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venerdì 28 maggio 2010

12 GIUGNO 2010 P.ZZA DEL POPOLO - ROMA

CORTEO DA P.ZZA DELLA REPUBBLICA, COMIZIO IN P.ZZA DEL POPOLO
2010/2013 LE RETRIBUZIONI COMPLESSIVE NON POSSONO SUPERARE QUELLE DEL 2009
RINNOVI CONTRATTUALI BIENNIO 2008/2009 NON POSSONO PREVEDERE AUMENTI SUPERIORI AL 3.2%
BLOCCO DEL RINNOVO CEI CCNL 2010/2013
RIDUZIONE DEL 50% DELLA SPESA DEL 2009 PER I CONTRATTI FLESSIBILI
ESTENSIONE DEL LIMITE DELLE ASSUNZIONI...
NON MANCARE, TI STANNO RUBANDO LO STIPENDIO

giovedì 27 maggio 2010

Le misure allo studio del Governo - elenco tagli...to be continued



Scheda: le misure allo studio del Governo
Intervento da 24 miliardi diviso tra il 2011 e il 2012» Riflessi sul Pubblico Impiego della manovra economica


Prende dunque forma la manovra che il Governo si appresta a varare, sotto forma di decreto legge. Dopo l’incontro con le parti sociali, dalle notizie emerse, si profila una manovra da 24 miliardi di euro, 12 per il 2011 e 12 per il 2012 ma che, secondo alcuni, alla fine potrebbe essere più consistente se si considerano anche alcuni rifinanziamenti per il 2010, come quello per le missioni internazionali di pace. Ecco in sintesi le misure allo studio previste dal governo:- TAGLI A MINISTERI.

La sforbiciata lineare è del 10% ma su alcune voci, come formazione o missioni, si arriva al dimezzamento della spesa. Arriva anche un esplicito “divieto” per le sponsorizzazioni. Giro di vite sulle auto blu. -

TAGLI AI PARTITI. Il tema è ancora in discussione. La bozza di Tremonti prevede di dimezzare il contributo per le spese elettorali e uno stop alle quote annuali se c’è uno scioglimento anticipato delle Camere. I politici eletti che hanno incarichi nella pubblica amministrazione dovranno accontentarsi di rimborsi spese e gettoni al massimo di 30 euro.-

PAGAMENTI E TRACCIABILITA’. Torna il tetto a 5.000 euro per i pagamenti in contanti (ma alla fine dovrebbe attestarsi a 7.500 euro) e arriva l'obbligo di fattura telematica oltre i 3.000 euro.-

LOTTA EVASIONE. I comuni che collaboreranno incasseranno il 33% dei tributi statali incassati.-

TASSE SU BONUS MANAGER. Salgono le tasse sulle stock option, le azioni date ai dirigenti delle società, ma anche sui “bonus” dei manager e dei banchieri che eccedono il triplo della parte fissa della retribuzione.-

TEMPI SPRINT PER CARTELLE. L'accertamento e l'emissione del ruolo diventano contestuali rendendo più corto il tempo per contestazioni e ricorsi. In questa norma potrebbe essere inserita anche l'inversione dell'onere della prova, come già fatto per i capitali detenuti all'estero.-
STRETTA SUL GIOCO CLANDESTINO. L'evasione dell'imposta sui giochi, una volta accertata, avrà riflessi anche ai fini delle imposte dirette. Nasce l'Agenzia che sostituisce i Monopoli e entrano in campo per i controlli a fianco dell'Aams, l'Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza. -

CONDONO EDILIZIO E CASE FANTASMA. Confermata la sanatoria sugli immobili fantasma. Si ipotizza però un ampliamento di questa norma. Come in tutti i condoni la proposta potrebbe arrivare in Parlamento in sede di conversione del disegno di legge.-

PER PENSIONE INVALIDITA’ SALE A 80%. Sotto questa soglia niente benefici. Previsti anche 200.000 controlli l'anno.-

IRAP ZERO PER NUOVE IMPRESE SUD. Le regioni del Mezzogiorno avranno la possibilità di istituire un tributo proprio sostitutivo dell'Irap con riferimento alle imprese avviate dopo l'entrata in vigore del decreto legge con l'opportunità di ridurre o azzerare l'Irap.-

