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venerdì 10 dicembre 2010

Convocazione delegazione trattante area comparto




COMUNE DI PALERMO
UFFICIO SVILUPPO ORGANIZZATIVO
PALAZZO PALAGONIA ALLA GANCIA
Via del Quattro Aprile, 4 – 90133 Palermo – Fax 091/7405604

Palermo 10/12/2010 N 909046
OGGETTO: Convocazione delegazione trattante Area Comparto –


Al Ragioniere Generale
Al Dirigente Coordinatore Settore Risorse Umane
Alla C.G.I.L. /F.P.
Alla C.I.S.L./F.P.S.
Alla U.I.L./F.P.L.
Al C.S.A.
Alla DI.C.C.A.P.
Ai Capi Gruppo delle R.S.U.
LL.SS.

La delegazione trattante, è convocata per la giornata di Giovedì 16/12/2010 alle ore 15,00 presso i locali della Direzione Generale siti nell’atrio di Palazzo Palagonia alla Gancia in Via del Quattro Aprile, 4 per discutere del seguente ordine del giorno:
1) approvazione piano triennale di formazione 2011/2013 – Area Comparto;
2) prosecuzione negoziato accordo economico 2010;
3) varie ed eventuali.
Si allega piano triennale di formazione per gli anni 2011/2013.



Cordiali saluti.
IL DIRETTORE GENERALE
(Ing. Gaetano Lo Cicero) d’ordine
IL DIRIGENTE RESPONSABILE
f.to (Dr. Sergio Maneri)


Federalismo Fiscale e vicina secessione leghista



"La discussione sul Federalismo fiscale ed il Piano per il sud che si e' svolta in Conferenza Stato-Regioni ha evidenziato, ancora oggi, la chiara posizione delle Regioni sui temi che abbiamo trattato e continueremo a trattare col Governo nazionale senza abbassare la guardia". Lo dichiara l'assessore all'Economia Gaetano Armao dopo l'odierno incontro romano su federalismo e piano per il sud.



"La Sicilia - continua Armao - ha avuto modo di rappresentare la sua posizione di grande regione del sud e a statuto speciale. Sul federalismo fiscale abbiamo evidenziato l'inadeguatezza delle proposte di mediazione che hanno formulato esponenti del Governo statale laddove, pur accettando la gran parte degli emendamenti proposti, ma non la clausola di salvaguardia delle prerogative statutarie, si mira a comprimere pesantemente l'autonomia speciale. Si tratta di un punto fondamentale, intorno al quale contiamo di raccogliere nuovamente tutte le Regioni a statuto speciale. Su questo tema non possiamo aderire alla proposta governativa che condurrebbe allo smantellamento dell'Autonomia per imporre ai siciliani un federalismo fiscale iniquo che li relegherebbe definitivamente nella categoria dei cittadini di serie B".



"Gli statuti regionali e la stessa legge sul federalismo, e si tratta di posizione confortata dalla giurisprudenza della Corte costituzionale, - incalza l'assessore all'economia - impongono che si proceda per le regioni 'speciali' attraverso le norme di attuazione degli statuti. Invece, il Governo nazionale, sotto la condizionante influenza della Lega, intende portare a casa un risultato a qualsiasi costo per contribuire in danno nostro a porre rimedio alla crisi strisciante ormai innescatasi nell'intero paese".



"Il federalismo fiscale che anche la Sicilia vuole, deve essere frutto del negoziato tra Regioni e Stato. Mentre - denuncia Armao - sembra che il Governo voglia applicare alle Regioni del sud, speciali e non, un federalismo insostenibile". "Domani alle 13 - continua l'esponente del governo Lombardo - presenteremo la piattaforma delle rivendicazioni della Sicilia allo Stato in sede di Commissione paritetica partendo dalle norme finanziarie dello Statuto, per oltre 60 anni, lasciate lettera morta da parte dello Stato".



