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venerdì 13 agosto 2010


Finalmente si va in ferie.

L'attività di informazione riprenderà il 6 settembre 2010

Buone vacanze.










Calendario scuole infanzia - rinvio data concertazione

Preso atto di quanto rappresentato con la mail di cui all'oggetto, con cui si comunica l'impossibilità di poter partecipare alla seduta di concertazione convocata per il prossimo 13 Agosto , con la presente, si rinvia la convocazione al 25 Agosto ore 15,30.
Per una maggiore comprensione delle date si coglie l'occasione per rappresentare che l'art .8 CCNL 1/4/999, oltre a fissare in giorni 30 la durata massima della concertazione, prescrive, altresì, che la prima seduta debba essere convocata entro il quarto giorno dalla ricezione della richiesta .
Inoltre, tenuto conto che il Decreto dell'Assessorarto Regionale dell'Istruzione relativo al Calendario Scolastico 2010/2011 è stato pubblicato solamente in data 04/08/2010, la presentazione e la discussione dello stesso non sarebbe potuta avvenire prima di quella data.

Stella GalloServizio Scuole Materne e personale esterno
p.s.: il 26 agosto si terrà anche la concertazione per gli asili nido

giovedì 12 agosto 2010

Concertazione calendario scolastico... l'inventiva non manca!


Si fa riferimento alla Vostra nota prot. 4140 del 11/8/2010 - ma inviata via email in data 12/8/2010- con la quale viene convocata seduta di concertazione per il giorno 13/8/2010, per ricordare che la scrivente O.S. aveva chiesto, tenuto conto del periodo feriale, che la convocazione avvenisse in data successiva al 22/8/2010.
Nel richiamare l'art. 11 CCNL 1/4/1999 " Il sistema delle relazioni sindacali è improntato ai principi di correttezza, buona fede e trasparenza dei comportamenti ed orientato alla prevenzione dei conflitti.", si reitera la richiesta di rinvio della seduta di concertazione a dopo il 22 agosto, significando che non sono chiari e comprensibili alla scrivente O.S. i motivi per cui Codesto Ufficio, potendo presentare e discutere il calendario scolastico sin dal mese di gennaio, ha scelto di farlo nei giorni immediatamente precedenti al Ferragosto, periodo nel quale, notoriamente, tutte le attività vengono sospese, anche quelle parlamentari e giudiziarie.
Con la presente Email, si da formale comunicazione che la scrivente O.S. non parteciperà alla riunione convocata per il giorno 13/8/2010, e, nel chiedere sin da adesso copia dell'eventuale verbale, ricorda che l'art. 8 CCNL 1/4/1999, fissa in 30 giorni la durata della concertazione: non potendo essere presente la scrivente O.S. in data 13/8/2010, ma volendo entrare nel merito del calendario proposto, diffida l'A.C. dal chiudere la concertazione prima dei 30 giorni previsti e senza che sia stata sentita la scrivente O.S.Si coglie l'occasione per richiedere copia dell'atto con la quale è avvenuta la formale designazione da parte dell'organo di governo dell'Ente della D.ssa Stella Gallo quale parte datoriale abilitata a rappresentarla al tavolo negoziale per la specifica materia.
Il Segretario Provinciale FPCGILGiovanni Cammuca

I panni sporchi si lavano in casa...




Si sa, i panni sporchi è meglio lavarli in casa, lontano da occhi indiscreti e sopratutto in agosto, quando molti, non tutti, vanno in ferie.


Con la delibera 166 del 02/08/10 - che si allega, la Giunta dispone che il servizio turismo e dell'iimagine della città di palermo, venga ricondotto nell'ambito del settore verde e territorio.
Ma la cosa paradossale è che il Dirigente del settore Cultura ( per competenza anche del servizio Turismo malgrado ha un dirigente all'uopo) era completamente all'oscuro di tutto, tanto da emettere un'ordine di servizio di chiusura dei PIT.
Domanda: il personale verrà appollaiato sugli alberi e da li fornirà informazioni ai turisti?

