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giovedì 17 giugno 2010

Manovra finanziaria - Le proposte dell'Anci inviate al Senato






Le proposte dell'Anci, sulla manovra finanziaria.

il testo visualizzabile su: http://portale.anci.it/Contenuti/Allegati/emendamenti%20AS%202228%20con%20modifiche%2016giu%20ore%2017.00.doc, contiene degli emendamenti che Anci e Anci regionali, hanno inviati in data odierna al Senato.
Solo due i commi dell'art. 9 presi in esame e nello specifico il comma 1 con la modifica"il trattamento complessivo spettante per il lavoro prestato nel corso del 2010" e il comma 29 con la modifica " che hanno chiuso gli ultimi esercizi registrando una perdita progressiva"

Nulla sul comma 28.






Tarsu - aumento del 54%


Il consiglio comunale di Palermo ha approvato la delibera sul regolamento della tassa sui rifiuti (Tarsu). In base al provvedimento votato dalla maggioranza il costo del servizio per l'immondizia è stato fissato in 95 milioni di euro. Rispetto alla precedente normativa, che prevedeva un aumento del 75% della tassa per i cittadini a partire dal 2006, adesso l'incremento è del 54 per cento. L'emendamento che ha consentito di trovare un accordo a sala delle Lapidi è stato presentato dal centrosinistra e votato anche da pezzi della maggioranza.. Il consiglio era riunito da ieri sera per discutere e votare la nuova delibera. La maratona, proseguita per tutta la notte, si è conclusa in mattinata: quattordici ore per decidere se aumentare l'aliquota dell'83% (75% più l'8% deciso con un emendamento del Pdl) per coprire il costo del servizio fissato a 113 milioni di euro. Poi l'ok all'emendamento che ha permesso di trovare l'intesa.

Domanda: ma il precedente cda, responsabile dello sfascio dell'Amia, del malfunzionamento e dei disservizi, non renderanno mai conto alla Magistratura del loro operato?