"Sul Piano per il sud e sulla delibera Cipe del 26 novembre la Sicilia ha evidenziato tutta l'inadeguatezza di scelte che invece di riequilibrare le diseguaglianze che generera' il federalismo fiscale, riducono le risorse disponibili e ne accentrano la gestione. Nel 2011 - spiega Armao - il peso finanziario delle scelte del Governo nazionale graveranno per piu' di un miliardo sui siciliani, tra tagli agli enti locali siciliani, ai fondi FAS (sul nuovo Fas la Sicilia perdera' 409 milioni di euro stornati dal D.L. n. 78/2010 ai quali vanno aggiunti i 357 milioni destinati, dal Governo nazionale con la legge di stabilita' votata martedi' definitivamente dal Parlamento, all'edilizia sanitaria pubblica, che si aggiungono al precedente taglio del 6%) e minori spese imposte alla Sicilia.



"Il Piano e' privo, al di la' di qualche idea progettuale, di concreti contenuti, toglie risorse al sud anziche' aggiungerle, introduce a carico dei fondi per lo sviluppo economico il finanziamento di altre politiche, come l'informatizzazione delle prefetture e la modernizzazione del sistema giustizia nel sud. Settori fino ad oggi finanziati dallo Stato e adesso posti a carico delle risorse finanziarie destinate allo sviluppo del mezzogiorno. Dai dati finora noti e' facile ipotizzare che solamente sulle risorse previste dai Fas 2000-2006 la nostra Regione potra' perdere fino a 4,6 miliardi di euro di cui 711 milioni di euro per risorse liberate, cioe' non piu' disponibili per decisione dello Stato, benche' siano state anticipate dalla Regione, e sulle quali sussisteva una legittima aspettava di rimborso sul bilancio regionale".



"Vi e' poi il paradosso di misure di dubbia conformita' all'ordinamento giuridico anche comunitario - prosegue Armao - le quali piuttosto che accelerare la spesa ne appesantiranno ulteriormente la realizzazione, riguardando procedure ed attivita' in molti casi in corso di esecuzione".



"E che dire poi della perequazione infrastrutturale - ha precisato infine l'assessore - che dovrebbe individuare risorse ed opere per colmare il divario che separa il sud dal nord - affidata ad un decreto interministeriale che non solo non indica precisi progetti di intervento per accorciare il divario nord-sud, ma prevede che ogni intervento sia 'compatibile con i vincoli di bilancio e di finanza pubblica', non assumendo, precisi obblighi finanziari".



"Abbiamo infine precisato - conclude Armao - che lo schema di decreto legislativo che attua l'art. 16 della legge sul federalismo fiscale, ovvero l'articolo che prevede di finanziare le infrastrutture con risorse dei Por e dei Fas centralizzate al Governo nazionale, deve ritenersi non applicabile nei confronti delle Regioni a Statuto Speciale per espressa previsione della stessa legge sul federalismo.

CCNL Segretari Comunali



Presso l'ARAN è stato siglato con le organizzazioni sindacali rappresentative del settore (Fp-Cgil, Fps Cisl, Uil Fpl e Csa) l'accordo per il rinnovo del 2° Biennio Economico (2008-09) del Ccnl dei Segretari Comunali e Provinciali. L'accordo, pur arrivando con un ritardo intollerabile sulle scadenze naturali, risolve positivamente i problemi relativi all'equiparazione tabellare con la Dirigenza degli Enti Locali, lasciati irrisolti dal Ccnl 2002-05.

Con questo accordo si raggiunge, al 31/12/2009, l'equiparazione con la dirigenza per i Segretari delle fasce "A" e "B", mentre i segretari di
fascia "C" ottengono l'80% della retribuzione tabellare dei colleghi di fascia "A" e "B". Un risultato atteso da anni e che è stato raggiunto grazie alla capacità e alla pazienza dei sindacati confederali e dei segretari.