STOP TURN-OVER P.A. Confermato per altri due anni.-

TAGLI A MINISTRI. Lo stipendio verrà decurtato per il 10% nella parte eccedente gli 80.000 euro. Taglio del 10% anche per i magistrati del Csm.-

MANAGER P.A., SFORBICIATA 5-10%. Sotto i fari gli stipendi oltre i 90.000 e oltre i 130.000 euro. Ma sulle soglie possibile qualche ritocco finale.-

INSEGNATI SOSTENGO. Congelato l'organico.-

CONTRATTI PUBBLICO IMPIEGO. Congelati i vecchi contratti al 3,2% e niente rinnovo per il prossimo biennio.-

DIVIDENDI A RIDUZIONE DEBITO. A partire dal 2011 500 milioni di dividendi che arrivano dalle società statali saranno impiegati per la riduzione degli oneri sul debito pubblico. La parte eccedente andrà invece a riduzione del debito.-

TAGLI A COSTI POLITICA PRO CASSA INTEGRAZIONE. Le riduzioni di spesa che decideranno il Quirinale, il Senato, la Camera e la Corte Costituzionale, nella loro autonomia, serviranno a finanziare la Cassa Integrazione.-

PENSIONI. Si confermano le indiscrezioni sul rinvio delle finestre per il pensionamento e per il riordino degli enti. La novità è invece l'accelerazione dei tempi per l'aumento dell'età pensionabile a 65 anni per le donne dipendenti del pubblica amministrazione.

Manovra Finanziaria: Nota di Rossana Dettori Segretaria generale FP CGIL



La giornata di ieri si è caratterizzata, come era d'altronde prevedibile, per un convulso e, per certi versi prevedibile, affastellarsi di notizie, smentite, precisazioni e dichiarazioni stampa sulla manovra finanziaria che il Governo stava apprestandosi a varare nel Consiglio dei Ministri. Sono ancora molti i punti sui quali è difficile esprimere un giudizio considerando, appunto, la mancata presentazione di un testo ufficiale, ancora stamane, da parte del Governo.


Altrettanti, però, i punti ormai chiari, come ad esempio: blocco dei contratti pubblici fino al 2013; blocco del turn over fino al 2015; licenziamento del 50% del personale a tempo determinato; rinvio dei pensionamenti di oltre sei mesi.


Si approfitta della manovra per portare un ulteriore attacco alle Pubbliche Amministrazioni, anche attraverso un attacco alle condizioni di lavoro dei dipendenti pubblici. Le Amministrazioni pubbliche sono colpite, ferocemente, proprio nella loro capacità/possibilità di erogazione di servizi alla persona, ai cittadini, in special modo quelli socialmente più esposti.


Il personale letteralmente derubato, negli stipendi che non potranno tutelarli dalla ripresa dell'inflazione, nella speranza di miglioramento delle proprie condizioni di lavoro, spogliati finanche della possibilità di vedersi rinnovato un contratto di lavoro "precario".


Tutto questo si affianca all'attacco generale dei diritti del lavoro, che il Governo sta attuando, alla crisi che ha già tagliato un milione di posti di lavoro e di fronte alla quale il Governo non è intervenuto. Tutto questo di fonte alle scelte dell'Esecutivo che continua a penalizzare i redditi da lavoro e da pensione, senza intervenire sulle rendite finanziarie e sui grandi patrimoni.


Sono già tante le situazioni nelle quali RSU, comitati degli iscritti, lavoratori non organizzati hanno assunto iniziative di mobilitazione e di protesta contro questo vero e proprio "sacco" nei confronti dell'amministrazione pubblica e dei lavoratori dipendenti. Sappiamo che a quelle di ieri se ne aggiungeranno altre: lavoratrici e lavoratori, soprattutto delle funzioni centrali, stanno manifestando e manifesteranno ancora la loro rabbia e lo faranno attraverso visibili forme di protesta.


