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venerdì 4 febbraio 2011

Accordo separato P.A. presa in giro per i lavoratori - nota S. Camusso



Un accordo che rappresenta “una presa in giro per i lavoratori” del pubblico impiego, poiché “non affronta i problemi urgenti che abbiamo, a partire dalla Finanziaria che cancella il 50% dei lavoratori precari nella pubblica amministrazione”. Con queste parole il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso ha spiegato la bocciatura da parte del sindacato di Corso d'Italia del testo presentato dal Governo, e firmato da CISL e UIL, relativo alla contrattazione integrativa e in particolare alla regolazione del regime transitorio degli istituti premianti (dl 150/2009), ossia i premi legati alla produttività.

Un tavolo, quello di questa mattina, tra Governo e sinadacati, durante il quale, secondo il leader della CGIL, Susanna Camusso, non è emersa la disponibilità ad un ampio confronto su temi importanti e urgenti, “siamo pronti a una discussione - ha affermato Camusso - che tenga conto di tutto, anche dell'emergenza precari, e della necessità di procedere con urgenza all'elezione delle RSU, altrimenti la CGIL non è interessata”.

Inoltre, rivolgendosi a CISL e UIL, firmatarie dell'intesa, Camusso ha dichiarato “siamo di fronte a dei sindacati che corrono in soccorso al Governo". Un Governo, ha concluso la dirigente sindacale, che continua a dimostrarsi "un pò claudicante".

Accordo separato - nota di R. dettori



Pa-Accordo separato: ennesimo strappo per isolare la Cgil e colpire il lavoro - Comunicato stampa di Rossana Dettori, Segretaria Generale Fp-Cgil Nazionale

"Con l'accordo separato siglato oggi a Palazzo Chigi, la Cisl e la Uil hanno scelto di correre in soccorso di un Governo in crisi e di espellere la Cgil dal sistema di relazioni sindacali nel pubblico impiego, approvando la sospensione delle elezioni dell'Rsu e il blocco dei salari per tre anni. Ci si può girare intorno quanto si vuole, si può inveire contro di noi, ma questi sono elementi evidenti, sotto gli occhi di tutti", con queste parole Rossana Dettori, Segretaria Generale dell'Fp-Cgil Nazionale, commenta l'intesa sulla contrattazione integrativa nel lavoro pubblico siglata da Cisl e Uil e respinta dalla Cgil.

"Un fatto che ci amareggia - continua la Segretaria Generale dell'Fp-Cgil - perché rischia di pregiudicare definitivamente quei percorsi unitari che nel nostro settore sono sempre stati perseguiti, e che in queste settimane avevano ritrovato slancio attraverso una discussione approfondita tra le categorie di Cgil, Cisl e Uil"

"Grave che tutto si sia deciso in fretta e furia - continua Dettori - come al solito mettendo la Cgil di fronte al fatto compiuto, mentre tutto era stato evidentemente contrattato tra le parti negli incontri separati dei giorni scorsi. Un fatto testimoniato in maniera inequivocabile dalla comparsa nel sito dell'Fp-Cisl del testo dell'accordo, di un volantino esplicativo e di una dichiarazione del mio collega Faverin alle 9:33 di questa mattina, a trattativa ancora in corso. Tempi da record".

"Siamo di fronte all'estensione del "modello Marchionne" al sistema di relazioni sindacali nel lavoro pubblico. Il cerchio si chiude ed è chiaro il disegno complessivo. Disegno - conclude la Segretaria Generale - che contrasteremo con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione".


Roma, 4 Febbraio 2011

Ultimora 10:53 04/02/2011 - Cisl e Uil firmano l'accordo separato per la P.A.


Camusso abbandona la trattativa sui salari di produttività: "Presa in giro dei lavoratori"
ROMA - Cisl e Uil hanno firmato l'accordo con il governo sul salario di produttività. La Cgil non ha siglato l'intesa e ha lasciato il tavolo. Non hanno firmato neanche Cobas e Cisal. L'accordo firmato da Cisl e Uil, "è una presa in giro dei lavoratori" e per questo la Cgil non l'ha firmato. Lo ha detto Susanna Camusso, leader Cgil, nella conferenza stampa che ha seguito l'incontro.

"Il testo - ha detto Camusso - non affronta i problemi urgenti che abbiamo. La Finanziaria taglia il 50% dei lavoratori precari della pubblica amministrazione. Non si fa la riforma dell'amministrazione con il taglio della contrattazione nazionale (bloccata fino al 2013, ndr). Siamo di fronte a dei sindacati che corrono in soccorso di un governo un po' claudicante".