Cattivi maestri 2: Ichino: "Il diritto di sciopero va limitato da accordi sindacali"

CATTIVI MAESTRI 2

da repubblica.it del 12/08/10

Pietro Ichino, senatore del Pd, è uno dei principali esperti italiani di diritto del lavoro.Professor Ichino, si aspettava che la Fiat di Marchionne potesse essere condannata per comportamento antisindacale?"Sono cose che accadono anche nelle migliori famiglie. Del resto, la Fiat avrebbe potuto anche vincere la causa: il giudice ha ritenuto, in via provvisoria, il licenziamento ingiustificato solo perché ha considerato che l'istruttoria sommaria non avesse dimostrato il dolo dei lavoratori, cioè la loro volontà di ostruire il flusso dei carrelli automatici. Con questo, lo stesso giudice implicitamente avverte che, se invece nel giudizio di merito quella volontà risultasse dimostrata, il licenziamento potrebbe essere convalidato".Il Lingotto chiede ai sindacati la certezza che il ciclo produttivo si possa svolgere senza interruzioni. È possibile in una democrazia occidentale avere questa certezza?"Certo che sì: proprio a questo serve la clausola di tregua sindacale, che in quasi tutti gli altri Paesi occidentali vincola non soltanto il sindacato stipulante, ma anche i singoli lavoratori cui il contratto si applica. Se Italia questa regola non vale, non è perché lo stabilisca la legge, ma perché nella nostra cultura giuslavoristica prevale ancora un'idea vecchia. Molti giuslavoristi, comunque, non la condividono più".Quale idea?"Quella secondo cui il contratto collettivo non può
disporre del diritto del singolo lavoratore di aderire in qualsiasi momento a qualsiasi sciopero, anche se proclamato da un mini-sindacato. È l'idea della "conflittualità permanente", i cui fasti si sono celebrati negli anni '70, e che oggi in Italia è praticata ancora soltanto nel settore dei trasporti e in quello metalmeccanico. Dobbiamo chiederci se ci conviene continuare a difendere questa peculiarità del sistema italiano di relazioni industriali
. La sfida di Marchionne ha il merito di farci toccare con mano quanto questa idea possa essere costosa per gli stessi lavoratori".In questi giorni i tecnici di Federmeccanica stanno preparando un'ipotesi di contratto nazionale del solo settore auto. La considera una strada praticabile?"Mi sembra una scelta non solo praticabile, ma anche auspicabile, oggi il contratto nazionale dei metalmeccanici si applica ad aziende diversissime, dal settore aerospaziale, alle fonderie e alle case di software. E, nella sua parte normativa, quel contratto è rimasto fermo al 1972".Quali sono gli attuali diritti dei lavoratori che una nuova normativa contrattuale nelle fabbriche potrebbe modificare e quali invece quelli che, a suo parere, sono intoccabili?"Di regola, il contratto collettivo può disporre di tutto ma non di diritti o standard di trattamento garantiti ai lavoratori da una legge".Nel caso dell'accordo di Pomigliano questi diritti sono stati toccati?"No. Si può rifiutare quell'accordo perché non lo si ritiene abbastanza vantaggioso per i lavoratori, ma non perché esso violi la legge, né nella parte sulle punte di assenza per malattia, né nella parte sulla tregua sindacale".Ma deroga al contratto nazionale del settore."Questo è il problema: nel nostro sistema attuale non sono chiari i requisiti e le condizioni per la validità della contrattazione al livello aziendale di deroghe rispetto al contratto nazionale. Questo è un grave difetto del sistema, che dobbiamo correggere al più presto, se non vogliamo che le divisioni tra i sindacati paralizzino la sperimentazione di piani industriali innovativi".

Le P.O. del corpo di P.M.




Responsabile innovazione tecnologica, applicata ai processi giurico amministrativi...