Dobbiamo preparare, adeguatamente, il terreno per una grande iniziativa di mobilitazione e protesta delle Categorie del Pubblico Impiego della Cgil. Un primo appuntamento di mobilitazione si realizzerà il 12 Giugno, confermando, quindi, il percorso sul quale abbiamo discusso e convenuto nell'ultimo direttivo nazionale della Categoria. Appare evidente, a questo punto, quanto sia determinante la nostra capacità di agevolare, indirizzare e coordinare, in queste ore, la reazione dei lavoratori e dei cittadini colpiti da questa manovra ingiusta, iniqua, sbagliata. Roma, 26 maggio 2010

mercoledì 26 maggio 2010

Bando 26 P.O. ridefinite e corrette












Con delibera n. 92 del 13/05/2010, http://scedelibere.comune.palermo.it/scedelibere/jsp/home.jsp?modo=tabella, la giunta Comunale ha deliberato per il conferimento a 26 posizioni organizzative - ridefinite e graduate.





In allegato l'avviso di bando visionabile su :http://192.168.20.45/JCQDRed/CQDView.jsp?ep=DIRGEN&home=/intracom/




possono partecipare i dipendenti appartenenti alla ctg D secondo i criteri generali: A ( non previsto alcun titolo di studio specifico) B ( lauree specifiche in funzione dell'Area di attività alla quale la posizione afferisce - giurisprudenza, economia, ingengneria, architettura, agraria, scienze politiche, lettere e\o filosofia, scienze statisstiche, pedagogia o materie letterarie o scienze biologiche) C ( non previsto alcun titolo di studio specifico)

Anzianità di servizio di anni 10



Gli importi variano da €5165 [11 p.o.] a € 9599 [1 p.o.] per un totale complessivo di €172502. La parte del leone spetta alla Polizia Municipale [ ovviamente con la p.o. più remunerata] con ben 8 P.O. per un tot. di € 66323 pari al 38% della spesa complessiva.

Che dire...rivoglio i giacobini

La sorveglianza sanitaria prevista dal D.Lgs 81/08


Sempre più frequentemente, viene rivolto il quesito sulle visite mediche di controllo, se la sorveglianza sanitaria prevista dal Dvr non è obbligatoria.
Sgombriamo il campo dai dubbi chiarendo che, la sorveglianza sanitaria di cui all'art. 41 del D.Lgs 81/08 è effettuata dal medico Competente o nei casi previsti dalla normativa vigente e dalla Commissione consultiva prevista dall'art.6 del medesimo decreto o qualora il lavoratore ne faccia richiesta e il medico competente ritenga che la stessa sia correlata ai rischi lavorativi (D.Lgs 81/08 art. 41 comma 1 lettera b)
Nella fattispecie della richesta di visita medica richiesta dal lavoratore:
la sorveglianza sanitaria comprende ( art. 41 comma 2 lettera c), la visita medica, se ritenuta dal medico competente correlata ai richi professionali o alle condizioni di salute, al fine di esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica.
Cosa deve fare il lavoratore: richedere la visita medica al medico competente, per il tramite del proprio Dirigente ove presta servizio e produrre tutte le certificazioni sanitarie ove si attesti il peggioramento dello stato di salute conseguente all'attività svolta.
Nota bene: il medico competente sottoporrà il lavoratore, soltanto su suo giudizio, a esami clinici e diagnostici o diagnostiche (a spese del datore di lavoro) al fine di esprimere un giudizio di idoneità alla mansione specifica.

