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venerdì 9 luglio 2010

Manganello Democratico da www.beppegrillo.it




Il manganello selvaggio ha ogni giorno la sua destinazione d'uso. Ieri i terremotati de L'Aquila a Roma, oggi gli operai della Mangiarotti Nuclear a Milano. Le manganellate impartite come una benedizione usuale dalle forze antisommossa sono state definite "azioni di contenimento". Cinque feriti di cui uno portato all'ospedale in autoambulanza sono stati "contenuti". Agli operai è stato impedito di chiedere al prefetto il rispetto di una sentenza che vieta il trasferimento della produzione dallo stabilimento di viale Sarca. Chiedere il rispetto di una sentenza in Italia è sconveniente. La manifestazione era autorizzata, ma gli operai non si sono fermati nel punto prestabilito. Qual è il punto prestabilito per la fine della democrazia?

Non ci rassegnamo


Il 15 luglio la Funzione Pubblica CGIL, insieme alla Confederazione e alla FLC, organizza un presidio a Piazza Navona davanti al Senato della Repubblica, per continuare la mobilitazione contro la manovra del Governo. Su questa manovra iniqua, sbagliata, che deprime lo sviluppo del Paese, che taglia servizi ai cittadini, che nega il diritto al rinnovo dei contratti nazionali a 3 milioni di lavoratrici e lavoratori, il Governo ha deciso di porre la fiducia. Si mette in discussione ormai la coesione sociale nel nostro Paese e il Parlamento viene svuotato del suo ruolo. A fronte delle proteste che vengono dai settori più diversi, istituzionali e sociali, il Governo ha scelto la strada della fiducia per nascondere le sue debolezze e la sua incapacità a trovare soluzioni per uscire dalla crisi. Noi non ci rassegnamo, continueremo la nostra mobilitazione in difesa dei diritti del lavoro e di cittadinanza.
Roma, 8 Luglio 2010

dati ISTAT il reddito disponibile delle famiglie in termini reali è diminuito del 2,6%


La crisi continua a colpire le famiglie italiane. Secondo i dati diffusi questa mattina dall'ISTAT, il reddito disponibile delle famiglie italiane nel primo trimestre del 2010 è diminuito del 2,6% in valori correnti rispetto allo stesso periodo del 2009. Il calo è invece dello 0,2% rispetto all'ultimo trimestre dell'anno scorso.

La propensione al risparmio delle famiglie (definita dal rapporto tra il risparmio lordo delle famiglie e il loro reddito disponibile), nel primo trimestre del 2010 ha raggiunto il 13,4%, riducendosi di 0,6% rispetto al trimestre precedente e di 1,6% rispetto al corrispondente periodo del 2009.

Anche il reddito disponibile delle famiglie ha proseguito la sua flessione nel primo trimestre 2010, diminuendo dello 0,2% in valori correnti rispetto al trimestre precedente, mentre è tornata a crescere la spesa delle famiglie per consumi finali in misura dello 0,5%. Rispetto al corrispondente periodo del 2009 il reddito disponibile delle famiglie in valori correnti è diminuito del 2,6% e la spesa delle famiglie si è ridotta dello 0,7%.
Inoltre, il potere d'acquisto delle famiglie (cioè il reddito disponibile delle famiglie in termini reali) è diminuito dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e del 2,6% rispetto a quello corrispondente

Il tasso di investimento delle famiglie (definito dal rapporto tra gli investimenti fissi lordi delle famiglie, che comprendono gli acquisti di abitazioni e gli investimenti strumentali delle piccole imprese classificate nel settore, e il loro reddito disponibile lordo) nel primo trimestre 2010 si è attestato all’8,5%, 0,1% in meno rispetto al trimestre precedente, risentendo di una riduzione degli investimenti (meno 1,1%) superiore a quella del reddito disponibile (meno 0,2%) (Figura 2). Rispetto al corrispondente periodo del 2009, gli investimenti fissi lordi delle famiglie si sono ridotti (-10,5%) in misura superiore alla flessione del loro reddito disponibile, determinando una riduzione del tasso di investimento del settore di 0,8%.

Assemblea del 07 Luglio 2010 - Comunicato stampa


I DIPENDENTI PUBBLICI DICONO NO AD UNA MANOVRA FINANZIARIA INIQUA CHE TAGLIA STIPENDI E SERVIZI.