Completamente opposta la valutazione del segretario della Cisl Raffaele Bonanni: per il quale l'accordo "salvaguarda gli stipendi dei dipendenti pubblici interamente". "Nessuno perderà un euro - ha detto Bonanni - neanche con le pagelle. Le fasce di merito non si applicheranno ai salari attuali ma alle risorse aggiuntive. Questo è il siginificato di questo accordo".

"Sono molto irritato e dispiaciuto per le parole della collega Camusso. L'accordo non è una presa in giro dei lavoratori", ha poi contestato il segretario generale della Cisl, nella conferenza stampa che ha seguito l'accordo. Bonanni ha definito le affermazioni di Camusso "una caduta di stile". "Non mi sono mai permesso - ha aggiunto - di dire cose di questo genere. Eppure ho molti dubbi sulla caratura essenzialmente sindacale dei comportamenti come quelli che ci tocca sopportare. Non lancio ingiurie ma continueremo a fare il nostro lavoro sindacale e lo faremo sempre di più".

Personale p.time - principio di non discriminazione



Riceviamo da parecchi Uffici e Servizi, richieste di chiarimenti sull'applicazione a seguito di distorta interpretazione delle norme del CCNL, in ordine al personale neo assunto con regime di p.time.



Chiariamo sin da subito che il CCNL, non è il contatto per lavoratori assunti a t.pieno, ma riguarda tutte i dipendenti che hanno tutte le tipologie contrattuali previste dalla normativa.

Ribadiamo che qualsiasi norma contraria o difforme dal contratto nazionale è nulla.

Ergo ai lavoratori p.time vengono applicate tutte le tutele e diritti previsti dal CCNL, non una parte di essi o l'interpretazione data alle medesime norme dal padolino di funzionario o dirigente di turno.


Le interpretazioni, rammentiamo l'ultima circolare sulla malattia per accertamenti, o l'interpretazione per le ferie per la Polizia Municipale sono nulle, il CCNL si applica senza interpretazioni.

Invitiamo ulteriormente le lavoratrici e i lavoratori del Comune di Palermo a segnalarci gli Uffici o Servizi, dove secondo logiche distorte vengono negati ( gravissimo) o disattesi diritti e tutele.
LEGENDA

personale p.time:

congedo 26+ 4 gg

permessi non retribuiti 15gg

permessi retributi 3gg

L.104 10 ore al mese

donaz. sangue si

cariche elettive si

permessi sindacali si

maternità per intero

ast. facoltative entro il periodo del contratto( se lavoratore con contratto a 5ennale)

ast. facoltativa primi 30 gg si

malattia figli si

allattamento 1 ora al dì

permessi studio ( se a contratto) no

concorso ed esami ( solo se a contratto no)

studenti+universitari si

congedo telefonico si

assemblea 8 ore ( calcolo 12mesi*24ore/36ore=8)

p.brevi 20 ore annue


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Articolo 86 RUS ( rgolamento uff. e servizi)

Principio di non discriminazione

1. Fermi restando i divieti di discriminazione diretta ed indiretta previsti dalla legislazione

vigente, il lavoratore a tempo parziale non deve ricevere un trattamento meno favorevole rispetto

al lavoratore di pari profilo e categoria a tempo pieno, in base ai criteri di classificazione stabiliti

dai contratti collettivi.

2. L’applicazione del principio di non discriminazione comporta che il lavoratore a tempo

parziale benefici dei medesimi diritti di un lavoratore a tempo pieno, in particolare per quanto

riguarda l’importo della retribuzione oraria; le ferie annuali; la durata del periodo di astensione

obbligatoria e facoltativa per maternità; la durata del periodo di conservazione del posto a fronte

di malattia; infortuni sul lavoro, malattie professionali; l’applicazione delle norme di tutela della

salute e sicurezza nei luoghi di lavoro; l’accesso alle iniziative di formazione professionale

organizzate dall’amministrazione; l’accesso ai servizi sociali aziendali; i criteri di calcolo delle

competenze indirette e differite previste dai C.C.N.L., i diritti sindacali.

mercoledì 2 febbraio 2011

Diritto di replica - Il lavoro al Comune



Palermo, 02 02 2011
Spett.le Redazione Quotidiano
LA REPUBBLICA
edizione di Palermo
c.a. S. Scarafia

Ai dipendenti del Comune di Palermo

LL.SS.



