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giovedì 2 settembre 2010

Polo Tecnico, la storia infinita


FEDERAZIONE PROVINCIALE DI PALERMOVia G. Meli, 5 – 90133 – PalermoTel 091 611 12 12 – Fax 091 611 14 070133 - Palermo
Prot. Palermo, 02/09/2010


Al Direttore Generale
Ing. Gaetano Lo Cicero

Al Segretario Generale
Avv. Fabrizio Dell’Acqua

Al Resp. Sicurezza Polo Tecnico
Arch. Vincendo Polizzi

Al Capo Area Polo Tecnico
Ing. Concetto Di Mauro


Comune di Palermo

LL. SS.


Oggetto: Sicurezza e salubrità dei locali al Polo Tecnico

Nonostante le ampie rassicurazioni fornite da codesta amministrazione nella riunione del 21 luglio u. s. in merito agli interventi che sarebbero stati avviati per ripristinare l’impianto di climatizzazione e nonostante le ripetute segnalazioni che questa O. S. ha effettuato nel corso del 2010 per evidenziare le numerose disfunzioni e le gravi carenze del Polo tecnico, ancora oggi si deve constatare la situazione di degrado in cui versa il più grande e “nuovo” ufficio dell’amministrazione comunale, che ospita, lo ricordiamo, 750 dipendenti e fornisce importanti servizi alla città con conseguente ampia utenza.

Non soltanto infatti non sono stati eseguiti gli interventi previsti e comunicati alle OO. SS. e ai lavoratori alla fine di luglio, che prevedevano, lo ricordiamo, la riattivazione dell’impianto di climatizzazione entro 10 giorni con la sostituzione e integrazione di gas a norma di legge, ma al contrario nuovi problemi tecnici si sono aggiunti a quelli già esistenti, creando ulteriori rischi per il personale in servizio e per i cittadini utenti.

Ci riferiamo in particolare al guasto alla pompa dell’impianto antincendio che ha causato il giorno 25 agosto lo spegnimento dello stesso impianto nei locali dell’archivio, già peraltro fuori norma per l’alto carico d’incendio e attenzionati da questa O. S. con nota del 17.12.09 anche per la presenza di scaffalature non saldamente ancorate a parete e punti luce ostruiti in più parti, con conseguente grande difficoltà operativa e rischio per la sicurezza del personale addetto.

Volendo momentaneamente tralasciare l’analisi delle cause e/o concause che hanno generato il guasto tecnico degli impianti di climatizzazione e antincendio, sulle quali chiediamo comunque, con la presente nota, un necessario chiarimento, ci soffermiamo invece sulle fonti normative - D.P.R. 303/1956, D.Lgs 81/08 allegato IV punti 1.9\1.9.2\1.9.3, linee guida Ispesl- che stabiliscono cosa si intende per ambiente di lavoro e la conseguente situazione di benessere in un ambiente di lavoro necessario al fine di evitare pregiudizio alla salute dei lavoratori e al contempo garantire accettabili condizioni psicofisiche degli stessi.

Presupposto essenziale perché si verifichi la situazione di benessere è la garanzia di condizioni accettabili del microclima dell’aria e dell’illuminazione. Sempre l’Ispesl definisce con il termine microclima il complesso di parametri fisici ambientali che caratterizzano l’ambiente locale che unitamente a parametri individuali determinano gli scambi fra ambiente e individui. E’ confortevole il microclima che suscita, nella maggioranza degli individui, una soddisfazione per l’ambiente detto benessere termo igrometrico. Il legislatore altresì sancisce che,“quando non è conveniente modificare la temperatura di tutto l’ambiente, si deve provvedere alla difesa dei lavoratori contro le temperature troppo alte o troppo basse mediante misure tecniche localizzate (…)” Ed ancora: “ se viene utilizzato un impianto di aerazione, esso deve essere sempre mantenuto funzionante”.
Si rammenta inoltre che, secondo le linee guida dell’Ispesl, la fisiologia della termoregolazione tollera variazioni di calore del rivestimento esterno (epidermide) anche di 4\5 gradi, mentre il cosiddetto nucleo tollera variazioni di calore inferiori compresi tra 1\2 gradi, altrimenti si avrebbero disagio e malessere; variazioni ancor superiori comportano vere e proprie patologie.