Il Ccnl prevede un incremento di circa 168 € per le fasce "A" e "B", e di € 136 per la fascia "C", per un totale di circa 37.200 € e 30.200 €
su 12 mensilità. Alle cifre annuali va aggiunta la 13 mensilità. Dal 31/12/2009, per effetto della trasposizione di quota parte dell'indennità di posizione (analogamente a quanto già fatto per altri Ccnl della dirigenza) si incrementa il tabellare fino a raggiungere, per 13 mensilità, un importo di € 43.300, uguale a quello della Dirigenza Enti Locali.

Roma, 2 Dicembre 2010

Genova 2011 - Giornata Mondiale dei Diritti Umani



In concomitanza con la Giornata Mondiale dei Diritti Umani, la CGIL Nazionale e l'ARCI Nazionale annunciano, con la nota congiunta 'Genova per noi', una loro 'importante' presenza all'appuntamento di 'Genova 2011', che si terrà a luglio prossimo, a dieci anni dalle manifestazioni che contestarono la riunione del G8 nel capoluogo Ligure. Le due organizzazioni, inoltre, invitano la società civile e democratica a fare altrettanto, collocandosi all'interno dello spazio comune offerto dall'appello unitario 'La crisi o la speranza'.

Un invito, quello delle due organizzazioni, che vuole sottolineare come, a dieci anni da Genova 2001, le critiche ad un modello sociale basato su un mercato senza regole, mirato solo al massimo profitto, si siano estese ed allargate, anche tra i suoi fautori. Rafforzando la convinzione, spiega la nota di CGIL e ARCI, non solo della necessità, ma anche della possibilità di una alternativa all'attuale sistema di relazioni economiche dominanti. La storia, si legge nella nota, “ha dato ragione a quanti, da Seattle a Porto Allegre, da Genova a Firenze, dicevano che un 'mondo diverso è possibile'”, parole che allora parevano eresie.

Per la CGIL e l'ARCI questa nota è anche l'occasione per ricordare come, in quelle giornate di dieci anni fa, centinaia di migliaia di donne e di uomini andarono incontro, nel loro legittimo rivendicare un futuro diverso e migliore, ad uno dei più grandi episodi di violazione dei diritti umani avvenuta in un paese occidentale dal dopoguerra ad oggi. Donne e uomini che, per anni, hanno dovuto chiedere verità e giustizia, giunte parzialmente dalle sedi giudiziarie e mai dall'ambito politico e istituzionale.

“Tra il 2000 e il 2001”, ha spiegato il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, intervistata dalla CGILtv, “quando nacque il movimento che si confrontava con il tema della globalizzazione, in fondo dicemmo una cosa che è ancora vera oggi, cioè che c'erano milioni di ragazzi in tutto il mondo che si mobilitavano pensando al futuro e non ai loro interessi immediati e concreti, dicendo cose alle quali si sarebbe dovuto guardare con più attenzione”. “Ad esempio - prosegue Camusso - che la globalizzazione senza regole determinava una crescita delle diseguaglianze e povertà in tante parti del mondo, anche nel mondo così detto 'sviluppato'”.

“Oggi”, ha proseguito la dirigente Sindacale, nel ragionare sull'appuntamento Genova 2011, “bisogna ripartire da quelle ragioni”, quelle che diedero il via dieci anni fa ad una eccezionale stagione di movimenti, per due motivi: il primo “per chiudere una pagina buia della storia italiana che è quella di come a Genova si represse quel movimento e di verità che non sono ancora emerse”, il secondo, ha concluso Camusso, “per ricostruire una speranza, perché una crisi la si può subire, con scenari non positivi, oppure utilizzarla come occasione per ridurre le diseguaglianze e pensare ad uno sviluppo diverso”.