Negli allegati, in formato jpeg, il Comunicato stampa a firme congiunte delle Segreterie Provinciali Fialp Cisal, Flp, FpCgil, FlcCgil, Csa, Rdb-Usb.
(Per una corretta visualizzazione clicca con il tasto sinistro del mouse)



Chi ha paura dell'Assemblea


CHI HA PAURA DELL’ASSEMBLEA?
Questa la domanda che poniamo a tutti i dipendenti del comune di Palermo, che ieri hanno assistito ad una inverosimile sequenza di comunicazioni contraddittorie predisposte dall’amministrazione comunale per impedire prima e rettificare poi, ma soltanto poi! la partecipazione all’assemblea regolarmente indetta da
CGIL FP, FLP, CSA, RdB, FIALP CISAL
sulla manovra finanziaria del governo

Ricordando che l’assemblea è un diritto sancito dallo Statuto dei Lavoratori, invitiamo i colleghi a comunicarci eventuali irregolarità nel riconoscimento delle ore di partecipazione all’assemblea

Il Capogruppo RSU Il Segretario Aziendale
Marco Leo Paola Caselli

giovedì 8 luglio 2010

Il senso del silenzio da La Repubblica.it


Il senso del silenzio
Domani non usciranno i quotidiani, taceranno i notiziari televisivi e radiofonici per lo sciopero nazionale dei giornalisti contro la "legge bavaglio". Può sembrare una contraddizione davanti ad una legge che limita la libertà d'informazione, firmata da un Premier che invita i lettori a scioperare contro i quotidiani. In realtà è un gesto di responsabilità dei giornalisti italiani per denunciare il governo e richiamare l'attenzione di tutti i cittadini sulla gravità di una norma che colpisce insieme la tutela della legalità, il contrasto al crimine e la libera e trasparente circolazione delle notizie.Non si tratta di uno sciopero corporativo, ma di una protesta a tutela dei cittadini, cui la legge nega il diritto di essere liberamente informati, cioè di conoscere e di sapere, e dunque di rendersi consapevoli e di giudicare a ragion veduta. A questo diritto fondamentale, corrisponde il dovere dei giornali di dare tutte le notizie utili ai lettori, con un autonomo e libero lavoro di ricerca, selezione e gerarchia delle informazioni, che viene giudicato ogni giorno dal mercato.Questo sciopero è anche l'unico modo, in uno sfortunato Paese di improprio monopolio televisivo, per portare a conoscenza del pubblico delle televisioni ciò che sta avvenendo nel circuito tra il potere, la giustizia, l'informazione e la pubblica opinione: e cioè il tentativo con la legge di ostruire questo circuito, perché i magistrati che indagano vengano limitati nel loro lavoro di ricerca
delle prove, i giornalisti che informano debbano tacere, e i cittadini che possono giudicare rimangano al buio. Di questo, i telegiornali di corte non parlano: per un giorno il black out televisivo parlerà per loro, e i telespettatori sapranno finalmente che c'è un problema, e li riguarda.Repubblica da 50 giorni si oppone al bavaglio insieme con i suoi lettori. I post-it lanciati sul nostro sito dai ragazzi sono diventati il simbolo dell'opposizione alla legge, così come le firme di protesta, i videoappelli di artisti e intellettuali, gli editoriali del giornale. Andremo avanti fino in fondo, per fermare una legge irragionevole e contraria a principi fondamentali, nell'interesse della democrazia. Domani, questo è il significato del silenzio.

PRECARI. MICHELE PALAZZOTTO FP CGIL SICILIA. “IL GOVERNO NAZIONALE RECUPERI CREDIBILITA CON IL MAXIEMENDAMENTO E CONSENTA L'AVVIO DELL'ITER DI STABILI


PALERMO, 7 LUGLIO 2010. “Quanto accaduto in questi giorni è di una gravità inaudita. Abbiamo assistito ad un tira e molla continuo da parte del governo nazionale e all'annuncio di promesse poi disattese, senza alcun rispetto per le tante famiglie che rischiano il posto di lavoro”. Lo dice il segretario della Fp Cgil Sicilia, Michele Palazzotto commentando le polemiche di questi giorni attorno all'emendamento presentato in Commissione bilancio al Senato per la stabilizzazione dei precari. “Si è passati dall'ipotesi di stabilizzazione ad una di rinnovo dei contratti per un anno con un testo che però crea dubbi interpretativi sull'obbligo o meno di rispettare i vincoli dell'art. 14 e del patto di stabilità. Se tali limiti dovessero essere vincolanti, il rinnovo varrebbe solo in 10, 15 comuni dell'isola. Chiediamo al governo nazionale di recuperare credibilità superando ogni ostacolo con il maxiemendamento e consentendo finalmente e una volta per tutte, non solo il rinnovo dei contratti ma l'avvio dell'iter di stabilizzazione per i 22.500 precari degli enti locali, a lavoro da vent'anni con stipendi minimi e senza garanzie previdenziali”.