Lettera al Presidente della Repubblica, contro la Legge sulle intercettazioni


Data la gravità della situazione, riteniamo necessario non lasciare nulla di intentato, e vi esortiamo a inviare il seguente messaggio al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per chiedere di non firmare il ddl Alfano sulle intercettazioni.
1) copia il messaggio
3) incolla il messaggio
4) inserisci i tuoi dati (impiegherai qualche secondo, ma è per una giusta causa)
5) clicca su invia
6) riceverai poi un’email sul tuo indirizzo di posta elettronica dal Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica: clicca sul link contenuto nell’email per confermare l’invioOggetto: scegliete voi il testo dell’oggetto per evitare che le email vengano bloccate
Al Signor Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Le scrivo per chiederLe di non promulgare la legge sulle intercettazioni, che, a quanto pare, verrà approvata dal Parlamento in tempi inspiegabilmente rapidi (si tratta realmente di una priorità per il nostro paese?). Ritengo questo provvedimento lesivo del mio diritto di essere informato perché i cittadini hanno il diritto di sapere e di essere correttamente informati! I diritti di espressione e di informazione non possono essere sacrificati in nome della tutela del diritto alla riservatezza. La tutela della privacy non si persegue imbavagliando la stampa e l’editoria, e neppure limitando le intercettazioni perché, così facendo, si ostacola il prezioso lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine nella loro quotidiana lotta alla criminalità. Se effettivamente si vuole regolamentare le intercettazioni, si preveda l’introduzione di una “udienza-filtro”, cioè la possibilità per il magistrato di sottoporre ad un ulteriore stralcio i testi delle intercettazioni e degli altri atti portati a conoscenza delle parti, per secretare quei passaggi che riguardino terze persone estranee all’inchiesta o anche gli stessi indagati, ma per aspetti privati non essenziali all’indagine. Ma non si privi mai l’opinione pubblica del diritto di conoscere e di capire.Si sente spesso dire che il Parlamento è lo specchio della società. Bene, lo si sappia chiaramente: moltissimi cittadini, dei più diversi orientamenti politici, considerano il ddl Alfano una vera e propria censura. I nostri rappresentanti politici non possono in alcun modo arrogarsi il diritto di censurare la stampa, perché è l’unico strumento che permette a noi cittadini di verificare il loro operato. Tutta la classe politica italiana deve tenere ben presente che, in democrazia, gli eletti sono tenuti a rendere conto di ciò che fanno agli elettori. E, nelle vesti di amministratori pubblici, i politici hanno il dovere della trasparenza.Mi rivolgo quindi a Lei, il garante della Costituzione, affinché a tutti i cittadini italiani vengano assicurati i diritti di espressione e di informazione, quegli stessi diritti che la Corte Europea dei diritti dell’uomo ha definito prevalenti sul diritto alla riservatezza.Cordiali saluti

Diritto di replica corsi e saune




In riferimento alla nota dello SVO 393309/P, si allega la nota inviata a tutti gli Uffici e Servizi, circa le velate accuse della scrivente organizzazione Sindacale per le critiche ai corsi dirigenti-centri benessere.




lunedì 24 maggio 2010

nota dell'ANPI al Sig. Sindaco




Ospitiamo con immenso piacere, la nota scritta dall'ANPI Palermo e inviata alle Istituzioni cittadine, per lo sdegno civile maturato a seguito della pubblicazione dei manifesti pubblicitari, con in defunto didattore nazista.

Cammarata, se ci sei, batti un colpo!




Assegno Nucleo Familiare - linee guida e modulistica

LINEE GUIDA PER L’ACCETTAZIONE E GESTIONE DELLE RICHIESTE DI ASSEGNO NUCLEO FAMILIARE (Art. 2 D.L. 13.3.88 n. 69 convertito in legge 13.5.88 n. 153) 2010




modulistica






















23 maggio 1992 Capaci (da Repubblica.it)