Sorge sponatanea una domanda, perchè non istituire istituire il bando di P.O. "responsabile giurico amministrativo, della storia della mattonella applicata alla ceramica da bagno"?
Le finalità sono da attribuire al Servizio Affari Legali e Polizia Amministrativa.
Di certo i candidati non mancheranno...


Giuseppe di Vittorio a 118 anni dalla sua nascita


Giuseppe Di Vittorio nacque a Cerignola, in provincia di Foggia, il 12 agosto 1892. Già negli anni dell’adolescenza iniziò una intensa attività politica e sindacale; a 15 anni fu tra i promotori del Circolo giovanile socialista di Cerignola, mentre a 19 anni, nel 1911, passò a dirigere la Camera del Lavoro di Minervino Murge; in seguito avrebbe diretto anche la Camera del Lavoro di Bari.Bracciante poverissimo e autodidatta, partecipò all’esperienza del sindacalismo rivoluzionario e aderì all’USI (l’Unione Sindacale Italiana, nata nel 1912 dalla scissione con la CGdL riformista), ricoprendone dal 1913 la carica di membro del Comitato Centrale. Scoppiata la Grande Guerra, condivise le motivazioni degli interventisti e partì come volontario per il fronte, da dove sarebb tornato gravemente ferito.Nel 1921 è eletto deputato come indipendente nelle liste del PSI. Influenzato dall’esperienza della rivoluzione bolscevica in Russia, Di Vittorio guardò con attenzione alla nascita del Partito Comunista d’Italia nel 1921, al quale aderì qualche anno più tardi. Dopo la stretta totalitaria del fascismo, che produsse la cancellazione delle libertà sindacali in Italia e che costò a Di Vittorio alcuni mesi di prigionia (dal settembre 1925 al maggio 1926), nel novembre dello stesso anno venne condannato a dodici anni di carcere dal Tribunale Speciale; costretto a riparare in Francia, diventò uno dei principali organizzatori della lotta di resistenza antifascista, dapprima come membro del Comitato Centrale del Partito (dal 1928) e quindi come responsabile della CGdL clandestina, di orientamento comunista (dal 1930).Chiusa l’esperienza negativa segnata dalla teoria del “socialfascismo”, comunisti e socialisti si riavvicinarono organizzando i “fronti popolari” contro la grave minaccia del nazifascismo. Sul fronte sindacale italiano, Di Vittorio e Buozzi avviarono a Parigi una serie di incontri, dai quali sarebbe scaturito un programma di azione unitaria per il futuro. Nella seconda metà degli anni Trenta, Di Vittorio proseguì la lotta antifascista, combattendo nelle file delle Brigate Internazionali durante la guerra civile spagnola; dal 1937 diresse a Parigi il giornale “La Voce degli Italiani”. Arrestato dalla Gestapo il 10 febbraio 1941, dopo circa nove mesi di carcere fu affidato alle autorità italiane di polizia che lo mandarono al confino a Ventotene, dove sarebbe rimasto fino alla caduta di Mussolini nel luglio 1943.
Tra il 1943 e il 1944, Di Vittorio fu tra i protagonisti della rinascita del sindacato libero e democratico in Italia; insieme a Grandi e Canevari fu uno dei firmatari del Patto di Roma (9 giugno 1944), l’atto ricostituivo della CGIL. Tra il 1944 e il 1948 ricoprì la carica di Segretario Generale della CGIL unitaria fornendo un contributo decisivo alla ricostruzione economica nazionale, alla rilegittimazione internazionale del Paese e alla elaborazione della Costituzione repubblicana in qualità di Deputato dell’Assemblea Costituente. Mantenne la guida della nuova CGIL anche dopo le scissioni del 1948-1950. Tra gli anni Quaranta e Cinquanta, Di Vittorio fu Presidente della FSM, la Federazione Sindacale Mondiale, nonché Deputato dal 1948 al 1957. Tra i suoi atti principali alla guida della CGIL, occorre ricordare l’elaborazione del Piano del Lavoro, presentata al Congresso di Genova del 1949, e la proposta di uno Statuto dei diritti dei lavoratori, lanciata al Congresso di Napoli del 1952. Non ebbe esitazioni ad ammettere pubblicamente gli errori dell’organizzazione che dirigeva; memorabili rimangono l’autocritica al Comitato Direttivo della CGIL dell’aprile 1955 e la condanna dell’invasione dell’Ungheria nel 1956. Morì a Lecco il 3 novembre 1957, indimenticato protagonista della storia nazionale. L’affermazione del valore sociale e culturale del lavoro è stato il principio che ha sempre ispirato e accompagnato l’azione sindacale di Di Vittorio; l’autonomia, la democrazia e l’unità del sindacato sono stati i suoi principali obiettivi. La CGIL doveva restare rigorosamente plurale e apartitica, senza per questo venire meno ad una sua naturale vocazione politica, centrata sulla difesa e lo sviluppo della democrazia e della Costituzione repubblicana, che aveva nella solidarietà e nei diritti i suoi principali valori.
Pur vivendo una stagione assai difficile, segnata da tensioni ideologiche stridenti legate al sottile equilibrio bipolare della guerra fredda, Di Vittorio lavorò sempre per l’unità di tutti i lavoratori, dalla quale faceva derivare anche l’unità sindacale; a suo avviso, solo in questo modo sarebbe stato possibile difendere, l’interesse generale della classe lavoratrice, lottando efficacemente per la sua emancipazione. (Fonte: www.fondazionedivittorio.it)