mercoledì 7 luglio 2010

Mezzogiorno o Meridione...non cambia nulla


“Il Ministro dell'Economia deve smetterla di prendersela con gli altri essendo il principale responsabile del ritardo della spesa sia dei fondi comunitari che nazionali, come del sacco dei fondi FAS”. Così la Segretaria Confederale della CGIL, Serena Sorrentino, e il responsabile del Dipartimento Mezzogiorno del sindacato, Franco Garufi, rispondono agli attacchi lanciati dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, verso i Governatori del Sud. Secondo i due dirigenti sindacali della CGIL, invece, “si tratta di prendere finalmente atto della drammatica situazione economica e sociale del Sud ed accelerare, anche in rapporto con l'Unione europea, interventi capaci di creare nuovo lavoro specialmente per i giovani e per le donne meridionali”. In questa direzione, concludono Sorrentino e Garufi, “la CGIL ritiene necessaria anche la costruzione di posizioni unitarie con le altre confederazioni e le rappresentanze imprenditoriali in un quadro di salvaguardia e rilancio dei diritti”.

Nota: per comprendere appieno cosa afferma Giulio Tremonti, vi invito a leggere "terroni" di Pino Aprile edizioni Piemme. Nel Messaggio di Tremonti c'è il messaggio coloniale che da 150 anni il Nord applica sui cittadini del Sud.

Pensioni, cosa prevede in peggio il Governo


La CGIL torna ad attaccare la manovra denunciando come “dietro il cosiddetto ‘refuso’ sui 40 anni, il governo sta attuando un cambiamento strutturale del sistema pensionistico”. La Segretaria confederale dell’organizzazione sindacale, con delega alla previdenza, Vera Lamonica, punta il dito contro il governo che “dopo aver affermato che non sarebbe stato necessario cambiare nulla, perché com’è noto il sistema è in equilibrio, ora oltre che continuare a prendere risorse dalla previdenza per fare cassa, per la prima volta, si convogliano le risorse che il governo pensa di ottenere con l’innalzamento dell’età pensionabile delle dipendenti pubbliche, nel fondo presso la Presidenza del Consiglio”.

Secondo la CGIL in questo modo “si riduce la solidarietà interna al sistema, dando un ulteriore colpo al futuro pensionistico dei giovani, già fortemente a rischio”.Lamonica ricorda inoltre che “le donne del Pubblico Impiego andranno in realtà in pensione minimo a 67 anni per effetto della somma di: innalzamento dell’età a 65 anni; un anno in più della finestra a scorrimento; l’innalzamento di 3 mesi nel 2015 e 3 o 4 nel 2016, a seguito dell’adeguamento obbligatorio alle aspettative di vita che si vorrebbe anticipare e realizzare in entrambi gli anni piuttosto che a cadenza triennale. Peraltro per tale adeguamento la norma prevede ben altra procedura di applicazione, e non un ‘decreto direttoriale’ che così sfugge a qualsiasi controllo parlamentale”. Secondo la dirigente sindacale, inoltre, “l’accanimento prosegue perché, oltre che l’innalzamento dell’età pensionabile, le donne del Pubblico Impiego si vedranno una pensione minore, per effetto dell’applicazione dei coefficienti di calcolo che scatteranno anche nel 2013 e nel 2016, dopo quello già avvenuto nel 2010.

Insomma, più anni al lavoro e riduzione della prestazione, questa è la filosofia”. Questo meccanismo, sottolinea Lamonica, “fatto di maggiore tempo per una minore pensione, coglierà tutti coloro che stanno nel sistema misto ed in quello contributivo. E quelli che hanno 40 anni, per fortuna sfuggiti al ‘refuso’, comunque si vedono allungare di un anno, con in più la beffa di dover continuare a versare i contributi senza alcun ritorno sulla prestazione. A proposito: questi soldi che si continueranno a pagare senza averne ritorno alcuno, dove finiranno? Andranno anch’essi in spesa corrente? E poi si dice che non si mettono le mani nelle tasche degli italiani”. Infine, la Segretaria Confederale CGIL ricorda che, “con l’inseguimento all’innalzamento dell’età, che non ha più limiti, si vanno progressivamente abolendo le pensioni sociali.

Si tratta nel complesso - conclude Lamonica - di una vera e propria controriforma, fatta di soppiatto e giocata contro i lavoratori, e soprattutto le lavoratrici, e contro i giovani che non sapranno più se e quando andranno in pensione e come ci andranno”.

martedì 6 luglio 2010

Aperta la campagna cessione e acquisti del Comune di Palermo


Dal 2011 non sarà più rinnovato l'incarico di direttore generale del Comune, Gaetano Lo Cicero. Una holding raggrupperà tutte le società partecipate