mercoledì 16 giugno 2010

Noi contro la legge di Umberto Eco


Le norme sulle intercettazioni. Il controllo dei tg della tv pubblica. E prima il lodo Alfano, i tagli alla scuola... Berlusconi trasforma le istituzioni un passo dopo l'altro, con lentezza. Perché i cittadini assorbano i cambiamenti come naturali. Così al colpo di Stato si è sostituito lo struscio di Stato.
È nota la definizione della democrazia come sistema pieno di difetti ma di cui non si è ancora trovato nulla di meglio. Da questa ragionevole assunzione discende, per la maggior parte della gente, la convinzione errata che la democrazia (il migliore o il meno peggio dei sistemi di governo) sia quello per cui la maggioranza ha sempre ragione. Nulla di più falso. La democrazia è il sistema per cui, visto che è difficile definire in termini qualitativi chi abbia più ragione degli altri, si ricorre a un sistema bassamente quantitativo, ma oggettivamente controllabile: in democrazia governa chi prende più consensi. E se qualcuno ritiene che la maggioranza abbia torto, peggio per lui: se ha accettato i principi democratici deve accettare che governi una maggioranza che si sbaglia.Una delle funzioni delle opposizioni è quella di dimostrare alla maggioranza che si era sbagliata. E se non ce la fa? Allora abbiamo, oltre a una cattiva maggioranza, anche una cattiva opposizione. Quante volte la maggioranza può sbagliarsi? Per millenni la maggioranza degli uomini ha creduto che il sole girasse intorno alla terra (e, considerando le vaste aree poco alfabetizzate del mondo, e il fatto che sondaggi fatti nei paesi più avanzati hanno dimostrato che moltissimi occidentali ancora credono che il sole giri) ecco un bel caso in cui la maggioranza non solo si è sbagliata ma si sbaglia ancora. Le maggioranze si sono sbagliate a ritenere Beethoven inascoltabile o Picasso inguardabile, la maggioranza a Gerusalemme si è sbagliata a preferire Barabba a Gesù, la maggioranza degli americani sbaglia a credere che due uova con pancetta tutte le mattine e una bella bistecca a pasto siano garanzie di buona salute, la maggioranza si sbagliava a preferire gli orsi a Terenzio e (forse) si sbaglia ancora a preferire "La pupa e il secchione" a Sofocle. Per secoli la maggioranza della gente ha ritenuto che esistessero le streghe e che fosse giusto bruciarle, nel Seicento la maggioranza dei milanesi credeva che la peste fosse provocata dagli untori, l'enorme maggioranza degli occidentali, compreso Voltaire, riteneva legittima e naturale la schiavitù, la maggioranza degli europei credeva che fosse nobile e sacrosanto colonizzare l'Africa.In politica Hitler non è andato al potere per un colpo di Stato ma è stato eletto dalla maggioranza, Mussolini ha instaurato la dittatura dopo l'assassinio di Matteotti ma prima godeva di una maggioranza parlamentare, anche se disprezzava quell'aula «sorda e grigia». Sarebbe ingiusto giocare di paradossi e dire dunque che la maggioranza è quella che sbaglia sempre, ma è certo che non sempre ha ragione. In politica l'appello alla volontà popolare ha soltanto valore legale ("Ho diritto a governare perché ho ricevuto più voti") ma non permette che da questo dato quantitativo si traggano conseguenze teoriche ed etiche ("Ho la maggioranza dei consensi e dunque sono il migliore"). In certe aree della Sicilia e della Campania i mafiosi e i camorristi hanno la maggioranza dei consensi ma sarebbe difficile concluderne che siano pertanto i migliori rappresentati di quelle nobilissime popolazioni. Recentemente leggevo un giornalista governativo (ma non era il solo ad usare quell'argomento) che, nell'ironizzare sul caso Santoro (bersaglio ormai felicemente bipartisan), diceva che costui aveva la curiosa persuasione che la maggioranza degli italiani si fosse piegata di buon grado a essere sodomizzata da Berlusconi. Ora non credo che Berlusconi abbia mai sodomizzato qualcuno, ma è certo che una consistente quantità di italiani consente con lui senza accorgersi che il loro beniamino sta lentamente erodendo le loro libertà. Erodere le libertà di un paese significa di solito mettere in atto un colpo di Stato e instaurare violentemente una dittatura. Se questo avviene, gli elettori se ne accorgono e, se pure non hanno la forza di zione di colpo di Stato che è con lui cambiata. Al colpo di Stato si è sostituito lo struscio di Stato. All'idea di una trasformazione delle strutture dello Stato attraverso l'azione violenta il genio di Berlusconi è stato ed è quello di attuarle con estrema lentezza, passettino per passettino, in modo estremamente lubrificato.Pensate alla inutile violenza con cui il fascismo, per fare tacere la voce scomoda di Matteotti, ha dovuto farlo ammazzare. Cose da medioevo. Non sarebbe bastato pagargli una buona uscita megagalattica (e tra l'altro non con i soldi del governo ma con quelli dei cittadini che pagano il canone)? Mussolini era davvero uomo rozzissimo. Quando una trasformazione delle istituzioni del Paese avviene passo per passo, e cioè per dosi omeopatiche, è difficile dire che ciascuna, presa di per sé, prefiguri una dittatura - e infatti quando qualche cassandra lo fa viene sbertucciata. Il fatto è che per un nuovo populismo mediatico la stessa dittatura è un sistema antiquato che non serve a nulla. Si possono modificare le strutture dello Stato a proprio piacere e secondo il proprio interesse senza instaurare alcuna dittatura.Si può dire che il lodo Alfano prefiguri una tirannia? Sciocchezze. E calmierare le intercettazioni attenta davvero alla libertà d'informazione? Ma suvvia, se qualcuno ha delitto lo sapranno tutti a giudizio avvenuto, e l'evitare di parlare in anticipo di delitti solo presunti rispetta se mai la privatezza di ciascuno di noi. Vi piacerebbe che andasse sui giornali la vostra conversazione con l'amante, così che lo venisse a sapere la vostra signora? No, certo. E se il prezzo da pagare è che non venga intercettata la conversazione di un potente corrotto o di un mafioso in servizio permanente effettivo, ebbene, la nostra privatezza avrà bene un prezzo. Vi pare nazifascismo ridurre i fondi per la scuola pubblica? Ma dobbiamo risparmiare tutti, e bisogna pur dare l'esempio a cominciare dalle spese collettive. E se questo consegna il paese alle scuole private? Non sarà la fine del mondo, ce ne sono delle buonissime. È stalinismo rendere inguardabili i telegiornali delle reti pubbliche? No, se mai le vecchie dittature facevano di tutto per rendere la radio affettuosissima. Ma se questo va a favore delle reti private? Beh, vi risulta che Stalin abbia mai favorito le televisioni private?Ecco, la funzione dei colpi di Stato striscianti è che le modificazioni costituzionali non vengono quasi percepite, o sono avvertite come irrilevanti. E quando la loro somma avrà prodotto non la seconda ma la terza Repubblica, sarà troppo tardi. Non perché non si potrebbe tornare indietro, ma perché la maggioranza avrà assorbito i cambiamenti come naturali e si sarà, per così dire, mitridatizzata. Un nuovo Malaparte potrebbe scrivere un trattato superbo su questa nuova tecnica dello struscio di Stato. Anche perché di fronte a essa ogni protesta e ogni denuncia perde valore provocatorio e sembra che chi si lamenta dia corpo alle ombre. Pessimismo globale, dunque? No, fiducia nell'azione benigna del tempo e della sua erosione continua. Una trasformazione delle istituzioni che procede a piccoli passi può non avere tempo per compiersi del tutto, a metà strada possono avvenire smandrappamenti, stanchezze, cadute di tensione, incidenti di percorso. È un poco come la barzelletta sulla differenza tra inferno tedesco e inferno italiano. In entrambi bagno nella benzina bollente al mattino, sedia elettrica a mezzogiorno, squartamento a sera. Salvo che nell'inferno italiano un giorno la benzina non arriva, un altro la centrale elettrica è in sciopero, un altro ancora il boia si è dato malato… Tagliare la testa al re o occupare il Palazzo d'Inverno è cosa che si fa in cinque minuti. Avvelenare qualcuno con piccole dosi d'arsenico nella minestra prende molto tempo, e nel frattempo chissà, vedrà chi vivrà. Per il momento, resistere, resistere, resistere.