martedì 10 agosto 2010

Fin che la barca va, lasciala andare


dal gds on line del 10/08/2010
Truffa e abuso d'ufficio sono le imputazioni mosse nei confronti dei tre imputati. Coinvolti anche lo skipper-operaio, Franco Alioto, e il direttore generale della Gesip, Giacomo Palazzolo

PALERMO. La vicenda dello skipper assunto e pagato dalla societaà di servizi Gesip, ma utilizzato per l'imbarcazione privata del sindaco, potrebbe costare un processo al primo cittadino di Palermo, Diego Cammarata. I pm Laura Vaccaro e Leonardo Agueci hanno infatti chiesto il rinvio a giudizio dello stesso esponente del Pdl, dell'operaio Franco Alioto e di Giacomo Palazzolo, direttore generale della Gesip, azienda a totale partecipazione pubblica, anche se ha la veste privata della società per azioni. Truffa e abuso d'ufficio sono le imputazioni mosse nei confronti dei tre imputati, perché Cammarata avrebbe utilizzato Alioto come proprio skipper personale e Palazzolo glielo avrebbe consentito, facendo in modo che l'effettiva presenza in servizio del marinaio non venisse controllata. Cammarata, che non ha voluto rendere l'interrogatorio davanti ai pm, ha sostenuto che la Gesip non è azienda pubblica, ma totalmente privata, e dunque non le si possono applicare le regole che valgono per i reati contro la pubblica amministrazione. L'inchiesta è stata condotta dalla sezione specializzata in questo tipo di delitti, della Squadra mobile di Palermo.
da repubblica.it del 10/08/10
La Procura chiede che il sindaco Diego Cammarata venga processato assieme al suo skipper tuttofare Francesco Alioto, l'impiegato della Gesip che invece di stare in ufficio avrebbe trascorso le sue giornate a Marina di Villa Igiea, per accudire la barca del primo cittadino. Le accuse contestate sono pesanti: concorso in truffa e in abuso d'ufficio. La richiesta di rinvio a giudizio, che porta la firma del procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dal sostituto Laura Vaccaro, riguarda anche il direttore generale della società che ha come socio unico il Comune, Giacomo Palazzolo.All'inizio di giugno, Cammarata, Alioto e Palazzolo avevano ricevuto un avviso di garanzia, che segnava la chiusura dell'inchiesta. I tre indagati avevano venti giorni di tempo per chiedere di essere interrogati o per presentare memorie difensive. Non si è fatto avanti nessuno al palazzo di giustizia. Così, adesso, i pm insistono nell'accusa, ritenendo di avere trovato le prove di una doppia raccomandazione di Cammarata: prima, per l'assunzione di Alioto alla Gesip; poi, per la sua collocazione in un ufficio ben preciso, dove nessuno avrebbe controllato le sue presenze.Ecco dunque la richiesta di rinvio a giudizio: contesta a Cammarata "di aver richiesto e imposto al direttore generale della Gesip una collocazione del dipendente Alioto tale da garantirgli di non essere sottoposto ad alcun controllo e di dedicarsi completamente alla sua attività di