PALERMO. Il Consiglio comunale di Palermo ha approvato il bilancio 2010 con i voti del centrodestra, mentre il centrosinistra si è opposto insieme al Mpa e il Pdl-Sicilia ha abbandonato l'aula.Il bilancio prevede che dal 2011 non sarà più rinnovato l'incarico di direttore generale del Comune di Palermo a Gaetano Lo Cicero; tra 6 mesi sarà realizzata un'unica holding che raggruppa le varie società partecipate, con il conseguente azzeramento dei vari consigli d'amministrazione e l'individuazione di un amministratore unico; un altro emendamento ha previsto l'abbattimento dei costi delle aziende, con tagli per quello che riguarda l'uso di telefoni cellulari e le auto blu.L'aula ha deciso, inoltre, di destinare tre milioni a sostegno delle comunità alloggio per disagio psichico, dell'emergenza abitativa e per la ristrutturazione di immobili per i senza casa, per il trasporto dei disabili e per l'assistenza domiciliare agli anziani.Sono state destinate, infine, risorse aggiuntive anche per la ristrutturazione degli asili comunali. "Con quello che risparmieremo - dice il consigliere del Pd, Davide Faraone – non rinnovando il contratto a Lo Cicero, che come indennità percepisce 250 mila euro l'anno, ristruttureremo tutti gli asili della città. Un atto dovuto per i nostri bambini". Dal 2011 il direttore generale sarà un funzionario interno al Comune stesso.
P.S.: ma quanto costerà questa holding? e sopratutto chi ci sarà nel CDA? forse i trombati ex Amia?
Siamo con le pezze al culo e fanno i merchant banker!
decenza ecco cosa dovevano approvare.

lunedì 5 luglio 2010

Adesione allo Sciopero, le leggi dello Stato


Alle Lavoratrici e ai Lavoratori
del Comune di Palermo
Loro Sedi

Oggetto: adesione allo sciopero

La proclamazione del diritto di sciopero da parte delle OO.SS. e specificatamente della scrivente, si esercita negli ambiti previsti e statuiti dalle Leggi dello Stato.
Il combinato disposto dagli articoli 40 e 3 della Costituzione Italiana cosi recita:
Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Art. 40.
Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano.6
6 (Nota all’art. 40).
Legge 12 giugno 1990, n. 146, recante «Norme sull’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali» (G.U. 14 giugno 1990, n. 137).


La maggioranza della dottrina afferma che lo sciopero è un diritto individuale ad esecuzione collettiva, quindi ciascun lavoratore si astiene dal lavoro (il lavoratore esprime un diritto individuale) e perché si abbia reale esercizio del diritto di sciopero, occorre che le astensioni siano di carattere collettivo, ( l’elemento collettivo sussiste quando l’iniziativa è posta in essere da un’associazione sindacale che proclama lo sciopero).
La proclamazione ha il valore di un negozio di autorizzazione, nel senso che ciascun lavoratore, purchè non isolatamente, è autorizzato, in ragione della proclamazione stessa, ad astenersi dal lavoro.
Ritornando sull’art.40 della Costituzione: “ Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo esercitano”.
Orbene nessuna delle leggi che regolano il diritto di sciopero, prevede la comunicazione preventiva dell’adesione allo sciopero.
Si rammenta altresì che, le eventuali sanzioni disciplinari da comminare ai lavoratori, previsti dall’art.4 comma 1 Deliberazione 03/48 – Competenze e modalità per l’applicazione delle sanzioni ai singoli lavoratori (Seduta del 19 marzo 2003) – Commissione Nazionale di Garanzia per il diritto di sciopero, sono rivolte soltanto ai dipendenti che “ si astengono dal lavoro in violazione dei commi 1 e 3 dell’articolo 2 ” o che non effettuino le prestazioni indispensabili richieste…anche in caso di sciopero illegittimo per violazione dell’obbligo di preavviso.
Posto quanto sopra enunciato, considerato che lo sciopero è stato regolarmente e legittimamente proclamato, (quindi non sussistono le violazioni di cui ai commi su citati) , posto che l’Accordo Collettivo Nazionale in materia di norme di garanzia del funzionamento dei servizi pubblici essenziali nell’ambito del comparto Regioni – Autonomie Locali siglato tra Aran e OO.SS. del 19 settembre 2002 all’art.5 comma 4, prevede che i dirigenti in occasione di ogni sciopero individuano, di norma con criteri di rotazione, i nominativi del personale incluso nei contingenti…, tenuto all’erogazione delle prestazioni necessarie e considerato in ultimo che, il CCDI 2009 [ non sottoscritto dalla scrivente O.S.] contempla come tra i servizi essenziali:
· Stato civile e Servizio Elettorato
· Igiene, sanità ed attività essenziali
· Servizi concernenti l’istruzione pubblica
· Servizi del Personale
· Servizi Culturali
· Servizi per la sicurezza pubblica
non si comprende in ragione di quale norma Legislativa, i dipendenti devono comunicare l’adesione allo sciopero.
Si coglie l’occasione per porgere distinti saluti.

Segretario Aziendale CapogruppoRsu
Paola Caselli Marco Leo