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venerdì 24 settembre 2010

P.A.: diritto al voto per la difesa della democrazia


"Creare la democrazia, vuol dire, appunto, creare nei cittadini il senso dell'autonomia; insegnare al popolo ad essere legislatore di se medesimo, ridargli il senso del rispetto e dell'affetto per le sue leggi” con questa citazione di Piero Calamandrei, è Rossana Dettori, Segretaria Generale della FP CGIL ad aprire l'assemblea nazionale dei quadri e delegati FP CGIL e FLC CGIL dal titolo 'Diritto al voto', che si è svolta questa mattina all'Auditorim Conciliazione di Roma.
Un'importante iniziativa, per difendere l'esigibilità del diritto al voto per i lavoratori della pubblica amministrazione e del comparto della conoscenza e quindi per chiedere al Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta e all'ARAN, di indire le elezioni delle RSU e permettere così ai circa tre milioni di lavoratori pubblici di scegliere le proprie rappresentanze.
Quasi 2mila i delegati e le RSU di tutti i settori pubblici, che hanno partecipato all'Assemblea Nazionale. Circa 2mila persone provenienti dalle scuola, dai ministeri, dagli ospedali, dagli enti di ricerca, dalle università, a rappresentanza di circa 3milioni di donne e uomini che attendono da oltre tre anni il riconoscimento di un diritto inviolabile: il diritto al voto.Molti i lavoratori che, intervenendo dal palco, hanno testimoniato le difficili condizioni di lavoro nei settori pubblici, dopo i tanti tagli indiscriminati operati dal Governo, miopi ad ogni esigenza di sviluppo. Durante quello che è stato un confronto a tutto campo, hanno preso la parola oltre la Segretaria Generale FP CGIL, Rossana Dettori, Nino Gaudio, docente di strumento musicale; Antonia Tacchi, ispettore del lavoro; Federica Pirozzi, precaria della sanità; Silvia Chiodi, ricercatrice del CNR; Lorenzo Ludovisi, RSU del Comune di Bologna; Beatrice Trentini, insegnante precaria di scuola superiore; Simonetta Astigliano dell'Istituto Tumori di Genova; Nicola Brunelli, tecnico-amministrativo dell'università di Bologna.
Le conclusioni sono state affidate al Segretario Generale CGIL, Guglielmo Epifani.

giovedì 23 settembre 2010

Crisi: ISTAT, oltre 2milioni senza lavoro, è record


La disoccupazione in Italia continua a crescere, raggiungendo l'8,5% nel secondo trimestre del 2010, si tratta del livello più alto dal 2003. Il numero di persone in cerca di lavoro sale così a 2,136 milioni, mentre il tasso di disoccupazione giovanile schizza al 27,9%. E' quanto riferito questa mattina dall'ISTAT, nel suo rapporto occupati e disoccupati nei mesi di aprile, maggio, giugno 2010.
Disoccupazione a livelli record, a conferma delle parole del Segretario Generale CGIL, Guglielmo Epifani, pronunciate qualche giorno fa in occasione del centenario della nascita di Vittorio Foa “c'è un allarme occupazione, altro che tutto finito”. Il numero degli occupati (in termini destagionalizzati), infatti risulta pari a 22.915.000 unità, segnalando rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente una riduzione pari allo 0,8% (-195.000 unità), a sintesi di una sostenuta riduzione della componente italiana (-366.000 unità) e di una significativa crescita di quella straniera (+171.000 unità).
I disoccupati sono 2,136 milioni e non erano così tanti da quasi dieci anni, con un aumento dell’1,1% rispetto al primo trimestre 2010 (+24.000 unità) e del 13,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A livello territoriale, l'incremento tendenziale della disoccupazione si concentra soprattutto nel Nord tra gli ex-occupati, con una diminuzione dell'occupazione pari a 114mila unità; nel Centro e nel Mezzogiorno tra gli altri gruppi dei disoccupati. Al Sud si registrano -88mila unità lavorative.
Altro dato drammatico, diffuso dall'Istituto Nazionale di Statistica, è il tasso della disoccupazione giovanile, che si attesta al 27,9%, il livello più alto mai raggiunto dal secondo trimestre del 1999. In pratica uno su tre è senza lavoro.“I dati più gravi degli ultimi dieci anni per la disoccupazione, l’occupazione giovanile, il Mezzogiorno e per il fenomeno dell’inattività” così ha commentato le rilevazioni ISTAT, Fulvio Fammoni, Segretario Confederale CGIL, aggiungendo “si conferma il dato gravissimo dell’occupazione, cha arriva a colpire prevalentemente il lavoro a tempo indeterminato, e al quale va aggiunto il vasto bacino della cassa integrazione e del lavoro nero”.
Il rapporto trimestrale, continua Fammoni, “offre anche qualche elemento di lettura qualitativa in più: l’ISTAT evidenzia che dopo la prevalente espulsione di lavoro temporaneo adesso i più colpiti sono i lavoratori a tempo indeterminato, che l’occupazione di lavoratori migranti è soprattutto sanatoria di lavoro esistente e che l’occupazione a tempo parziale ha caratteristiche prevalenti di non volontarietà da parte delle persone”.
“Tutto quello che si sta facendo - ha concluso Fammoni - è deprimere lo sviluppo, aumentare i disoccupati, a partire dalla pubblica amministrazione, non dare certezza per le tutele, cancellare i diritti con il collegato lavoro, ovvero l’opposto di quelle che sono le necessità del paese che rivendicheremo nell’ambito della manifestazione europea del 29 settembre”.