skipper presso l'imbarcazione di Cammarata". Il seguito è ancora più pesante: "Nelle stesse ore in cui Alioto figurava in servizio presso la Gesip - scrivono i magistrati - in realtà espletava specifiche prestazioni lavorative a beneficio esclusivo del Cammarata, per il quale curava la barca ormeggiata presso Villa Igiea e ne curava altresì gli affari personali".Il caso Alioto era emerso in Procura l'estate scorsa, dopo alcune lettere anonime. La vicenda era poi diventata un caso politico nazionale all'indomani di un servizio di "Striscia la notizia". Ma anche di recente sarebbero accadute cose strane alla Gesip, questo hanno scoperto i poliziotti della squadra mobile: qualcuno avrebbe tentato di modificare i fogli delle presenze di Alioto, ma senza riuscirci. Contro il sindaco sono poi arrivate le testimonianze di alcuni vip palermitani, che avevano preso in affitto la sua barca: interrogati dalla polizia, hanno confermato la presenza di Alioto durante le loro gite. Proprio in quei giorni, lo skipper sarebbe risultato regolarmente in servizio alla Gesip.C'è pure un supertestimone a supporto della ricostruzione della Procura: è l'ex direttore del personale della Gesip, Fabrizio Ferrauto. Agli inquirenti ha raccontato delle telefonate che avrebbe ricevuto dal sindaco per raccomandare Alioto. Durante una conversazione, in particolare, Cammarata gli avrebbe detto: "Vedi che Franco è con me". Era estate, il sindaco stava probabilmente partendo in gita con la sua barca.Il primo cittadino si è sempre difeso dalle accuse: "Escludo che Alioto sia mai stato con me in barca durante il suo orario di lavoro", ha detto in un'intervista a Repubblica. Adesso, si attende la nomina del gup, per la fissazione dell'udienza preliminare, in cui si dovrà discutere della richiesta della Procura. L'avvocato del sindaco, Giovanni Rizzuti, ribadisce la linea di difesa: "Diego Cammarata non sapeva che Alioto fosse in servizio alla Gesip quando era con lui. Dimostreremo che si raccomandava esplicitamente con Alioto perché ciò non accadesse".
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Atto di indirizzo della Giunta

Atto di indirizzo

con la pubblicazione della delibera n. 172 del 06/08/2010, la Giunta da mandato al D.G. e allo SVO, per la realizzazione degli atti propedeutici per il bando di Addetto al servizio di Segretariato Sociale

lunedì 9 agosto 2010

L'EROGAZIONE DI COMPENSI INCENTIVANTI FINANZIATI EX ART.15 COMMA 1 LETT. K CCNL 1/4/99

con la delibera 168 del 06/08/ 2010, la Giunta ha deliberato in ordine alla distribuzione dell'incentivo previsto dall'art. 35 del regolamento delle entrate ( evasione ICI), in ordine agli incentivi del realizzando progetto sul randagismo canino e sui criteri per l'erogazione ai dipendenti dei Servizi Demografici degli incentivi per lo svolgimento di funzioni assegnate ai comuni, con D.lgs. 30/2007
http://www.comune.palermo.it/comune/giunta/delibere_ordinanze.htm