Mafia e non solo mafia. Per Giovanni Falcone, per Paolo Borsellino, per tutti i cadaveri eccellenti che hanno segnato il calvario di Palermo. La mafia siciliana è stata il braccio armato, i nomi degli altri mandanti sono nascosti in carte abbandonate o perdute, dimenticate, eliminate o fatte sparire. Come quelle sul mancato attentato all'Addaura del giugno 1989.O come quelle sulla strage di via D'Amelio del 19 luglio 1992, atti lasciati marcire in un deposito, colpevolmente e "legalmente" occultati. Diciotto anni dopo Capaci ricomincia da lì, da quelle carte, l'indagine per scoprire chi ha ucciso il giudice Falcone.Un paio di settimane fa avevamo dato notizia della riapertura dell'inchiesta giudiziaria 1 su quei candelotti di gelatina esplosiva piazzati per far saltare in aria il magistrato: capovolta la scena del crimine (i sicari venuti da terra e non dal mare come si era sempre ipotizzato), testimoni che raccontano di "presenze estranee" a Cosa Nostra, il sospetto sempre più consistente che insieme a uomini di mafia ci fossero quel giorno anche uomini degli apparati. L'attentato dell'Addaura, seppur fallito, ha rappresentato l'inizio delle grandi manovre per assassinare Giovanni Falcone. Quella volta si è salvato grazie all'intervento di due poliziotti - Nino Agostino ed Emanuele Piazza - ma tre anni dopo chi lo voleva morto è riuscito a portare a termine la missione. E' una trama che parte dall'Addaura, passa da Capaci e poi si allunga fino in via D'Amelio. Ogni indagine su ogni massacro ha rilevato quelle "presenze estranee". Tracce sempre più evidenti. L'agente dei servizi con la faccia da "mostro" che è stato visto dalle parti dell'Addaura, l'agente dei servizi che stava "preparando" l'auto imbottita di tritolo che sarebbe servita a uccidere Paolo Borsellino, l'agente dei servizi che ha lasciato le sue impronte e i suoi numeri di cellulare sulla collina dove c'era Giovanni Brusca a premere il dispositivo per squarciare l'autostrada. In ogni strage c'erano loro.
Frammenti di questa nuova verità affiorano ormai da tutte le indagini. Con un ritardo di due decenni, i procuratori di Palermo e di Caltanissetta (i primi indagano sulle trattative fra i Corleonesi e pezzi di Stato, i secondi sull'uccisione dei magistrati) uniscono le risultanze delle loro investigazioni e orientano le loro mosse per scoprire chi e perché, oltre ai boss di Cosa nostra, ha voluto scatenare quella guerra in Sicilia e in Italia. L'unico responsabile individuato, Totò Riina - processato e condannato - adesso appare come uno dei mandanti e non più come il solo mandante. "Totò Riina è stato giocato, è stato messo nel sacco da qualcun altro che gli ha fatto fare quelle stragi e poi l'ha inchiodato per destinarlo al carcere eterno", confessa uno dei magistrati che ha seguito passo dopo passo le inchieste. Usato e sacrificato. Da altri poteri. Da chi si voleva liberarsi di Falcone e Borsellino ma anche dai Corleonesi. Con quelle stragi ha ottenuto due obiettivi: l'altro mandante ha ottenuto tutto.Diciotto anni dopo emergono altri frammenti di verità. Le famigerate trattative fra mafia e Stato (ne parla oggi il figlio di Vito Ciancimino, le hanno rivelate pentiti, tardivamente le hanno ricordate perfino ex ministri della Repubblica) si intersecano con le stragi, temporalmente e strategicamente. I personaggi che sino a qualche mese fa sembravano i più invischiati in questa cospirazione, come per esempio il generale Mario Mori e il colonnello Giuseppe De Donno, in realtà sembrano figure secondarie che hanno svolto un ruolo marginale nell'incrocio dei patti e dei ricatti. Sono ben altri i protagonisti - o così almeno sembra - di quest'intrigo che non è cominciato nell'estate del 1992 ma molto tempo prima. Protagonisti come quel "signor Franco" o "Carlo", l'alto funzionario dei servizi segreti che per tre decenni ha fatto accordi con Vito Ciancimino.Sono due i livelli del coinvolgimento degli apparati di sicurezza all'ombra delle stragi: ci sono i servizi sospettati di aver trattato con la mafia e ci sono i servizi sospettati di avere avuto un ruolo attivo negli attentati. Il compito di svelare tutti questi misteri è stato consegnato a un funzionario della Dia di Caltanissetta, uno solo. Da dodici mesi è l'unico poliziotto che indaga sulle stragi. E' l'altra faccia dello Stato diciotto anni dopo.Da una parte lo Stato sfila, commemora, ricorda i suoi eroi Falcone e Borsellino. Dall'altra affida la scoperta della loro morte a un solo giovane poliziotto che è anche probabilmente "spiato" - come i magistrati titolari delle inchieste - dai soggetti intorno ai quali investiga. Diciotto anni dopo Falcone e Borsellino. Ma si potrebbe fare un altro salto indietro nel tempo. Trent'anni dopo il procuratore Gaetano Costa e il presidente della Regione Piersanti Mattarella. Trentuno anni dopo il commissario Boris Giuliano e il consigliere istruttore Cesare Terranova. Trentuno anni dopo il segretario della Dc di Palermo Michele Reina. Ventotto anni dopo Pio la Torre e Carlo Alberto dalla Chiesa. Ventisette anni dopo il consigliere istruttore Rocco Chinnici. Sono stati solo Totò Riina e i suoi Corleonesi a segnare il calvario di Palermo