mercoledì 22 settembre 2010

Circolare 665059 del 17/09/10 - certificati malattia per via telematica




Con la circolare 665059, l'Amministrazione si adegua a quanto previsto dai decreti 150 e 206, in ordine alla certificazione dello stato di malattia dei lavoratori, certificazione che dovrà pervenire, non appena entrerà in vigore la nuova disciplina, per via telematica.



Resta obbligo per il personale Comunale, di consegnare all'Ufficio di appartenza il certificato medico in formato cartaceo rilasciato dal medico o dalla struttura pubblica.

Ai Dirigenti resta l'onere di procurarsi la password INPS, per l'accesso dei servizi on line











martedì 21 settembre 2010

No al DDL Lavoro Presidio a p.zza Navona


Un presidio in Piazza Navona per dir ‘no’ alla controriforma del lavoro è in programma oggi 21 settembre, a partire dalle ore 15, e organizzato dalla CGIL in occasione dell’avvio della discussione nell’aula del Senato del Ddl AS 1167 B Bis, noto come ‘collegato lavoro’. A distanza di sei mesi il provvedimento riprende domani il suo iter parlamentare: la legge, infatti, venne rinviata alle Camere il 31 marzo scorso dal presidente della Repubblica per la ‘estrema eterogeneità della legge e in particolare dalla complessità e problematicità di alcune disposizioni’, ponendo nello specifico forti dubbi sulla norma che prevede l'estensione dell'arbitrato nei rapporti di lavoro. La CGIL, quindi, con il presidio di oggi, prosegue la mobilitazione contro un provvedimento che mantiene ancora “evidenti profili di incostituzionalità” e che opera “una vera e propria controriforma del diritto e del processo del lavoro”, come rileva il segretario confederale, Fulvio Fammoni.
Diversi, secondo la CGIL, i punti “critici” del disegno di legge sul lavoro. “Dal meccanismo di certificazione - spiega Fammoni - che potrà riguardare singoli aspetti del rapporto di lavoro, anche in deroga alle norme dei Contratti nazionali di lavoro; al rimettere preventivamente ad un 'arbitrato di equità', che può decidere anche in deroga a leggi e contratti, il dirimersi di eventuali controversie, togliendo così ai lavoratori la tutela della giustizia del lavoro; fino al depotenziamento del ruolo del giudice del lavoro stesso tentando di relegarlo al puro accertamento dei presupposti di legittimità dei provvedimenti datoriali”. Elementi, insomma, che per la CGIL hanno 'evidenti profili di incostituzionalità': “Si vuole così capovolgere - rileva il dirigente sindacale - i fondamentali del diritto del lavoro, nato per tutelare il più debole, con una sproporzione evidente tra lavoratore e datore di lavoro. L’effetto deregolatorio e di pressione di queste nuove norme risulterà enorme”.
Inoltre il provvedimento contiene anche “l’inaccettabile norma sull’apprendistato a 15 anni” e recupera “la delega sugli ammortizzatori sociali, prevista dal protocollo sul welfare del 2007, per approvare una legge però diversa da quello spirito scavalcando il Parlamento”. La CGIL denuncia gli “elementi di incostituzionalità” contenuti nel ddl e “la pervicacia con cui si vuole portare avanti la controriforma del diritto del lavoro”. Per Fammoni, infatti, “sono scelte inaccettabili denunciate da tante iniziative e prese di posizione di giuristi, costituzionalisti, avvocati e magistrati. Per questo la nostra mobilitazione - conclude -, a partire dal presidio di domani, proseguirà sia in coincidenza con il voto al Senato e alla Camera e successivamente con tutte le forme di iniziativa possibile”.

RSU - Lavoro pubblico e rappresentanza. Nota di Dettori e Pantaleo




Il 24 settembre grande iniziativa di denuncia e mobilitazione che si terrà presso l'auditorium della musica a Roma, via della Conciliazione dalle 10,00 alle 13,30, e sarà conclusa da Guglielmo Epifani. Negare, a quasi due milioni di lavoratori pubblici, la possibilità di scegliere le proprie rappresentanze sindacali nei luoghi di lavoro è negare non solo un diritto previsto da una legge dello Stato, ma è anche soffocare la loro libertà di espressione, sottoponendo i processi di verifica democratica a criteri soggettivi di "opportunità". Ed è per questo che non ci fermeremo fino a quando il Ministro Brunetta e l'ARAN non sottoscriveranno con i sindacati rappresentativi l'accordo per indire le elezioni.
Roma, 20 Settembre 2010