martedì 15 giugno 2010

Pomigliano - Vertenza Fiat - Comunicato CGIL


14/06/2010
Il lavoro è la priorità della CGIL, tradotta nel 16° Congresso nella proposta del Piano per il lavoro. Per il lavoro ci siamo mobilitati; alla FIAT abbiamo chiesto un piano industriale per aumentare la produzione nel nostro Paese e dare una risposta positiva agli stabilimenti, a partire da quelli meridionali. In questo quadro abbiamo sostenuto e sosteniamo che per Termini Imerese si debba trovare una soluzione industriale nell’auto per dare futuro allo stabilimento e al suo indotto. Così come abbiamo lottato perché ci fosse una nuova missione produttiva per Pomigliano a salvaguardia dei cinquemila lavoratori e di tutto l’indotto. A Pomigliano, nel territorio e nella provincia non vi sono alternative alla vita di quello stabilimento e del suo indotto. Per questo è essenziale che si dia corso all’investimento annunciato dalla FIAT ridando certezza al territorio. Per questo insieme alle istituzioni, alle forze sociali del territorio ci siamo spesi e abbiamo chiamato i lavoratori allo sciopero e alle manifestazioni. Nel territorio servono occupazione, sviluppo, investimenti, serve che la FIAT decida senza ulteriori rinvii. Dal lavoro deve partire il nostro giudizio, in coerenza con quanto affermato e praticato in questi anni. Per la CGIL l’utilizzo degli impianti, la produttività e la flessibilità sono stati temi sempre negoziati, come dimostrano le proposte fatte dalla stessa categoria e gli accordi che, nel tempo, abbiamo sottoscritto in tutti i settori e in tutte le aziende. Se il lavoro e l’occupazione sono il primo punto di responsabilità per il giudizio della nostra organizzazione, la Segreteria della CGIL dice sì alla difesa dell’occupazione e al futuro dello stabilimento e sì alla necessità di rendere pienamente produttivo il futuro investimento. Nel documento consegnato alle Organizzazioni sindacali dalla FIAT vengono, alla fine, introdotti temi che coinvolgono diritti individuali che non possono essere contrapposti al lavoro. La CGIL fa propria l’esigenza di affrontare l’eventuale assenteismo e di ridurlo ai minimi fisiologici e conferma che gli accordi sottoscritti impegnano sempre tutta l’organizzazione al loro rispetto integrale. Le norme proposte dall’azienda aprono invece profili di illegittimità in materia di malattia e diritto di sciopero. La CGIL chiede alla FIAT di riflettere come una proposta di accordo possa violare leggi e Costituzione. La clausola relativa al diritto di sciopero è illegittima perché pretende di trasformare in illecito, passibile di licenziamento, l’esercizio individuale di sciopero, sancito dalla Costituzione. Ogni firma eventualmente apposta a questa clausola non è semplicemente invalida, è inefficace e inesistente. Sull’insieme di queste valutazioni, tocca alla categoria dei metalmeccanici promuovere la discussione, innanzitutto coinvolgendo gli iscritti, ed individuare le corrette forme per il giudizio da parte dei lavoratori.