Anche per Paolo Beni, Presidente dell'ARCI Nazionale, secondo quanto dichiarato ai nostri microfoni, a Genova nel 2001 entrò in scena un “nuovo e straordinario movimento di cittadinanza che voleva contestare la legittimità di un governo del mondo sequestrato da pochi potenti” e denunciare “le contraddizioni di un modello di sviluppo e globalizzazione ingiusto e sbagliato, che avrebbe aggravato le povertà gli squilibri avrebbe provocato guerre e violenze”. Secondo il Presidente dell'ARCI Nazionale “oggi dopo 10 anni possiamo dire”, con certezza, che “chi all'ora sosteneva che un altro mondo era possibile aveva ragione”. “Il decennale di Genova – ha aggiunto Beni nel concludere - può essere l'occasione per un grande incontro tra diverse culture” e per costruire la possibile uscita dalla crisi che sta attraversando il mondo “nell'orizzonte della giustizia, dei diritti e della democrazia”.

giovedì 9 dicembre 2010



in premessa si è discusso di codice antimafia e codice anticorruzione
Premessa: la seduta si è aperta con l’elenco delle disposizioni della nuova disciplina in materia di regolamentazione antimafia e anticorruzione nella P.A., che farà parte integrante del R.O.UU.SS.
Essa è costituita da 4 parti: appalti ( L.163 vigilanza sui cantieri), personale( formazione, informazione, obbligo della denuncia) parte civile e patto d’integrità.
L’A.C. ha ritenuto doveroso parlarne con le OO.SS. prima di pubblicarla definitivamente. Il fine è quello dell’integrità dell’Ente e la difesa da infiltrazioni di carattere mafioso. La stesura del testo è frutto degli studi della commissione regionale ( coord. P. Vigna) sui fenomeni di infiltrazione mafiosa.
E’ intendimento dell’A.C. proporre il testo alle OO.SS.al fine di individuare insieme, strategie e modalità per acquisire dati e soluzioni tali da impedire il fenomen delle infiltrazioni anche tra il personale.
Convenuto sulla necessità di organizzare almeno un tavolo tecnico, per definire gli Uffici o i Settori più sensibili, si è rinviato la seduta al 9 dicembre p.v.
RESOCONTO DELEGAZIONE TRATTANTE del 02\12\2010

Dopo due mesi ( 13 ottobre ) dall’ultima e unica convocazione del tavolo della delegazione trattante, la riunione tanto attesa e per la quale era stata richiesta il prosieguo dopo il lungo silenzio, si è chiusa con un nulla di fatto.
Ma ancor più deprimenti ( ti fanno capire il reale senso e la giusta considerazione che nutre l’A.C. per i dipendenti) sono state le risposte date per giustificare il lungo silenzio dalla parte datoriale nella persona del D.G.: “non eravamo a conoscenza dei dati sulle economie, poiché la Ragioneria non è in grado di dare dati certi sulle economie generate sulle singole voci del fondo, ne sarà in grado di darle in futuro, poiché i dati variano di mese in mese e la presentazione delle attestazioni per il pagamenti, non sono regolari”

• NDR In pratica l’A.C. ci comunica che non può fornire dati, perché non è in grado! Per la cronaca si tratta dei dati del 2009, ma la Ragioneria non li …conosce. Rido o piango? Senza polemica ci sorge spontanea una domanda, come fornirà i dati alla Cote di Conti in caso di accertamento ispettivo? Se non è in grado di fornirli voce per voce (obbligatorio per legge), cosa risponderà agli ispettori?


Come se non bastasse le proposte trite e ritrite sono state: non discutiamo del 2010 – siamo a dicembre, autorizzateci a utilizzare le economie per pagare le indennità oggi sospese (rischio) e spostiamo l’attenzione sul 2011.

• NDR: In pratica oggi dopo 12 mesi L’A.C. manda a dire che: il fondo è ingessato, vuole essere autorizzata per € 200 mila per pagare l’indennità di rischio, rivediamoci a gennaio.