Oggetto: diritto di replica

Gentilissima S. Scarafia, le chiediamo di concederci il diritto di replica per dissentire democraticamente su quanto da Lei riportato nell’articolo “il lavoro al Comune”, pubblicato in data odierna 02 febbraio 2011 sulle pagine della testata La Repubblica edizione di Palermo.
L’ufficio URIPE – meglio noto come Relazioni internazionali e politiche europee -, oggi è al centro della querelle, poiché stante i dati statistici, è il più assenteista tra gli Uffici dell’Amministrazione Comunale.
Il messaggio fuorviante creato dall’interpretazione dei dati statistici, provoca imbarazzo e indignazione fra i dipendenti, crea altresì, sic et simpliciter, il mostro nell’opinione pubblica.
Infatti, è fuor di dubbio che si sono realizzate quelle assenze fra i cinque dipendenti, ma le stesse sono da collegare a tutele previste dal CCNL e da disposizioni di legge per lavoratrici in maternità (nel primo caso) e a malattia a seguito ricovero (nel secondo caso), non a ,[cito testuali parole, : ”…, il 34% delle ore durante le quali avrebbero dovuto lavorare”], ad assenze per eludere l’orario di lavoro, ricorrendo ai più infimi stratagemmi.

Non si tratta di personale che si assenta arbitrariamente, per abusare delle tutele previste, ma di lavoratrici e lavoratori che hanno necessitato, nel momento più debole a causa dell’infermità o della gravidanza, delle cure o dell’assistenza, ribadiamo, prevista per contratto. Sottolineamo ancora, l’assenza non è per dolo!
Certo che la Vostra prestigiosa testata, vorrà riservare uno spazio per il diritto di replica, speriamo di aver chiarito l’equivoco che nasce dall’interpretazione tout-court dei dati statistici, [che l’impareggiabile Sig. Ministro della P.A., ha obbligato a rendere pubblici, più in chiave di neo-gogna e di disamore verso il lavoro pubblico, piuttosto che intervenire sui veri malanni che affliggono da decenni la P.A.], porgendoLe cordiali saluti, rinnovandoLe l’augurio di buon lavoro.


Capogruppo Rsu FPCgil Marco Leo
Delegato Rsa
Francesco Dragotto

13/02/2011 Una mobilitazione per ridare voce alle donne che oggi sono vittime di comportamenti lesivi della loro dignità.



Una grande mobilitazione prevista per domenica 13 febbraio per ridare dignità alle donne dietro le parole: “Se non ora quando?”. L’iniziativa ha come traino una lettera appello corredata da diverse firme di sostegno, tra queste anche quella del segretario generale della CGIL, Susanna Camusso.

Come si legge nel testo dell’appello, dai fatti di cronaca di questi giorni emerge “un modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni. Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale”.

La mobilitazione nasce, quindi, dalla consapevolezza che in Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si prende cura delle relazioni affettive e familiari. Donne impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato, donne che hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile.

INVITO ALLE DONNE ITALIANE A PARTECIPARE AD UNA GIORNATA NAZIONALE
DI MOBILITAZIONE DOMENICA 13 FEBBRAIO

Se non ora, quando?
In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un
lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che
si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti,
genitori anziani.
Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle
associazioni e nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la
società in cui vivono. Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità
femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che - va ricordato nel
150esimo dell’unità d’Italia - hanno costruito la nazione democratica.
Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata
rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali,
televisioni, pubblicità. E ciò non è più tollerabile.
Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili
guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a
scambiarle con risorse e ruoli pubblici.
Questa mentalità e i comportamenti che ne derivano stanno inquinando la convivenza
sociale e l’immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della
nazione.
Così, senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza.
Il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello
Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando
comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni.
Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente
stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla
comunità internazionale.
Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro,
della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? è il tempo di dimostrare
amicizia verso le donne.
L’APPUNTAMENTO E’ PER IL 13 FEBBRAIO IN OGNI GRANDE CITTA’ ITALIANA
Per le adesioni e informazioni l’indirizzo mail è mobilitazione.nazionale.donne@gmail.com
(si accede da gmail con la password “scintillante”)