Aran retribuzioni P.A. hanno avuto crescite elevate...


Le retribuzioi del pubblico impiego sono cresciute del 39,7% a fronte di una crescita del 25,7% del settore privato.

L'Aran spara nel mucchio e confronta le retribuzioni lorde del pubblico impiego,un campione comparti, i contributi sociali, le unità di lavoro, i redditi di lavoro pro capite, le retribuzioni lorde pro capite, mentre per i privati la sola rilevazione Istat.

L'accanimento terapeutico continua...


lunedì 14 giugno 2010

RIAPERTURA 2 P.O. SETT. SERVIZI SOCIO ASS.LI scadenza 17 06 10 ore 17,30


COMUNE DI PALERMO

DIREZIONE GENERALE
UFFICIO SVILUPPO ORGANIZZATIVO

AVVISO

RIAPERTURA DEI TERMINI DELL’AVVISO DEL 24/05/2010 LIMITATAMENTE ALLA SELEZIONE INTERNA IL CONFERIMENTO DEI N. 2 INCARICHI RELATIVI ALLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE DEL SETTORE SERVIZI SOCIO-ASSISTENZIALI

(indetta con determinazione dirigenziale n. 29 del 09/06/2010)

La Direzione Generale – Ufficio Sviluppo Organizzativo – in applicazione di quanto previsto dal Capitolo II della metodologia M.A.V.P.O. adottata con deliberazione di G.C. n. 217/2003, con il presente Avviso riapre i termini di presentazione delle istanze per il conferimento dei n. 2 incarichi relativi alle Posizioni Organizzative di seguito indicate, ridefinite e graduate con deliberazione di G.C. n. 92 del 13/05/2010:

1. “Responsabile Ufficio di Servizio Sociale” c/o il Settore Servizi Socio-Assistenziali – Staff Dirigente Coordinatore (Tipo C – Area Socio-Assistenziale);
2. Responsabile Interventi Socio Assistenziali in favore di disabili e gestione Ufficio H” c/o il Settore Servizi Socio-Assistenziali – Servizio interventi Socio Assistenziali e integrazione sociale (Tipo C – Area Socio-Assistenziale).

DOMANDA DI PARTECIPAZIONE

La scheda curriculum tipo - rinvenibile sulla rete INTRACOM alla voce DIREZIONE GENERALE/POSIZIONI ORGANIZZATIVE/ SELEZIONE 2010 - dovrà essere inviata via e-mail all’indirizzo di posta elettronica dell’Ufficio (svilupporganizzativo@comune.palermo.it) - esclusivamente dall’account assegnato dal Comune di Palermo al nominativo che intende partecipare alla selezione – entro il termine perentorio di giorni 7 dalla pubblicazione del presente Avviso mediante affissione all’Albo Pretorio e precisamente entro le ore 17,30 del 16//06/2010.

La scheda curriculum tipo, debitamente firmata e datata dal dipendente interessato, potrà, in alternativa, essere consegnata direttamente all’Ufficio Sviluppo Organizzativo – c/o la Direzione Generale – Palazzo Palagonia alla Gancia – Via del IV Aprile n. 4 entro le h. 17,30 del medesimo termine perentorio.

Si precisa che sono in ogni caso fatte salve le domande precedentemente presentate in forza dell’Avviso del 24/05/2010, se in regola con i requisiti generali di partecipazione richiesti dal presente Avviso.