Tali condizioni ad oggi non risultano soddisfatte al Polo Tecnico.

Al grave degrado degli impianti di climatizzazione e antincendio aggiungiamo poi i disagi dovuti ancora oggi, a più di un anno dal trasloco definitivo degli uffici, al malfunzionamento degli ascensori (insufficienti rispetto alle dimensioni dell’immobile ed al numero di utenti); alla mancanza di una rete telefonica fissa per la gestione delle normali attività lavorative; all’inquinamento acustico dei locali prospicienti le vie Ausonia e De Gasperi, interessati dal continuo passaggio di mezzi pesanti.

Come se ciò non bastasse, il Polo Tecnico nel corso del periodo estivo ha registrato una forte riduzione dei servizi di pulizia dei locali, talmente saltuari ed occasionali (meno di una volta al mese in molti piani) da generare evidenti carenze igienico-sanitarie in tutti i locali, con forte coefficiente di rischio per la salute dei lavoratori.
In particolare versano in uno stato di grave degrado molti servizi igienici, con rubinetti arrugginiti e, in alcuni casi, mancanti, mentre il locale bagno del Settore Urbanistica al piano IV° è ancora interessato dal crollo del controsoffitto, probabilmente dovuto all'accumulo di acque meteoriche, come da noi segnalato il 26.01.10.

Tutto ciò premesso, la FP CGIL chiede:

Quali sono i rimedi che l’amministrazione comunale ha attivato per rimuovere tutte le condizioni di rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori del Polo Tecnico?

Qual’è lo stato attuale degli impianti, in particolare di climatizzazione e antincendio?

Che fine hanno fatto le soluzioni proposte al tavolo tecnico del giorno 21 luglio dagli amministratori e dai dirigenti, supportati dagli esperti della ditta che ha in appalto la manutenzione degli impianti?

Quando sarà avviata la gara per la realizzazione di un nuovo impianto di climatizzazione in sostituzione di quello esistente obsoleto, come anticipato dall’amministrazione nella riunione del 21 luglio?

L’amministrazione comunale è in grado di trovare, con i suoi tecnici, risposte veloci ed efficaci?

A queste domande, la FP CGIL e i lavoratori tutti chiedono urgente risposta, difendendo con forza il diritto sancito dalla costituzione e dalle leggi dello Stato ad un luogo di lavoro sicuro e dignitoso.


Il Capogruppo RSU Il Segretario Aziendale
Marco Leo Paola Caselli


mercoledì 1 settembre 2010

Sportello di Counselling aziendale




Settore Servizi Socio-Assistenziali
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Il counsellor non si sostituisce mai al lavoratore ma aiuta e supporta l'analisi del contesto, delle emozioni, delle effetti di ricaduta che le attività proposte dal lavoratore possono innescare all'interno dell'organizzazione in cui lavora. Il counsellor aiuta il lavoratore ad esplorare le possibili alternative delle decisioni da intraprendere e/o a capire e comprendere le possibili implicazioni dal punto di vista delle relazioni e posizionamento professionale, all'interno dell'azienda e del mondo del lavoro. Attraverso le tecniche delle domanda e dell'ascolto attivo il counsellor aiuta il lavoratore a riconoscere, esprimere, integrare le proprie emozioni, che nella cultura occidentale sono notevolmente inespresse sul luogo di lavoro e frequentemente non palesate, forse alla base di disagi e malesseri riversati quotidianamente nelle relazioni professionali che si instaurano tra colleghi, superiori, clienti, fornitori, ecc.
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Far crescere la motivazione al lavoro;
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Sorci Verdi alla fermata del treno

Ma non eravamo la città più COOL d'Italia?

Schede di valutazione TLC







Ci risiamo, l'Amministrazione non si smentisce, nello specifico la Direzione Generale - Ufficio di staff Sistemi informativi e TLC, e a 4 mesi dalla prima valutazione non consegna le schede di valutazione ai dipendenti.


Paradossale situazione, poichè le schede già esistenti e firmate non sono considerate veritiere dal D.G. che invece chiede l'applicazione anzitempo del D.Lgs 150/09



Non resta che chiedere immediato incontro.