La bella vita


da www.beppegrillo.it
Perché in Italia non c'è la rivoluzione? O anche solo un suo timido accenno? E perché non c'è mai stata? I fuochi si stanno accendendo un po' ovunque, dall'Albania, alla Tunisia, all'Egitto. Vecchi dittatori hanno fatto le valige, come Ben Alì, o le stanno preparando, come il faraone Mubarak. L'Italia con il suo stivale immobile al centro del Mediterraneo sembra un castello pietrificato. Un coniglio ipnotizzato dal serpente. Una rana che viene lentamente bollita viva senza accorgersene. Le ragioni di tutto questo sono misteriose, appartengono al campo della metafisica, non più a quello della politica.
La nostra stabilità (immobilità?) assomiglia a quella di chi, cadendo nelle sabbie mobili, chiude gli occhi ed evita il più piccolo movimento per rallentare la sua fine. Non grida aiuto, non cerca appigli, semplicemente affonda. I motivi per spiegare questo comportamento ci sono. Così numerosi da riempire un'enciclopedia: l'invecchiamento della popolazione (gran parte degli italiani dovrebbe scendere in piazza con le badanti), la massoneria, le mafie, l'informazione sotto controllo e pilotata (sia a destra che a sinistra), l'occupazione americana con le sue cento basi, il Vaticano, la mancanza assoluta di una classe dirigente... Queste e altre ragioni non sono però sufficienti per giustificare l'indifferenza degli italiani che, anche quando si scagliano contro il potere, evitano di varcare l'ultima linea, di prendersi dei rischi. Più cani da pagliaio che ascoltano il proprio abbaiare alla luna, e se ne compiacciono, che rivoluzionari. Cosa manca perché gli italiani prendano il loro destino nelle mani? Il popolo più cinico della Terra, abituato a tutto da millenni, che non crede veramente a nulla. La realtà ci dà fastidio, per questo la evitiamo. E domani, come sempre, è un altro giorno.

Dall'intervista a Mario Monicelli ad Anno Zero
"Gli italiani, gli intellettuali, gli artisti, sono poco coraggiosi? Sì, lo sono sempre stati. Sono stati vent’anni sotto un governo fascista, ridicolo, con un pagliaccio che stava lassù... Ci ha mandato l’Impero, le falangi romane lungo Via dell’Impero; ha fatto le guerre coloniali, ci ha mandato in guerra... il grande imprenditore ha detto: «Lasciatemi governare, votatemi, perché io mi sono fatto da solo, sono un lavoratore, sono diventato miliardario, vi farò diventare tutti milionari». Ormai nessuno si dimette, tutti pronti a chinare il capo pur di mantenere il posto, di guadagnare. Pronti a sopraffarci, a intrallazzare. Non c’è nessuna dignità. E’ la generazione che è corrotta, malata, che va spazzata via. La speranza è una trappola inventata dai padroni, quelli che ti dicono "State buoni, zitti, pregate, che avrete il vostro riscatto, la vostra ricompensa nell’aldilà... sì, siete dei precari, ma fra 2-3 mesi vi assumiamo ancora, vi daremo un posto". Come finisce questo film? Non lo so, spero che finisca con quello che in Italia non c’è mai stato: una bella botta, una bella rivoluzione. C’è stata in Inghilterra, in Francia, in Russia, in Germania, dappertutto meno che in Italia. Ci vuole qualcosa che riscatti veramente questo popolo che è sempre stato sottoposto... che è schiavo di tutti. Se vuole riscattarsi, il riscatto non è una cosa semplice. E’ doloroso, esige dei sacrifici. Se no, vada alla malora – che è dove sta andando, ormai da tre generazioni."

martedì 1 febbraio 2011

Stipendi, bilancio e fondi Cipe - richiesta incontro




Palermo, il 31/01/2011

All’Assessore al Bilancio

Dr. G. Genco

per il tramite del Settore Finanziario



Al Ragioniere Generale

Dr. B. P. Basile



Al Direttore Generale

Ing. G. Lo Cicero



Al Dirigente del Settore R.U.

Dr. A. Mercurio



LL.SS.

Oggetto: richiesta incontro

La scrivente O.S. apprende da vari e titolati organi stampa che i dubbi sul bilancio, oggi, sono diventati realtà.

Si prospetta, secondo quando riportato, un bilancio in passivo, tale da paventare persino una difficoltà per il pagamento degli emolumenti dei mesi a venire e cosa ancor più grave, l’Amministrazione Comunale, non fornisce un quadro chiaro sulle poste del bilancio.

La scrivente O.S., richiede alle SS.LL. un incontro urgente, per meglio charire, o si spera, confutare quanto riportato dagli organi di stampa e contestualmente venire a conoscenza degli impegni che l’Amministrazione ha posto in essere.

Il Segretario Provinciale Il Segretario Aziendale Il Capogruppo Rsu

G. Cammuca P. Caselli M. Leo

lunedì 31 gennaio 2011

Stipendi e Fondi CIPE








Da organi di stampa..., apprendiamo che gli stipendi del mese di gennaio, sono stati pagati con Fondi CIPE. "Il bilancio è in totale dissesto", riportano i cronisti, "in forse gli emolumenti di Febbraio".

Vogliamo essere rassicurati sulle veridicità delle agenzie di stampa, chiediamo pertanto un incontro urgentissimo all'Assessore al bilancio e al Ragioniere Generale, al fine di scongiurare l'ipotesi, di uno slittamento delle future retribuzioni.