PER QUANTO ATTIENE AI REQUISITI DI PARTECIPAZIONE, MODALITA’ DI SELEZIONE E CONFERIMENTO DEGLI INCARICHI SI RIMANDA A QUANTO INDICATO NELL’AVVISO DEL 24/05/2010.

Il Dirigente Responsabile
dell'Ufficio SVO

Epifani ai 100mila di piazza del Popolo, manovra pagata dai soliti noti


Una manovra iniqua, non giusta e non solidale, dove chi più ha non ci mette un euro e a rimetterci sono i soliti noti, e che non ha nulla di europeo ma è anzi “provinciale e di comodo” con un forte blocco sociale che ne viene esentato. Lo ripete da tempo la CGIL e lo ha ribadito ancora una volta oggi sabato 12 giugno dal palco della manifestazione 'Contro la manovra economica del governo - Tutto sulle nostre spalle', il segretario generale dell'organizzazione sindacale, Guglielmo Epifani, davanti ad una platea, festante e rossa, di oltre 100mila manifestanti. Un intervento puntuale, quello del leader della CGIL, che ha smontato punto per punto la correzione di bilancio adottata dal governo, attraverso tanti 'no' ma soprattutto attraverso tanti 'sì', quelli 'giusti' della CGIL, perché “un altro disegno per costruire il futuro del paese è possibile”.Lo ha chiarito subito il Segretario Generale, “c'era bisogno di una manovra di correzione dei conti pubblici perché troppo grandi sono i rischi prodotti dalle manovre speculative”, ma non lascia passare in cavalleria gli oltre due anni persi dal governo che ha negato, contro ogni evidenza, la crisi e i suoi devastanti effetti. “La CGIL si batte per l'interesse generale del paese”, ha detto Epifani, precisando come non ci siano nella sua azione particolarismi, ma andava chiarito che “non ci chiamiamo Alice e non viviamo nel paese delle meraviglie” ed è per questo che c'era bisogno che il governo avesse “un filo di coerenza” e di “chiedere scusa al paese per aver detto che la crisi stava finendo”.“Troppo tempo avete fatto passare: due anni di crisi” e intanto quest'ultima ha prodotto un milione di disoccupati in più. E adesso, alla luce di “una crisi dove nessuno di noi porta responsabilità, a pagarla siamo soltanto noi. Non è giusto e la si deve finire”. Così, ha precisato Epifani, “non è il se andava fatta la manovra ma il come: sì a una manovra ma no a questa”. La CGIL e la sua gente, con il senso di responsabilità che la contraddistingue, è ancora una volta disponibile a fare sacrifici ma non da sola. I lavoratori, quelli del settore pubblico, della scuola, dell'università e della ricerca, ovvero quelli che Epifani definisce essere “i lavoratori della Repubblica” pagano, infatti, sette-volte-sette la manovra: con il blocco dei rinnovi contrattuali; col fatto che non avranno parte di ciò che è stato rinnovato; nessun automatismo; con la modifica al meccanismo di fuoriuscita; col taglio agli organici a partire dai precari che hanno già perso il lavoro; con l'innalzamento dell'età pensionabile.“Contro la cappa di conformismo” che copre il paese la CGIL continuerà a svolgere il suo ruolo. “La CGIL dice cose giuste e non piegherà la schiena - ha affermato Epifani dal palco -. E se ci accusano di dire dei no, che è di per se una scelta di libertà, mi permetto di aggiungere che quando diciamo dei no diciamo allo stesso tempo sì a cosa bisognerebbe fare”. Dalla CGIL “nessun pregiudizio ostativo” ma un lungo elenco di sì: “Più rigore, più serietà, più responsabilità, più unità del paese, più occupazione soprattutto per i giovani, più investimenti, più giustizia fiscale, più rispetto e dignità per gli anziani e i migranti, più rispetto per i lavoratori pubblici e privati”.Quindi, punto per punto, le critiche che hanno smontato il provvedimento del governo. A partire dal combinato disposto sulle pensioni, l'allungamento dell'età pensionabile per le donne nel pubblico impiego e l'introduzione delle 'finestre mobili', “provvedimenti che invece che equiparare accentuano le differenze quando si è disuguali su tutto” e nella consapevolezza che, prima o poi, arriverà “il furbetto” che chiederà l'equiparazione anche nel settore privato. E sull' “elegante termine” delle 'finestre mobili', Epifani ha chiesto che si faccia chiarezza su quei lavoratori potenzialmente coinvolti e adesso in mobilità. “C'era bisogno di reintrodurre la flessibilità in uscita - ha ricordato Epifani - ma soprattutto restano fuori le vere vittime del sistema previdenziale: i giovani precari”. Così come ha messo in guardia il governo dalla scadenza imminiente della cassa integrazione in deroga e con l'inevitabile problema che le Regioni avranno nel rifinanziarla con i tagli operati dalla manovra.E alla vigilia della discussione in sede parlamentare del collegato lavoro, un passaggio su quel provvedimento “che riguarda i diritti dei lavoratori del settore privato e reinviato alle Camere dal Presidente della Repubblica” dove “nulla è stato cambiato”. Rimangono, infatti, con la norma sull'arbitrato i vizi di incostituzionalità attraverso i paletti posti al diritto di ricorre per un lavoratore al giudice. Ma sono tante le questioni aperte, come quella fiscale, lo scudo fiscale irrisoriamente tassato, la reintroduzione della norma sulla tracciabilità, la mancanza di una politica industriale, di un progetto per il paese declinato in termini di lavoro e occupazione e che si attento ai giovani e al Mezzogiorno. Per la CGIL così come dal Congresso è prioritario un 'Piano per il lavoro' e la condizione di lavoratori come quelli che all'Asinara, in Sardegna, sono rinchiusi da due mesi “combattendo una battaglia per rivendicare diritti e occupazione”.Infine, ha ricordato, a Milano il 2 giugno la CGIL ha manifestato per la festa della Repubblica e per la Costituzione: “ogni giorno c'è qualcuno che dice che va cambiato un articolo: il primo, il 21, il 41, il 65. Chiedo che si smetta di dare i numeri per cortesia. Con questa Costituzione il Paese in vent'anni è diventato il quinto Paese più avanzato. La Costituzione non c'entra nulla se il Paese va avanti o indietro”. Ed è nel valore della Costituzione che il sindacato si oppone alle leggi bavaglio: “sì al rispetto della dimensione privata - ha concluso Epifani - ma nessun ostacolo alla giustizia”.

