2011

Accordo separato - commento di merito di Michele Gentile



MICHELE GENTILE
Un breve commento “di merito” all’Accordo Separato del 4.2.2011

04/02/2011 | Settori pubblici
E’ utile un breve commento su alcuni degli aspetti contenuti nell’accordo separato del 4.2.2011.
A) Il sistema Premiale di cui al comma 2.
Il sistema di valutazione e differenziazioni delle valutazione delle performances – art.19 del dlgs 150/2009-( le 3 fasce: 25%;50%;25%) è relativo alle risorse destinate al salario accessorio collegato alla performance individuale.
L’art. 40 comma 3 bis del dlgs 165/2001 afferma che “a tal fine destina al trattamento economico accessorio collegato alla performance individuale una quota prevalente del trattamento accessorio complessivo comunque denominato”
La circolare n. 7 del 13 .5. 2010 del Dipartimento funzione pubblica afferma al punto 5:
Disposizioni la cui applicazione decorre a partire dalla stipulazione dei contratti collettivi relativi al periodo contrattuale 2010-2012.
Altre norme del d.lgs. n. 150 del 2009 non risultano invece applicabili se non a partire dalla stipulazione dei contratti collettivi relativi al periodo contrattuale 2010-2012, in quanto ne presuppongono l'entrata in vigore.
E' questo il caso:
- della norma che impone di destinare alla produttivita' individuale la quota prevalente della retribuzione accessoria, la quale presuppone un intervento sulla struttura della retribuzione che puo' essere attuata solo con i successivi contratti collettivi
- (comma 3-bis dell'art 40 del d.lgs. n. 165 del 2001, nuovo testo);
L’art.9 comma 2 bis prevede che dal 2011 al 2013 l’ammontare complessivo delle risorse destinare annualmente al salario accessorio non può superare il corrispondente importo dell’anno 2010 ed è proporzionalmente ridotto in relazione alla riduzione del personale in servizio.

Da quanto sopra emerge che solo un’applicazione non rispettosa della normativa in essere, quale quelle alle quali ci ha abituato il Ministro anche con il recente schema di decreto correttivo che è ancora alla ricerca delle “intese” nel Governo, può portare alla applicazione del suddetto merito alle retribuzioni accessorie in essere.

Ora a norma dei contratti vigenti, della legge e della circolare il blocco imposto dalla manovra governativa renderebbe possibile, anche se palesemente illegittima, la riduzione delle retribuzioni, e rende impossibile l’aumento delle stesse per performances positive.

Quindi sbandierare questa intesa come il blocco della riduzione delle retribuzioni è un gioco a perdere. Bastava innanzitutto dirlo insieme alla CGIL quando il governo ha varato la manovra estiva e poi basterebbe leggere le normative.
B) Scatti di anzianità scuola
Sempre al comma 2 viene sbandierata come positivo il recupero degli scatti di anzianità per il comparto Scuola.
Giova ricordare che il decreto interministeriale citato stanzia 320 milioni per gli scatti maturati solo nel 2010.

Nulla i dice per gli anni successivi 2011 e 2012 e poi per gli ulteriori anni.

Giova anche ricordare che queste risorse costituiscono una quota del 30% delle risorse provenienti dai tagli alla scuola portati avanti con la manovra economica del 2008.

Rimane quindi l’inaccettabile soluzione: risorse parziali per gli scatti di anzianità collegati a quelle provenienti dai tagli.
Continua a mancare qualsiasi certezza negli stanziamenti per gli anni successivi e nelle fonti di finanziamenti alternative a quelle dei continui tagli.
C) Sistema premiante e nuove risorse
Nei giorni scorsi era stato convocato un incontro dal Ministro della Funzione Pubblica con il quale le OO.SS. dovevano essere informate che da parte del Ministero dell’economia erano state individuate risorse aggiuntive derivanti da risparmi ulteriori oltre a quelli destinate ai saldi di Finanza Pubblica per gli anni 2009/2010 pari a 23 milioni di euro con i quali finanziare la contrattazione integrativa nei settori ( Ministeri; Enti Pubblici; Agenzie fiscali; Enti art.70; Università; ricerca): circa 600.000 persone.

Il Ministro, in una sua nota, comunicava la sua intenzione di applicare il sistema premiante a queste risorse.

Molte di quelle Organizzazioni sindacali che oggi hanno firmato l’Intesa avevano manifestato la loro contrarietà all’attuazione del sistema premiante con le risorse aggiuntive, citando tutte le norme di cui al punto A).

L’incontro, previsto per il 3.2, è stato misteriosamente rinviato “ a data da destinarsi”. Il motivo non detto, ma sussurrato è che il Ministro dell’Economia non intenderebbe firmare il decreto per l’attribuzione di tali risorse alla contrattazione decentrata, in ciò manifestando “l’interpretazione autentica” del blocco delle retribuzioni.
D) Intesa Quadro su Relazioni Sindacali
Il punto 5 prevede che il Governo emani un atto di indirizzo all’ARAN per un Accordo Quadro sulle relazioni sindacali in attuazione dell’Accordo Separato 22.1.2009 e Intesa Separata 30.4 “alla luce del dlgs 150/2009”.
Non possiamo che essere attenti ai contenuti di quell’atto di indirizzo che dovrà essere portato al tavolo ARAN al quale, anche a norma di legge, saremo convocati, a meno che non si preparino ad una ulteriore violazione di legge. .
Sappiamo altresì che l’atto di indirizzo per un Accordo Quadro non potrà che essere intersettoriale e riguardare tutti i settori comprese Regioni ed Enti Locali che non sono firmatarie dell’Accordo Separato 22.1.2009.
Sappiamo altresì che numerose sentenze affermano che il sistema di relazioni sindacali non può che essere definito nei nuovi contratti e che è di dubbia fattibilità un sistema di relazioni unico per tutti i settori pubblici.
Lo stesso schema di decreto legislativo correttivo varato dal Consiglio dei Ministri “salvo intese” fa specifiche affermazioni su tale tema.
Resta da capire quale sia la validità anche di questa parte dell’Intesa preoccupante, ma scritta con superficialità e senza nessuna attenzione alla situazione reale dei singoli comparti.
Da quanto sopra risulta ancora più chiaro il senso dell’Accordo Separato: un mero soccorso al Governo, senza alcun contenuto di merito e con elementi forti di preoccupazione non solo per la CGIL.