Le posizioni delle OO.SS. si sono alternate tra chi era d’accordo con la proposta dell’A.C, chi parzialmente d’accordo con qualche distinguo, chi totalmente contraria. Il quadro che si è delineato è di estrema confusione.
Uil – l’A.C dimentica che ha l’obbligo di recepire il D.Lgs 150 entro il 31 dicembre 2010 e con esso il ciclo delle performance – può contrattare nel corso del 2011 l’economico ma a condizioni che la fascia più bassa sia in percentuale numerica bassissima.
SVO – non partiamo da sprovveduti, tre fasce grosso modo ci sono già.
Cisl - rinviare il recepimento e la parte economica al 2011, costituire il comitato per la valutazione del ciclo delle performance, impinguare il Fondo con l’art.208, pafare le indennità sospese, non disponibile a firmare il 2010 a dicembre.
Cgil – fasce e recepimento entro il 31\12\2010, corriamo il rischio di non avere pagata la produttività, se avete certezze sulle inapplicabilità delle fasce entro il 31\12 firmiamo un protocollo d’intesa. Se così non è, come siamo certi, rammentiamo che o recepisci o le tre fasce diventano obbligatori dal 01 \01\ 2011
Direttore Generale – ad aprile 2011 vorrei avere le nuove pagelle con le nuove fasce del D.Lgs 150.
Cgil – E’ senza precedenti che la ragioneria non abbia ancora i dati del 2009!, Così come appare paradossale il caso dei lavoratori in comando allo IACP, il cui salario accessorio, come da CCNL, grava sul nuovo Ente e non deve essere prelevato dal Fondo del Comune. Pertanto si chiede formalmente di reintegrare le somme indebitamente prelevate.
Il 2010 va discusso perché istituti contrattuali fallimentari ( progetti innovativi)- così come dichiarato dal D.G.-, hanno delle somme a disposizione che possono essere utilizzate per realizzare altre progressioni economiche orizzontali. Se non si discute del 2010, tutti gli istituti vanno in proroga, inclusi i fallimentari di cui spora e non solo una parte di essi.
Oggi proponete soltanto una copertura per l’istituto sospeso, a seguito di errata valutazione di stima l’anno precedente, copertura doverosa perché da Luglio i dipendenti non percepiscono 1€ e non avete un progetto. Tutto qui?
SVO - le poste del 2010 sono bloccate
Cgil - € 281621,91 e € 121870,41 sono economie derivanti dai progetti innovativi, li destinate voi o si utilizza la contrattazione per individuare il dove e il come? € 1milione e 300mila come le destiniamo se non contratto e non firmo il 2010? Continuiamo a non capire.
SVO - le somme sono utilizzate nel 2010
Cgil - € 36000 di sforamento per turnazione, le pagherà il Dirigente che le ha autorizzate, come da verbale di qualche anno fa. Chi sfora paga di tasca propria.
SVO – senza accordo non si paga l’indennità di rischio
• NDR – si è incantato il disco o non ha più argomenti?
Csa - sforamenti a carico del Dirigente, il fondo non è il bancomat di nessuno, 31\12 data ultima per recepire il D.Lgs 150.
Diccap – d’accordo con la proposta Cisl
SVO – attendo le proposte della RSU
Rsu Cgil – l’Amministrazione non si smentisce, piuttosto che dare risposte prospetta sempre la stessa solfa. E’ interesse primario di questo gruppo Rsu difendere diritti che sono inalienabili. E’ altresì bene, rammentare che non siamo disposti a disquisire su argomenti che prevedono tagli del nostro salario soprattutto quel salario accessorio che è parte costituente della retribuzione e che questo tavolo dovrebbe garantire e non ridurre soltanto in base ai calcoli proposti dal Settore Ragioneria, col solo scopo di fare cassa in assenza di una contribuzione dell’Amministrazione Comunale.
Francamente se dobbiamo sederci al tavolo per parlare di nulla, per favore risparmiateci di partecipare.
SVO – attendo la risposta Uil entro martedì

Finale: agneddo e sucu e finiu u vattiu – ore 18.25
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