Reato di tortura... Italia leggermente controcorrente



L'Italia dice no alle Nazioni Unite sull'introduzione del reato di tortura. Comunicato Stampa di Rosa Pavanelli, Dipartimento internazionale Fp-Cgil
Nel corso della seduta del 9 giugno del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, l'Italia ha respinto la raccomandazione con la quale era stata invitata a introdurre il reato di tortura nel nostro codice penale. Una dimostrazione della scarsa sensibilità che il Governo Berlusconi ha sul tema dei diritti umani, un colpo all'immagine del nostro Paese e della sua democrazia. Le morti drammatiche di Stefano Cucchi e di Giuseppe Uva, che si aggiungono a casi eclatanti come quello della caserma di Bolzaneto, hanno di recente sollevato sdegno in tutta Italia evidenziando come la tortura rischi di essere una pratica che coinvolge anche il nostro sistema nelle situazioni di restrizione della libertà. In tempi nei quali il Governo si esercita con furioso accanimento nel ridurre le libertà personali, ci sembra un pessimo segnale. Spiace constatare come i media non abbiano dato rilievo a un problema che meriterebbe una forte reazione di coloro che ancora vogliono difendere le libertà e la dignità delle persone, che reclamano il rispetto dei diritti umani come cardine per la difesa di una democrazia sostanziale. Nella stessa seduta il Consiglio per i diritti Umani delle Nazioni Unite ha espresso critiche e preoccupazioni su altre tre questioni: l'aumento di comportamenti razzisti e discriminatori contro gli immigrati e le popolazioni Rom e Sinti; il trattamento e il respingimento dei migranti irregolari e i richiedenti asilo; le crescenti restrizioni alla libertà di espressione e al diritto di informazione. Critiche e preoccupazioni che non possiamo che condividere.
Roma, 11 giugno 2010